In Economia

DI FUNNYKING*

La festa è finita, almeno fino quando non ne comincerà un’altra. Mi riferisco agli indici di borsa mondiali, drogati dalla liquidità immessa a forza dalle banche centrali. E’ bastato che la FED desse per NON imminente un altro round di Quantitative Easing per spegnere la luce sui mercati principali.

Ogni singolo addetto ai lavori sa che nel recente rialzo dei listini non vi è nulla che rifletta le reali condizioni delle economie, a partire da quella americana. Gli USA oggi godono di una ridicola crescita del PIL del 2-3% a fronte del combinato disposto di un deficit federale del 8,75% (che diventa 11,5% contando anche i deficit delle amministrazioni locali, come si fa in Italia), e di una costante immissione di nuova moneta da parte della FED.

Mentre scrivo ecco quale il VERO stato del debito pubblico USA (dati elaborati da http://www.usdebtclock.org/)  :

ScreenHunter 02 Apr. 09 11.39 Borse: Ritorno al Panico (Frequente e Consueto)

….contato come in Italia gli Stati Uniti hanno un debito di tutte le pubbliche amministrazioni del 122,32% cioè maggiore al nostro.

In quanto a Deficit invece (altro che pareggio)

ScreenHunter 03 Apr. 09 11.39 Borse: Ritorno al Panico (Frequente e Consueto)

+11,64% di deficit e il PIL americano sale del 2-3%??? No dico? Questa sarebbe crescita?

In realtà ancora una volta una pletora di parassiti sta distruggendo il fututro dei figli (vi ricorda niente?). Obama può ben essere descritto il Craxi a stelle e strisce.

In europa, il ritorno alla realtà è cominciato con una settimana di anticipo. Il mercato ancora una volta ha dovuto fare i conti con la volontà della Germania di limitare il più possibile altri interventi per “salvare” i paesi periferici.

I politici tedeschi devono fare i conti con un opinione pubblica sempre più contraria a inutili salvataggi (con soldi dei cittadini tedeschi), e anche con un sentimento pubblico sempre più marcatamente avverso all’intera costruzione europea. In altre parole, almeno fino alle prossime elezioni di Settembre 2013, la Germania tenderà via via a chiudere sempre di più i rubinetti e sarà sempre più ostile ad altri interventi per salvare singoli paesi europei (almeno con soldi tedeschi se qualcun altro vuole salvare… faccia pure)

Rimane la BCE reduce dal più grande intervento monetario non -convenzionale della storia dell’umanità. I due LTRO di Dicembre e Febbraio hanno immesso di botto circa 600 miliardi di nuova liquidità nel sistema bancario (1 triliardo lordo, ma 400 miliardi sono stati usati per chiudere altri prestiti bce alle banche fatti a condizioni peggiori rispetto all’1% dell’LTRO)

La mia impressione è che quel mega-prestito sia stata una mossa al limite della disperazione per evitare il collasso del sistema bancario europeo. Di fatto però, sull’economia reale questa immane massa di euro non ha avuto nessun effetto. La crisi in europa come in america si è trasformata da crisi di liquidità in crisi di solvibilità.

Il problema centrale sta nel fatto che l’intero sistema economico/finanziario/industriale/militare è sovradimensionato. Tarato su un economia drogata dal debito. Consumatori e Stati (con la notevole eccezione degli USA, destinati a schiantarsi contro un muro), in tutto il mondo, rifiutano di fare altro debito ai ritmi del passato. ne consegue una minore richiesta di beni e servizi.

Per questo i debiti, oggi sono impagabiliColoro che li hanno contratti e concessi, lo hanno fatto sulla base di ipotesi di solvibilità sbagliate. 

Ad un certo punto abbiamo visto e vissuto quale fosse il limite al debito in circolazione. Il crac del 2008 è partito dal sistema finanziario e dalle borse, come al solito i mercati finanziari hanno largamente anticipato quello che sarebbe avvenuto più lentamente nell’economia reale.

Nel 2008 si pensava di essere di fronte ad una “semplice” crisi finanziaria e dunque, per rimediare, che  bastasse immettere nuova liquidità. Niente di più sbagliato. Nel 2008, in realtà, è esplosa una gigantesca e devastante crisi di solvibilità e di sovracapacità produttiva.

La via giapponese

Per tirare a campare, Europa e Stati Uniti hanno scelto la via giapponese, cioè quella di una progressiva immissione di massicce dosi di liquidità per evitare un crollo immediato del sistema finanziario. Il tentativo è quello di diluire nel tempo gli effetti della ristrutturazione dei sistemi economici e sociali.

Io credo che non potrà funzionare, perchè gli ne gli Stati Uniti ne l’Europa hanno un mercato esterno abbastanza grande da assorbire almeno in parte la propria sovracapacità produttiva. Il Giappone, pur facendo un debito pubblico del 240% e stampando trilioni di YEN, è sopravvissuto grazie all’enorme flusso di merci prodotte sul suolo nipponico e vendute all’estero.

Stati Uniti ed Europa SONO IL MERCATO, non esiste qualcosa di esterno, abbastanza grande da assorbire la nostra sovracapacità produttiva. Quindi ad un certo punto dovremo affrontare un qualche tipo di shock, ed anzi Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia lo stanno già sperimentando.

La festa è finita? Quali opzioni

Si questa festa della liquidità è finita. Ma non dubitate presto ne ricomincerà un’altra di dimensioni ancora maggiori e di durata sempre minore. Le banche centrali interverranno ancora, vi posso anticipare che già questa settimana prossima toccherà al Giappone ad aprire le danze della rotativa.

Le opzioni che rimangono per difendersi sono una buona dose di Oro fisico e alcune azioni selezionate, meglio se multinazionali e con l’attitudine a dare buoni dividendi sostenibili. Il consiglio per i dannati del trading è quello di avere la pazienza di aspettare uno dei frequenti (e consueti) momenti di panico per comprare. Poi non farsi scrupolo di vendere quando tutti i media sussidiati diranno (ancora una volta) che il peggio è passato.

Credo che un frequente e consueto momento di panico sia molto vicino.

* Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2012/04/borse-ritorno-al-panico-frequente-e-consueto.html

 

 

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