In Anti & Politica, Economia

impresaDI GABRIELE BARELLO

Per produrre ricchezza bisogna lavorare, non ci sono alternative. Quando tutti lavorano, creano ricchezza per se e per gli altri. Se sei imprenditore crei ricchezza per te e per tanti altri (i dipendenti e gli operai che lavorano per te…), ma solo se ciò che produci è richiesto dal mercato e dallo stesso viene valutato come utile. Se ciò avviene, comincia lo scambio volontario di beni tra individui, che scelgono il tuo prodotto, perché lo ritengono utile acquistandolo e magari consigliandolo anche ad altri: tutto ciò viene chiamato ciclo di mercato o di interscambio. Altrimenti, se ciò non avviene, la tua attività imprenditoriale fallisce e devi inventarti qualcos’altro.

Anche se sei dipendente, operaio, o semplice netturbino porti ricchezza alla collettività di individui. Ogni attività svolta liberamente sul mercato se richiesta e ritenuta di valore, viene subito riconosciuta dagli individui (senza netturbini ci sarebbero strade sporche ecc…). Per questo nel Capitalismo di libero mercato nessuno è considerato inferiore o inutile se non lo è, si è tutti moralmente uguali e validi per le proprie capacità. Per svolgere tutto ciò basta l’iniziativa privata, l’unirsi tra individui. Se serve una strada, ci si accorda tra individui per costruirla perché è di interesse collettivo (per esempio di un’intero quartiere…). Se serve un ospedale, si ragiona allo stesso modo, idem per scuole o altro. Non servono intermediazioni in tutto ciò, perché spontaneo e libero. Non serve regolamentazione e forse nemmeno tassazione (se non minima…), per adempiere alle funzioni essenziali. La Legge, soppianta la legge fiat e si ritorna alla Responsabilità Individuale.

Altri invece ritengono che per produrre ricchezza, devi estorcela con la forza (tassando chi lavora e produce), oppure crearla dal nulla (o stamparla emettendo moneta senza alcun valore reale e distorcendo il mercato, per di più imponendola legalmente come merce di scambio [Moneta Fiat]). Se sei un imprenditore vieni visto come un nemico, perché crei concorrenza ai servizi forniti in monopolio, che sono per forza scarsi e molto costosi e soprattutto non richiesti: scarsi perché in regime di monopolio non c’è alcuno stimolo a migliorare il servizio, molto costosi perché le camionate di denaro estorto con le tasse viene veicolato per mantenere gli amici e i parenti dei politici parcheggiato sulle poltrone di comando e non richiesti perché semplicemente il mercato esaudirebbe tutto ciò meglio e in regime di concorrenza, e ciò stimolerebbe a migliorare servizi ed abbassare tariffe. Per mantenere il monopolio ci si deve armare di parassiti, cioè un esercito di persone pagate coi soldi estorti a chi lavora e produce, per lavorare (la maggior parte delle volte non lavorare), e fornire servizi scadenti, spacciandoli come ottimi e pure gratuiti (cosa falsa visto che si paga cmq, vedere scuola e sanità). Gli unici “imprenditori” ammessi, sono quelli che stanno al gioco politico di monopolio, cioè quelli che se falliscono vengono salvati con soldi pubblici perché legati al mondo marcio e corrotto.

Salvando imprenditori falliti, si distorce il mercato, favorendo falliti a discapito dei meritevoli. Per mantenere tutto ciò in piedi che è sempre più costoso, ci vogliono una valanga di tasse e burocrazia, nulla è spontaneo e libero, ma invece tutto è regolamentato e tassato. Non esiste Responsabilità Individuale, per ogni necessità si crea una legge politica o legge fiat apposita che favorisca qualcuno.

Scegliete a quale dei due sistemi appartenere…

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Mostrati 5 commenti
  • Antonino Trunfio
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    Grande Barello. Leggendoti mi e’ venuta in mente una frase di Gesu’ riportata nel vangelo : “sia il vostro parlare SI SI, NO NO. Tutto il resto viene dal maligno”. Grande Barello.

  • Mario
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    Molto chiaro!

  • Albert Nextein
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    La realtà che la gente non percepisce più come normale, dopo decenni di lavaggio del cervello catto-comunista.

  • FrancescoL
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    Bravo Gabriele!! Truth is treason in the empire of lies

  • Orazio
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    Articolo sensato, ma fuorviante nel senso che se non si parla della PROPRIETA’ della moneta, non dice nulla, se non l’ovvietà.
    Non si vuole andare contro a nessuno, tanto meno a chi produce e lavora, ci mancherebbe anche questo, tutti hanno un compito, quello che invece manca è la capacità di estrapolare nel pensiero il fatto che la moneta è un mezzo, non il fine.

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