In Anti & Politica

DI LEONARDO FACCO*

Ci ho messo tutta la mia buona volontà, ho provato ad evitare di riprendere in considerazione le antiche teorie di Cesare Lombroso, ma non ce l’ho proprio fatta. Quando guardo la foto che ritrae Franco Fiorito, il capogruppo laziale del Pdl, mi vien da pensare solo ad una cosa: ad un “primitivo” al quale non darei in custodia nemmeno un nichelino.

Tutti avrete letto della “gestione allegra” dei soldi pubblici imputata a“er Batman”, che a me comunque ricorda più Olio che l’eroe di Gotham City, oppure il tesoriere leghista Belsito, in versione extralarge. Ostriche, Smart, Suv, ville, viaggi e mangiate luculliane: in pratica un’orgia di divertimento a spese del contribuente fesso, sulla falsariga di quel tal Luigi Lusi (sponda politica opposta) che maneggiava con goliardia i conti della Margherita. Presumo che tutti quanti voi lettori abbiate riempito di improperi il ciccione “romano”, sdegnandovi anche un po’ per le malefatte che, ora, sono al vaglio della procura. Errore! Siete proprio dei creduloni, ancora convinti che il politico – che prima di essere eletto ha la faccia tosta di farsi chiamare candidato – sia un’anima bella, infarcita di buona volontà e vogliosa di compiere opere pie per il “bene comune”. Cazzate! Corbellerie che sono state sfatate  migliaia di volte nel solo ultimo ventennio, ovvero dai tempi di Tangentopoli ad oggi.

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Invece di imprecare e mostrare riprovazione e rabbia per quanto commesso da Fiorito, dovreste far mente locale sulle parole pronunciate da Mario Monti, non più di un paio di due settimane fa, allorquando sostenne, a proposito di evasione fiscale, questo teorema: “Siamo in stato di guerra”. Aveva ragione! Ha ragione il premier! Le “sgraffignate” dei mille e un Fiorito tricoloriti e patriottici sono l’essenza del lavoro del politico. Siamo in guerra? Certo che sì: su un fronte ci stanno loro, i parassiti. Sull’altro fronte ci stanno i produttori di ricchezza, che ne hanno le scatole piene di farsi fottere il frutto del proprio lavoro. Oppenheimer sosteneva che ci si può guadagnare da vivere in due modi, facendo uso di “mezzi economici”, lavorando onestamente, oppure facendo uso di “mezzi politici”, tassando e “peculando”.

Sulla sponda nemica, quella statale, ci sono le caste varie, che per dirla con Lysander Spooner sono paragonabili a bande di briganti: “Il governo (i Fiorito di ogni colore, forma, identità), come un bandito, dice ad un uomo : ‘o la borsa o la vita’ Ma la sua rapina è di gran lunga più vile e vergognosa. Il brigante assume solo su di sé la responsabilità e il rischio del suo atto criminoso. Egli non pretende di avere qualche giusta pretesa al vostro denaro, o di avere intenzione di usarlo a vostro beneficio. Il brigante è un uomo troppo sensato per fare dichiarazioni di questo tipo. Inoltre, una volta che ha preso il vostro denaro, egli vi molla, come voi desiderate che egli faccia. Egli non persiste nel seguirvi per strada, contro la vostra volontà, pretendendo di essere il vostro legittimo sovrano in virtù della protezione che vi offre e marchiandovi come un ribelle, un traditore o un nemico della patria, e schiacciandovi senza pietà, se voi contestate la sua autorità, o fate resistenza alle sue richieste. Il brigante è troppo gentiluomo per rendersi colpevole di queste imposture, ingiurie e scelleratezze. Egli non tenta, oltre ad avervi rapinato, di fare di voi il suo zimbello o il suo schiavo”. Il brigante, rispetto ai “Fiorito” è un galantuomo.

Sulla nostra sponda, invece, c’è l’evasore fiscale, colui che cerca difendersi dall’assalto a mano armata dei Befera Boy’s, di cui “Er Batman” è un mandante. L’evasione fiscale è – per dirla con Charles Adams – una forma non violenta di legittima difesa, che permette di evitare che le nostre tasse finiscano in champagne sulla tavola di qualche assessore. Ma ci racconta la storia che, finita la pazienza, il passo successivo all’evasione – e ci stiamo arrivando – è la rivolta vera, di quelle finirebbero con i tanti Fiorito, e sono tanti, impeciati e bastonati nelle pubbliche piazze. Gli evasori (60 milioni di cittadini), pur senza saperlo, la pensano come Jean-Baptiste Say, che scrisse: “Dio ci guardi dall’attività finanziaria pubblica poiché è spendacciona e consuma tutte le sostanze dei privati. Le consuma improduttivamente e non offre la possibilità a costoro di destinare il reddito alla produzione di ricchezza autentica”. Non a caso i sondaggi ci dicono che solo il 4% della popolazione crede nei partiti.

La guerra che secondo Mario Monti è in corso è insita nella natura del potere, ancor più se statale. Da un alto ci sono i “Fiorito’s” che fanno il loro lavoro, ovvero arraffano impunemente i nostri averi; dall’altra ci sono gli evasori (fiscali e non solo), che tentano di svicolare alla rapina sistematizzata e democratica. Questa guerra non ammette prigionieri. Se la vincono i parassiti (compresi quelli che fan finta di meravigliarsi delle gesta dei loro capigruppo) siamo morti.

Nel film “Le ali della libertà”, il galeotto Andy Dufresne fuggì dalla prigione di Shawshank e“attraversò un fiume di merda, ma ne uscì pulito e profumato”. Era un evasore, stava in galera senza colpa alcuna. Come noi, in questa Italia.

 

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*Link all’originale: http://www.lindipendenza.com/er-batman-fa-il-suo-lavoro-arraffa-levasore-fa-il-suo-si-difende/

 

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Showing 2 comments
  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Leo, sei la nostra bandiera !
    Ma se mi penso che i parassiti occuperanno tra poco le piazze e gli schermi, poi le poltroncine con una manciata di voti validi, mi monta l’ira.
    Al riguardo, esiste una percentuale di voti validi sotto la quale ogni elezione si annulla?

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Il calcolo è complesso, ancor di più ora che non si conosce la legge elettorale

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