In Ambientalismo, Scienza e Tecnologia

CLIMALETTI PER VOI

Durante un meeting sul clima a Berlino, Robert Stavins, professore all’università americana di Harvard, ha messo sotto accusa le manovre dei governi, delle istituzioni legate alle Nazioni Unite e delle diverse organizzazioni ecologiche per far credere al riscaldamento climatico e ai cambiamenti del clima.

Al meeting di Berlino il professore era uno dei due coordinatori di un rapporto chiave che sarebbe dovuto essere pubblicato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Il rapporto era legato alla cooperazione fra i paesi per la riduzione di emissioni di carbonio.

Nel gruppo di lavoro Stavins era affiancato da un altro scienziato e entrambi erano attorniati da una cinquantina di rappresentanti governativi. La maggior parte di questi funzionari aveva fatto notare che il rapporto non era conforme ai loro interessi e ai negoziati multilaterali che erano stati condotti in altre sedi.

Le conclusioni a cui giungevano i due scienziati disturbavano i loro piani ed era stato loro imposto di cancellare almeno i due terzi di quanto avevano scritto. Gran parte di questi politici stanno lavorando a un nuovo trattato che sostituirebbe il protocollo di Kyoto nel 2015.

Una delle conclusioni fatte da Stavins è che i rapporti sul clima sono essenzialmente dettati dai politici e i cittadini non hanno accesso alle vere informazioni. I rapporti sul clima che vengono pubblicati hanno poco valore scientifico, sono profilati da interessi politici e finanziari e servono a impaurire le persone facendo temere loro le cosiddette “catastrofi climatiche”.

In questo modo sono state già annunciate diverse false situazioni catastrofiche :

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• La temperatura del globo è in aumento : è completamente sbagliato. La temperatura media del pianeta non si è mossa da almeno 17 anni.

• Il CO2 è responsabile del cambiamento climatico : è falso. Si sa che gran parte del CO2 serve alla crescita vegetale e che gli oceani ne assorbono in parte, il che porta alle precipitazioni di carbonato. I veri scienziati sanno che è il Sole che determina il clima.

• L’acqua degli oceani sale : sì, ma di pochi millimetri. Siamo ben lontani dalle previsioni catastrofiche che annunciano la scomparsa di intere regioni. In realtà l’altezza degli oceani ha sempre fluttuato nel corso dei secoli. Si devono rivedere le conoscenze sulle placche tettoniche e sul vulcanismo. La Terra è un pianeta tellurico, in apparenza i politici lo ignorano.

• I ghiacciai fondo al Polo Nord : sì, parzialmente, ma al Polo Sud aumentano la superficie.

Tutte le presunte calamità sono pretesti per tassare la popolazione : tasse sul riscaldamento, sul carburante, sull’energia elettrica, ecc, ha spiegato il professor Robert Stavins dell’Università di Harvard, una delle più prestigiose al mondo.

TRATTO DA: Ticinolive.ch 

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  • Carlo
    Rispondi

    Il prof. Stavins, come dimostra la sua affiliazione ad Harvard, è sicuramente competente nel suo campo. Il problema è che non ė un climatologo, né un fisico, neppure, piú in generale, uno scienziato. È un economista.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Mentre all’IPCC sono politici, che vivono di soldi pubblici dati da quelli che s’inventano catastrofi. Oltre al fatto che l’IPCC è già stata sputtanata dagli hacker che hanno svelato le le mail in cui si scrivevano tra loro per falsificare i dati.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    La temperatura degli oceani è aumentata di un grado negli ultimi anni. Questo ha comportato un aumento dell’umidità in alcuni punti del pianeta ed una diminuzione in altri, con conseguenze non banali sul clima. L’aumento è causato dall’incremento dell’attività del sole che sta riscaldando l’intero sistema solare. Che l’inquinamento abbia una influenza sul clima è un dato di fatto, ma nessuno sa in che modo. Secondo alcuni, l’incremento di anidride carbonica aumenta la temperatura del pianet a causa dell’effetto serra, secondo altri provocherebbe una diminuzione per via dell’effetto ‘schermo’. Quindi, come si vede nessuno sa dire con certezza he cosa stia avvenendo. Che in alcune zone del mondo (vedi Cina) vi sia ormai un inquinamento atmosferico elevatissimo è un altro dato di fatto e che su questi dati ci siano quelli che ci speculano per aumentare le tasse, è noto da tempo.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Bene. E adesso stiamo a vedere che cosa ci dirà l’illustre politologo Giovanni Sartori nell’articolo-fotocopia di argomento ecologico-demografico con cui a metà Agosto delizierà i lettori del “Corriere della Sera” secondo una consuetudine invalsa da anni. Ne abbiamo avuto un anticipo nell’editoriale di venerdì 10 Maggio( in cui il Maestro sfoggia anche le sue competenze teologiche, osando atteggiarsi a consigliere del Papa), laddove si afferma, non si sa bene sulla base di quali fonti: “Gli esperti ci dicono che ci rimangono 10 anni prima della catastrofe climatica”. Ad ascoltare gli esperti del Club di Roma di Aurelio Peccei, dovremmo già essere morti e sepolti: letto oggi, il saggio sui “limiti dello sviluppo”, che tanto clamore suscitò negli anni Settanta del secolo scorso, sembra una raccolta di barzellette.

  • marco
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    Credo che ormai la gente abbia capito, ma non riesca ad uscire, quando parla (e non quando pensa) dal politicamente corretto che condiziona ormai ogni proposizione pubblicamente espressa.

  • carlo
    Rispondi

    Non riesco a capire quale sia l’opinione di questo sito (o di chi lo frequenta) riguardo la fiducia da accordare all’opinione degli scienziati. Da una parte gli si crede quando parlano a favore degli ogm (giustamente) ma dall’altra parte, quando la maggioranza schiacciante di essi afferma lesistenza e l’urgenza del problema del clima, allora diventano dei ciarlatani prezzolati… Why?

  • Liberalista
    Rispondi

    Non si tratta, infatti, di “credere” agli scienziati. Si tratta di fidarsi delle prove scientifiche, quando e se ci sono, con spirito critico e con la consapevolezza che per essere scientifico, un qualsiasi esperimento deve essere provato e riprovato.
    Insomma, cervello acceso e non cieca fiducia.

  • carlo
    Rispondi

    Ma quali prove si possono pretendere oltre ad un documento redatto dai piú competenti scienziati del campo?

  • Liberalista
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    Di quale documento parli? Di quello dell’IPCC che è stato modificato per renderlo politicamente accettabile?

  • carlo
    Rispondi

    Si. Ma al di là di quello, è un dato di fatto innegabile che la quasi totalità della comunità scientifica affermi l’esistenza, in vario grado, del global warming. Negare la sua esistenza, dunque, significa andare contro l’opinione più autorevole in questo ambito.

  • Liberalista
    Rispondi

    Ognuno ha la propria idea anche su questo. Non vi è affatto unanimità e nemmeno “maggioranze” schiaccianti in tal senso. E poi, i dati dicono che da 17 anni la temperatura media della Terra sta calando, seppur di poco. Cosa ci sia di warming in tutto ciò è difficile capire. E infatti ora parlano in generale di “cambiamenti climatici”, così qualsiasi cosa accada (un pò di caldo o un pò di freddo) ci beccano sempre. Geniale :-)

  • carlo
    Rispondi

    Non ho detto unanimità. Ho detto meggioranza schiacchiante e che sia così è evidente dall’analisi delle più accreditate riviste. Che poi ci siano scienziati che hanno un’opinione differente non significa che la comunita scientifica sia spaccata. Basare lacritica all’opinione condivisa su uno sporadico numero di studi contrari è lo stesso metodo usato dagli anti OGM… la questione poi che la temperatura sia in disceesa è del tutto falsa.

  • Liberalista
    Rispondi

    Sulla base di quali dati sarebbe falsa? Sono curioso, e pronto a cambiare idea se i dati certificano una crescita della temperatura media di una percentuale maggioritaria dei luoghi in cui viene rilevata nel mondo.

  • carlo
    Rispondi

    Mah, è difficile provare il contrario. Ecco qui: http://earthobservatory.nasa.gov/IOTD/view.php?id=80167

    • Liberalista
      Rispondi

      Ho visto. Ho visto che in 135 anni la temperatura media si è innalzata di poco più di mezzo grado. E che sul finire c’è un bel su e giù intorno a 0,1 grado di differenza, ma sembrerebbe proprio di capire che nell’ultimo tratto del grafico (circa 20 anni) non sia più aumentato.
      Detto questo (sempre che io non sia cieco, ovviamente) rimane da dimostrare come aumenti di 0,1 grado ogni 20 anni (se e quando ci sono) possano essere una catastrofe per l’umanità.
      A quanto ne so, dovrebbero esserci anche degli studi sul passato che dimostrano che le fluttuazioni sono state molto maggiori, sia con temperature glaciali che equatoriali, senza che l’esistenza umana ne risentisse.
      Ma magari mi sbaglio e noi siamo tutti ologrammi. Chissà.

      • carlo
        Rispondi

        Ma quindi l’obiezione non è più “la temperatura sta diminuendo” ma “che sarà mai un piccolo incremento di temperatura”? Non mi senvra un modo di ragionare coerente…Senza parlare del fatto che c’è confusione tra un valore stabile e un valore in aumento stabile… ma l ha letto bene il grafico?

        • Liberalista
          Rispondi

          Mi faccia capire: il grafico degli ultimi 20 anni (spero di non dover spiegare a quale parte del grafico mi riferisco, altrimenti è inutile continuare) è sostanzialmente stabile, con oscillazioni di 0,1 grado in su e in giù. A meno che io non sia diventato cieco stanotte.
          Quindi significa che negli ultimi 20 anni la temperatura media della Terra NON è aumentata. Lei prima diceva che fosse falso. Mi pare che il grafico la smentisca.

          Sull’altra questione: sì, ci si dovrebbe anche interrogare sulle implicazioni di oscillazioni di temperatura, basandosi (anche qui) sulla scienza e su ciò che è già successo (quindi sui fatti e non sulle congetture) nel passato. L’uomo si adatta, il “pianeta” anche (altrimenti la Terra non esisterebbe da un pezzo).
          E poi, empiricamente, è più semplice vivere con 20 gradi che con -20… quindi dovremmo temere un raffreddamento più che un riscaldamento. Ma questa è ancora un’altra storia.

          • carlo

            Forse le è sfuggito che sulle ordinate non ci sono valori assoluti bensì valori incrementali (detti anomalie) e quindi un grafico orizzontale mon significa una temperatura costante, anzi. Per quanto riguarda la rilevanza di un piccolo valore, la questione non è solo relativa alla temperatura quanto a tutti i fenomeni ad essa connessi e il cui equilibrio risente di minime variazioni. Se si vuole proprio obiettare alle conclusioni degli scienziati(cosa pienamente legittima), bisogna almeno farlo con un minimo di competenza scientifico-razionale.

          • Liberalista

            Carlo, rispondo qui perchè non mi compariva il “tasto” replay nel commento sotto.

            Allora, provo a chiarire quello che presumo sia un equivoco: il grafico pone in evidenza gli scostamenti dalla temperatura media di partenza del 1880, data dalla linea sul valore 0 (zero). La linea a zig-zag, invece, rappresenta gli scostamenti in gradi dal valore iniziale, anno per anno. Tutto ciò si capisce benissimo leggendo quello che dice l’articolo sotto: ovvero, che le temperature medie si sono sollevate di 0,8 gradi in 132 anni.
            Se invece fosse come sosteneva lei prima – cioè che si tratta di una sorta di progressione – vi sarebbe un aumento da 0,1 a 0,5 gradi all’anno, anno per anno, consecutivamente. Questo porterebbe ad un incremento di almeno 50 gradi in 132 anni…. Impossibile, non crede?
            Quindi, per concludere, negli ultimi due decenni non è che l’incremento delle temperature si è affievolito a 0,1 gradi all’anno, ma proprio non c’è stato.

          • carlo

            Ha perfettamente ragione, il grafico dice esattamente quello che lei afferma (tranne che la media non è quella del 1880 bensì quella 1950-1980, ma questo è poco significativo). E ovviamente ho sbagliato a usare la dicitura “valori incrementali”, la fretta… Ma dal fatto che in un particolare intervallo non vi sia un aumento, non significa che la temperatura abbia cessato di crescere! In primo luogo, si tratta comunque di valori sopra la media, e questo confuta l’affermazione che la temperatura degli ultimi 17 anni sia in diminuzione. Ma soprattutto, una volta che dal grafico selezioniamo segmenti temporali arbitrari, allora potremmo provare qualsiasi cosa. Bisogna guardare la tendenza generale, che è in crescita. E’ come la freccia di Zenone: se prendiamo un intervallo piccolo (addirittura istantaneo), allora dobbiamo concludere che il movimento non esiste! :-)

          • Liberalista

            Beh, se avessi preso in considerazione soltanto l’ultimo anno, avrebbe ragione al 100%. Sarei stato un buffone.
            Ma siccome gli stessi scienziati hanno ammesso che la curva in salita si è interrotta negli ultimi 17 anni (che su 132 sono circa il 15% del periodo, non poco), io volevo sottolineare come questa fosse la verità.
            Purtroppo per noi, pare non esistano dati “ufficiali” o comunque scientifici relativi ai 130 anni precedenti al 1880 e così via a ritroso.
            Basandosi su ciò che scrivevano gli autori di periodi medievali e romani, pare però che le temperature siano scese notevolmente, rispetto a 2000 o a 1000 anni fa’. Con questo voglio dire che probabilmente allontanando il punto di osservazione si scopre che i terribili cambiamenti climatici ci sono sempre stati (in aumento e in diminuzione) e non hanno creato disastri. O no? :-)

          • carlo

            Certo che ci sono sempre stati mutamenti climatici: milioni di anni fa la nostra terra aveva una temperatura di 10000 gradi! :-) Ma al di là di simili considerazioni, solo considerando l’ultimo millennio, si è avuto un riscaldamento e un raffreddamento. La differenza è che in questo caso il cambiamento è di carattere globale, non più locale… E proprio questo fa sì che possano ben esserci effetti disastrosi. Magari in europa no, ma che dire di zone già soggette a fenomeni invasivi (monsoni, uragani,…) dove anche una minima variazione di temperatura può fare una enorme differenza? Bisogna anche ricordare che la popolazione non è più quella del medioevo dove molte zone erano disabitate. Ora siamo sette miliardi e copriamo una superficie molto maggiore: un fenomeno che prima non avrebbe creato problemi può avere effetti deleteri su una vasto numero di persone. Poi dipende da cosa significa “disastro”. Ricordiamoci anche che il tenore di vita generale globale è aumentato ed è sulla base di esso va valutato l’impatto delle mutazioni climatiche. Voglio dire, una carestia che decima la popolazione un tempo poteva essere tollerata o vista come una punizione divina o che altro, ora non più!

          • Liberalista

            Appunto. Si va nel campo della politica e non della scienza.
            E per sostenere politiche interventiste, redistributive e in generale “costruttiviste” (ed è qui che l’idea dell’opera dell’uomo che influisce significativamente sulle temperature diventa politicamente importante) si modificano i dati, si interpretano a piacimento, si scompongono e si ricompongono fino a quando non si adattano alla politica che si intende perseguire. Che è quello che sostiene l’articolista, infatti.

            Diverso sarebbe il caso in cui gli scienziati si limitassero a produrre studi basati sui dati e poi ognuno ne traesse le proprie considerazioni.
            A quel punto, senza dati falsati, si potrebbe discutere sulle “politiche”.
            Ad esempio sostenendo che piuttosto che cercare di influenzare in misura infinitesimale le temperature medie della Terra (cosa molto difficile allo stato attuale delle cose) spendendo milioni di miliardi, sarebbe più saggio responsabilizzare le persone rendendole protagoniste delle proprie scelte di vita (assicurazione contro rischi e calamità naturali, abitazioni antisismiche, efficienza energetica e così via).

  • gastone
    Rispondi

    businness altro che scienza e politica.
    sti disgraziati, “che Dio li punisca” come vuole la bibbia nella indicazione di un linguaggiio sobrio consono agli individui, che evita bestemmie e sproloqui verso coloro che male fanno ma sempre figli Suoi sono, sti disgraziati, dicevo, sono anni che si stanno adoperando per costruire la più grossa bufala del corrente secolo.
    il global worming, oggi traghettato verso il concetto più mite e credibile dei cambiamenti climatici.
    hanno sviluppato tecniche di manipolazione climatica con l’impiego della chimica e delle onde elettromagnetiche, con le quali stanno operando disastri “inintenzionali” che vanno ben oltre l’obbiettivo di gestire il clima, lontano ancora anche per novelli stregoni con ambizioni da dei.
    l’agri business le bigfarma e il complesso militare, sono i maggiori committenti di questo sconosciuto ( ma non tanto) giocattolo.
    dietro a queste committenze che mirano a distruggere l’agricoltura naturale per instaurarne una sintetica più efficiente, o a indurre allergie e malattie respiratorie per prendere la cura medica esclusive di tante masse bisognose, resta la delirante ambizione del complesso militare di poter indurre alluvioni e siccità a “la carte”.
    l’ipcc non è altro che la loro corazzata burocratica con la quale far digerire una serie di misure economiche (costose) a tutti quei babbei che aderiscono.
    di fatto stretto stretto basta alzare gli occhi al cielo per 2 minuti al giorno per vedere come le nuvole tradizionali vengano bombardate invariabilmente da milionate di quintali di prodotti chimici aviodispersi , e letteralmente squagliate in quelle infinite foschie biancastre o grigiastre completamente omogenee dapprima, per poi diventare improbabili microcirri prima di disintegrarsi completamente, o piuttosto come in assenza di nuvole si assista sistematicamente ad operazioni di verniciatura della volta celesta pre creare un effetto dimming,con velivoli che passano e ripassano davanti al sole da mattina, verso est, a mezzoggiorno sullo zenit e alla sera verso ovest.
    insomma non ci vuole una scienza per vedere i porci comodi politico commerciali che stanno combinando sopra le nostre teste (zucche?) ignare.
    le temperature poi regolarmente sopra i 40gradi sono un’altro regalo estivo per noi, allorchè arriva il momento di accendere il microonde con l’irrorazione di solfati di zolfo( effetto serra parecchie volte il co2) e bruciare quel poco di agricoltura sopravvissuta alle già squinternate stagioni.
    una ultima nota la scienza è il compendio di una serie di operazioni di osservazione, indagine, ricerca e prove accurate, al fine di poter spiegare perfettamente leggi e fenomeni naturali, per ricavarne leggi certe in grado di spiegare i fenomeni relativi, ma nella metereologia dove stà la scienza?
    uno dei casi più emblematici della propaganda scientifica dell’ultimo secolo, dove si spaccia una ricerca , peraltro affannosa e piena di ombre come una delle scienze più venerate e seguite dal genere umano.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    La vera scienza, diceva Galileo, deve passare per le matematiche dimostrazioni. L’incremento della temperatura terrestre, anno per anno, è misurabile grazie a tecniche molto raffinate. E’ vero o non è vero, misurazioni matematiche alla mano, che negli ultimi diciassette anni non si sono avute variazioni climatiche al rialzo? Se no, dobbiamo dar retta ai catastrofisti, se sì dobbiamo metterli nel novero di chi scrisse quel libro di barzellette di cui ho già detto. Con buona pace del Maestro Sartori.

    • carlo
      Rispondi

      Le misurazioni di tutti i maggiori centri di elaborazione dicono vhe la temperatura è in costante aumento. Fatto.

  • federico
    Rispondi

    Facco a pubblicare certe cagate poi ti si ritrova nelle ricerche su google..
    le pannocchie Monsanto infilatevele una davanti e l’altra dietro tu e Fidenato

  • Gianluca 71
    Rispondi

    Il Riscaldamento globale è una tra le bufale più grandi che siano mai state dette con la compiacenza di una parte asservita degli scienziati.
    Ci sono fior di climatologi e paleoclimatologi che da anni sostengono con la forza dei dati (veri e non contraffatti) l’esatta controtendenza:
    il global cooling o raffreddamento globale al quale stiamo andando incontro già da un decennio.

  • Jamie 1969
    Rispondi

    La sola sintesi che è stata possibile fare con i pochi dati a disposizione e le ancor più esigue conoscenze è:
    1) l’aumento del Co2 non c’entra nulla con i cambiamenti climatici.
    L’inquinamento impatta sulla salute umana e su parte dell’ecosistema ma non sulle variazioni termiche e climatiche.
    2) l’attività solare è una variabile fondamentale per la variazione della temperatura globale.
    3) importanti oscillazioni termiche non si verificano più da circa 20 anni.
    4) la stasi dell’attività solare prospetta, a dispetto di quanto da anni promulga l’ipcc, un imminente e graduale raffreddamento delle temperature globali con ripristino, già in atto, dei ghiacciai. Questo processo sarà moderato (secondo alcuni), più drammatico (per altri)
    Nel momento in cui ciò sarà verificabile ( per alcuni è in corso) gli pseudoclimatologi del IPCC si affretteranno a dire che si tratta di feed back negativo del Global warming e mai ammetteranno i loro sbagli di valutazione.

  • antonio valerio
    Rispondi

    sono d accordissimo sul fatto che i cambiamenti climatici siano delle bufale per determinati interessi politici.. infatti molte anomalie in positivo (temp) di rilevazioni fatte in diversi aeroporti sono causate dal semplice spostamento dei sensori di temp da zone in campo aperto a zone aeroportuali completamente cementificate. il problema che queste rilevazioni falsate fanno archivio storico e quindi si da adito a parlare di cambiamenti climatici. Esempio aeroporto di bari palese che dal 2014 sovrastima d 1c 2 c le proprie temperature.

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