In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Le cancellerie, a cominciare da Palazzo Chigi, dovrebbero avere una squadra di psicologi o neurologi e di esperti di finanza comportamentale per trovare i modi migliori per indorare la pillola. E magari il ministero delle Finanze potrebbe assortire BoT e BTp di un sistema di lotterie, con ricchi premi e rendite vitalizie: chissà che questa “spinta” non triplichi le sottoscrizioni del nostro debito sovrano…” (F. Galimberti)

Commentando la scelta del governo guidato da David Cameron di avvalersi della consulenza di psicologi ed esperti di finanza comportamentale per migliorare la tax compliance dei contribuenti inglesi (scelta che, pare, stia dando buoni frutti allo Stato), Fabrizio Galimberti invita Palazzo Chigi a fare altrettanto, magari abbinando pure delle lotterie alle emissioni dei titoli di Stato.

Credo ci sia una grande differenza se la psicologia e la finanza comportamentale vengono usate da chi, ad esempio, si occupa di marketing e chi, invece, si occupa di tassare la gente. Invogliare i consumatori ad acquisire un bene o un servizio è parte integrante dell’attività di chiunque offra beni o servizi sul mercato. Alcuni danno a questa attività maggiore importanza, altri minore. Ognuno è ovviamente libero di seguire la strategia che preferisce. Ciò che conta, credo, è che non si compiano truffe o raggiri ai danni delle persone a cui si offrono i beni o i servizi.

Se si ritiene che la tassazione sia cosa buona e giusta, non c’è da stupirsi che si pensi di ricorrere anche alla psicologia per “indorare la pillola”. Resterebbe da spiegare, peraltro, come mai sia necessario indorare quella pillola; come mai, cioè, i cittadini non corrano pieni di giubilo a pagare le imposte. Il fatto stesso che si chiamino “imposte” credo dovrebbe essere illuminante.

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Tra l’altro, se un’azienda esalta le qualità dei propri prodotti presentandoli in modo tale da renderli desiderabili ai consumatori, questi ultimi restano pur sempre liberi di scegliere. In altri termini, un marketing efficace aiuta le vendite, ma non impone nulla ai consumatori.

Viceversa, se fosse lo Stato a “indorare la pillola”, il contribuente che non fosse “sedotto” dalle comunicazioni predisposte dagli esperti assoldati dal governo resterebbe pur sempre obbligato a pagare, pena pesanti sanzioni. In cambio di cosa? Nella migliore delle ipotesi, di servizi non richiesti; nella peggiore, di nulla.

Quando una persona è costretta a dare una somma di denaro in cambio di nulla o di qualcosa che non ha richiesto io resto dell’idea che sia vittima di un crimine. Un atto andrebbe giudicato per quello che è, non per chi ne è responsabile. Se ci si mette di mezzo qualcosa per indorare la pillola, si passa magari dall’estorsione alla truffa. Una soddisfazione da poco per il contribuente, a mio avviso.

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Showing 3 comments
  • CARLO BUTTI
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    Perfettamente d’accordo con Lei, come sempre, caro Corsini!

  • Dexter
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    Indorare la pillola ?
    Ma come si fa a credere ancora all’utilità del pagamento delle tasse in questo paese ?
    Le tasse servono anche a pagare una marea di servizi in regime di monopolio pubblico, servizi non richiesti e di cui non si usufruisce.
    Non si può dire neanche servano per il bene dei poveri, infatti se dessimo ai poveri anche solo un decimo della spesa pubblica annua (800 miliardi €), costoro avrebbero un reddito da far invidia ai monegaschi !
    Questo sistema e modello sociale è morto, non si può continuare a perpetrare il furto del 60%-70% di ciò che si guadagna (iva compresa) con la scusa dei servizi pubblici e dei poveri, ho smesso di crederci molti anni fa…
    Se tutti pagano le tasse, le tasse ci seppelliranno tutti.

  • Caber
    Rispondi

    Io suggerirei anche la creazione di un ministero ad hoc
    magari chiamato “ministero della verità”?

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