In Anti & Politica, Economia

evasioneDI MASSIMO TESTA

E’ importante ribadire alcuni punti fermi riguardo il discorso dei Panama Papers, come li hanno definiti.

1) Se esistono paradisi fiscali, si deve al fatto che esistono inferni fiscali.

2) Il fatto che persone facoltose cerchino di mettere al riparo i loro averi dalla bulimia degli stati canaglia, non deve sorprendere nè indignare.
Casomai il rammarico sta nel fatto che questa possibilità non sia alla portata anche di coloro che non hanno capitali e risparmi di una certa entità.

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3) L’unico motivo di indignazione lo suscita la presenza in quelle liste di persone e società di tanti politici e personaggi vari, che pubblicamente predicano che “le tasse sono bellissime”, consegnando allo stato un ruolo e dei compiti che non gli spettano affatto.

4) I media marciano sulla cosa, ma continuano a farlo con il solito pseudo-moralismo statalista e legalista farlocco. Per loro la rapina fiscale degli stati canaglia non è un problema: il problema è il rispetto delle leggi e delle normative sociopatiche che questi stabiliscono. Fanno parte del sistema, non sono credibili.

5) Ultima ma non secondaria osservazione: oggi come oggi un qualsiasi tipo di riservatezza è pura chimera.

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Showing 9 comments
  • Pedante
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    https://www.youtube.com/watch?v=K_tmkYQwL5Y

    Fanno parte del sistema…

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Essi Vivono è uno dei film più interessanti di sempre.
      Come anche Soylent Green.
      O Videodrome.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Chi può in galera non ci sta, e fa benissimo.
    Sarà sempre così, fortunatamente.
    Fintanto che ci sarà concorrenza fiscale, bollata dagli stati ladri come elusione, esisterà un barlume di libertà.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Tra i tanti politici e personaggi vari ci sono anche soggetti che non si limitano ad esaltare la presunta bellezza del fisco. Tuonano anche contro il credito in quanto espressione del capitalismo borghese. Tutt’altro che casuale il riferimento alla signora nazionalista francese con un cognome che in italiano potrebbe essere tradotto volgarmente come la sua testa. Ma lo evitiamo, altrimenti dicono che la nostra è cultura da avanspettacolo. E allora? Io proprio dall’avanspettacolo provengo, mica dalla scuola di Strehler. E poi chi la sente Alessandra Mussolini sulla presunta discriminazione soltanto perché è un politico donna? Sciocchezza, perché il padre porta lo stesso cognome e ha la sua stessa testa politica; anche se hanno finto di litigare. Per non parlare dell’italiana che porta lo stesso cognome del nonno continuandone a esserne fiera.

  • Massimiliano
    Rispondi

    Mi permetto di dissentire in particolare al punto 1: quando la pressione fiscale era decisamente minore in Italia ( e c’era comunque un mercato più che vivo) chi poteva faceva carte false per non pagare! Ci fosse anche solo 1 euro da pagare di tasse (a fronte di guadagni di tutto rispetto, notare bene) . . . ci sarebbe una pletora di ‘persone’ (fisiche e giuridiche) pronte a far di tutto pur di non pagare nemmeno quello!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quella pletora eserciterebbe un diritto. Eticamente avrebbe ragione. Non credo, comunque, che sia stata a suo tempo una pletora. Né credo lo sarebbe ora. Se il fisco fosse meno esoso, molti, pur di non avere guai e controlli continui eviterebbero le carte false. Oggi chi falsifica le carte è chi riscuote, non chi paga.

  • jimmy
    Rispondi

    Per Massimiliano:
    Ritengo che i tuoi commenti siano privi di fondamento, oltre che concettualmente errati ed in contraddizione fra di loro.

    1 – Tu affermi: “quando la pressione fiscale era decisamente minore in Italia ( e c’era comunque un mercato più che vivo) chi poteva faceva carte false per non pagare”. Innanzitutto non precisi il “quando”: nel 1890? nel 1930? nel 1980? e quale “pressione fiscale”: il 20%? il 40%? il 60%?

    Ti rispondo (dati alla mano, che tutti conosciamo) che la pressione fiscale in italia è “sempre” stata eccessiva, sia oggettivamente che soggettivamente, cioè per come percepita da una popolazione essenzialmente individualista e giustamente malfidente verso lo stato, che la vessa da sempre con malgoverno, burocrazia, corruzione e disservizi (e di tanto in tanto con una bella guerra, già che ci siamo).

    Quindi, risulta ovvio che chiunque cerchi di evadere, con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi importo.

    2 – Tu affermi: “Ci fosse anche solo 1 euro da pagare di tasse (a fronte di guadagni di tutto rispetto, notare bene) . . . ci sarebbe una pletora di ‘persone’ (fisiche e giuridiche) pronte a far di tutto pur di non pagare nemmeno quello!”

    Ti rispondo che questo è solo un tuo pregiudizio, in quanto parli di una situazione astratta (pagare un solo euro di tasse) che non si è mai verificata.

    Inoltre andrebbe verificata la corrispondenza fra quell’euro di tasse ed il tipo ed entità di servizi statali erogati: se il bilancio fosse a sfavore del contribuente, stai pur certo che qualcuno si rifiuterebbe di pagarlo, giustamente.

    Ti suggerisco piuttosto di esaminare il caso svizzero (purtroppo quasi unico al mondo e comunque nemmeno perfetto, agli occhi di un libertario come me): uno stato decentemente moderno ed efficiente pone una tassazione ragionevole in contropartita di servizi soddisfacenti, e tutti pagano il dovuto con una evasione fisiologica.

    Secondo me il modello svizzero sarebbe da copiare, tu invece a quale modello concreto ti riferisci?

    E per favore non ribattermi che gli svizzeri campano con il riciclaggio del denaro sporco, perché da oltre un decennio il settore bancario svizzero conta per meno del 10% del pil ed è in continua contrazione.

    • Massimiliano
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      Tu parli in termini percentuali . . . io in realtà! La questione piuttosto è sulla reale percezione di tutto ciò . . . oltre che l’ammissione spontanea di come stanno le cose. per consolarti ti specifico che vorrei che tu avessi ragione, che tale mia dichiarazione è priva di fondamento e scrivo solo frasi senza senso: siamo almeno in due a sperarlo . . . e l’illusione aiuta a vivere dicono. Comunque sull’eccessiva pressione fiscale mi trovo effettivamente solidale . . . ma è una battaglia tra titani: lo Stato apparentemente sembra il più forte . . . ma è una vittoria di Pirro poichè le formichine (cittadini) che non possono contrastare tale filosofia aziendale (la chiamo così per semplicità di discorso, sia chiaro) pagano l’uno (lo Stato, in tutte le sue ramificazioni parassitarie) e gli altri ( i Furbi che riescono a farla franca e dichiarare 3000 euro a fronte di 100.000 di guadagno netto). E non mi chiedere per l’ennesima volta dati a sostegno della veridictà di tali affermazioni . . . mai vendute così tante macchine di lusso come in questi anni di crisi . . . e per tacere dei ‘poveri risparmiatori truffati’ . . . dei loro modesti risparmi . . . ahahahahah sì sì voglio crederci.

  • Alessandro Colla
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    Inoltre gli svizzeri producono ed esportano orologi, ascensori, formaggio e cioccolata. Non di solo banca vivrai.

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