In Anti & Politica, Economia

DI FRANCESCO CARBONE*

Era il 2 Aprile. Monti dichiarò: la crisi è superata, l’Italia è solida. Poco lungimirante, sbagliato clamorosamente data di un giorno, avrebbe dovuto affermarlo il primo Aprile. Perlomeno si sarebbe procurato l’alibi del pesce. Ovviamente io ho riso lo stesso senza fare caso alla data. Io rido alle vuote parole di queste maschere da 10 anni, e non gliene frega niente a nessuno, pochi sanno che esisto, che esiste questo sito, e ancora pochissimi hanno letto i libri pubblicati da Usemlab che unici in Itaglia hanno “narrato” oltre che spiegato le ragioni di questa profondissima crisi che è appena solo agli inizi.

Stavolta però le parole di Monti le ha sentite anche il mercato e gli ha riso in faccia come ho fatto io, facendo pagare care le sue insulse affermazioni con una reazione che ha davvero dello sconcertante. In appena una settimana risiamo con i tassi sopra il 5.6% e lo spread sopra i 400 punti. L’indice italiano è crollato ai livelli della prima operazione LTRO. Le banche italiane ovviamente si sono ritrovate sotto un’ondata di vendita che fa veramente paura. Se avevo riso il due aprile oggi sono arrivato quasi a sbellicarmi. Davvero a volte il mondo ha un curioso modo di girare e in occasioni come questa fa davvero giustizia delle fesserie che una certa classe dirigente oramai senza più freni né decenza continua ad imbastire alle povere masse cornute e mazziate.

Personalmente la cosa che mi fa ha fatto più incazzare in tutti questi mesi di manovre inutili e chiacchiere demenziali è che i media e i farabutti dell’informazione siano riusciti a vendere la favola che il sig. Monti avesse ridato fiducia al paese, quando invece si trattava solo di speculazione al rialzo alimentata dal sig. Draghi.

Ma quello che trovo davvero impressionante è che a fronte di 1 trilione di euro, una cifra che pochi riescono davvero a immaginare, e a meno di due mesi dalla seconda tranche di 500 miliardi risiamo punto e daccapo. Un trilione, ma sapete cosa è davvero un trilione? Andate a questo sito e capirete. All’inizio dell’articolo vi ho postato solo l’immagine finale del trilione in banconote da 100: praticamente lo spazio occupato da un negozio dell’IKEA e coperto da bancote impilate ad altezza uomo. Questo è un trilione. E non è servito a NULLA se non a comprare 3-4 mesi di tempo e operare nel frattempo un ennesimo trasferimento di ricchezza a favore del settore bancario e finanziario!

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Come dissi già nel lontano 2008, per tamponare i buchi emersi allora ci sarebbe voluto una iniezione di liquidità pari ad un intero GDP mondiale, cioé circa 50 trilioni. Finora ne saranno stati immessi una quindicina, forse venti, che non essendo assolutamente sufficienti a coprire i buchi in maniera definitiva hanno comprato solo tempo facendo al contempo ulteriori danni. Si pensi che nei soli USA gli studenti hanno continuato ad accumulare debito raggiungendo di recente la bellezza del solito ammontare discusso sopra: 1 trilione. E i debiti in genere anzichè diminuire sono aumentati un po’ ovunque.

Cosa servirebbe a questo punto per tamponare o comprare ancora tempo? Non c’è dubbio che se le cose si avvitassero ulteriormente bisognerà intervenire per qualche altra trilionata. Draghi potrebbe uscirsene quintuplicando la posta, 5 trilioni di LTRO a 5 anni. Magari accompagnato da 5 trilioni di QE3 di Bernanke e da qualche altra spicciolata di trilioni di parte della Bank of England, la Bank of Japan, e la banca centrale svizzera. Poi alla scadenza dei primi LTRO via con altri 10 trilioni a 10 anni.

Questa sarebbe niente altro che la crescita esponenziale necessaria per tenere in piedi il più grande esperimento economico di tutti i tempi. Print or die! Print and Die!! A loro non restano altre alternative. La fine è comunque segnata, perlomeno a livello di sistema. Crollo del sistema monetario e fallimento in serie degli Stati sociali impossibilitati, per mancanza di risparmi reali, a tenere fede alle proprie promesse trilionarie. Fallimento reale o mascherato da monetizzazione diretta o indiretta, poco importa nella sostanza.

Tuttavia nel piccolo di ciascuno di noi ancora qualche via di fuga c’è e volendo, ci potrebbe essere anche a livello di città o regioni, qualora decidessero di fare quel che ha fatto l’Islanda, ripudiando il debito della propria nazione di appartenenza e scegliendo la via della secessione. Ma questo sotto la dittatura degli inferni fiscali non succederà. Parliamo quindi delle vie di fuga personali che sono sicuramente di più ragionevole portata e realizzazione.

Dieci giorni fa sono stato a Berlino con il gruppo organizzato da Paolo Barrai di Mercato Libero e da Stefano Bassi del Grande Bluff per l’operazione Valchiria. Devo ammetterlo: chiunque avesse un patrimonio immobiliare in questo paese derelitto, farebbe meglio a vendere qualche appartamento qua e a comprarne, con l’ammontare ricavato, un numero doppio nella capitale europea. Oltre la sicurezza di avere una proprietà in un paese che sicuramente pare garantirla meglio del nostro, otterrebbe complessivamente una rendita per affitti non uguale, ma perlomeno doppia anch’essa. Credo che il discorso possa essere esteso a tanti altri paesi esteri che offrono un profilo rischio rendimento ben più elevato sotto entrambi gli aspetti. Insieme, mi auguro, ne cercheremo anche altri (magari più al caldo e dove si parla una lingua più comprensibile).

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Poi, sia nel caso qualcuno abbia già agito, o avesse intenzione di agire prima che sia troppo tardi, bisogna cominciare a informarsi seriamente sugli aspetti fiscali concreti che interessano queste operazioni, di modo da fare sempre tutto alla luce del sole e nel pieno rispetto della legalità. Sia mai che il predone dopo averci mazziato, dopo averci costretto alla fuga, venisse anche ad accusarci di non avere rispettato le sue leggi massacratorie. Sempre con Paolo, Stefano e anche Zibordi di Cobraf, a Lugano nella giornata del 22 maggio si terrà una conferenza con la presenza di due fiscalisti e il seguente programma:

1) I segreti del quadro rw – come trattare fiscalmente immobili all’estero, affitti, conti correnti, capital gain e cedole lingotti d’oro opere d’arte ecc ecc !

2) La fiscalita’ per le famiglie che spostano l’attivita’ in svizzera /e l’attivita’ professionale. Vantaggi e svantaggi (se ci sono) nella scelta di vita lavorativa e familiare del canton ticino.

Chiunque volesse partecipare visiti il link già indicato per avere maggiori informazioni e quindi ci scriva una email per confermare la presenza. Ci sono solo 200 posti disponibili.

Se chi guida questo paese sembra avere tutte le serie intenzioni di distruggere fino in fondo la classe produttrice e la classe media, un domani per chi non avrà agganci con la politica e il suo vasto giro di privilegi ci saranno poche speranze di prosperare e vivere serenamente. Per la maggior parte sarà un esercito di proles furiosi in cerca del prossimo dittatore. Quindi, prima che il Titanic Itaglia affondi, urge salire su qualche personalissima scialuppa di salvataggio. Chi sta fermo può rivedersi il film Titanic, di prossima uscita anche in 3D, per sapere la fine che lo attende. Di stare a spiegarlo ancora una volta non ne ho voglia, ne parlai già a suo tempo. Meglio lasciare lo spazio alle immagini che hanno sempre più effetto, tantopiù se grazie alla tecnologie oggi ci vengono offerte in tre dimensioni.

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Ricordo infine ancora un paio di cose. Chi ancora non si è avvicinato ai metalli si prepari a cogliere le ultime occasioni di acquisto. Insieme alla caduta delle borse, potrebbe, mi auguro, verificarsi un ultimo giro di vendite forzate in stile liquidazione delle quali approfittare. In secondo luogo, il libro delle lezioni di Huerta è in stampa e sarà pronto tra una quindicina di giorni. Mi auguro e spero di poterlo promuovere quanto prima (insieme agli altri che lo hanno preceduto) anche con una specie di conferenza da portare e presentare nelle principali citta italiane. Chi è interessato può contattarmi alla solita email, prometto che stavolta risponderò.

 

* Link all’originale: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=790:il-grande-gufo

 

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Comments
  • Nicola
    Rispondi

    Io i libri di USEMLAB li ho comprati e letti. Li ho trovati eccezionali e le persone a cui li ho prestati mi hanno ringraziato per averglieli segnalati.
    Magari li avessi letti prima del 2008!

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