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DI LEONARDO FACCO

Non ho seguito nulla della campagna elettorale delle “Europee”. Non ho votato, quindi – a differenza di chi lo ha fatto – oggi non avrei il diritto di lamentarmi (un “diritto” che lascio ad altri). Ad ogni buon conto, mica son qui per mugugnare. Che l’Italia (rispetto alla quale mi reputo un evaso) sia un paese senza futuro l’ho intuito un sacco di tempo fa, ma a differenza dei “libberali e libberisti” che tengono famiglia (una mutazione genetica della categoria dei piglianculo Sciasciani) non ho mai scelto di fare politica per trovare un posto al sole. Chi sa fa. Chi non sa fa politica e punta a vivere alle spalle degli altri.

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Stamane, però, sono andato sul sito del Ministero dell’Interno per leggere i risultati dello scrutinio. Eccolo:

LISTE VOTI %
PARTITO DEMOCRATICO 11.163.174 40,81
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 5.787.312 21,16
FORZA ITALIA 4.600.379 16,82
LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO 1.686.250 6,16
NUOVO CENTRO DESTRA – UDC 1.199.442 4,38
L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS 1.102.476 4,03
FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE 1.002.935 3,66
VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA 245.279 0,89
SCELTA EUROPEA 195.849 0,71
ITALIA DEI VALORI 179.383 0,65
SVP 137.448 0,50
IO CAMBIO – MAIE 48.363 0,17
Totale 27.348.290

Ho tratto delle conclusioni da questi risultati? Alcune:

1- Oggi abbiamo l’esatta cifra che un politico deve pagare per essere votato: 80 euro! (Ovviamente non di tasca sua).

2- Oltre il 60% degli italiani vota per chi si sente erede di Berlinguer. Il rimanente 40% circa (del 58,7% che s’è recato alle urne) vorrebbe, invece, essere governato da un fascista, da un comunista oppure da un dispensatore di dentiere “aggratis”. Lo statalismo è la filosofia politica che prevede che i padri lascino ai figli solo debiti. In Italia ha stravinto.

3- Il leghismo – come ho sempre sostenuto – non è morto, anche se dietro le percentuali ci sono i numeri assoluti da analizzare. Il partito autonomista romano passa dai 3.123.859 voti del 2009 (10.22%) a 1.686.500 voti (6,16%) di ieri. Chi vota la Lega? Lo zoccolo duro di clienti (con familiari annessi), quelli che di Lega ci vivono insomma; il solito numero di fascistelli (oggi leggermente ridotto, ma che dal 1998 spopolano ideologicamente parlando nel Carroccio); una manciata di indipendentisti convinti (perlopiù raggruppati nella “famosa” base di militanti), che non sono altro che utili idioti del centralismo. Se si analizza il voto leghista nelle regioni del Nord, (Veneto in particolare, dove oltre alla “Liga” ha spopolato Renzi), c’è da prendere atto che l’indipendentismo vero non ha davanti a sé un futuro roseo. Benché l’indipendenza dall’Italia sia l’unica soluzione!

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4- A livello europeo, emerge un dato: crescono comunisti e fascisti, soprattutto in quei paesi dove imperano statalisti e parassiti.

Oggi, più di ieri, sono fiero di non aver legittimato (come scrive qua sotto Luca Fusari) la feccia burocratico-continentale. Soprattutto, sono fiero di aver quasi completato la mia delocalizzazione. Scriveva Bertrand de Jouvenel: “Una società di pecore è destinata nel tempo a dare origine ad un governo di lupi”. 

I RISULTATI VERI DELLE ELEZIONI? ECCOLI

I risultati VERI delle elezioni in base al numero degli aventi diritto.
1° Astensione 41.3%
2° Partito Democratico 24,0%
3° Movimento 5 Stelle 12.38%
4° Forza italia 9.86%
5° Lega Nord 3.63%
6° NCD-UDC 2.58%
7° Lista Tsipras 2.34%
8° Fratelli d’italia 2.17%

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  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Per comprare il voto degli italiani bastano 80 Euro, per giunta falsi. Questa è la misura del valore degli italiani. Gli italiani con questo voto hanno sancito che:

    1) Vogliono più Europa.
    2) Vogliono più stato
    3) Vogliono che lo stato gestisca i loro soldi
    4) Vogliono che i politici mantengano i loro stipendi ed i loro privilegi.
    5) Vogliono più tasse.
    6) Vogliono scandali tipo MPS che finanzieranno con i loro soldi
    7) Vogliono essere governati da una classe politica corrotta.
    8) Vogliono che la Signora Merkel comandi a casa loro
    9) Vogliono la disoccupazione
    10) Vogliono un’economia in stagnazione quando non addiritura in recessione.
    11) Vogliono equitalia ed un sistema fiscale da Corea del Nord.

    Che ci si può aspettare da un popolo di questo genere? Niente. Assolutamente niente purtroppo.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Eh già…

    • cristiano
      Rispondi

      ottimo riepilogo! posso copiare sula mia home di fb?

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        Certamente.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non ho votato. In famiglia nessuno ha votato.
    La nausea e la ragione hanno prevalso.
    Se non mi fido di qualcuno io non gli do in mano il mio portafoglio e neppure il voto.
    Mi pare lineare, semplice.
    Quella marmaglia di furfanti politici che fa di tutto e di peggio per una manciata di voti al fine puro ed unico di ingrassare le proprie finanze a spese altrui , questo suscita in me una repulsione assoluta.
    La mancanza di onesta mi dà il vomito.

    Ho iniziato ieri una lunga stagione di non voto.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Anche a me!

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Sì, ho iniziato 4 anni fa chiudendo tutto, trasformandomi in un ologramma. I fatti son lì a dimostrare come finisce questo stivale indecoroso… questo paese di merda!

    • Leo
      Rispondi

      Scusami, ma questo è un paese meraviglioso, semmai popolato da gente di merda….

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        giusto, ma mischiando i due concetti ne esce PAESE DI MERDA :-)

  • Liberalista
    Rispondi

    Sono ovviamente d’accordo con Leo e con chi ha commentato.
    Però Nessuno ha convinto 21 milioni di elettori, mentre Renzi ne ha convinto 11 milioni, Grillo meno di 6 e così via… :-)

    • Liberalista
      Rispondi

      Infatti non sono tutti (ahinoi) nè liberali, nè tantomeno libertari. Sono, però, persone che non si fidano o della politica in generale (meglio) o di questa politica. Ed è già qualcosa.

      Sul discorso dell’annacquamento dei programmi e delle parole d’ordine, sfondi una breccia aperta :-) Secondo me non è vero che la gggente si spaventa a sentir dire le cose come stanno, mentre la coerenza, alla lunga (alla lunghissima) vince.
      Lo dimostrano i numeri (in piccolo, ma neanche tanto) di questo sito e di quanti oggi conoscono il libertarismo e si dicono libertari. Ron Paul ci ha messo 40 anni a far apprezzare la libertà ad una percentuale consistente di americani.
      Temo che anche qui ci vorrà tanto, ma questo non significa che tanto vale arrendersi.

      Probabilmente un commento non è la “sede” ideale per questo genere di considerazioni complesse, ma in poche parole posso provare a sostenere quanto segue: se per ognuno di noi la spinta verso la libertà è forte e genuina – e non ho motivo di dubitarne – le cose da fare sono tante, e di carattere
      – individuale: espatrio per chi può, vivere al minimo qui in Italia nel frattempo e provare a vivere il più possibile senza stato (non usufruire di servizi pubblici, non chiedere permessi e simili, non partecipare a bandi e concorsi, pagare il meno possibile tasse e imposte, rendersi meno visibili per le agenzie governative, scambiare beni e servizi in bitcoin, etc)
      – culturali: sostenere siti, blog e iniziative di carattere libertario, ma anche fare in modo di promuovere azioni che vanno a scalfire i monopolii statali (come homeschooling, bitcoin, Uber, etc)
      – politiche: qui è più difficile, lo so, ma un movimento di carattere libertario che possa raccogliere consenso finalizzato ad un progetto di lungo termine – come sta provando egregiamente a fare Liberi Comuni d’Italia – potrebbe essere il “vivaio” di un futuro Ron Paul italiano o comunque ottenere una certa visibilità necessaria a far capire che l’unica alternativa possibile allo sfascio statalista è la libertà (in più, a livello locale, si potrebbe aderire a movimenti secessionisti nella misura in cui mirino alla polverizzazione degli stati e alla loro sostituzione con qualcosa di molto più snello).

      Il “si salvi chi può” individuale ognuno se lo organizza come meglio crede; le iniziative culturali sono già in essere e posso solo sperare che continuino e aumentino; quelle di carattere politico, se escludiamo la bella provocazione di Forza Evasori, non sono mai state tentate. Oggi, come ho detto, c’è l’opzione Liberi Comuni, che necessita di gambe per iniziare a muoversi. E se lo può fare Rivo Cortonesi che non risiede in Italia, non vedo perchè non lo potremmo fare anche noi che dall’Italia ce ne vogliamo andare quanto prima ;-)
      Anche perchè, come notavate giustamente, non è che le opzioni estere siano dei paradisi libertari e in ogni casi ci troveremo a dover combattere contro altri Leviatani statali.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Bravo Albert. Quando scrissi il famoso su articolo su FARE e il programma idiota che presentava (ai tempi di Giannino intendo, all’inizio insomma), certi libberali mi tolsero il saluto, mi criticarono perchè ero troppo intollerante verso il tentativo di attrarre voti. Eccone il risultato. Per fortuna il tempo è galantuomo, anche se il tempo – per certe merdacce – è solo il modo per dimenticare e far finta di nulla.

  • @erasmodanarni
    Rispondi

    Il teatro dei pupi

    Sorpresona alle elezioni europee.

    Rimane il dato del non voto, 42%, vero cruccio per chi orchestra il potere in una democrazia “rappresentativa”.

    Del restante 58%, il 41%, cioè cinque italiani su venti, i benpensanti, spinti dalla propaganda orchestrata dalle élite (finanza internazionale, chiesa cattolica, grandi famiglie italiane, burocrazie statali e parastatali) dal bomba (un giovane vecchio pupazzo), dalla paura del futuro (stipendi, salute, pensioni), dal politically correct (istruzione, immigrazione, cultura) si è riunito in blocco, in fascio.

    La cervellotica visione sociale ed economica del M5S, quella di poco più di due italiani su venti, basata sulla sostituzione dei corrotti con eroi e santi, che nella storia non ha mai funzionato, non ha fatto breccia nelle menti addomesticate del popolo. Del resto la macchina della propaganda è molto potente contro chi non obbedisce alle élite.

    Forza Italia, poco meno di due italiani su venti, paga anch’essa la propaganda avversa e la non appetibilità del cacciaballe di Arcore, schierato con macerie di élite perdenti.

    La Lega, un italiano su venti, sconta le debolezze di Bossi e la mistica demenziale ottocentesca del dio Po e della padania ma si salva acchiappando i voti di chi non ne può più di magrebini, negri e romeni.

    Il resto, rottami della politica politicante, spariscono dagli schermi radar, inclusa Tsipras, fratelli d’Italia, NCD e frattaglie varie.

    Cosa succederà?

    Purtroppo la politica del governo Renzi continuerà. Più immigrati, per pagare l’Inps, più tasse, per pagare le politiche redistributive a favore delle classi sociali che sostengono il governo al potere (dipendenti pubblici, pensionati, imprenditori collusi, mondo legato al volontariato, al sociale, all’immigrazione) e degli affari delle élite (sanità pubblica e complesso farma-industriale; infrastrutture—Expo, grandi stazioni; complesso militare-industriale—F35, Finmeccanica), meno libertà, per eccesso di legiferazione influenzata dalle lobby affaristiche e necessità di controllo sociale, più inflazione, dalla banca centrale per finanziare il governo e le banche, più propaganda e politically correct per sostenere il tutto.

    Grillo verrà sputtanato a morte cercando di farlo abbandonare. Se non abbandonerà diranno che è attaccato al potere. Il M5S verrà ulteriormente marginalizzato e si proverà a spaccarlo per cannibalizzarne i rappresentanti.

    I rottami berlusconiani, per mantenere il posto a tavola, si alleeranno con il potente di turno quando sarà opportuno e, non essendo ormai necessaria un’alleanza organica col fascio per battere le confuse e fantomatiche forze anti sistema, sfrutteranno il loro ruolo di opposizione, che andrà a crescere qualora Grillo abbandonerà e il suo movimento si sfalderà, per portare avanti gli interessi dell’altra parte di élite loro ancora rappresentano.

    Tutti gli altri cercheranno di sopravvivere con gli avanzi del pasto e le briciole che cadranno dalla tavola del potere senza mancare però di sventolare le loro bandiere, non interrompendo così la recita da comprimari nel teatro dei pupi.

    P.S. Come sempre, la soluzione è individuale. Non esiste la soluzione di massa. Non rimane che sperare nel crollo del sistema sotto i colpi del denaro fiat e della legiferazione anti-naturale. Come sempre, “si salvi chi può!”

    P.P.S. Che dire degli 80 euro pre-campagna elettorale elargiti alle fasce basse della popolazione a spese delle altre? Quanto avranno influito sull’esito del voto?

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Ribadisco la mia posizione: gli italiani si comprano con ottanta euro falsi. Il resto delgli europei ha votato contro questa europa di burocrati, parassiti e statalisti. Gli unici a volere quello che ci ha portato in rovina siamo noi abitanti della penisola. L’Italiano ha bisogno delle sculacciate. Si sente più protetto. La mamma che lo sculaccia, in fondo lo fa perchè gli vuole bene. E’ questo che non ha capito Grillo. L’italiano vuole essere maltrattato e ingannato. Darà sempre il suo voto a chi saprà ingennarlo meglio e maltrattarlo con più affetto.

  • Claudio
    Rispondi

    Eccellente, sintetica analisi.

  • Stefano G.
    Rispondi

    Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
    Il volgo vuol essere ingannato, dunque sia ingannato. Attribuito al cardinale Carlo Carafa, legato pontificio presso Enrico II, re di Francia.
    I demagoghi non sarebbero tanto sfrontati, se il popolo non fosse così credulone. Narra Svetonio nel capitolo settimo della Vita di Vitellio, che lui baciava i soldati incontrati per via, e si mostrava straordinariamente affabile con mulattieri e viandanti nelle taverne e nelle locande, “a tal segno che al mattino domandava a ciascuno se avesse già fatto colazione, e dava segno, ruttando, che lui l’aveva già fatta”.
    Agli inizi del secolo, circolava nel Meridione la seguente storiella. Un candidato promette agli elettori: “Se mi darete lu voto, vi farò fare nu ponte”. Una voce dal pubblico: “Nun tenimmo ‘o fiume”. E l’altro, prontissimo: “Pure ‘o fiume, pure ‘o fiume!”.
    Cesare Marchi.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie!

  • Mister Libertarian
    Rispondi

    Io non ho votato, ma ripensando ai risultati del voto, forse gli italiani sono meno stupidi di quel che potrebbe sembrare. Fateci caso: in tutte le elezioni la maggioranza ha sempre punito i governi che hanno alzato le tasse, e premiato gli avversari nella speranza che le abbassassero.

    Nella prima repubblica l’elettorato italiano ha sempre premiato la DC invece che il PCI, nel timore che la sua vittoria portasse a una rivoluzione comunista, espropri, imposte sui patrimoni. Date le alternative a disposizione, l’elettorato si dimostrò saggio.

    Finita la prima repubblica, nel 1994 hanno premiato nuovamente la “rivoluzione liberale” promessa da Berlusconi contro il vetero-comunismo di Occhetto.

    Nelle elezioni successive hanno eletto alternativamente governi di centrodestra e di centrosinistra. E ogni volta il centrodestra al governo ha perso le successive elezioni per lo stesso motivo: la delusione dell’elettorato per il tradimento della promessa di ridurre le tasse, la burocrazia e la spesa pubblica.

    Nel 2008 anche il governo Prodi è stato bocciato sonoramente dall’elettorato perché giudicato troppo statalista. Berlusconi è tornato nuovamente al governo con una maggioranza fortissima perché realizzasse finalmente le riforme liberali.

    A parte l’abolizione dell’ICI, il governo Berlusconi, sotto la guida di Tremonti, ha adottato però una politica economica da far invidia a Rifondazione Comunista: non ha fatto una liberalizzazione, una privatizzazione, un taglio fiscale. Le retorica statalista di Tremonti sembrava molto simile a quella di Bertinotti. Risultato? Grande delusione dell’elettorato, che nel 2013 ha bocciato sia Berlusconi sia il tartassatore Monti che gli era succeduto nel 2011. Nello stesso tempo però l’elettorato non si è fidato neanche dei progetti fiscali della coppia Bersani-Vendola.

    E arriviamo alle elezioni europee del 2014. La ragione per cui Renzi ha superato il 40 % dei voti, sfondando anche nel centro-destra, è stato il bonus fiscale di 80 euro. Gli italiani, stanchi di essere ininterrottamente tartassati dal 2006 al 2013, hanno premiato colui che almeno ha dato l’impressione di voler invertire un po’ la tendenza.

    Può darsi che Renzi in realtà non le abbia affatto abbassate, ma questo è irrilevante. L’elettorato decide in base alle scarse informazioni di cui dispone. Renzi ha vinto perché a molti ha dato l’impressione di voler abbassare le tasse. Se è un bluff, nei prossimi anni l’elettorato lo punirà come ha fatto con tutti i governi passati.

    Conclusione: gli italiani hanno sempre votato a favore della riduzione delle tasse, e hanno sempre punito chi le ha alzate. Date le limitate opzioni e informazioni a disposizione, l’elettorato ha sempre cercato di spingere i governi verso la riduzione delle imposte, anche se finora non c’è mai riuscito (a conferma forse che votare è inutile).

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Ma se Renzi ha vinto grazie agli ottanta euro vuol dire che gli italiani di informazioni ne hanno davvero poche oppure non sanno fare i conti. Se io ti dò con una mano e con l’altra ti levo, alla fine i conti sono pari.

  • Alberto Veneziano
    Rispondi

    Sabato sono andato alla fiera 4 passi, a Treviso. La fiera è del tipo, bio, eco, sostenibile, solidale, vegetariana, vegana, ecosolidale, decrescita felice … Appena entrato sono rimasto basito ma subito ho capito come sarebbero andate le elezioni.
    Difficile da spiegare ma mi è sembrato di essere in uno di quei film dove si vede un popolo di oppressi sereni e rassegnati dediti ai loro lavoretti mentre nel mondo succede qualsiasi cosa.
    Molti giovani e famigliole assolutamente ignari, ecco la parola giusta, ignari. Potevo essere nel medio evo, o in un futuro apocalittico, c’era una massa di “semplici” che mi ha dato la netta impressione che la divisione in caste sia una realtà imprescindibile.
    Beati loro, sul serio, beati loro. Tutto quello che devono fare è identificare il pastore giusto, uno che non li spaventi e sperare.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Del resto, sul Titanic l’orchestrina suonava mentre la nave affondava…

  • Alberto Veneziano
    Rispondi

    Ma, d’altra parte, “i contadini vincono sempre” come dice il capo dei “sette samurai”, nell’omonimo film di Kurosawa, mentre contempla le 4 tombe dei suoi compagni morti per difendere il villaggio dagli oppressori tassatori.

  • Paul Brembilla
    Rispondi

    chi può è meglio che se ne vada da questo “paese”

    • Claudio
      Rispondi

      Concordo

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Mah, sarà perchè sono un siculo mediterraneo, tra l’altro orgoglioso di esserlo, ma sti ‘padani’ non li capisco. Tutti contro lo stato, contro Napolitano e contro l’Italia e poi chi ti vanno a votare? Guardare i risultati elettorali nel nord Italia per convincersi che ‘padani’ o non padani, tutti italiani siamo, cioè, mezze cartucce. D’altro canto il vecchio PCI e la sua mentalità che si è diffusa tra gli italioti come un cancro rovinando quel poco che ancora c’era di buono qui, dove rimediava i voti? Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Umbria. Le cosiddette ‘regioni rosse’, non stavano da Roma in giù, ma da Roma in su, purtroppo; quindi anche i signori del centro nord si assumano la loro parte di responsabilità. Tra noi terroni, il PCI non ha mai fatto l’ein plein.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Per come la vedo io, meglio cento mafie di un solo partito comunista. Se mettiamo insieme tutti i morti ammazzati dalla mafia siciliana, dalla ‘ndrangeta calabrese e dalla camorra napoletana, non arriviamo che a un paio di migliaia. Niente a che vedere con i venti milioni fatti da Stalin, otto da Pol Pot e i quasi sessanta milioni di Mao Tze Dong. E poi, sarà che lo stato proprio non lo sopporto, ma per me quelli fatti da lui valgono doppio.

  • Raffaele
    Rispondi

    Brembilla. Dove? In uno Stato che diventerà comunque come l’Italia? Per poi tranciare le radici di nuovo e lasciare di nuovo per andare in un altro paese, di nuovo? Come comuni zingari?

    • Leo
      Rispondi

      Si potrebbe andare in Francia, tipico paese libertario…..

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Io son figlio di emigranti, che han vissuto non da zingari ma da imprenditori. Non hanno mai dimenticato le loro radici (friulane e bergamasche), ma hanno creato ricchezza (per loro e per altri) altrove.

  • Raffaele
    Rispondi

    Va bene, quale sarebbe quindi il tipico paese Liberale dove le tasse sono al 10 per cento per tutti (IVA compresa), dove la Proprietà Privata non viene tartassata da politici e extracomunitari, dove non esistono tasse sulla casa, divieti di ogni sorta, regolamentazioni su quanto latte devo bere e bolli auto, limiti di velocità e obbligo di cinture, e al tempo stesso che non sia ne un paese ricoperto di ghiacciai come l’Islanda (ad esempio), o un deserto di mussulmani come il Marocco (ad esempio)???????

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