In Anti & Politica, Varie

DI REDAZIONE

Nuovo appuntamento con “Cominciamo bene”, in onda martedi’ 28 agosto alle 10.55 su Rai3. Siamo un popolo di furbi? Il presidente del Consiglio ha chiesto ai Tg chevenga abolito il termine “furbi” per indicare gli evasori fiscali. Chi evade le tasse non fa il bene della comunita’, ma come la pensano gli italiani? Il 73% ritiene che le tasse vadano pagate ma c’e’ anche chi pensa che sia giusto evadere e che si evada perche’ le tasse sono eccessive. Ma cosa sta realmente facendo il governo per combattere l’evasione? E ancora: nuova DC e nuovi degasperiani, La Cosa Bianca, il grande centro.

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Citare De Gasperi fa gioco o veramente i vari rami cattolici pensano che ci possa essere una nuova Democrazia Cristiana? Oggi ci sono statisti all’altezza di Alcide De Gasperi, fondatore della DC e primo presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana? Un nuovo centro puo’ esistere? Chi ne puo’ far parte? Tra gli ospiti di Giovanni Anversa e Arianna Ciampoli, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, il manager Chicco Testa, Mario Pozza della Confartigianato, l’onorevole Paolo Cirino Pomicino, i giornalisti Roberto Ippolito e Massimiliano Lenzi, l’onorevole Guido Crosetto e il direttore de L’Unita’ Claudio Sardo.

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  • Claudio
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    Il fisco è il regno dell’ingiustizia e l’ingiustizia genera ingiustizia. Se ciò è vero, com’è vero, allora gli evasori sono pienamente giustificati. Che le imposte e le tasse si debbano pagare, è indiscutibile, così come si debbono pagare le spese condominiali ma non è lecito distribuire il peso dei tributi a casaccio o, peggio, colpendo di più, deliberatamente, alcune categorie per avvantaggiarne altre e/o per consentire a chi sta al potere di arraffare soldi disonestamente. Ma parlare di ingiustizia, così, genericamente, non ha senso: bisogna precisare cosa è giusto e cosa non lo è. Ebbene è ingiusto sia caricare insopportabilmente di tasse i cittadini più deboli, sia caricare più del necessario i cittadini con redditi più alti. Per ottenere un fisco EQUO è INDISPENSABILE, checché ne dica chiunque, che il gettito tributario sia reperito tramite UNA SOLA imposta ad aliquote progressive sul reddito complessivo delle “famiglie”. Il reddito complessivo, non deve intendersi LORDO bensì al netto della “soglia di povertà” (o minimo vitale esentasse) di ogni famiglia, commisurata, la suddetta “soglia”, al numero dei componenti il nucleo familiare, tenendo conto se la famiglia deve pagare l’affitto/mutuo o no, se abita in regioni dove le spese di riscaldamento sono elevate o modeste, se vi sono figli studenti o no. Togliendo dal totale dei redditi lordi di tutti i familiari, la soglia di povertà familiare, si ottiene l’IMPONIBILE, al quale vanno applicate le aliquote progressive IRPEF.Nel caso in cui l’imponibile risultasse inferiore alla soglia di povertà, non solo non si paga un cent. ma si ha diritto ad una somma di denaro sufficiente a portare il reddito familiare a livello della soglia di povertà. Se così si facesse, tutti sarebbero trattati secondo lo stesso criterio, non vi sarebbe la supertassazione delle famiglie monoreddito rispetto a quelle plurireddito, non vi sarebbe più alcuna famiglia sotto la soglia di povertà ed anche i percettori di alti redditi pagherebbero una aliquota non insopportabile. Quanto costerrebbe tutto questo? Se prendiamo per buona la cifra di 3 milioni di famiglie con reddito sotto la soglia di povertà e pensiamo che ognuna necessiti IN MEDIA di 1.500 euro l’anno per essere portata fuori dalla soglia di povertà, ci vogliono 4,5 miliardi di euro che divisi tra le 17 milioni di famiglie con reddito tassabile, fa una media di 265 euro l’anno per famiglia. Poiché, però, ad ogni famiglia è garantito di non andare sotto la soglia di povertà, si DOVREBBE abolire ogni altra forma di welfare (assegni familiari, bonus, social-card, ecc.) per cui l’onere sarebbe anche meno di 265 euro l’anno. Naturalmente le aliquote IRPEF devono essere molto aumentate rispetto a quelle attuali, per poter assicurare, comunque, tutto il gettito tributario.
    La cancellazione di tutte le imposte e tasse che verrebbero incorporate nell’IRPEF
    FAREBBE DIMINUIRE LA BUROCRAZIA consentendo di dedicare più impegno alle verifiche delle dichiarazioni dei redditi con vantaggio per la lotta all’evasione la quale, tuttavia, credo che diminuirebbe spontaneamente. E se anche così non fosse, si tratterebbe comunque di un incremento della percentuale di giustizia presente in questo mondo di merda.
    L’accorpamento di tutte le imposte nell’IRPEF, tra l’altro, taglierebbe l’erba sotto ai piedi degli imprenditori che lavorano in nero facendo concorrenza sleale agli imprenditori onesti. Se non ci sono tasse per nessuno, tutti sono sullo stesso piano di parità.
    QUESTO E’ L’UNICO MODO PER AVERE UN FISCO EQUO e tutti dovrebbero chiedere a gran voce che venga realizzato.

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