In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Un vero economista non parte da una opinione politica, ma da una teoria su come funziona il mondo.” (P. Krugman)

Con queste parole, Paul Krugman sembra fare inconsapevolmente una sorta di coming out, svelando al mondo intero quello che in pochi finora sostenevano, ossia che è ora di darci un taglio di considerarlo un economista (qualcuno addirittura aggiunge “grande” prima di economista). Posto che non necessariamente una teoria economica deve occuparsi del funzionamento del mondo intero, perché quello è forse il terreno per le riflessioni di un filosofo più che per quelle di un economista, in linea di massima penso che Krugman abbia ragione quando sostiene che “un vero economista non parte da una opinione politica”.

Proprio per questo la quasi totalità dei suoi interventi sui media, che da tempo surclassano la sua produzione scientifica (o presunta tale), sono erroneamente attribuiti o auto-attribuiti a un economista. Krugman dovrebbe a mio parere essere classificato come un opinionista, peraltro neppure particolarmente originale, che parte sempre da una opinione politica e usa in talune circostanze una terminologia da economista per sostenere tale opinione o contrastare quella di chi la pensa diversamente da lui.

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Che sia un opinionista che parte da una precisa idea politica è confermato da un altro atteggiamento tipico di chi fa politica, ossia considerare deficiente o in malafede tutti quelli che la pensano diversamente, spesso senza entrare nel merito delle opinioni da costoro espresse.

Basta leggerlo sul New York Times o seguire una delle innumerevoli comparsate televisive in cui chiedono la sua opinione. Il problema è che crede davvero di avere una teoria su come funziona il mondo…

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Showing 4 comments
  • Pietro
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    Almeno lui ci prova ad avere una teoria su come funziona il mondo.

    Non è la prima volta che attacchi duramente Krugman e Keynes, ma fammi capire vuoi vedere che adesso la crisi che stiamo vivendo l’hanno provocata loro? Fino a prova contraria in Italia in Europa e in USA nessuno ha applicato le loro teorie, in Europa neanche lontanamente visto che si sta privatizzando qualunque cosa da diversi decenni, UK in prima fila. Sul serio io non ho capito cosa vai trovando da questi due!
    Praticamente nessuno se li caga neanche lontanamente e nessuno fino ad ora pensa di applicare le loro teorie. Ok Krugman ha avuto il Nobel (sciocchezzuole!) ma comunque nessuno lo ascolta nelle camere di controllo (magari).

    Sono perplesso dovresti essere contento invece…secondo me hai un pò le idee confuse, ma sul serio. Fra un pò avrai tutto il movimento libertario che vuoi non ti preoccupare (tutti i tuoi soldi in busta paga, se avrai un lavoro ovviamente), vedrai come sarà bello quando chi è un milione di volte più potente di te ti cacherà in testa e deciderà della tua vita senza leggi ma solo perchè è più forte di te e non ci saranno più regolamentazioni di alcun genere (l’Europa si batte continuamente per questo insieme al FMI eccetera). Tu dici che lo stato è mafioso e si prende i tuoi soldi, vedrai con il tuo libertarismo cosa ti prenderanno e si stanno già prendendo altro che soldi in busta paga, ti fregheranno l’aria che respiri, ma tu non ti preoccupare, potrai sempre dire che finalmente lo stato è stato completamente sconfitto e che ognuno ora è libero di fare quel che vuole. Spero un gioro tu e gli altri che la pensano come te possano aprire gli occhi.

    • Domenico
      Rispondi

      Pietro le leggi si fanno finchè sono necessarie. Se una legge è necessaria la si istituisce perchè la collettività le vuole. Da tempo nel mondo operano sosialismi gestiti da combriccole di politici, industriali e banchieri che di leggi a loro favore e non necessarie alle collettività se ne fanno tante ma proprio tante.
      Quello di cui tu devi avere paura non è di incontrare uno più forte di te (visto che per più forte di te si intende più competitivo di te non che possa usare violenza su di te, ti ripeto che essere libertari vuol dire stato ridotto ai minimi termini, cioè non stato debole ma stato che si occupa delle cose che realmente contano e non che favorisce corporazione a scapito degli altri) ma di incontrare persone che hanno la legge a favore e quindi tu non potrai combatterli armi pari. Questo è il problema della società di oggi, lo stato è essenziale, ma il troppo stato serve solo a garantire determinati privilegi.

  • fra
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    Non si dovrebbero considerare gli economisti che non tengono conto della politica. La moneta è creazione della politica e in funzione di quest’ultima. Quindi l’approccio verso la moneta dev’essere del tutto sociologico, filosofico ed infine matematico. Lo volete capire che il dio denaro non esiste? il dio mercato è solo idealtipo di qualche economista un poco fantasioso? Vi volete svegliare? il denaro esiste perché lo abbiamo inventato noi, come un linguaggio che però serve per le transazioni di beni e servizi. Quello che tu non definisci un economista, oltre ad essere un premio Nobel, ha previsto la crisi e ha anche previsto la recessione, ma le politiche tue e dei tuoi amici neoliberali stanno criminalmente distruggendo il mondo.

    • Caber
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      … Stando a quel che racconta anche tremonti avrebbe previsto la crisi… è un grande economista anche lui?

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