In Anti & Politica

democraziadi GABRIELE CASETI

Si può parlare male dello stato all’infinito, nonostante le più brillanti menti libertarie di questo settore della galassia producano ogni giorno e da anni dalle più lapalissiane alle più cavillose critiche, l’argomento è inesauribile.

Lo stato è la cornucopia delle disgrazie, sostiene i peggiori e punisce i migliori, uccide il progresso e violenta la libertà. Lo stato rende i peggiori peggiori, ti fa pagare quello che produci, ti impone ciò che non vuoi, ti priva dei tuoi desideri, reprime le tue abilità, equipara i geni alle mediocrità, ti fa confondere con se stesso, regola persino l’alba e il tramonto, lo stato rende cultura la menzogna, ti fa fare beneficenza spacciandosi per benefattore, ti fa sentire un ladro se tieni il tuo profitto,

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Sto solo giocando, potrei allungare la lista all’infinito, questo perché il bene è univoco e consiste nell’autodeterminazione e nella libertà mentre il male non ha fine.

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  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    “Regola persino l’alba e il tramonto”: benissimo, vogliamo finalmente parlare in termini libertari di quell’altro sopruso, ormai accettato da tutti come un dato di fatto naturale, e quindi non oppugnabile, ch’è la cosiddetta “ora legale”? La quale farebbe risparmiare, non si sa bene in base a quali calcoli, cifre ragguardevoli nel consumo di energia; ma all’inizio di primavera e autunno, quando portiamo avanti o indietro l’orologio, provoca a non poche persone problemi di adattamento, con qualche danno alla salute? Nessuno ha mai calcolato quanto costa l’incremento degli incidenti sulle strade o sul lavoro, in quelle settimane? Nessuno le spese mediche? Nessuno le perdite di produttività causate dall’aumento delle assenze per malattia nelle fabbriche o negli uffici?

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Vero tutto.
    Noi lo percepiamo e sentiamo di subire.
    Ma la stragrande maggioranza dei cervelli che vivono in italia o non capisce o fa finta di non capire.
    Io sono curioso di sapere se esista uno psicologo che frequenta questo sito che mi spieghi questo fatto.

  • Stefano G.
    Rispondi

    Non sono psicologo, ma ci provo:

    1. Appartenere a un gruppo, seguire la massa, rassicura e scioglie l’ansia. Assumere atteggiamenti critici è senz’altro più faticoso e può comportare il rischio dell’isolamento.

    2. La mente tende sempre a fare il percorso più breve e/o più facile. Per questo lo slogan vince sul ragionamento.

    3. Si è propensi a credere che l’ informazione data con più forza o con più frequenza sia la più vera.

    4. Sempre per la naturale tendenza a cercare la via più facile, si tende a delegare a qualcuno, ritenuto capace o percepito come tale da molti, la soluzione di problemi complessi.

    5. La mente preferisce cercare conferme delle proprie decisioni: rimettere in discussione scelte o atteggiamenti è molto faticoso.

    In poche parole, il nostro cervello ama il risparmio energetico…

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Mi sembra azzeccato quanto scrivi.
      Ma non può essere tutto, perché le difficoltà quotidiane , anche pratiche, incidono sull’umore e sulla visione della propria esistenza.
      Io penso, quindi , che non si sia raggiunta la soglia del dolore esistenziale.

      Quello che scrivi mi fa pensare a come poter fare per distrarre costoro da queste loro consce od inconsce “cattive abitudini”.

      Un gruppo, i libertari italiani, che con degli slogan incisivi ed un’informazione più diffusa pubblicizzi l’esempio pratico di come si possa essere e vivere in alternativa alle attuali vessazioni. Basandosi sulle idee di libertà e di responsabilità.

      So benissimo che l’organizzarsi in un partito, parola odiosa, non è una scelta che un libertario fa volentieri per una serie di ragioni.
      Noto, però, che il potere ci marcia un bel po’ sull’assenza di un punto di riferimento liberale politico ed economico.

      Io , individualmente, tento di informare più che posso.
      Fornisco un esempio raccontando quello che faccio per difendermi.
      Tento di fare accedere chi mi ascolta a ragionamenti alternativi, a punti di vista diversi.

      • Albert Nextein
        Rispondi

        E’ vero.
        E’ una delle possibili ragioni per cui una parte della gente mette volentieri la testa sotto la sabbia.
        Ma prima o poi, e chiunque lo può immaginare anche i beneficiati pubblici , se va male pesantemente va male per tutti.

        Io direi che oltre alla pigrizia opportunistica, manchi proprio l’intelligenza, la visione prospettica e la lungimiranza.
        Come se costoro mancassero della corteccia cerebrale e agissero a livello subcorticale o addirittura mesencefalico.

  • gastone
    Rispondi

    lo stato siamo noi, quel vecchio mantra è ormai talmente radicato che evidentemente la gran massa, ormai parassita in tutto l’occidente, lo percepisce come realmente aderente alla realtà.

    lo stato è una organizzazione politicocriminale antagonista all’individuo, di conseguenza per la ragione dei numeri, la maggior parte degli individui essendo impiegata dallo stato e in sintonia con i suoi interessi, è di fatto lo stato.

    chi vive con i soldi degli altri non muoverà mai un dito se non nella direzione del più stato.

    la coscienza individuale è in grado di stabilire con matematica certezza la propria appartenenza sociale dunque nessun problema comune ma tanti problemi individuali

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