In Anti & Politica, Economia

di GIOVANNI MARINI

Circolano tra i commentatori della crisi economica della UE interpretazioni bizzarre. L’ho scritto più volte ma ripeterò in estrema sintesi cosa è il sistema monetario occidentale a premessa di una parabola, spero, chiarificatrice di quel che ci riserva il futuro prossimo.

Nel sistema aureo il denaro rappresenta la quantità di oro disponibile in una nazione, usato per la compravendita. La ricchezza è stabile e viene spostata con le transazioni dei beni. Lo stampare nuove banconote non ottiene che inflazione perché il valore della somma di tutte le banconote corrispondono al valore dell’oro posseduto dalla banca emettitrice, per cui, quando si raddoppia la quantità di banconote in circolazione, la merce che costava una banconota, subito subito dopo ne costerà due.

Nel sistema a corso forzoso il denaro non ha valore intrinseco ma si valuta sulla capacità della nazione di produrre merci e venderle. Se si immette liquidità nel sistema, si dà la possibilità a nuove iniziative di realizzarsi e produrre nuove merci che si sommeranno a quelle consolidate, producendo, oltre all’inflazione di quella parte di denaro che viene usata per la spesa corrente, anche un incremento di nuova ricchezza che andrà ad aumentare la capacità della nazione di produrre ricchezza ed a aumentare il valore della moneta in circolazione.

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In ambedue i casi il denaro è un titolo di credito, cioè se andassi con tutte le banconote in circolazione alla banca emettitrice questa diventerebbe di mia proprietà.

Se andassi alla BCE con tutti gli Euro in circolazione che accadrebbe? Più o meno avrei questa risposta: “Caro signore, lei possiede titoli di debito, cioè il permesso da noi garantito di poter spendere, presso chiunque li accetti, per acquisire la merce che vogliono venderle. Noi non abbiamo nulla da venderle.” Ne uscirei solo con carta priva di ogni valore, perché l’Euro è un titolo di debito anziché un titolo di credito. Quando immettono nuova liquidità ed attivano nuove iniziative, oltre all’inflazione, il sistema produce … debito perché con le produzioni dei beni non vengono ricompensate con nuova proprietà ma solo con ulteriore permesso di spesa e tutte le proprietà degli Stati e delle loro popolazioni tendono ad essere acquisite dalla banca emettitrice che diventa l’unico possessore di tutto.

Ora la parabola.

Sei un agricoltore che ha appena ereditato la fattoria che gestivi con tuo padre venuto a mancare. Siccome sei giovane prendi la decisione di modernizzare la fattoria in modo da fare a meno del gran numero di manovalanza con cui era abituato a lavorare tuo padre, di comprare macchine che faranno il lavoro meglio e con più efficienza e di risistemare la fattoria in modo che sia accogliente e vivibile come piace a te. Per farlo, oltre a spendere i risparmi, chiedi un prestito alla banca che te lo concede volentieri perché dai come garanzia la fattoria e i terreni su cui è costruita e che coltivi. Tu accetti le condizioni perché sai che col raccolto riuscirai a tenere fede agli impegni.

Ti ritrovi ad avere la fattoria più bella e moderna mai realizzata ma il raccolta a causa della siccità, le malattie e una tromba d’aria (la sfiga non arriva mai sola) distruggono l’intero raccolto. Non puoi restituire il prestito. Hai perso la scommessa che avevi fatto su te stesso. La conseguenza è che la fattoria passa di proprietà alla banca.

È la soluzione migliore? No, è la conseguenza di una trattativa, ma inutile per i contraenti perché la fattoria, da cui te ne sei andato, viene abbandonata e la terra non è più coltivata, per cui perde tutto il suo valore. Ci sono altre soluzioni?

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Ce n’è una di tipo socialista ed è che la banca diventa proprietaria della fattoria e tu il dipendente che lavora la terra. Ovviamente, come in ogni socialismo, lavori male e poco perché non hai alcun interesse a fare diversamente e la fattoria perde quasi tutto il valore che aveva. Oppure, terza soluzione, mandi a quel paese la banca e difendi la tua proprietà. La banca chiude ma la fattoria cresce e prospera perché è tua, moderna ed è ciò che lascerai ai tuoi figli come tuo padre ha fatto con te. La terza è la soluzione più efficiente perché fa crescere il valore della fattoria. È una soluzione illegale, ma la soluzione migliore.

È quello che dovranno fare gli europei con la banca emettitrice degli Euro e per difendere le nostre proprietà dovremo mandare a quel paese anche il suo cane da guardia, lo Stato nazionale.

La soluzione dei problemi europei è inesorabilmente illegale.

 

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Showing 2 comments
  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Il proprietario della fattoria che manda a quel paese la banca compie un’azione illegale e illegittima, in quanto viene meno a un contratto liberamente sottoscritto fra soggetti privati.Nessun libertario potrebbe approvarlo, neppure chi si appella a principi puramente utilitaristici, anziché giusnaturalistici(il venir meno ai patti può essere utile a qualcuno nell’immediato, ma è sicuramente dannoso per la controparte, e a lungo termine per tutta la società, che non può sopravvivere rinunciando al principio della buona fede contrattuale). Invece mandare a quel paese la Bce e gli Stati-Nazione che ne sono i cani da guardia è illegale ma non illegittimo, perché nessun cittadino-suddito ha mai sottoscritto contratti che lo vincolino ad accettarli e a salvaguardarli. Il problema a questo punto è:come uscirne? Attraverso referendum? Può andar bene per l’abbandono dell’Euro(e quindi della Bce), non per la distruzione dello Stato-Nazione(a meno che sulle sue macerie non si vogliano costruire staterelli su base etnico-territoriale, attraverso la secessione). Ma poi il referendum è soluzione comunitaria, non libertaria; è un gioco per imporre a una minoranza dissenziente la volontà di una maggioranza, o presunta tale(spesso è soltanto la maggioranza dei giocatori).”Questo è un nodo avviluppato!” Sarà bene tentare di sbrogliarlo.

  • Caber
    Rispondi

    E non è neanche detto che la fattoria vada in rovina, poichè la banca la rivenderà ad un altro agricoltore, magari in grado di difendersi meglio da catastrofi naturali, o sufficientemente grosso da ripartire il rischio su più aziende agricole…

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