In Anti & Politica, Economia

DI JESTER*

Benigni qualche giorno fa ha imbastito un tristo spettacolo dedicato alla nostra Costituzione ed è stato pagato profumatamente per farlo. Ma in Italia le cose vanno così. E non lo si può neanche biasimare. Ognuno, alla fine, tira acqua al proprio mulino, e non credo esistano nel nostro paese persone che avrebbero rinunciato a un lauto compenso per dire praticamente l’ovvio in TV, per giunta davanti a milioni di telespettatori che senza le mediocri perfomance del comico toscano forse non saprebbero nemmeno che in Italia abbiamo una carta fondamentale.

L’ovvio sta nel fatto che la nostra Costituzione è condivisibile, auspicabile, applicabile, bella, onesta ed è un inno alla democrazia. Praticamente il massimo della goduria democratica. Peccato, però, che la sua applicazione lasci parecchio a desiderare. Ed è un peccato che i nostri politicanti la conoscano a sbalzi, a tratti, e un po’ come conviene loro. Peccato soprattutto che una certa parte politica la strumentalizzi per fini di opposizione.

La Costituzione ha una sua funzione ed è chiara: difendere il cittadino dai vari tentativi di prevaricazione del pubblico potere nei suoi confronti. Dare al cittadino dei punti di riferimento fondamentali nella sua condotta e nelle sue relazioni sociali. Assicurare la certezza del diritto e stabilire i paletti entro i quali il legislatore, il governo e i giudici possono muoversi liberamente nell’interesse del popolo e non nell’interesse di questa o quella casta o potere oligarchico.

Niente di meno vero. La Costituzione è troppo spesso calpestata e disattesa proprio negli aspetti più marginali e meno evidenti, e proprio per favorire caste e poteri. E non parlo certo di un qualsiasi “Lodo Alfano”, ma di tutte quelle norme che giornalmente vediamo applicate nei tribunali e negli uffici pubblici in nome e per conto del popolo italiano, ma di fatto applicate in nome e per conto di questo o quel potere forte.

Prendiamo per esempio l’IMU sulla prima casa. Ma sapete che questa imposta è palesemente incostituzionale? E non mi riferisco a contorte (e spesso fumose) interpretazioni giurisprudenziali dalle quali risulterebbe tale, ma da una semplice lettura del principio costituzionale sancito all’art. 53 Cost., che afferma che tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, e cioè in base alla capacità di produrre reddito, che può derivare da attività lavorativa (retribuzione), da investimenti (interessi) o anche da un patrimonio (rendita da locazione, utili o simili).

L’IMU, sotto questo profilo, è un’imposta palesemente contraria alla Costituzione, perché la prima casa non produce alcun reddito. Non produce reddito da lavoro, non produce interessi e non produce utile o rendita da locazione, ovvero altra rendita equiparata. Mentre produce indubbiamente spese e oneri (manutenzioni, mutuo, riparazioni). La prima casa è soprattutto una fonte di oneri. E imporre al cittadino un’imposta sugli oneri è non solo incostituzionale, ma è persino aberrante e immorale. E nessuna giustificazione politica e/o economica è accettabile al fine di cambiarne l’identità!

Ma questo è paradossalmente il dettaglio meno importante. L’aspetto più rilevante è che la prima casa è il frutto dei sacrifici non solo dell’individuo per se stesso, ma di una famiglia per la famiglia. È il tetto sotto il quale un genitore mette al riparo i propri figli. È un elemento costitutivo del nucleo famigliare, senza il quale la famiglia non esisterebbe (alla faccia di tutte le belle norme costituzionali che la riconoscono e la tutelano come “società naturale”). La casa è un bene primario. È soprattutto un diritto. Tassare un bene primario, è svilire i principi fondamentali della Costituzione, tra i quali spicca il principio di uguaglianza e di realizzazione della persona umana.

Questi sono solo gli aspetti più superficiali per denunciare l’IMU come la più nefanda e immorale imposta che mai un governo italiano abbia emanato. Se poi pensiamo che una parte del gettito fiscale verrà utilizzato per pagare (l’altrettanto) nefando meccanismo sovranazionale, altrimenti noto come “Meccanismo di Stabilità Europea” (ESM), allora possiamo dire che stiamo raschiando il fondo del barile dell’immoralità fiscale, perché quel denaro passerà dall’ESM alle banche in crisi; quelle stesse banche che poi fanno pagare fior di interessi ai poveri cittadini per ottenere il mutuo per l’acquisto della casa tassata dall’IMU.

Un meccanismo perverso che fa peraltro il paio con uno dei tanti aspetti contraddittori della nostra “bella” Costituzione. Se è vero, infatti, che esiste il principio della capacità contributiva (e del meccanismo progressivo, art. 54 Cost.), e se è vero che esiste il divieto di proporre referendum in tema di legislazione fiscale, è anche vero che non esiste nella nostra “bellissima” e “democraticissima” Carta una norma di civiltà che sancisca un limite – anche generale o comunque etico – al prelievo fiscale. Di fatto il Governo e il legislatore non hanno un confine per operare i prelievi fiscali, e a maggior ragione non ce l’hanno oggi che l’Italia ha aderito all’Unione Europea e ai rigorosi vincoli di bilancio che deve rispettare per restare associata al club.

L’IMU è un’imposta nefanda e aberrante. Ma è ancora più aberrante sapere di avere una certa classe politica – che per giunta si candida a governare il paese – che tale non la ritiene e che anzi, intende non solo mantenerla, ma pure affiancarla a un’imposta patrimoniale. All’orrido e al peggio – mi vien da dire – non c’è proprio fine. Mai!

 

*Link all’originale: http://www.iljester.it/perche-limu-e-unimposta-nefanda-colpisce-il-sacrificio-degli-italiani-ed-e-incostituzionale.html

 

 

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Mostrati 10 commenti
  • Adriano
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    CON UN POPOLO DI COGLIONI COSI…SPERO CONTINUINO…AD OLTRANZA….LO MERITIAMO…SIAMO SENZA SPINA DORSALE….FANNO BENE A METTERCELA IN CULO…..IO GODO!! ODIO PIU’ NOI CHE NON REAGIAMO MAI….CHE LORO CHE SE LA GODONO COL SORRISO….NOI PIANGINA LORO FELICI!! SPERO CI SPOLPINO….. CHI NON TASSEREBBE UN POPOLO DI : IGNORANTI , SOTTOMESSI E SENZA DIGNITA’…

    • stefano gambini
      Rispondi

      Purtroppo hai ragione… siamo un popolo in maggioranza di pavidi, vili, ignoranti, sciacalli, disonesti, furbetti da strapazzo, ecc.
      Un popolo che non è un popolo perché sempre diviso, siamo messi scientificamente uno contro l’altro, con strategie meschine ma palesi, mentre la maggior parte dei Politici, in Parlamento, sono compatti per tutelare i loro interessi, fingendo di lavorare per noi, simulando scontri per la nostra difesa, ma di fatto spartendosi ogni giorno la torta….
      CHE SCHIFO!!!

  • Vulka
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    Quello che non mi piace di Benigni è che si mette a criticare il M5S e Grillo che lo anima. Ma Benigni è sano di mente? Chi è in Italia e/o al mondo che ha aperto PRIMA D’ORA un movimento a carattere sociale-politico e l’ha lasciato in mano alla gente affinchè si possano difendere dai soprusi continuati?

    Le persone devono mettersi in testa una sola cosa: siamo gente comune e Grillo e Casaleggio sono garanti affinché ogni cosa sia fatta come stabilito, senza inciuci e senza altro di sporco che già si è presentato per mischiarsi a noi o per scigliere il movimento e rpendersi i suoi partecipanti.
    Ma non siamo come loro e quindi RESISTIAMO!

    Dunque Benigni fa il solo gioco dei grandi e se ne frega come fanno i politici, pur di portare a casa anche lui fior di soldoni.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Sono aperte le liste di arruolamento nella Legione Italiana che ho appena deciso di armare. Non ci sono stellette, niente promozioni, carriere automatiche per nessuno. Niente auto blu e neppure pensioni d’oro o vitalizi. Zero privilegi, futuro da reduci. Niente di niente, insomma.
    Siete tutti avvisati : nella Legione non serve la democrazia o la rappresentanza. Sono parole per farabutti e dinosauri della politica, per incantare scimmie e tosare pecore senza pastore. Nella Legione ognuno si rappresenta al meglio da solo insieme a tutti gli altri che hanno la stessa necessità : liberarci con le buone (come spero ancora) o con le cattive (come temo) dalla torma di predoni e farabutti che hanno ridotto l’itaglia a un colabrodo e gli italiani un ammasso di rassegnati, parassiti e boiardi e cerebrolesi.
    Gli ordini non si discutono, e il silenzio è la regola numero 1. Questa è la Legione Italiana.
    Non vogliamo far male a nessuno, vogliamo vivere solo in pace e liberi, in un paese dove ancora si possa sognare e lavorare. Rimane avvisato chiunque si metta di traverso, anche al suon delle sue leggi. Ognuno si tiene le sue di leggi e da qui in avanti se le paga da se e con i suoi simile. Sarà meglio che sia CHIARO. In caso diverso, potrebbe essere buio, il buio della notte eterna.
    AMEN.

    • W la Libertà
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      Per ulteriori dettagli? Sono interessato a questa “iniziativa”…

      • Antonino Trunfio
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        ciao W la libertà, tu si che sei di bocca buona !! Fatti dare la mail da Leo Facco. Se lui sa chi sei e si fida di te, io mi fido di lui e per la proprietà transitiva posso fidarmi di te.
        Rileggi, prima di arruolarti.
        Non sono ammessi disertori.

        • W la Libertà
          Rispondi

          Antonino Trunfio, non saprei, Leonardo non mi conosce, come nessuno qui, da poco sono entrato in questo “mondo”, inoltre ci terrei all’anonimato.

          Ti posso solo dire che come te voglio vivere libero e in pace!

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        Caro W la libertà
        per il momento sei arruolato come Recluta In Prova
        Non te ne avere a male. Frequenta questo sito, visto che sei nuovo, scrivi i tuoi commenti liberamente, fatti conoscere insomma un pochino. Non ti faremo l’esame ma servirà a te stesso per stabilire se vuoi limitarti alle parole o passare ai fatti. Le parole senza azioni, diceva Gandhi, sono perle senza alcun valore, puoi darle solo ai porci (questo lo aggiungo io).
        La legione non ammette dubbi, indugi, marce indietro. La lbertà è una cosa seria, costa la vita stessa e pertanto non te la regala nessuno. O te la danno con le buone (mai capitato nella storia) o te la prendi con le cattive, e di solito sono guai seri, sperro irreversibili per chi aveva scherzato con la libertà altrui.
        Mettiti alla prova. La prova durerà il tempo di passare a Legionario in servizio definitivo, oppure di rimanere amico come tanti, con il reciproco rispetto e sostegno, pacifici e parolai.

  • gastone
    Rispondi

    strano che nessuno di quelli che inveiscono contro il popolo inetto e inerte ,
    sia sfiorato dall’idea che questo sia (in italia in particolare ma anche altrove) un fronte compatto e agguerrito comprato dai favori dello stato.

    un fronte che marcia al suo fianco per la conquista di quel poco di ricchezza reale prodotta da uno sparuto gruppetto di imprenditori rimasti in trincea, oltre a quel che resta del favoloso tesoro di quel famoso fondo comune,
    messo a disposizione della civiltà occidentale dai prodigi di quel capitalismo del 19° secolo,
    quando era libero e non ancora sottoposto alle attenzioni e agli appetiti di uno stato e dei suoi sciacalli adoratori.

  • John
    Rispondi

    Ma chi si sta sempre a lamentare che noi popolo siamo tutti vili e coglioni e che ci meritiamo tutte le nefandezze si rende conto che si sta dicendo che anch’esso è un vile,coglione secondo tale logica?Meno demagogia e più ragionamento serio a volte non farebbe male.

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