In Anti & Politica, Varie

teapartyitalia2DI DAVID MAZZERELLI

Caro Leonardo Facco,

ho scoperto da poco (precisamente da quando il Dr. Tinti ha minacciato dalle colonne del Fatto di mettermi in galera) che nel giornalismo esiste il diritto di replica.

Siccome nel Tea Party ci piace innovare e ci divertiamo a provocare chi manca di senso dell’umorismo, io replico al Direttore dell’Intraprendente Giovanni Sallusti dalle colonne del tuo web magazine e non dal suo dove, al momento,  mi fa un po’ freddo.

Sarò breve, perché vorrei davvero vedere negli occhi qualcuno così a corto di cose da fare da essere realmente interessato a questa “polemica”:

1) Sallusti nel decidere se pubblicare la mia lettera (quella del #NotWelcome ad Obama) non era né convinto né poco convinto. E sapete perché? Perché la mia lettera non esiste. Non è mai esistita, non l’ho mai scritta e soprattutto non ho mai parlato con Sallusti, ma solo con i ragazzi della sua redazione. Di esistente c’è solo il nostro comunicato (che trovate su www.teapartyitalia.it) scritto dal nostro Segretario Generale.

2) Nel comunicato in oggetto del contendere nessuno ha mai detto di volersi arruolare nelle fila di Putin. E se non ci siamo arruolati nelle fila di nessuno neanche in Italia in questi 4 anni di onorata neutralità svizzera ci potete credere. L’editoriale di Sallusti nasce dunque da una lettera che non esiste e da un fraintendimento più grande della Kamchatka.

Concludo ringraziando Giovanni per la grande pubblicità che ha dato ad un semplicissimo comunicato e lo, prego, se possibile di montare un nuovo caso inesistente ad ogni news che gli mandiamo. Promettiamo di essere prolifici e creativi. Francesca lo è molto.

Un rammarico tuttavia ce l’ho: che in questo mondo di “liberali”, a cui io non sono mai appartenuto né per storia personale, né per modo snobbistico di considerare gli altri, né per idee (al di fuori di quelle strettamente economiche) si abbia così poca attitudine a capire le relazioni umane, l’amicizia, il “cameratismo”, si sarebbe detto una volta. Che sia così facile tirarsi fango addosso, fare sparate, togliersi l’amicizia da FB e nella vita senza neanche chiamarsi prima o rispondere ad un SMS. Il tutto come se niente fosse. Ragazzi, così ci si isola, ce la cantiamo e suoniamo da soli. Poi si va alle elezioni e si prende lo zero-virgola.

I liberali in Italia sono pochi, pallidi e in via d’estinzione. Un po’ come il leopardo delle nevi che Putin accarezzava romanamente per promuovere le Olimpiadi di Sochi. Vediamo almeno di capire come tutelarli prima che scompaiono tutti come gli indigeni nell’Isola di Pasqua che, sconosciuti ed ininfluenti alla storia del mondo, finirono i propri giorni ad ammazzarsi tra loro.

Mando un abbraccio a Giovanni, e gli allego un video che in simpatia consiglio sempre anche a Giacomo Zucco, che ho preso con me 4 anni fa quando era piccolo e nerd e che è diventato ormai un ometto. (si scherza eh!). E’ l’algoritmo dell’amicizia di Sheldon Cooper: https://www.youtube.com/watch?v=k0xgjUhEG3U. Chissà che non se ne giovi.

Dasvidania

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Comments
  • Pedante
    Rispondi

    Se i libertari sono in via di estinzione un motivo ci sarà. Io considero il libertarismo un’anomalia della storia umana. Una combinazione di determinati tratti ereditari dei popoli europei, frutto di pressioni selettive ambientali, con una straordinaria opera di ingegneria sociale messa in atto dalla Chiesa a partire dal quinto secolo. Con la proscrizione del matrimonio consanguineo, la Chiesa riuscì a ridimensionare il tribalismo e far crescere al suo posto la società civile.

    Paradossalmente, i valori universalisti e il ridotto senso di identità etnica lasciano le nostre società vulnerabili allo sfruttamento da gruppi coesi con valori particolaristi.

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