In Anti & Politica

Mela-con-il-Coltello-tra-i-Denti.1LETTI PER VOI

di Sandro Mela da http://www.rischiocalcolato.it. – Bene. Ulisse è tornato e massacra i Proci, che da anni sgavazzavano a casa sua, a sue spese, ovviamente.

Bene. L’economia scientifica è ritornata, ha dato un calcio alla porta ed ha cacciato a pedate l’economia politica, onore e vanto della Weltanschauung del welfare. Tutto a tutti, pubblico è bello se comando io, e via cantando. Stato che inerviene in economia a vantaggio di consoludate conserterie, in ciascuna delle quali troneggia il dipendente pubblico, il burocrate che da o nega i permessi a suo arbitrio e secnodo la sua opportunità. Si sentivano i padroni dell’universo. Padri e supporter del debito sovrano e locale, virtuosi del codicillo.

Scoprono adesso che i conti devono chiudere in pareggio e chei debiti si pagano. Dovranno ben render conto del loro operato, questi fedeli servitori di sé stessi.

Ora i dipendenti pubblici della provincia di Vibo Valentia sono al quarto mese senza stipendio e nel futuro dovranno ben abituarsi a farne a meno.

Non é che poi avessero la mano leggera. Non si trattavano male. Eccoli i loro stipendiucci, come li riporta il sito della provincia.

dr. Petrolo Ulderico                           132,000.00 euro

dr. Marziali Francesco                         97,833.58 euro

dr. Vinci Antonio                                 85,859.15 euro

dr.ssa Sossi Armanda                          84,265.33 euro

ing. Comito Gianfranco                       83,897.04 euro

dr.ssa Macrì Edith                              83,385.23 euro

dr. Macrì Domenico                           78,182.50 euro

dr. La Fortuna Giuseppe                      64,452.89 euro

Non precisamente poveracci. E tutto questo mentre oltre tre milioni e trecentomila addetti alla filiera produttiva sono senza lavoro, alla fame. Mentre le aziende falliscono a migliaia, vessate da tasse che persino il  pidiessino on. Fassina dichiara che evaderle é questione di mera sopravvivenza. Ma che loro esigono con la spietata crudeltà dei mongoli. Tasse utilizzate per mantenere i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ovviamente. E chi, se no?

  Sperano forse comprensione?

  Da parte forse del Contribuente?

Ma chi non si ricorda i 108 adempimenti burocratici necessari per trasformare una cantina in un box monoauto? Manco fosse una polveriera. Ed un anno di vita, di untuosissimi inchini alle loro magnificenze illustrissime, per ottenere ciò che avrebbe dovuto essere dovuto. Per poter lavorare e produrre meglio.

E questo è solo un esempio casalingo per farsi capire ai più, si pensi a metter su un’impresa.

Ed il loro sussiegoso modo di fare: «Ma manca il certificato kkk!! E lei mi importuna senza la dovuta documentazione! Vadi, vadi…» (E viene anche con le mani vuote, lo screanzato).

Per non dire il resto. 458 leggi fiscali in cinque anni: una a settimana. Ed il Contribuente avrebbe dovuto trottare al passo della loro proleferazione legislativa contraddittoria per poter comminare multe a destra e manca.

Bene. É iniziato il loro turno. Già alla fine del ’944 qualche gerarca finì con le scarpe al sole, ma nel ’945 si chiusero i conti. Con tutti.

Noi abbiamo la pazienza dei vessati, dei tormentati da Voi burocrati. Ci opprimete da decenni, ma siamo come Ulisse. Ma le ruote girano. Ci diciamo quindi un semplice: arrivederci.

Non fatevi nessuna illusione, ma proprio nessuna.

Presto in tutta l’Italia.

FONTE DELL’ARTICOLO:

  Edicoladipinuccio. 2013-07-17. Senza stipendio da oltre 3 mesi, i dipendenti della Provincia di Vibo Valentia incrociano le braccia.

VIBO VALENTIA – Non percepiscono gli stipendi da oltre 3 mesi. Per questo, i dipendenti della Provincia di Vibo Valentia hanno proclamato una giornata di sciopero, e da stamane hanno incrociato le braccia. Gli stessi hanno anche tenuto un’assemblea nella sala del Consiglio provinciale per protestare contro la mancata corresponsione delle spettanze loro dovute. Nonostante il prefetto di Vibo, Michele Di Bari, abbia nei giorni scorsi sollecitato al Ministero dell’Interno il trasferimento dei fondi ordinari al fine di saldare le mensilita’ arretrate, ad oggi il pagamento degli stipendi dei dipendenti tarda ad arrivare e da qui la protesta e lo sciopero con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni alla risoluzione della vertenza. Oltre al Ministero dell’Interno, altri soldi dovrebbe metterli a disposizione la Regione Calabria. Una soluzione tampone che vale la cifra di un milione di euro di cui al momento i dipendenti non hanno però visto alcuna traccia.

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Una bella rivolta, proteste, caos.
    Rivendicazioni irreali presso uno stato morto.
    Chissà che da una scintilla del genere non origini qualcosa di utile.
    Oppure i calabresi staranno zitti?

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