In Anti & Politica, Libertarismo, Varie

autoDI FRANCESCO TEDESCHI

Asphalt 8 Airborne è un videogame di corse automobilistiche disponibile sulle varie piattaforme “mobili”: Apple, Android, Windows Phone e Blackberry. Io l’ho conosciuto su Windows Phone, e si tratta di un videogame “molto libertario” per varie caratteristiche, presenti già, ovviamente, su mille altri videogame di questo genere, ma che qui si trovano concentrate tutte insieme, più una chicca tutta sua…

1) Puoi scegliere ed acquistare tra numerosissime auto di prestigio, e andarci in giro, sollevando lo sdegno degli invidiosi, e senza il rischio di essere fermati dalla finanza

2) Ci sono anche auto ibride ed elettriche, ma solo modelli ad elevate prestazioni (Tesla, Audi R8 e-tron) che vengono usate solo per correre delle brevi gare, non certo per ripulire la coscienza a qualche ipocrita radical chic

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3) Ovviamente, il libertario prova un sottile piacere a batterle in gara, o sbatterle fuori pista…

4) I comportamenti irrispettosi del codice, quando non decisamente pericolosi, sono non solo tollerati ma incentivati: danno più punti e permettono di ricaricare il boost

5) Ovviamente tutti i comportamenti di guida non sono molto eco-sostenibili, ma ce ne faremo una ragione

6) Si scarica gratis, almeno su alcune piattaforme… quindi senza pagare tasse…

7) …e diventa superflua pure la SIAE (come spiegheremo nella parte noiosa dell’articolo)

8) La chicca a cui accennavo più su… Si corre in tutto il mondo, in scenari che vanno dalla città, alla giungla, ai ghiacci artici… ebbene… nello scenario di Venezia, abbondano i Gonfaloni di San Marco al vento… il simbolo dei pericolosi separatisti veneti…

Vorrà dire che ci sono pericolosi serenissimi tra i programmatori del videogame, o semplicemente l’elegante bandiera col leone alato è un simbolo conosciuto in tutto il mondo, più di quanto vogliano credere i non indipendentisti? La prima ipotesi è abbastanza remota, dato che il top management della software house Gameloft è composto di soli francesi…

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Detto questo, ci sono vari interessanti risvolti libertari nell’attuale industria dell’alta tecnologia e dei videogame.

Ad esempio la parabola di Microsoft dimostra che non andava punita quando era apparentemente un monopolista, dato che nel settore degli smartphone, prima è stata bruciata sia da Apple (rivale storico), sia da Google (new entry tra i sistemi operativi). Ma invece di invocare sanzioni verso i due oligopolisti, si è messa d’impegno, ed ha tirato fuori un sistema operativo estremamente valido, che permette a telefoni che costano meno di 150 €, di avere prestazioni spettacolari, dato che l’hardware non viene appesantito da troppe operazioni in background. Lo stesso Asphalt 8, che richiede grande velocità e capacità di calcolo, gira senza problemi sugli smartphone Nokia 630, che appunto costano meno di 150 €.

Come dicono sempre gli “austriaci”, gli unici monopoli dannosi sono quelli creati dallo stato. Quelli dovuti alla libera scelta del consumatore, in primis possono tramontare da un giorno all’altro, come avvenuto per Microsoft. In secondo luogo, il consumatore stesso non ha vantaggi dal fatto che lo stato penalizzi un prodotto migliore a vantaggio di un prodotto peggiore o superfluo.

Un’altra invenzione molto “libertaria” sono i videogames che si scaricano gratuitamente, e poi contengono sia inserzioni pubblicitarie, sia oggetti da comprare a pagamento. Questo modello di business è stato messo a punto da varie startup che si sono specializzate nei giochi online e su mobile, come la King (Candy Crush), fondata da un italiano, e che ha sedi in tutto il mondo tranne in Itaglia, rende superfluo lottare contro la pirateria. Il costo 0 del videogame rende inutile rivolgersi ai pirati, mentre in seguito, tramite tanti piccoli pagamenti (nel caso di Asphalt si possono comprare nuove auto, o potenziamenti, per pochi euri), è possibile avere continue entrate. Ed i pirati sono praticamente fuori gioco. Come sono fuori gioco i pirati, non hanno più ragion d’essere le istituzioni tipo SIAE, che dovrebbero difendere dalla contraffazione, mentre in realtà si dimostrano delle macchine mangiasoldi che costano più di quanto rendono.

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Showing 4 comments
  • myself
    Rispondi

    Macché Asphalt 8…

    Un vero videogioco libertario è il primo Bioshock.

    « Sono Andrew Ryan, e sono qui per porvi una domanda: un uomo non ha diritti sul sudore della sua fronte?

    No, dice l’uomo di Washington; appartiene ai poveri.

    No, dice l’uomo in Vaticano; appartiene a Dio.

    No, dice l’uomo di Mosca; appartiene a tutti.

    Io rifiuto queste risposte. Piuttosto, scelgo qualcosa di diverso. Scelgo l’impossibile. Scelgo…

    Rapture »
    (Andrew Ryan)

    https://www.youtube.com/watch?v=M-SxaBNuYVg

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Sono sostanzialmente d’accordo sul contenuto dell’articolo, ma mi si permettano due appunti. Innanzitutto, credo che non ci sia nulla di libertario nella violazione del codice della strada. In un sistema senza Stato, le strade sarebbero private e chi le percorre, nel momento in cui le imbocca, magari pagando di volta in volta il pedaggio oppure in virtù di un abbonamento acquistato per un certo numero di corse o per un periodo stabilito, si impegna a rispettare le norme di circolazione che il proprietario propone come clausole contrattuali. Tali norme sono un vero e proprio codice della strada, la cui inosservanza è sanzionabile almeno come violazione della buona fede contrattuale e come vero e proprio crimine in caso di danni “ex delictu”. Quanto ai gonfaloni di san Marco sono il simbolo d’una gloriosa repubblica del passato, che però aveva il peccato originale di tutti gli Stati.

    • Fabio Colasanti
      Rispondi

      io avrei la mia strada dove permetterei qualsiasi cosa. chi la imbocca lo fa a suo rischio e pericolo, sapendo che può divertirsi tanto quanto lo possono gli altri.
      Ci saranno altre offerte sul mercato di viabilità che avranno ovviamente caratteristiche diverse: ben vengano, ben venga la concorrenza.

  • Francesco
    Rispondi

    Gentile Fabio Butti, la parte iniziale dell’articolo vuole essere ironica… ironia libertaria… ;-)

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