In Anti & Politica, Economia, Varie

DI REDAZIONE

UN INTERVENTO ECCEZIONALE, CENTRATO, RIGOROSO DI GIACOMO ZUCCO – PORTAVOCE DI TEA PARTY ITALIA – CON RIFERIMENTO ALLE RICETTE PROPOSTE DALLA “BANDA DEGLI ONESTI” DI TOTO’-BARNARD.

IN POCHISSIMO TEMPO, UN CONCENTRATO DI BUON SENSO.

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Showing 17 comments
  • eridanio
    Rispondi

    Strike!
    E’ stato bravo, in pochi secondi ha condensato le uniche cose che meritavano di essere dette.
    Complimenti.
    Se possibile mettete un link al video perchè chi non l’ha visto ne possa godere.

    • Fray
      Rispondi

      Ma se non ha detto un cazzo tranne che denigrare gli altri.

  • eridanio
    Rispondi

    SI!
    e grazie…. ho rigoduto.

  • Fray
    Rispondi

    Dunque quali sarebbero le soluzioni proposte da questo beota e da tutti i suoi “amici e simpatizzanti” ????

  • Fray
    Rispondi

    Vi emozionate per il nulla…. dite le vostre di proposte, che vediamo se le avete.
    Quello che non va lo sappiamo già.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Caro amico, ma sei capace di ascoltare quello che ha detto? Cosa poteva fare il ns. Giacomo in pochi secondi? Non aveva mica tutto il tempo che ha avuto Barnard per dire tutte le cazzate che ha avuto modo di dire? Intanto ha detto ciò che non va, poi se ha un po’ più di tempo, stai certo che ti darebbe anche la soluzione!!!!

  • Domenico
    Rispondi

    U

  • Domenico
    Rispondi

    Un commento sul canale di byoblu dice che: “il pareggio di bilancio in Costituzione è una roba mostruosamente distruttiva che rende Keynes fuorilegge. Significa che lo Stato si OBBLIGA a rendere i cittadini e le imprese, nella migliore delle ipotesi, ricchi quanto l’anno prima. Molto piu’ realisticamente piu’ poveri dell’anno prima. E’ adesso PROIBITO che lo Stato ci renda piu’ ricchi. E’ una clausola di impoverimento automatico che va all’infinito.”
    Qesta è l’ottusaggine di questi difensori della MMT, quella di credere che ci sfamiamo di carta e quando c’è progresso la massa monetaria deve aumentare. AHhahahahah

    Non l’hanno capito che il progresso lo danno i cervelli umani che riescono a migliorare la cultura e le teconologie di modo da produrre lo stesso ma a costo inferiore, facendo ottenere a tutti un vantaggio deflazionistico, e l’aumento di massa monetaria durante il progresso annulla la deflazione (senza quindi che avvenga inflazione ma solo annullando la deflazione dei prezzi) e lo stato intanto si è pappato il vantaggio economico che altrimenti i cittadini avrebbero. Un bel modo per sottrarre ricchezza senza tassare direttamente la gente.

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Domenico, rigorosamente perfetto!!!

  • alex
    Rispondi

    scusate ma non ha detto una fava nel merito… per contestare barnard vorrei elementi e contenuti, grazie

    • Domenico
      Rispondi

      Guarda ti rispondo io, anche se non sono un completo conoscitore delle teorie di Barnard, nel senso che non ho letto il suo libro (se ne ha scritto uno), ma ho letto qualcosa di lui, ascoltato qualche suo video e discusso con alcuni suoi sostenitori abbastanza da farmi rigettare tutto ciò che dice.

      Barnard crede che il progresso sia possibile solo se finanziato dagli investimenti statali. Ho bisogno di un ospedale? Puffff! Genero moneta e creo l’ospedale, la nuova moneta non genera inflazione perchè è “legata” all’ospedale. Quindi se la quantità di moneta segue la quantità di beni e servizi allora non ho inflazione.
      Già questa idea mi pare abbastanza idiota e degna di chi non conosce ne cosa sia il denaro e nemmeno cosa sia l’inflazione e come essa si manifesti.
      Il denaro non è legato a niente essa è solo una merce come le altre, più facilmente scambiabile delle altre, per questo è denaro. Tu preferisci esser patato in denaro che in qualcos’altro primo perchè lo stato impone la moneta come mezzo di pagamento e secondo (ciò che accadeva prima che lo stato monopolizzasse la moneta e obbligasse i pagamenti solo tramite essa) perchè sai che è più accettata di altre merci e potrai facilmente scambiarla con altro.
      La creazione di nuova moneta non genera per forza inflazione, intesa come aumento dei prezzi (perchè per inflazione in origine si indentificava proprio solo l’aumento di massa monetaria e non l’aumento dei prezzi che ne è spesso una conseguenza, proprio come è il sisgnificato nella lingua italiana del termine “inflazionato” che vuol dire che ce ne è assai di qualcosa), ma genera comunque una serie di scompensi non da poco.
      Innanzitutto l’aumento dei prezzi non è che non si verificherebbe perchè come dice Barnard la moneta nuova è legata all’ospedale quindi niente inflazione. La nuova moneta creata per non generare aumeto dei prezzi deve rimanere nel circuito di mercato di cui l’ospedale fa parte, se per caso va a finire in mercati diversi (dove non c’è ancora stato aumento di beni e servizi) allora vedrai l’aumento dei prezzi.
      Lo stato non si è mai dimostrato storicamente lungimirante da sapere quali erano gli investimenti da effettuare, può anche realizzare una cattedrale nel deserto che non ha mercato e quindi la moneta spesa per la sua costruzione e messa in attività finirà altrove perchè la cattedrale ed i nuovi prodotti che essa genera non li vuole nessuno, è una dannata cattedrale nel deserto chi mai la vorrebbe?
      Quindi Barnard sbaglia nel vedere il mercato come un unica entità tutta unita, se un mercato è isolato dagli altri i soldi che in esso circolano non adranno in altri mercati, ma esistono mercati che poi svaniscono, mercati nuovi che nascono, e chi lo decide sono le persone gli attori del mercato, non può essere lo stato ad avere la lungimiranza di investire dove “conviene”. La stampante monetaria è solo quindi uno strumento che dato oltretutto in pasto agli nestissimi politici non porterà di certo progresso.

      Se io quindi riesco a confinare la massa monetaria appena creata in un mercato ben isolato allora non genero inflazione. Da questo punto di vista un mercato che l’ha fatta da padrone confinando bene il denaro è la finanza. Essa ha sperato 8 volte il PIL mondiale solo perchè in essa ci sono talmente tanti soldi che se finissero nell’economia reale allora sì che vredremmo quale è il VERO VALORE del denaro, e subiremo una iperinflazione!
      Barnard questo non lo sa, lui contesta la grande finanza ma non capisce che a generarla è stato la continua creazione di moneta (principalmente dollari) negli ultimi decenni.
      Quindi con una MMT applicata, se non ci fosse la finanza speculativa col cavolo che non si avrebbe inflazione. L’MMT necessita della finazna, di tanta finanza, ce riesca a contenere tutto il denaro nuovo creato e che era stato investito male non generando nuovo mercato. Con la conseguenza che tanta finanza ovvimente crea: crisi finanziarie che causano crisi economiche e non il contrario.

      Un ultima cosa che direi su Barnard è che esso non ha capito proprio cosa sia il progresso!
      Esso è generato dall’ingegno umano e non dallo stato. Migliorando le tecniche di produzione, riducendo i tempi di lavoro ed i costi energetici ecc. gli uomini hanno peremesso il progresso. Esso non si ottiene per decreto, ma si agevola se si deburocratizza, defiscalizza, deleggifera ecc. cioè si permette a chi ha le idee di metterle in pratica senza trovare paletti. Poi magari esce fuori l’idea buona!
      Il progresso da sempre genera un vantaggio deflazionistico, come ne ho parlanto nel commento precedente, perchè mai la deflazione è un male? L’inflazione monetaria annulla la deflazione ed è come un mezzo per lo stato di sottrarre riccheza alla gente, non siamo più poveri per l’aumento delle tasse, ma siamo comunque ricchi come ieri quando potevamo essere più ricchi di ieri.

      Quindi Barnard che pone esempi sull’inflazione del tipo che nel 92 non c’è stata ecc. mi da l’idea del medico che prescrive un farmaco perchè ad un altro paziente gli ha fatto bene, quando poi scopre che al paziente successivo farà male.
      Se nel 92 così come in altre occasioni l’inflazione (aumento dei prezzi) non c’è stata non vuol dire scioccamente che non ci sarà mai e che l’aumento di moneta non genera inflazione. Perchè i metodi con cui essa si cela sono molti: dai soldi finiti nella finanza, alla deflazione annullata, al consumismo (generato dall’aumento monetario stesso mantenendo cmq la moneta cofinata in certi mercati).
      Nel 92 si iniziò a parlare di euro e si abbassarono gli iteressi dei titoli italiani di modo che la spesa statale si aggevolo e ciò non portò all’inflazione, che si è poi presentatat ad inizio 2002 con l’euro.
      Insomma tutte queste cose mi fan vedere Barnard come uno che ragiona poco e non mette in dubbio ciò che dice, ragiona con cause effetto che per lui sono universali senza investigarci sopra se si trattino solo di casi particolari che applicati in altri contesti genereranno inflazioni catastrofiche.

  • giovanni
    Rispondi

    “…per contestare barnard vorrei elementi e contenuti, grazie.” ma perchè non studi? le cazzate di Barnard sono vecchie come il cucco e sono già state smontate da Mises quasi cent’anni fa nel suo ” Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione”e solamente gli imbecilli possono andare dietro agli ignoranti. Studia Mises,Hayek,Garrison e capirai le stronzate che dice quell’ignorante che sembra Keith Richards.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Domenico, hai in gran parte ragione, ma

    – il mercato non e’ razionale, o meglio lo e’ ma in senso tautologico, il che e’ lo stesso: periodicamente, essendo costuito dall’insieme delle azioni di scambio degli uomini, come questi quando costituiti in folla, impazzisce all’inseguimento di qualche chimera: ad esempio, buttando tutte le sue risorse monetarie (moneta “fiat” o oro o qualsiasi altro bene scambiabile, non cambia nulla) in speculazione al rialzo di qualche commodities piu’ o meno assurda, materiale o meno (vedi la corsa al bulbo di tulipano in olanda nel 1600, di cui riporto sotto la storia da wikipedia e raccomando la lettura a tutti, per verificare come quando il mercato vuole impazzire riesca a farlo alla grande anche in presenza di un gold standard e di un popolo estremamente tirchio e rigoroso come quello olandese, usando qualsiasi altra cosa al posto della moneta corrente);
    – quando dici: “se non ci fosse la finanza speculativa col cavolo che non si avrebbe inflazione” metti il dito nella piaga, solo che tendi a considerare un po’ troppo, secondo me, la finanza speculativa come effetto, quando invece e’ la causa: le autorita’ monetarie sono COSTRETTE a stampare denaro per evitare il blocco dell’economia reale a causa di mancanza di circolante, intruppato in qualche speculazione al rialzo da parte degli oligopolisti della moneta (i “grandi ricconi capitalisti” attualmente rapppresentati da Monti, oltre allo stato, sempre da lui rappresentato). In questi anni in effetti non abbiamo avuto inflazione perche’ per quanto denaro fresco si immettesse nell’economia, questo e’ andato a finire in bolle speculative a ripetizione, appena ne finisce una ne comincia un’altra. Io non so se e come questo circolo vizioso possa essere spezzato, ma sospetto che non lo si possa spezzare col gold standard, per lo stesso motivo per cui, come potete platealmente vedere tutti in questo momento, non lo si puo’ spezzare con la gestione “RIGOROSA” dell’euro: l’unico risultato che si ottiene e’ il blocco dell’economia reale, la speculazione prosegue indisturbata volgendosi altrove (spostando oculatamente risorse in paesi non piigs cosi’ da far salire i tassi nei paesi piigs come il nostro dove specula invece al rialzo, inducendo poi il legislatore. che peraltro nel nostro caso e’ il capo della speculazione, con le patrimoniali piu’ o meno mascherate all’esproprio dei beni reali ) o continuando i propri affari incurante della devastazione che crea intorno, anzi piu’ devastazione crea e piu’ insiste nel suo comportamento). La tobin tax, a quel che mi e’ dato capire nella mia ignoranza, credo voglia introdurre un “attrito” nel movimento altrimenti libero dei capitali, al fine di ostacolare queste corse al rialzo che come un buco nero attraggono tutto il circolante (che sia oro, moneta convertibile, mattone o petrolio non cambia nulla) bloccando il resto dell’economia: sono molto scettico sulla sua efficienza, ma credo che dal punto di vista teorico possa aiutare a capire dove stia il problema.
    Onestamente non credo sia risolubile in modo definitivo, ma solo che si possano mitigarne gli effetti navigando a vista, come del resto la storia finora ha dimostrato.

    Ecco il testo, scusate il ccorposo opiaincolla, ma credo sia importante per togliersi certe illusioni sul funzionamento del mercato, il mercato e’ ANCHE, ma non solo ovviamente, questo:

    La Bolla dei tulipani (in inglese anche tulipomania) è stata probabilmente la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo. Nella prima metà del XVII secolo, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi.
    Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, ebbe una crescente popolarità in Olanda, scatenando la “gara” fra i membri della middle class a superarsi l’un l’altro nel possesso dei tulipani più rari. I prezzi arrivarono a livelli insostenibili. La coltivazione del tulipano fu presumibilmente iniziata nei Paesi Bassi nel 1593. Questo fiore divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol.
    Alle varietà di tulipano erano assegnati nomi esotici, a volte venivano chiamate con nomi di ammiragli olandesi. Nel 1623, un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi (il reddito medio annuo dell’epoca era di 150 fiorini). I tulipani erano scambiati anche con terreni, animali vivi, e case[1]. Presumibilmente, un buon speculatore poteva anche guadagnare seimila fiorini al giorno.
    Nel 1635 fu registrata una vendita per 100,000 fiorini. Per paragone, una tonnellata di burro costava circa 100 fiorini e “otto maiali grassi” costavano 240 fiorini. Un prezzo record fu pagato per il bulbo più famoso, il Semper Augustus, venduto ad Haarlem per 6000 fiorini.
    Nel 1636 i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi. Questo incoraggiò tutti i membri della società al commercio di tulipani, molte persone vendevano e compravano immobili o altri possedimenti per poter speculare sul mercato dei tulipani. Alcuni speculatori fecero grandissimi profitti.
    Alcuni commercianti vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare (sostanzialmente dei futures sui tulipani). Questa pratica fu soprannominata “commercio del vento”. Un editto statale del 1610 fece diventare illegale questo commercio rifiutandosi di riconoscere come legali questo genere di contratti, ma la legislazione non riuscì a far cessare questa attività.
    Un indice dei prezzi standard per i contratti bulbo di tulipano, creato da Earl Thompson. Thompson non aveva i dati sui prezzi tra il 9 febbraio e 1 ° maggio, in tal modo la forma del declino è sconosciuta. I prezzi dei tulipani, come è noto, crollarono bruscamente nel mese di febbraio
    Nel febbraio del 1637 i commercianti di tulipani non potendo più ottenere prezzi gonfiati per i loro bulbi, cominciarono a vendere. La bolla speculativa scoppiò. Si incominciò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri possedevano bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, erano finanziariamente rovinati.
    Vennero fatti tentativi di risolvere la situazione che accontentassero entrambe le parti, ma furono un insuccesso. In sostanza ciascuno rimase nella situazione finanziaria in cui si trovava alla fine del crollo: nessuna corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché i giudici considerarono questi debiti come quelli contratti per gioco d’azzardo, e non erano esigibili con la forza sotto autorizzazione della legge.
    Simili bolle dei tulipani ci furono anche in altri paesi d’Europa, ma mai di una dimensione pari a quella olandese. In Inghilterra nel 1800, il prezzo di un singolo bulbo di tulipano era di quindici ghinee. Somma che bastava ad assicurare ad un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi.

    • Domenico
      Rispondi

      Winston Diaz è vero quello che dici ma non perchè il mercato sia “irrazionale”. Io più che irrazione direi complesso e perciò incomprensibile, l’insieme delle azioni umane non può essere previsto a priori, esso non segue logiche cause-effetto di facile intuizione. Le logiche umane non sono mai state razionali e non riguardano da un punto di vista economico solo ciò che definiamo bolle. Pensiamo al finanziamento dei welfare state, delle nostre pensioni e quant’altro, essa stessa è un investimento irrazionale ed insostenibie a questi livelli, così come lo sono stati gli stati e le monarchie nel passato, tanti esempi piccoli e grandi di cattive allocazioni di ricchezza così come in Olanda con i tulipani. Mi vien in mente ad esempio la vendita delle indulgenze nel medioevo, pagavi alla ricca chiesa per cosa la redenzione dei peccati?
      Il Medioevo stesso è stata una lunga epoca in cui l’umanità non riusciva a trovare la via giusta dove investire la sua ricchezza ed il suo lavoro, solo nel Rinascimento e con la nascita della borghesia (i primi capitalisti, anche se i comunisti proff scolastici chiaman borghesi) permise di uscirne.
      Ad ogni modo io non credo in un mondo perfetto, penso invece che:
      1- la cultura e la memoria storica permettono di volta in volta all’umanità di migliorarsi in cosa investire per consentire il progresso.
      2- L’economia (l’umanità) è un sistema complesso ma di per se ha un equilibrio, così come lo sono tutti i sistemi complessi presenti in natura. Essi non si presentano come perfetti ed omogenei al livello micro, ma solo al livello macroscopico, anche i venti della terra ogni tanto fan scappare qualche uragano, e così tutti i fenomeni naturali.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_complesso
      Ma mai nessun uragano o fenomeno “particolare” che si origina internamente al sistema sarà tanto forte da sconvolgere l’intero sistema stesso. Ne sconvolgerà solo una piccola parte e per breve periodo.
      Quello che so è che in ogni equilibrio complesso quando si introduce una forzante tale forzante va a destabilizzarlo ed a produrre effetti cambiamenti di scala ancora maggiore rispetto a quelli “naturali”. Più una forzante è forte e più destabilizza rispetto alla condizione iniziale e quando la forzante viene sottratta il transitorio necessario a riportare il sistema come in partenza è anchesso lungo e pieno di sconvolgimenti.
      Oggi noi non stiamo ancora notando quanto sia stata feroce la destabilizzazione da un sitema dove la moneta era un asset come gli altri (solo più facilmente scambiabile) a quando è diventata uno stimolo per l’economia, ma lo si nota dal fatto che come dici tu “le autorita’ monetarie sono COSTRETTE a stampare denaro per evitare il blocco dell’economia reale a causa di mancanza di circolante”. Questo blocco dell’economia reale dimostra come buona parte degli investimenti di essa siano male allocati, ovvero l’economia reale sia andata a costituire un nuovo equilibrio attorno a questa “forzante” della continua iniezione monetaria.
      Attenzione perchè le fornzanti applicate in maniera permante portano a conseguenze catastrofiche un sistema, come i fenomeni di risonanza in fisica.
      Io non dico che il tentativo di riportare le cose come in origine sia facile, esso è doloroso e necessiterà di un transitorio tosto e difficile prima che le cose possano essere più equilibrate.
      Davanti a noi c’è solo una società sempre più statalizzata che non sarà mai abbastanza statalizzata da essere equilibrata, oppure distruggere questo sistema di moneta fiat riportandoci ad una nuova e più pesante grande depressione tale da permettere la riallocazione giusta degli investimenti di modo che siano sostenibili senza lo stimolo monetario. Forse per ognuno la cosa migliore è sperare di campare giusto finchè le cose saranno tranquille.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        Riguardo ai sistemi complessi, per continuare il discorso sopra, trovo per molti aspetti interessante l’analisi di Tainter riportata qui, riguardo l’utilita’ marginale decrescente dell’aumento di complessita’:
        http://www.oilcrash.com/italia/complex.htm
        Per quanto siano discutibili i rimedi proposti, che al solito sottostimano l’impatto di eventuali inaspettate e imprevedibili innovazioni del genere “cigno nero” nelle quali peraltro tendiamo ad avere noi personalmente forse troppa fideistica fiducia, sembra una fotografia quasi perfetta dell’italia contemporanea, c’e’ pure il “si pagavano forti sussidi in oro alle tribù germaniche”.
        Alcune tribu’ primitive risolvono il problema dell’aumento della complessita’ col rito del potlatch (ogni tanto distruggono tutto cio’ che hanno, per liberarsi e ricominciare daccapo). Noi che siamo piu’ civilizzati di solito organizziamo una guerra mondiale. Comincio a capire cosa intendessero i futuristi quando dicevano che la guerra e’ “l’igiene dei popoli”.

        Il collasso dell’Impero Romano
        “Un risultato della diminuzione dei profitti dovuta alla complessità viene illustrato dal collasso dell’Impero Romano d’Occidente. Come società basata sull’energia solare dall’elevata tassazione, l’Impero aveva poche riserve fiscali. Quando si trovarono di fronte alle crisi militari, gli imperatori romani dovettero spesso reagire svalutando la moneta d’argento (figura 4.2) e cercando di trovare nuovi fondi. Nel terzo secolo d.C. le continue crisi costrinsero gli imperatori a raddoppiare le dimensioni dell’esercito e ad incrementare tanto le dimensioni quanto la complessità degli apparati di governo. Per pagare tutto questo, vennero prodotte grandi quantità di moneta priva di valore, i prodotti furono requisiti ai contadini e il livello di tassazione venne reso ancor più oppressivo (fino a due terzi del raccolto netto dopo il pagamento dell’affitto). L’inflazione devastò l’economia. I territori e la popolazione furono censiti e tassati in tutto l’impero. Le comunità erano ritenute responsabili nel loro complesso per ogni eventuale evasione fiscale. Mentre i contadini diventavano sempre più affamati o vendevano i propri figli come schiavi, si costruivano massicce fortificazioni, le dimensioni dell’apparato burocratico raddoppiavano, l’amministrazione provinciale veniva resa più complessa, si pagavano forti sussidi in oro alle tribù germaniche e si fondavano nuove città e corti imperiali. Con il crescere delle tasse, le terre marginali vennero abbandonate e la popolazione calò. I contadini non erano più in grado di mantenere famiglie numerose. Per evitare gli obblighi civili oppressivi, i ricchi fuggirono dalle città per fondare proprietà rurali autosufficienti. Alla fine, per sfuggire alla tassazione, i contadini accettarono volontariamente un rapporto feudale con questi proprietari terrieri. Poche famiglie ricche finirono per possedere gran parte della terra nell’Impero d’Occidente, e furono in grado di sfidare il governo imperiale. L’Impero si ritrovò a doversi mantenere consumando le proprie risorse di capitali: i terreni produttivi e la popolazione contadina (Jones 1964, 1974; Wickham 1984; Tainter 1988, 1994b). L’Impero Romano fornisce il più documentato esempio della storia di come aumentare la complessità per risolvere i problemi porta a maggiori costi, minori profitti, disaffezione della popolazione produttiva, debolezza economica e collasso. Alla fine, l’Impero Romano non sarebbe più stato in grado di risolvere i problemi derivanti dalla sua stessa esistenza.”

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    domenico dice:
    “Quindi Barnard che pone esempi sull’inflazione del tipo che nel 92 non c’è stata”

    E’ vero che non c’e’ stata inflazione, ma Barnard come tutti i personaggi della sua area politica i quali NON HANNO MAI PAGATO TASSE IN VITA LORO IN QUANTO SOSTUITI NELL’IMPOSTA DA QUALCUN ALTRO, “dimentica” di ricordare che, proprio per impedire l’inflazione nonostante l’iniezione di capitali ingenti ad uso di “lorsignori”, da quegli anni per i poveracci e i piccoli proprietari e’ cominciato il salasso fiscale, con l’imposizione media che, comprendendo anche le patrimoniali tipo l’ISI, e’ arrivata dal 35 al 70 per cento del PIL.

    Voi forse siete troppo giovani per ricordare l’ISI: cosi’ si chiamava, “imposta straordinaria sugli immobili”.
    Visto che tutti la pagarono, poco dopo si trasformo’ in ordinaria, di nome ICI.
    Se pensate che, esattamente vent’anni fa, gravava per la meta’ dell’attualmente esosissima e da esproprio IMU di adesso per tutto cio’ che non e’ prima casa, vi rendete conto della mazzata spaventosa con cui il duo amato-ciampi comincio’ il massacro dell’economia italiana, al fine di far entrare l’italia, da stracciona, nel club della “unione delle repubbliche socialiste europee”. (CCCPE = Sojuz Sovietskich Socialističeskich Respublik d’Europa)

    Peraltro, coi bassi tassi di interesse seguiti alla procedura di ingresso nell’euro e il divieto assoluto di edificare salvo che per gli ammanicati con le amministrazioni locali CON LA SCUSA DELLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE, la speculazione edilizia continuo’ indisturbata e condusse ai prezzi stratosferici delle case per cui da allora una giovane coppia, per quattro mura, doveva indebitarsi con un esoso mutuo trentennale.

    Ottennero TUTTI i risultati che volevano in un colpo solo:
    – controllo assoluto del territorio in quel bene che e’ di primaria importanza per la liberta’ dell’individuo che e’ la casa da parte della politica e della burocrazia;
    – sua consegna nelle mani della speculazione e dei professionisti del settore (in cambio di tasse, tanto per cambiare);
    – esplosione dei prezzi a causa della scarsita’;
    – prelievo fiscale stratosferico su tutte le transazioni che riguardano la casa a causa del suo aumento di prezzo e della burocrazia asfissiante che richiede decine di “professionisti”, per il resto inutili, per essere espletata;
    – consegna dei cittadini nelle mani delle banche, attraverso i mutui, per almeno un trentennio;
    – esproprio completo del bene nel suo valore attualizzato nel giro di meno di un trentennio a causa delle patrimoniali collegate.

    Vorrei trattenermi, ma non ci riesco: PORCI, saranno MALEDETTI.
    E Barnard e quelli come lui, in buona fede, ma tanto MONE.

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