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DI REDAZIONE

MILANO – Alla diffidenza si sono abituati. «Scusi, ma voi chi siete?». Entrano con le buste strette al petto, come fossero un tesoro prezioso: «Arrivano davvero a destinazione?». Un sorriso: «Sì signora, stia tranquilla». Difficile far capire che a Milano esiste un nuovo sistema postale. Privato, aperto tutto il giorno e con prezzi mediamente inferiori rispetto a quelli delle Poste statali. Il primo ufficio è stato aperto il 3 maggio. Si chiama «La nuova posta». Viale Monte Nero 37 (il numero è indicativo: al 17 c’è l’ufficio postale classico e gli sguardi da «Mezzogiorno di fuoco» si sprecano). È qui, in un vecchio (e piccolo) negozio di biancheria intima, che si è installata la prima sede ambrosiana della «Nuova posta», duecento filiali in tutta Italia, cervellone in Sardegna, Elmas, dove tutto è partito due anni fa con un’idea: «Abbattere i monopoli».

La strategia è chiara: la commissione per il pagamento dei bollettini costa 90 centesimi contro 1,10 euro della posta tradizionale e 1,50 della tabaccheria, chi vuole può lasciare l’«ordine», il denaro e tornare a ritirare la ricevuta a fine giornata. «Prepariamo anche i pagamenti a mano – spiega la manager Sonia Nateri -: quando vuole il cliente passa e si procede con il saldo» (c’è la prova: i bollettini «pronti all’uso» sono in mostra sul bancone).

Posta low cost – per gli over 70 la commissione scende a 70 centesimi – e niente code. «Qualcuno – aggiunge Antonello Cadeddu, cofondatore della sede milanese – si spaventa perché non ci sono lunghe attese. Ma il punto è proprio quello: noi garantiamo un servizio e, soprattutto, abbiamo rispetto per la qualità del tempo». Money transfer, raccomandate, telegrammi, spedizioni pacchi, volantinaggi. Mattina e pomeriggio (e il sabato fino alle 13). E ora si va avanti. Con una prossima apertura in zona Garibaldi e un obiettivo: riempire Milano di agenzie.

«Guerra alle lobby», i sardi della «Nuova posta» sono tosti e promettono una battaglia «onesta ma dura». Sonia e Antonello sono a turno postino, sportellista, imballatore. «In fondo siamo aperti da venti giorni». E qualche intoppo si è già visto: alla «Nuova posta» le multe non si possono pagare perché il bollettino non ha codice di identificazione («A proposito di monopoli…», sospirano loro). Ma il sorriso resta. Con una consapevolezza: «I clienti migliori sono gli anziani. I più curiosi e aperti al cambiamento».

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di Annachiara Sacchi

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it

 

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Showing 11 comments
  • Drago78
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    Wow fantastico!! Attendo la prima sede a Novara, la mia città!! Daje raga!! Ce la possiamo fare… w il libero mercato e la libera scelta!! Se nessuno si fa coraggio muoriremo strangolati, ottima idea!! E poi i problemi si risolveranno, ho cmq molta più fiducia in loro che in Poste Italiane, che fanno semplicemente ridere i polli. Code, prezzi sempre più alti (raccomandate da 3,50 euro XD), servizio sempre più scarso, una voglia di lavorare dei dipendenti fa far impazzire chiunque (si come no, voglio fare anch’io il loro lavoro!! XD!! Tipico dei dipendenti statali essere lenti e con poca voglia di fare, tanto il posto è fisso cmq anche se non fai un caxxo, mentre coi privati non si sgarra se trolli sei a casa da subito…). A volte sono pure arroganti per di più, usando toni strafottenti, come se il cliente fossero loro, incredibile!! XD!! Basta è ora di finirla, che lo stato fallisca pure con tutti i suoi parassiti e fannulloni mantenuti al seguito!! W la Nuova Posta!!

    • mattia
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      Le Poste italiane non sono statali, ma sono già un’azienda privata da anni. Mi piacerebbe vederti lavorare alle Poste come fa mia mamma da più di 20 anni… 1200 euro di stipendio per fare il lavoro di un impiegato di banca, straordinari obbligatori e non pagati e chi fiata viene trasferito lontanissimo e logorato finchè costretto a licenziarsi… Abbiate rispetto per la povera gente per cortesia.

      • leonardofaccoeditore
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        MA COSA DICI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SONO UNA SPA, DI PROPRIETA’ AL 100% DELLO STATO!!!!!!!!!!!!!!!

      • Citizen Kane
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        Boh, qualcuno lavora seriamente.
        Pero’ molti sono cosi’ scocciati dal dover lavorare che ti fanno storie inesistenti, facendo perdere tempo al cliente e, stupidamente, perdendolo anche loro.

        Alcune balle che ho dovuto sentirmi dire da impiegati postali con poca voglia di lavorare:
        La tariffa piego di libri non esiste piu’.
        La tariffa piego di libri non e’ associabile alla raccomandata.
        Sul pacco non ci puo’ essere scritto Amazon. Non mi importa che spedisce per conto loro, lei non e’ il signor Amazon.
        Non si puo’ scrivere l’indirizzo a destra.
        Non si puo’ scrivere l’indirizzo a sinistra.
        All’estero non si puo’ spedire con pacco ordinario, solo prioritario.

        Senza parlare della gran trovata della posta nazionale prioritaria obbligatoria, con cui hanno creato tariffe ancora piu’ care che in Germania o Austria.

      • Drago78
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        Puah, Mattia non mi spreco neanche a risponderti, l’hanno già fatto gli atlri per me, in primis Leonardo. Saluti…

  • Gabriele
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    Poste italiane è una SPA a partecipazione di capitale statale e si appoggia nei servizi finanziari a Deutsche Bank….

    Come sempre l’ignoranza produce idiozia e odio…

    Se parliamo di posta come servizio di diffusione cartacea e da poco anche on-line a domicilio con il portalettere con POS al seguito è un discorso, se parliamo di servizi finanziari è un altro….

    Purtroppo ci lavoro e ti informo caro illuso e mal informato che le poste USA sono Federali cioè non sono sul mercato e non hanno concorrenza proprio perché deve e dovrebbe essere un servizio pubblico garantito e uguale per tutto il territorio nazionale e questo succede nella patria del liberismo… e non solo…

    Quindi se il servizio postale non funziona non dipende dal fatto che ci sia concorrenza o meno, perché ci lavoro e so che prendo uno stipendio minore di qualsiasi operaio e l’azienda ha interesse solo a fare profitto…. facendo leva sui lavoratori, ci sarà una corsa al ribasso che strozzerà i lavoratori che avranno sempre più da tirare la cintura con conseguente minor voglia di svolgere bene il proprio lavoro… Questo nonvuol dire che funzionava meglio quando era statale… anzi… ma il problema è come si gestisce un servizio, allora dovremmo privatizzare anche o stato a tuo ragionamento visto l’inefficienza e lo spreco, ma in realtà è già privatizzato anche quello… chi è Monti? E la banca d’italia? E’ privata come la BCE…. Sorpreso??? E non mi sembra che le cose vadano a gonfie vele per noi cittadini… ma per gli AD e compagnia bella soldi a palate e grandi sorrisi sulle spalle della gente piegata sempre più a 90° e pure convinta (come te ) del buono che gli fa….

    I prezzi caleranno si, forse i servizi saranno più vantaggiosi, si tutto vero, ma a che prezzo? Cinesizzandoci!!! Questa deriva liberista ci sta portando soltanto allo sfacelo sociale…. Fino al giorno che saremo completamente svenduti, anzi già lo siamo in gran parte, alle multinazionali e alle banche estere come Deusche…. Sveglia….

    Facile la concorrenza facendo leva sulla schiena dei lavoratori!!! Ti sei mai chiesto perché un aggeggio elettronico sofisticatissimo come un cellulare costi una cifra irrisoria??? Vedi Foxxcon e lavoratori cinesi ultrasfruttati e sottopagatissimi (circa 200 al mese) oppure vedi Fiat che per essere concorrente coi prezzi o meglio per fare più profitto trasferisce le aziende all’est d’europa…. Ma i servizi postali?? Che devono operare sul territorio? Semplice c’è disoccupazione altissima la gente si accontenterà, anzi supplicherà, lavoro anche a stipendi sempre più da fame e perdita dei diritti conquistati da anni di lotta e vite e sudore dei nostri nonni…. magari lavorando oltre 40 ore la settimana in un mondo che sempre più va verso la riduzione delle ore lavorative per via della Tecnologia che sostituisce e migliora l’efficienza umana….

    La strada per capire cosa sto dicendo è lunga difficile, ma non importa, la vita e la realtà stessa ti e ci dimostrerà a medio e lungo termine che la gioia con cui abbracci la notizia è sol illusione a breve termine… è un cane che si mozzica la coda e noi facciamo la parte talvolta della coda talvolta della bocca senza capire che facciamo parte della stessa cosa e ne siamo la causa troppo spesso inconsapevolmente… Buona vita… un abbraccio!

    PS. Perderò il lavoro e ne sarà anche felice….ben venga la distruzione del sistema…. la terra mi aspetta e tutti i suoi buoni e genuini frutti….

  • Michele Biasi
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    Già Drago , sembra proprio una bella notizia xD e questa storia mi ricorda anche le azioni di un certo libertario di nome Lysander Spooner xD Complimenti alla Nuova Posta.

    • Sonia Nateri
      Rispondi

      grazie!!! Michele e grazie Drago… farò tesoro del vostro incoraggiamento.

      • Drago78
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        Prego e grazie a lei per questa brillante idea… le aspettiamo a Novara con la prima sede!! E spero si risolvano presto anche i pagamenti delle multe, previa cessione di qualche permesso dallo stato parassitario centralista (ho molti dubbi al riguardo… vedremo XD). Arrivederci e continui così!!

  • Gabriele
    Rispondi

    Ecco la verità che non si vuol vedere…. Lo stato centralista?? Cessione? Poste italiane è stata ceduta ecco i risultati…. Ma svegliatevi!!!

    http://www.informarexresistere.fr/2012/05/25/firma-l%E2%80%99appello-no-al-licenziamento-dei-lavoratori-transystem/#axzz1vtn4wn6T

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    “Le poste esecrande e sputacchievoli” dice Giacomo Leopardi in una sua lettera. Sono passati più di 150 anni e la situazione non è cambiata granché, come ricorda Sergio Ricossa in un delizioso aneddoto(che lo vede protagonista in un confronto con gli impiegati d’un ufficio postale) nel suo pamphlet in forma diaristica “Come si manda in rovina un Paese”, edito da Rizzoli.

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