In Anti & Politica, Economia, Varie

Immagin4RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Signor Facco,

La saluto rispettosamente e mi permetto di chiederLe: perché, di fronte al fatto riconosciuto che la nostra Res Publica è ancora massicciamente occupata da chi s’è impossessato a vita di un impiego pubblico col sistema del voto di scambio, dunque con un ATTO di CORRUZIONE, commettendo un grave REATO, non si esprime con decisione su questo?

Ci possiamo meravigliare che la Funzione Pubblica rimanga luogo elettivo d’ogni corruzione? Quando si è iniziato un rapporto di lavoro col PATTO CRIMINALE: “tu mi dai un posto fisso ed io ti voto”, in quale modo può esser continuato poi, per decenni, quell’impiego? E nonostante ciò a noi cittadini ci tocca pure ossequiarla, questa brutta gente! E’ uno schifo! Il FURTO CONTINUATO di un impiego, potere e reddito pubblici non può essere ignorato od andare in prescrizione. Essendosi impossessati di un posto a vita, costoro sono tuttora rintanati nella Res Publica, continuando a derubare, giorno dopo giorno, il popolo italiano. Sono dei DELINQUENTI. Vanno perseguiti come vuole la LEGGE.

Non possiamo continuare a PAGARE lo stipendo a questi ladri. A sottostare a questi farabutti! Vanno definitivamente cacciati via.

Altro che mafia, ndrangheta e camorra! Di fatto ci sono più criminali nel Pubblico Impiego che altrove! Non foss’altro per liberare la nostra Res Publica da chi s’è accaparrato a vita un pubblico incarico con un vero e proprio CRIMINE, corrompendo qualcuno, bisogna che anche Lei reclami un IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: assegnato a tempo determinato.

Questo è anche l’unico modo per far sì che ognuno abbia un minimo di reddito e potere. Una volta bonificata la Res Publica, la si potrà arricchire di attività economiche produttive fino a raggiungere un equilibrio col settore privato e così si potrà garantire un impiego minimo ad ogni cittadino ed un reddito di base a chi ne abbisogna.

Signore, non è il settore privato che deve farsi carico dei pesi sociali, di garantire un lavoro. E’ il pubblico, la nostra CASA COMUNE, che deve aprirsi per accogliere tutti. Quale che sia il Suo attuale percorso, come cittadino italiano, come persona retta, reclami oggi stesso un IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: assegnato a tempo determinato.

E’ da pazzi pretendere che sia il privato a svolgere il ruolo del pubblico. Tanti decenni di intellettuali disonesti ed incapaci non devono ostacolare oltre l’Italia e l’Europa dal divenire quei pilastri d’intelligenza, logica e raziocinio, d’onestà, equità e giustizia che avrebbero dovuto e sarebbero potute essere già più di mezzo secolo fa.

Col mio miglior saluto, vive cordialità,

Danilo, Teramo

LASCIO AI LETTORI DI QUESTO SITO LA RISPOSTA AL SIGNOR DANILO

Articoli recenti
Mostrati 17 commenti
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Egregio sig.Danilo, accogliendo l’invito dell’amico Facco a risponderle, non posso tirarmi indietro. La risposta e’ la seguente : controlli di non aver un virus sul pc che ha potrebbe aver reindirizzato erroneamente la sua ricerca. E al posto di Cicciolina e Moana Pozzi si e’ ritrovato in questo sito di solu mistici e martiri della liberta’. Comunque buon natale.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Egregio sig.Danilo, accogliendo l’invito dell’amico Facco a risponderle, non posso tirarmi indietro. La risposta e’ la seguente : controlli di non aver un virus sul pc che potrebbe aver reindirizzato erroneamente la sua ricerca. E al posto di Cicciolina e Moana Pozzi si e’ ritrovato in questo sito di soli mistici e martiri della liberta’. Comunque buon natale.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Se è una provocazione, ci si può ridere sopra.
    Se , invece, dice davvero, allora è un altro di quelli che non ha capito un cazzo.

    Parte da riflessioni centrate, ma arriva a conclusioni incoerenti e contraddittorie.

    Bisognerebbe regalargli qualche libro semplice di introduzione al libertarismo.
    Il quaderno di Mazzilli va benissimo.

    Io non sono in grado di istruire o convincere alcuno, tantomeno costui.

    Ma sono certo di una cosa : di troppo stato, banche centrali, idee catto-socialiste , sindacato politicizzato, stiamo crepando.
    Il sistema pubblico, per me, non sarà mai troppo striminzito.

  • Claudio
    Rispondi

    Ma come vi permettete di criticare questa persona?
    Quest’uomo è un genio! Con una mossa semplicissima risolve praticamente tutti i problemi che attanagliano la nostra società.
    Risolto il problema della disoccupazione.
    Risolto il problema dell’evasione fiscale.
    Tutti avranno, almeno temporaneamente, un “minimo” di stipendio, quindi: addio rischio povertà.
    A tutti verrà dato il piacere di fare il burocrate per cui: pause caffè infinite, spesa durante orario di lavoro, ferie prolungate grazie ai ponti, diritto di stare a casa per un raffreddore, medici compiacenti a cui poter offrire “piaceri” in cambio di malattie, pensioni, ecc. e poi vuoi mettere la soddisfazione di chiudere lo sportello in faccia a chi è in coda da un’ora?
    Noi libertari non abbiamo capito niente! Bastava una piccola mossa geniale e tutto andava a posto!!!
    Visto che il Napolitano probabilmente a giorni si ritira, vi invito ad urlare con me:
    Danilo di Teramo for president!

  • Agostino
    Rispondi

    Forse avrebbe dovuto scrivere nel blog di Grillo. :)

    Al signor Danilo dico solo una cosa apparentemente banale: se si da a qualcuno la possibilità di gestire a piacimento i soldi di altri, questi prima o poi finirà per intascarne una parte sempre maggiore (una volta si chiamava la “cresta”), facendo sempre meno quel che (forse) gli si chiede di fare.
    In Italia siamo poi arrivati al punto che ai nostri politici neanche interessa sapere quel che gli si chiede di fare e si concentrano ormai solo nel prendere i soldi per loro ed i loro compari.

    Tragga quindi le sue considerazioni! Il privato è in grado di fare quel che attualmente fa il pubblico, ma infinitamente meglio … mi creda!

  • spago
    Rispondi

    Caro Danilo, rendendo ogni posizione nel pubblico temporanea lei sembra credere si salverebbe l’itaglia, probabilmente invece avremmo solo la creazione di nuovi espedienti per rubare e vivere da parassiti quanto e più di prima.

    Il punto è un altro: lo stato non deve esistere, perchè è in sè, a prescindere da qualsiasi “meritocrazia”, un apparato fatto per derubare, opprimere, corrompere, controllare, mistificare, e persino uccidere e torturare (e vi riesce in maniera eccellente, legga qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Rudolph_Joseph_Rummel ).

    Nessuno deve avere il potere di disporre della mia vita o della sua o di quella dei nostri concittadini contro la volontà dei diretti interessati. Un simile potere è malvagio di per sè e chiunque si metta a guidarlo o a farne il funzionario, è già corrotto e ne verrà corrotto sempre più.

    Se le piacciono gli slogan eccone uno adatto: “Lo stato non si riforma si abbatte!”

  • Danilo D'Antonio
    Rispondi

    Ringrazio per l’ospitalità il Gestore di questo sito e rispondo, certo non sperando d’esser subito compreso ma comunque per intima ed intensa convinzione libertaria. Cerco di sintetizzare: se il Pubblico ed il Privato non trovano un equilibrio congruo, se in particolare il Pubblico riduce le sue proprietà ai minimi termini, finirà che il Pubblico, invece di pensare alle sue proprie cose (poiché non ne ha più) s’imporrà sulle cose del Privato, annullando qualsiasi indipendenza e libertà, individuale ed economica.

    Capisco che, senza rifletterci su, può sembrare strano ma si tratta di un fenomeno semplicissimo: se il Pubblico (parlo di un vero Pubblico gestito dai cittadini, da persone libere, non da assunti a vita divenuti esclusivi proprietari della Cosa Pubblica, quindi veri e propri TIRANNI) mantiene un numero sufficiente di sue proprietà (sarebbe a dire case, terreni, attività etc.) il Pubblico penserà ad amministrare le sue cose e lascerà libero il Privato di pensare alle proprie.

    La rivoluzione di pensiero sta nel guadagnare la consapevolezza che, affinché vi sia una vera e consistente libertà (non quella, fittizia, concessaci oggi dai vari Garanti statali, i quali non fanno che avallare le peggiori costrizioni ed ingerenze), bisogna concedere al Pubblico (parlo sempre del vero Pubblico, non quello che c’è ora, cercate di capire) uno spazio sufficiente.

    Faccio un esempio: se il Pubblico mantiene un patrimonio di case pubbliche, le gestirà come ritiene opportuno e lascerà i Privati liberi di gestire le proprie case come meglio credono. Al contrario se il Pubblico cede tutte le sue case ai Privati, il Pubblico non la smetterà più di ficcarvi il naso e costringerà il Privato a seguire regole non proprie.

    Ringrazio e saluto tutti, terminando col dire che, se non cominceremo, noi persone amanti dell’indipendenza e della libertà, a ragionare adeguatamente, liberandoci di tutto ciò che si è sedimentato in noi impedendoci di vedere le cose per come sono, i nostri sogni non diverranno mai realtà.

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Allora non era del tutto uno scherzo.
      Non esiste nessuna ragione per cui il sistema pubblico si debba o si possa occupare degli affari privati della gente.
      Se al sistema pubblico di potere lasci un dito, col tempo si prende il braccio e poi il corpo.
      IL sistema pubblico è un pericolo da cui la gente di buon senso deve difendersi, con le buone o con le cattive.
      Una rivolta fiscale, una rivolta armata ogni tanto, anche sanguinose, sarebbero una medicina perfetta per questi delinquenti.

      Sistema pubblico?
      No, grazie.
      Ho già subito.

    • Christian
      Rispondi

      Ma questo non è esattamente come pagare il pizzo alle Mafie per essere la sciati in pace?

  • Anthem
    Rispondi

    Ahahahah…bravo signor Danilo, così si fa!
    Tutti a pretendere un “impiego pubblico democratico”, e che nessuno resti indietro! E’ UN DIRITTO, capito Facco! anche tu, anche tu dipendente pubblico.
    Danilo buontempone! Non ci sono cascata nemmeno per un attimo.

  • Guglielmo Piombini
    Rispondi

    A me invece l’articolo di Danilo D’Antonio non del tutto è dispiaciuto. La parte iniziale, dove definisce i dipendenti statali come autori di un “furto continuato” di denaro pubblico realizzato attraverso il voto di scambio, è molto brillante.

    D’Antonio ha notato correttamente che anche nelle nostre moderne “democrazie” non è scomparsa la netta divisione di classe tra i privilegiati che fanno parte dell’apparato dello stato, e coloro che ne sono esclusi.

    La soluzione, per i libertari, non è però quella di “democratizzare” l’impiego pubblico, facendone godere i privilegi e gli stipendi un po’ a tutti, ma di abolirlo o privatizzarlo completamente,

    L’idea dell’autore potrebbe essere parzialmente accettata come fase intermedia, in cui alcune funzioni politiche e statali vengono svolte a titolo onorifico e gratuito a turno da diverse persone, scelte magari con sorteggio.

  • Pedante
    Rispondi

    È irrealistico aspettarsi che un’istituzione fondata sul sopruso e sull’estorzione si autoimponga limiti giurisdizionali.

  • Fiero Evasore
    Rispondi

    Una risata lo seppellirà…

  • Danilo D'Antonio
    Rispondi

    Salve.

    Che ne dite di focalizzare le energie per ottenere un risultato? Scrivete anche Voi alle Camere, ai media, a chiunque vogliate e diffondete la parola d’ordine:

    LICENZIARE! LICENZIARE!! LICENZIARE!!!

    Fate capire ai politici che se vogliono tenersi i pubblici dipendenti assunti a vita se li devono pagare loro.

  • spago
    Rispondi

    Il “vero pubblico” non esiste, è nell’illusione che possa esistere, e che prima o poi arriverà, che le cose sono degenerate fino a qui. Quoto Pedante: “È irrealistico aspettarsi che un’istituzione fondata sul sopruso e sull’estorsione si autoimponga limiti giurisdizionali.”

    Le persone sono tutte diverse fra loro per infiniti aspetti, e non esisterà mai l’unanimità costante su quali devono essere i compiti dello stato, come deve svolgerli e quanto si deve pagare in cambio: altrimenti lo stato sarebbe un’associazione volontaria. Quindi lo stato sarà sempre un apparato di coercizione usato da qualcuno per imporsi sugli altri. Quello che Danilo considera uno stato accettabile, per es. con cariche temporanee e gestore di case pubbliche, per molti altri è inaccettabile. Queste differenze potranno convivere pacificamente solo quando saremo tutti liberi di associarci e separarci liberamente, intorno agli obbiettivi o ai valori che riteniamo meritevoli, e di usare i nostri mezzi per perseguirli, senza poter disporre coercitivamente degli altri e delle loro proprietà.

    Fino ad allora è inutile discutere della bontà dell’avere un patrimonio di case pubbliche o di qualsiasi altro compito che lo stato potrebbe svolgere: il problema non è la bontà del compito in sè, ma che ogni compito svolto dallo stato è l’abuso di un potere di coercizione. Se le tasse sono un furto – e lo sono – non importa per quali nobili e meritevolissimi scopi saranno usate, non ha senso dibattere la nobiltà di questi scopi, ne essa può bilanciare l’ignobiltà del furto. Se qualcuno vuole una casa da me, la può ottenere solo col mio consenso.

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca