In Esteri, Libertarismo

sdw3rdi JUSTIN RAIMONDO*

Il famoso saggio di Francis Fukuyama La fine della storia e l’ultimo uomo contiene una frase che descrive giustamente la comune concezione dell’odierna Europa: ipotizzando che la battaglia ideologica per la democrazia liberale è già stata vinta, Fukuyama descrive quello che lui chiama il «periodo post-storico» (non senza una nota di tristezza) come «la perpetua custodia del museo della storia umana».

Questa è l’immagine popolare della vecchia Europa: un luogo per i turisti dove ammirare le meraviglie di una civiltà che da tempo ha raggiunto il suo apice, ma che si crogiola nella propria stagnazione. E sicuramente Fukuyama ha prefigurato la situazione europea mentre ha continuato a scrivere:

«sento in me stesso e vedo in altri intorno a me, una potente nostalgia per il tempo in cui la storia esisteva. Tale nostalgia, infatti, continuerà ad alimentare la concorrenza e i conflitti anche nel mondo post-storico per qualche tempo a venire».

Non è necessario che si approvi il determinismo hegeliano di Fukuyama per vedere la condizione attuale dell’Europa in questo passaggio. Mentre quella vasta sterilità che è l’Unione europea cerca di assorbire le particolarità nazionali, antichi personaggi nazionali provocatoriamente riaffermano sé stessi…

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