In Anti & Politica, Economia

DI ALESSANDRO DA ROLD

Avevano aperto un canale di dialogo con Oscar Giannino, il fondatore di Fermare il Declino (Fid), ma poi non si sono fidati vedendo i programmi e la composizione delle liste. Così il libertario Leonardo Facco depositerà venerdì prossimo al ministero dell’Interno il partito “Forza Evasori-Stato Ladro”. Certo, c’è qualche dubbio sulla possibilità che venga accettato, ma Facco è sicuro che tutto andrà per il meglio. «L’Italia è uno stato uguale all’Unione Sovietica, questo è l’unico modo per contrastarlo e riformarlo».

Il programma del partito, che si riunirà a Bologna il prossimo 26 gennaio è secco, ridotto a cinque punti in cui la parola “tagliare” le spese dello Stato è il comune denominatore. «Sul fronte delle tasse» spiega Facco « la proposta è di applicare una tassa piatta al 15% sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche. L’8% va ai Comuni, il 4% va alla Regione (o Provincia), il 3% va allo Stato. Gli enti locali potranno riorganizzarsi e ripartire gli introiti come meglio credono. Chi guadagna meno di 10.000 euro l’anno non pagherà imposte sul reddito. L’Iva? Al 5% su tutti i prodotti e servizi (pubblici e privati). Il 3% ai Comuni, il restante 2% ripartito a metà fra Regione (Provincia) e Stato».

Sul fronte dei tagli, invece, sostiene Facco «si sente la mano dei mercatisti veri». Riduzione – entro due anni – del 50% del debito pubblico vendendo tutto ciò che è vendibile e di proprietà dello Stato (immobili e società). Licenziamento di 2,5 milioni di dipendenti pubblici – anche qui entro i primi due anni di governo – con un anno di preavviso per le persone toccate dal provvedimento. «Tutti coloro che smetteranno di lavorare per lo Stato (ente pubblico in genere), potranno reinserirsi nel mercato del lavoro usufruendo di notevoli agevolazioni fiscali: per 5 anni non pagheranno alcuna imposta sul reddito; per i 5 anni successivi pagheranno una flat tax del 5%. A tutto ciò si aggiungano un po’ di privatizzazioni e una liberalizzazione seria del mercato dei servizi e delle professioni» chiosa il leader di Forza Evasori.

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Se chiedi a Facco se simbolo e nome del partito non siano eccessivamente provocatori, lui non fa una piega e risponde: «Spero vi rendiate conto, dopo vent’anni di promesse di rivoluzioni liberali in quali condizioni siamo messi, no? L’Italia è la realizzazione del soviet supremo per via democratica, paghiamo tra il 70 e l’80% di tasse per avere in cambio disservizi e uno Stato di polizia. Noi non siamo provocatori, siamo coerentemente liberali. E tutte le bugie che ci hanno raccontato non sono altro che una provocazione, da parte loro»

Tratto da: http://www.linkiesta.it

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Mostrati 22 commenti
  • Raffaele
    Rispondi

    Però è assurdo chiamare così il nome di un partito che vuole una tassa piatta al 15 per cento. In Irlanda e in Russia hanno tasse piatte anche più basse del 15 per cento, senza molte incazzature, senza partiti on nomi così accesi. Siamo messi davvero male. In Italia siamo proprio da unione sovietica. Detto questo la tassa piatta andava meglio al 10 per cento e l’IVA al 2 per cento. L’IMU?? Niente IMU.

  • Brus
    Rispondi

    chissa quanti voti prendono ?
    certo un po di realismo ci vuole, invece di licenziare 2 milioni di dipendenti pubblici perche non metterli a lavorare, pulrndo le strade, facendo la raccolta differenziata, pulendo i siti archeologici, le spiagge, cosi aumenta il turismo e e entrate, pulendo le corsie degli ospedali ect….perche non metterli a lavorare per renderli produttivi, la produttivita dimininuisce il debito lo sanno nche gli asini.
    la iva puo anche stare al 10% e la tassazione redditi al 20% ma ai ricchi va portata al 30 % oltre certi tetti .
    liberta senza diritti e senza generosita da parte dei piu forti, non esiste.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      ci e mi spiega cosa intende per “…liberta senza diritti e senza generosita da parte dei piu forti, non esiste”.
      Se è un suo teorema provi a dimostrarlo.
      Se invece è un suo personale assioma, basta dirlo. E non abbiamo bisogno di alcuna spiegazione.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Tanti dipendenti pubblici, se avessero avuto voglia di lavorare, sarebbero già andati a fare qualcosa di produttivo.
      Come dipendenti o in proprio.
      Sono contento che anche lei sappia che la produttività diminuisce il debito.
      Spero che sappia che anche non spendere più di quanto si guadagna tenda a evitare il debito.
      La generosità non è qualcosa di obbligatorio per legge. Se tu sei costretto a pagare per gli altri non sei generoso, sei solo costretto.
      Poi mi viene un dubbio: quali sono “certi tetti”? Perché qui va a finire che ope legis io, possessore di P. IVA e comproprietario dell’appartamento in cui abito, sono considerato ricco sfondato; mentre un qualsiasi supermanager è indigente e bisognoso di sostegno economico da parte mia.
      Lei sa come funziona una tassa piatta?

  • renato
    Rispondi

    licenziamo però per coerenza tutti quelli che lavorano nelle aziende del nord dove è massima l’evasione fiscale; spero che tra i due milioni di licenziati ci siano anche i quasi quattrocentomila dipendenti pubblici della lombardia, anzi licenziamoli TUTTI: siete proprio ridicoli

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Ci sto. Ma prima licenziamo le diciassettemila guardie forestali della Calabria, e le trentamila della Sicilia. Se nel nord sono evasori fiscali è perchè si sono stancati di pagare le tasse per mantenere i parassiti. Hanno la mia piena approvazione. Di ridicolo qui c’è solo chi vuole mantenere questo sconcio chiamato stato italiano.
      PS: sono siciliano.

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        se lei è siciliano, io sono calabrese e più precisamente di una città che guarda la sicilia dall’altra parte dello stretto di messina.
        La gente non ricorda che quando oltre dieci anni fa, durante un governo berlusconi, silvio si permise di accennare ai forestali di calabria ed ebbe a dire che riteneva umiliante che lo stato pagasse un salario a 14.000 forestali in calabria piuttosto che incentivare il turismo e permettere a quei 14.000 di poter realizzarsi diversamente, i suoi soci di allora (gli inossidabili e intromontabili principi della chiacchiera e del vuoto pneumatico cerebrale, fini & casini) gli dissero : ah Silvio !!! an vedi che co sti 14.000 forestali ci avemo 50.000 voti minimo de consenso a li partiti nostra. Nun ce tocca li forestali !!
        E non se ne fece niente. La democrazia basata sul consenso è malata incurabile di cancro. Solo un bisturi potente e una radioterapia d’urto potranno ancora qualcosa.

        • Sigismondo di Treviri
          Rispondi

          E’ convinto che Fini e Casini parlassero in romanesco? Se non errro sono tutti e due di una regione chiamata Emilia Romagna. E sono proprio le ultime cinque lettere della Romagna che mi spaventano!

          • Antonino Trunfio

            so bene che casini&fini scion burdel di bologna, amico mio.
            Ma sa com’è a stare nella capitale poi, conviene diventare e parlare tutti romanesco.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      scusi, mi spiega qual’è la fonte delle sue preziose informative sull’evazione fiscale delle aziende private del nord ?
      perchè se le sue informazioni sono fondate, secondo me, pur con la disoccupazione e la crisi, lei ha un posto da direttore generale assicurato all’agenzia del pizzo di stato di roma, ha presente ? faccia sapere. E lo mandi a dire anche al suo potenziale futuro boss : Mr. Befera.

    • claudio
      Rispondi

      renato
      10 gennaio 2013 at 09:00

      “..quelli che lavorano nelle aziende del nord dove è massima l’evasione fiscale;” in realtà secondo la gdf il picco di evasione è al sud, e poi le ricordo che nonostante ci sia pachidermico ente regionale lombardo questa regione ha il costo per cittadino più basso in italia e paragonabile ad altre regioni europea,rispetto a campania,calabria o sicilia..faccia lei ..

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      detto da uno che se intende

    • sciadurel
      Rispondi

      ma dove ? al su

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @RENATO : scusi, mi spiega qual’è la fonte delle sue preziose informative sull’evazione fiscale delle aziende private del nord ?
    perchè se le sue informazioni sono fondate, secondo me, pur con la disoccupazione e la crisi, lei ha un posto da direttore generale assicurato all’agenzia del pizzo di stato di roma, ha presente ? faccia sapere. E lo mandi a dire anche al suo potenziale futuro boss : Mr. Befera.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @SIGISMONDO : se lei è siciliano, io sono calabrese e più precisamente di una città che guarda la sicilia dall’altra parte dello stretto di messina.
    La gente non ricorda che quando oltre dieci anni fa, durante un governo berlusconi, silvio si permise di accennare ai forestali di calabria ed ebbe a dire che riteneva umiliante che lo stato pagasse un salario a 14.000 forestali in calabria piuttosto che incentivare il turismo e permettere a quei 14.000 di poter realizzarsi diversamente, i suoi soci di allora (gli inossidabili e intromontabili principi della chiacchiera e del vuoto pneumatico cerebrale, fini & casini) gli dissero : ah Silvio !!! an vedi che co sti 14.000 forestali ci avemo 50.000 voti minimo de consenso a li partiti nostra. Nun ce tocca li forestali !!
    E non se ne fece niente. La democrazia basata sul consenso è malata incurabile di cancro. Solo un bisturi potente e una radioterapia d’urto potranno ancora qualcosa.

  • gastone
    Rispondi

    “Tutti coloro che smetteranno di lavorare per lo Stato (ente pubblico in genere), “potranno reinserirsi nel mercato del lavoro usufruendo di notevoli agevolazioni fiscali: per 5 anni non pagheranno alcuna imposta sul reddito; per i 5 anni successivi pagheranno una flat tax del 5%.”

    leonardo, ti rendi conto che con questo assunto ti poni l’obbiettivo ben più difficile di riformare gli taliani?

    del resto tentare di riformare lo stato italiano senza passare per la riforma degli italiani è solo vanità e afflizione.

    volere riportare la gente verso la naturale inclinazione di imprendere la propria vita piuttosto che cercare protezione è esattamente il contrario di quanto uno stato parassita e ladro ha proposto loro.

    continuo ad essere convinto che il simbolo non è “forte” come molti “timorati dello stato” ritengono, anche se perplessità sulla sua approvazione sono fuori discussione.( la stai domandando allo stato).

    inoltre sono convinto che, se approvato il simbolo, il movimento quantomeno farà una istantanea del portafoglio dell’italia.
    dal momento che aldilà delle chiacchiere che un individuo profonde con generosità nei vari consessi, la sua azione invariabilmente diverge, rispettando i suoi interessi più stretti dettati dal suo portafoglio.

    verosimilmente tutti quanti (quanti?) a vario titolo hanno benefici diretti o indiretti dallo stato , voteranno lo status quo,ossia l’intero arco partitico esistente,
    i rimanenti saranno espressi dal movimento liberale più esplicito e fuori dallo stato che c’è.

    ..speriamo la foto venga bene cosicchè ciascuno si possa individuare senza difficoltà tra i due gruppi..

  • Giuseppe
    Rispondi

    Ha ragione Sigismondo: cominciamo a licenziare le guardie forestali. Non credevo che in Italia ne avessimo così tante; io credevo che la foresta amazzonica si trovasse in Brasile.
    Certo questi parassiti non rinunceranno così facilmente al loro privilegio, bisognerà strapparglielo con la forza, ma è una cosa che va fatta.
    Mi fa piacere che Sigismondo sia siciliano, perchè io sono pugliese. Ricordate che la lotta civile non è tra nord e sud, ma tra statale e privato.

  • Rispondi

    In Sardegna abbiamo 6500 guardie forestali (1% della popolazione) più quelli assunti per il servizio antincendio estivo che sono gli stessi che mettono gli incendi per proteggersi l’impiego.

    Non vedo nel programma le intenzioni riguardo alle pensioni ed oneri sociali. Per un libertario la strada è che ognuno si gestisca il suo. Il problema sono i diritti acquisiti + gli attuali pensionati.

  • Nicola
    Rispondi

    Wow! A vedere i commenti, si direbbe quasi che, a dispetto della mentalità diffusa, il libertarismo prospera nel Sud e nelle Isole! :-)
    Da sardo, mi fa piacere vedere di non essere solo, comunque…

    Bando alle ciance, in ogni caso. Ora i prossimi scogli sono due: accettazione del simbolo e poi la terribile raccolta firme. In ogni circoscrizione ne servono almeno 750 (se è passata la leggina sul dimezzamento, altrimenti il doppio, ahinoi…).
    Avete fatto due conti? Sarà tosta trovare alcune decine di migliaia di italiani disposti a mettere la propria firma sotto le scritte “Forza Evasori e “Stato Ladro”.
    Io ce la metto volentieri e “a facci manna”, come si dice dalle mie parti…
    Ma rimango realista sulle reali possibilità.
    Il tentativo, però, va fatto. E soprattutto deve essere il primo passo, non l’ultimo.

  • iano
    Rispondi

    La gente si perde ancora in chiacchiere ,tante chiacchiere da bar,mentre sarebbe già ora di reagire,fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Se la gente non ha più le palle per una rivoluzione ,dovrebbe tentare almeno ad una Rivolta fiscale.Non pagare più niente,e quando vengono a pignorare la casa ,uscire tutti in strada e bloccarli !! Andare negli uffici dei “Mangiapane a tradimento” e fare sentire la nostra voce !!Questa è una guerra “statali contro gente comune”.Insomma se non facciamo qualcosa ,faremo la fine dei maiali !!!

  • Niki
    Rispondi

    Che bello! E’ la prima volta che leggo commenti che non tirano fuori le solite lagne nord-sud. Il nemico è lo stato così com’è! Altro che terroni o polentoni!
    E, scusate, ma io la Sardegna e la Sicilia le vedrei bene come paradisi fiscali (oltre che paradisi culinari e di stupendi paesaggi).

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