In Varie

padovan-pannella-vedelagoRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ciao Pannella,

ti chiamo così perché così ti ho conosciuto e così ti conoscono tutti; Pannella è il tuo nome e cognome assieme.

Ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita un uomo semplice e schietto.

Non mi interessano tutti i discorsi dietrologici che da sempre si accaniscono contro quest’uomo.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Io so alcune cose, vissute personalmente e quindi incancellabili.

Già da giovane ammiravo quest’uomo che infilava un digiuno dopo l’altro, sorretto solo dal fumo di qualche pacchetto di sigarette, e coltivavo il dubbio che comunque di nascosto trangugiasse qualche pastasciutta.

Poi, un giorno l’ho incontrato. Ero un pischello di Deputato. Lui mi ha firmato una petizione che avevo organizzato contro le bolle di accompagnamento. Era il 1992. Mi sembrava strano che un romano (pensa un po’!, questo credevo che fosse), statale (anche questo credevo che fosse), firmasse per gli artigiani e la libera impresa.

Allora ho cominciato a frequentarlo e mi sono trovato di fronte, lo so che qualcuno faticherà a credermi, un vero SIGNORE. Elegante, raffinato, colto, umile.

Non ci credete vero? Beh, per me Pannella è stato così, con l’aggiunta negli anni successivi, anche di un altro meritato aggettivo: generoso e disinteressato fino in fondo.

Da lui ho imparato, affascinato, la protesta non violenta del digiuno. E fu così che digiunai 21 giorni contro l’invio a Codognè (TV) della camorrista Anna Mazza, primo delinquente inviato al Nord dopo la reintroduzione dell’abominevole pratica italiana del “Soggiorno Obbligato”.

Lui mi telefonava, lì a Codognè, dentro la “Tenda della Libertà” e mi diceva: “Smetti con lo sciopero della sete. Devi avere innanzitutto rispetto della tua vita”.

E fu a Codognè che compresi, sulla mia pelle, che quelle mie idee sulla pastasciutta di nascosto erano solo fantasie. Bisogna provarlo uno sciopero prolungato della fame; bisogna sentirsi crescere dentro ora dopo ora, giorno dopo giorno, una volontà sempre più ferrea, più determinata a non mollare. Ogni tua fibra vibra per sostenerti verso il tuo traguardo e te ne freghi delle ciacoe.

Una notte a Pieve di Soligo, da solo, ha soccorso un pedone investito in una stradina buia. Ha chiamato l’ambulanza, ha aspettato che arrivasse, ha consolato il figlioletto che il malcapitato teneva per mano.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Quando io sono arrivato, l’ambulanza era già partita. L’ho accompagnato in Hotel “Da Loris”, è andato in camera a lavarsi e a cambiarsi la camicia e il vestito sporchi di sangue. Poi ha telefonato al Pronto Soccorso di Conegliano per chiedere notizie dello sconosciuto che aveva soccorso. Il medico ha risposto che non poteva dare notizie a chicchessia e lui gentilmente ha spiegato che era la persona che lo aveva soccorso. Niente. Allora gli ho detto: “Ma perché non gli hai detto chi sei?”. “Perché quel medico ha fatto il suo dovere e io sono solo uno sconosciuto”. Allora ho chiamato io l’Ospedale, poiché Pannella era veramente in ansia, e ho spiegato chi aveva telefonato e perché e fu così che quel medico comprese e mi dette le informazioni.

Pannella, coi Radicali, sono poi stati gli unici che hanno gettato un salvagente a Life, quando questa era nel pieno della sua lotta contro il sistema marcio della burocrazia italiana. Life era SOLA nell’occhio del ciclone della repressione vendicativa del “Sistema dei Parassiti”. Sono stati i Radicali, per anni, l’unico compagno di strada, l’unica sponda parlamentare in una lotta senza quartiere contro la dittatura fiscale italica e i suoi repressivi apparati militari. Molti soci si ricorderanno la nostra trasferta a Roma, all’Hotel Ergife alla convention dei Radicali, dove ho potuto parlare davanti ad una platea di migliaia di persone e in collegamento con altre centinaia di migliaia, via Radio Radicale. Fu un successo trionfale e Life si risollevò.

Grazie Pannella per tutti i tuoi sacrifici. Grazie per aver incarnato lo Spirito Libertario. Tu ateo, mangiapreti, hai avuto un cuore cristiano più di tanti che si professano cristiani. Anche se su questo mai mi hai dato ragione, so che Dio ti ha voluto, adesso, lì da dalle sue parti. Tu: peccatore, spinellaro e miscredente. Ma sempre, sempre, vicino a chi soffriva, a coloro che l’ipocrisia perbenista nascondeva e cancellava.

Fabio Padovan

Santa Lucia di Piave (TV), 20/05/16

Recent Posts
Showing 54 comments
  • Evaristo
    Rispondi

    anno—-1986
    luogo—-torino
    evento—marcia di liberazione fiscale
    *
    Organizzata da alcuni imprenditori (Gaddi, Miroglio, Molari), patrocinata da Martino, Ricossa, Marongiu.
    Pannella prese parte come ospite aggregato e si mise a sfilare in testa al corteo insieme agli organizzatori.
    Qualcuno gli disse che non era quello il suo posto, si scusò e passò nelle file dietro. (Racconto fattomi da un testimone).
    Mi sono sempre un po’ vergognato per gli organizzatori che forse potevano evitargli quel gesto.
    Addio Marco. RIP,

  • dino sgura
    Rispondi

    Buon viaggio Marco!! eri troppo avanti già 30 anni fa in questo paese bigotto e catto-marxista!
    https://www.youtube.com/watch?v=p3lkTI1PbJ0

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Pannella è stato come Cronos , quel dio greco che si mangiava i figli.
    Dopo i referendum degli inizi 90, e dopo l’approccio con Berlusconi per entrare nel suo primo governo , il PR e Pannella hanno perso propulsione.
    Io non l’ho mai conosciuto, ma ho versato milioni alle sue varie creature, partito transnazionale, partito radicale, associazione Coscioni, e altre ancora.
    Ho raccolto firme, ho diffuso i programmi e le idee.
    Ma Pannella mi ha disgustato, perché strabordava e non dava spazio agli altri, costringendoli in larga parte a lasciare il partito oppure a mordere il freno comprimendone idee e personalità.
    Metà anni 90 ho chiuso coi radicali, ma soprattutto con Pannella che non capivo più bene, e che saltava di palo in frasca quanto a programmi ed alleanze.
    Ha trattato l’ambito radicale come “cosa sua”.
    Ora che se n’è andato attendo gli sviluppi dei radicali che , mi auguro, finalmente respirino e si orientino verso il libertarismo austriaco.

    • dino sgura
      Rispondi

      Hai ragione ne ha fatte tante di cazzate….ha messo al mondo politicamente kapezzone e non ultima quella dell’appoggio incondizionato con “tifo” a bush per l’invasione dell’iraq…. ma nel complesso abbiamo perso un grande liberale, non si può non riconoscerglielo.

      • winston diaz
        Rispondi

        “e non ultima quella dell’appoggio incondizionato con “tifo” a bush per l’invasione dell’iraq”

        Veramente qui la posizione era esattamente opposta: esilio per Saddam.

        http://bushblaircontrosicurapacefeceroguerrairakimpedendoesilioasaddam.it/

        Il 19 febbraio 2003 il Parlamento italiano con l’adesione del Governo votò la proposta Radicale (345 sì, 38 no, 52 astenuti) che impegnava il Governo «a sostenere presso tutti gli organismi internazionali e principalmente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’ipotesi di un esilio del dittatore iracheno e […] della costituzione di un Governo provvisorio…» (continua)

        • Pedante
          Rispondi

          L’esilio forzato è sempre un’ingerenza esterna negli affari interni di un paese sovrano. Pannella in politica estera ha fedelmente seguito la linea neocon.
          http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=62477

          • winston diaz

            Be’ non c’e’ dubbio sul fatto che i radicali abbiano “rotto i coglioni” ai regimi autoritari di tre quarti di mondo per spingere verso il rispetto di cio’ che loro considerano “diritti umani”, e che cio’ sia MOLTO antecedente a qualsiasi concezione neocon. Quindi semmai sono i neocon che sono divenuti radicali. ;)

            Massimo Fini infatti gli rimprovera da sempre di volersi impicciare nei fatti altrui (vedi l’ammirazione di Fini per i talebani e il mullah Omar e il suo odio per la Bonino che e’ andata in afghanistan a propagandare pari diritti per le donne), ma c’e’ da dire che il loro impicciarsi e’ sempre relativo al rispetto delle persone nella loro singolarita’ e originalita’, e non dei soggetti sociali, per cui in questo la loro prassi e’ del tutto da annoverarsi fra quelle “austriache” in senso piu’ radicale, e anti-“fascista” in senso stretto ed etimologico.

            Resta il fatto che purtroppo il mondo e’ divenuto tecnologicamente molto piccolo, per cui le non ingerenze reciproche sono divenute impossibili.
            Basta il solo contatto culturale per provocare sfracelli.

            Condivido comunque le perplessita’.

            Per tornare al commento di partenza, “Kapezzone” era alfiere del liberismo piu’ “sfrenato”, ben piu’ della media radicale, ed e’ stato cacciato da Pannella per questo, Pannella era si’ liberale ma credo anteponesse a qualsiasi ideologia il rispetto per le persone, e che si fosse accorto che il liberismo tanto sbandierato e alla moda fra tutti i partiti degli anni ’90 era solo un comodo espediente per espandere sempre di piu’ il loro potere. Non l’ha inventato Renzi il dire e propagandare al massimo una istanza per acquisire voti e potere, mentre si fa l’esatto opposto. Non l’ha inventato ma l’ha affinato al massimo. Ora la posizione radicale in economia e’ piuttosto keynesiana, la sua voce piu’ importante infatti sulla loro radio e’ di Mario Baldassarri, bravo economista ma a suo tempo in quota Alleanza Nazionale, quindi tutt’altro che liberista, e che infatti da bravo “uomo d’ordine” ritiene che i problemi dell’italia siano principalmente causati da “corruzione” e “evasione fiscale”, e che vadano risolti con “maggiori investimenti”… tipico per qualcuno di area fascista per quanto moderna. Pare l’abbia voluto personalmente Pannella, almeno cosi’ hanno detto stamattina.

            Comunque molto belli questi ricordi di Padovan, ricordi di un tempo molto triste ma in cui, almeno, c’era qualche speranza in piu’ di adesso. Ha fatto bene chi ha tagliato la corda.

            Di Fabio Padovan raccomando questo capolavoro di intervista fatta da Lorenzetto:
            http://www.stefanolorenzetto.it/pagine/interviste/PadovanFabio.pdf

            Esiste un bel libro di Fabio Padovan, “La caminada Veneta”, sempre dell’epoca, una specie di “marcia del sale” gandhiana, presumo di ispirazione pannelliana, l’attraversamento del Veneto in pieno inverno a piedi, per l’indipendenza. Avendo Padovan una oretta settimanale su radio radicale per “la resistenza fiscale” al giovedi’ pomeriggio (quindi all’estremo opposto del Baldassarri citato sopra, che ora trasmette), ricordo che la puntata settimanale che cadde durante la marcia la fece in collegamento telefonico, mentre camminava ai bordi di una strada statale. Mitica. Quanta nostalgia.

            Il libro, per farsi un’idea, si trova anche sul mulo.
            Qua i link di trasmissioni di padovan dell’epoca:
            http://www.radioradicale.it/scheda/108397/108906-la-marcia-per-la-pace-e-la-liberta-del-veneto-organizzata-dalla-life-liberi
            http://www.radioradicale.it/exagora/radicali-in-marcia-con-padovan-per-gli-stati-uniti-deuropa
            http://www.radioradicale.it/scheda/108542/109053-trasmissione-autogestita-dalla-life

          • Pedante

            http://www.sinistra.ch/?p=4549
            Imperialista all’estero, mondialista a casa.

          • Pedante

            https://www.youtube.com/watch?v=QcQCK0W8bzs
            Un Pannella che dà il suo sostegno al rimpiazzo demografico in corso.

        • dino sgura
          Rispondi

          @winston diaz l’iniziativa molto fumosa peraltro, dell’esilio a Saddam, che io sottoscrissi on line nel 2003, come dice il Sig. Pedante era a tutti gli effetti un intromissione negli affari interni di un paese sovrano, poi che questo paese possa essere governato da gente poco per bene, non importa…. non centra nulla di fatto con il sacrosanto principio libertario di non aggressione. I radicali allora sposarono in pieno la linea neocon, spesso a radioradicale si sentiva vociferare il nome di un certo Michael Ledeen e delle sue farlocche idee di esportazione della democrazia con i b52 e ricordo che fu proprio il direttore Bordin allora a criticare tale iniziativa (iraq libero) come una sorta d’appiattimento verso il partito della guerra. A poco è servito poi, a invasione conclusa presentare tanto di dossier sulle bugie scatenanti la guerra…. non ci vuole ne il PRT o michael moore per capire come tutte le guerre si basino fondamentalmente su delle bugie e qui l’insegnamento di Ron Paul e Walter Block è fondamentale.

        • dino sgura
          Rispondi

          Si all’epoca non ero nemmeno un convinto liberista in campo economico, ma ero un elettore radicale, l’alfiere di cui parli poi si è accasato comodamente nel campo dei fascisti e ciellini, andando contemporaneamente ai comizi dei tea party e poi ad atreju, in mezzo ai camerati con una nonchalance unica.

      • Vito
        Rispondi

        Vero. Hai ragione, ne ha fatte tante di cazzate come le castronerie verdi ed ambientaliste.
        I radicali sono quelli che per primi hanno portato avanti battaglie verdi ed ambientaliste, quelli che hanno fatto nascere poi anche i Verdi . Il Sole che ride fu donato al movimento ambientalista da Marco Pannella. Mi ricordo in particolare di Rosa Filippini, che durante gli anni ’70 milita nel Partito Radicale, ed è poi fondatrice e presidente degli “Amici della Terra”, e poi fondatrice anche dei Verdi.

  • leoluca
    Rispondi

    Silenzio: ora si è presentato davanti al Giudice Supremo, non può sfuggire , vedrà chiaramente i suoi dogmi antirazionali!! Altro che scuola austriaca!! Scuola nichilistica, dove libertà significa assenza di ogni etica., e qiuindi battaglie camaleontiche dove l’apparente è quello che si vede e quello che non si vede è il diavolo!
    Affidiamo alla Misericordia di Dio la sua anima.
    Io sono un credente Cattolico

  • Carmelo
    Rispondi

    Intervista a Stefano D’Errico, segretario nazionale dell’Unicobas sul suo ricordo di Marco Pannella

    https://www.radioradicale.it/scheda/476139/intervista-a-stefano-derrico-segretario-nazionale-dellunicobas-sul-suo-ricordo-di

    • Evaristo
      Rispondi

      Sei Carmelo Palma per caso?

      • Vito
        Rispondi

        Carmelo Palma, nato a Torino nel 1968, laureato in filosofia. È stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce bene. Carmelo Palma è stato anche il segretario amministrativo dei Riformatori Liberali, il partito politico italiano liberale, liberista e libertario attivo dal 2005 al 2009, il partito di Benedetto Della Vedova, Giuseppe Calderisi e Marco Taradash.

        • Vito
          Rispondi

          Salmone Sagri (http://www.salmone.org/argomenti-pro-ogm/) …per chi non ha paura di pensare controcorrente.

          Il salmone era anche il simbolo dei Riformatori Liberali . Ma il punto non è questo. Il miliardario speculatore finanziario George Soros è anche uno dei principali azionisti della multinazionale Monsanto in Uruguay che vende semi di grano e di mais modificati geneticamente (OGM). In questo campo il paese è ancora una volta un laboratorio che sarà esportato in tutto il mondo,‭ ‬se funziona come business ($) . Il miliardario speculatore finanziario George Soros,‭ ‬di origine ungherese,‭ ‬è inoltre molto interessato all’esperienza uruguaiana di legalizzazione della marijuana.‭ ‬Una fondazione,‭ ‬gestita da Soros,‭ ‬ha pure finanziato una campagna per la legalizzazione della marijuana in Uruguay.‭ In Grecia abbiamo le storiche ambiguità di Tsipras‭ (‬ad esempio,‭ ‬le sue frequentazioni con George Soros‭). E poi è anche un noto finanziatore dei Democratici U.S.A. e dei Radicali Italiani . I rapporti ed i contatti tra George Soros ed Emma Bonino attraverso anche il gruppo Bilderberg sono conosciuti. Corre persino in rete e non solo in rete la voce che il famigerato George Soros sia il finanziatore occulto dei cosiddetti black block e dei vari centri sociali .

      • Carmelo
        Rispondi

        No, non sono Carmelo Palma. Sono Carmelo Anastasi.

    • Vito
      Rispondi

      L’Unicobas, non c’entra un fico secco con Carmelo Palma e c’entra anche poco con i Radicali. Quelli dell’Unicobas, sono quelli del sindacato guidato da Stefano D’Errico, un sindacato fondato nel 1990. Le loro radici si trovano nel fenomeno Cobas dei primi anni ottanta come sigla Co.Ba.S. (Comitati di Base della Scuola) , sigla che è stata poi contratta nella forma attuale a significare i comitati di base di qualsiasi categoria, non solo della scuola pubblica; Unicobas è stata la prima aggregazione di essi in forma confederale (la Confederazione italiana di base – Unicobas). L’ Unicobas oggi rappresenta settori diversi , e non solo la scuola e/o l’ università, ma anche la formazione professionale, la sanità, il pubblico impiego, gli enti locali, i metalmeccanici ed i lavoratori generici del settore privato. Il tipo di organizzazione, di istanze sindacali, di strategia dei Cobas sono di sinistra, o comunque di ispirazione antiliberista o anticapitalista – e hanno trovato in taluni casi appoggio nei partiti della sinistra . Nel 1996 risultò eletta in Parlamento Mara Malavenda, storica dirigente napoletana dei Cobas, eletta nelle liste di Rifondazione comunista.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    “Non mi credete, vero?” Perché non dovremmo crederci? L’ho incontrato due volte, una a piedi un’altra in treno. Signorile, colto, umile ed elegante. Nell’immaginario collettivo il radicale era un tossicomane trasandato. In realtà era la continuazione del liberale dell’ottocento, ma forse più del settecento, che voleva il liberalismo non annacquato. “Altro che scuola austriaca”? Ma se fu lui a lamentarsi per primo che sui testi scolastici si esaltasse Keynes mentre Hayek non veniva neanche citato!

    • Vito
      Rispondi

      “Non mi credete, vero?” Ma a te Alessandro Colla si può ancora credere ? Marco Pannella faceva il giornalista. Se Giovanni Negri è stato vicedirettore del quotidiano IL TEMPO, non certo un giornale di sinistra, invece Marco Pannella si presenta alla redazione de IL GIORNO a Parigi, divenendone corrispondente.
      Marco Pannella risultava nell’elenco degli iscritti all’Ordine dei giornalisti. Fu quindi giornalista corrispondente de ”IL GIORNO” da Parigi e cominciava a versare i suoi contributi previdenziali nel 1958 con l’ottenimento dei primi contratti di lavoro , principalmente come giornalista del quotidiano, allora fresco di fondazione, ”IL GIORNO” e quasi due decenni prima della sua entrata alla Camera dei deputati.

      • Vito
        Rispondi

        Per chi non lo avesse capito, io sono uno stronzo che scrive commenti ad mentula canis con il solo obiettivo di mandare in vacca questo spazio.

        • Vito
          Rispondi

          Per chi non lo avesse capito, io sono un Amministratore di Wikipedia.

  • Edwin
    Rispondi

    Il problema di fondo é che Giacinto detto Marco non ha enfatizzato a dovere i temi economici, che presto sono stati divorati da quelli etici. Il risultato é che il nostro si é trovato gradualmente circondato da un branco di sinistrati, ai quali interessava prevalentemente schiacciare la Chiesa in ogni sua manifestazione. Le castronerie verdi ed ambientaliste hanno poi portato nel partito altra di questa gente e i radicali ad un certo punto si sono trovati a dire “scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica”. Sul sito di radicali italiani per anni non é comparsa mezza battaglia liberista, anche se molte persone nella loro base sono autenticamente liberiste. Giacinto non ha saputo/voluto reagire a questa cosa. Ora che lui non c´é piú i libertari italiani dovrebbero iscriversi in massa al PR e prendersi il partito, facendo chiarezza sui temi economici e cacciando chi con il liberalismo non c´entra nulla.

    • Vito
      Rispondi

      Le castronerie verdi ed ambientaliste. Vero. I radicali sono quelli che per primi hanno portato avanti battaglie verdi ed ambientaliste, quelli che hanno fatto nascere poi anche i Verdi . Il Sole che ride fu donato al movimento ambientalista da Marco Pannella. Mi ricordo in particolare di Rosa Filippini, che durante gli anni ’70 milita nel Partito Radicale, ed è poi fondatrice e presidente degli “Amici della Terra”, e poi fondatrice anche dei Verdi.

  • leoluca
    Rispondi

    Ti compra chi non ti conosce! Già il solo fatto che movimenti politico-religiosi, che si mettono a fare le rivoluzioni culturali (e ci sono riusciti, perbacco!!), senza sapere da dove viene il pane e per decenni riuscendo a campare al libro paga dello Stato o comunque con laute commesse statali, sono comunque gnostici statalisti (Altro che libertari!!), non sono credibili ma nichilisti; il fatto che i radicalie il partico d’azione da cui provengono siano coerenti e possono anche ostentare una certa apparente integrità morale, questa integrità non basta a rendere giusta una linea religioso-politica di stanmpo laicista. Ricordo a tutti che il partito d’azione di ispirazione mazziniana a spada tratta fu interventista nella prima guerra monduale con i suoi milioni di morti. Il partito d’azione e poi il suo erede radicale, presentatoso come sintesi dei dogmi socialisti e di quelli del liberalismo e non alternatio tra i due, nel dopo guerra non ebbe seguito e le speranze andarono deluse.
    Bisognava cambiare strategia: abbandonare la politica dei partiti per la politica della cultura. ( per un’analisi esauriente vedasi Del Noce in http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/risorgimento/articolo.php??id=1278) Abbasso mazzini(L’Azionismo).
    Ma volevo far notare un’altra cosa essenziale che non consente di annoverare i radicali tra i veri libertari aderenti alla scuola austriaca: i cosiddetti diritti civili!!!!
    Grandi assertori dei diritti dei gay, diritti all’eutanasia, matrimoni per tutti e per tutti i gusti ed altri diritti inventati e difesi immancabilmente dalla mano armata dello Stato, i camaleonti riescono ad ingannare catto-comunisti e libertari.
    Questi ultimi si rileggano von Mises, Rothbard, North, Hermann Hope, ed altri: sono eretici di tipo gnostico:
    Per questa scuola “i diritti dei gay” (ed altri diritti cosiddetti civili) consistono, come per qualsiasi altra persona, nel solo diritto a non essere aggrediti nella persona e nella proprietà. E non anche , come sostengo i liberal e molti libertaridi sinistra, nella pretesa , dietro il ricatto semantico della discriminazione, che tutti esprimano approvazione nei confronti dell’omosessualità (ed altri diritti civili?) (enforced approval); o che si proceda alla corporatizzazione di quella condizione attraverso privilegi giuridici e aiuti satatali; o che si violi l’uguaglianza giuridica inventando nuove fattispecie penali che aggravino le sanzioni per i reati cntro i gay” (P. Vernaglione, il libertarismo applicato alle singole voci – http://www.rothbard.it). Costoro sono riusciti a sovvertire il senso comune: sono socialisti, liberali di sinistra, laicisti, gnostici e quindi statalisti!!

    • Edwin
      Rispondi

      Leoluca, io credo che a volte i libertari siano troppo decontestualizzati. il liberalismo italiano, per essere compreso, deve essere considerato nell’ambito culturale che lo ha prodotto. L’Italia ha sempre avuto una linea di pensiero filosofico ultra-continentale ed ultra-tradizionalista, restia ad ammettere linee di minoranza, ma soprattutto allergica alla tradizione analitica anglo-sassone. Con queste premesse, esaminare il liberalismo italiano usando Rothbard come paragone é un esercizio poco utile. Considera di essere cresciuto in una nicchia culturale nella quale esiste un incessante indottrinamento pro-statalista e pro-socialista. In questa realtá, gli individui che come Giacinto hanno avuto la forza di riflettere, di capire i limiti del proprio sistema culturale, hanno giá fatto abbastanza. Che non siano stati autentici libertari nelle soluzioni proposte forse non conta. Ciò che conta è essersi resi almeno conto del problema. Ci fossero stati 1000
      Giacinti, forse oggi non saremmo un paese anarcocapitalista, ma senza dubbio staremmo un pò meglio.

    • dino sgura
      Rispondi

      Hai perfettamente ragione Leoluca, non solo, per anni (i radicali) si sono fatti promotori del progetto degli Stati uniti d’Europa, qualcosa che solo a pensare oggi mi fa rabbrividire, nonostante in passato ingenuamente avessi pensato che fosse la soluzione a tutti i mali italiani; soluzione basata sulla creazione di un’enorme mostruosità, un nuovo ente sovrastatale costruito a colpi di tasse e inflazione (è ciò che stiamo vivendo!). C’è un bellissimo libro di Philip Bagus, in merito alla questione europea, se il mantenimento della pace era il fine degli accordi tra Adenauer, Schuman, De Gasperi, Spaak….viceversa il grande stato federale che vogliono costruire ci porterà proprio al contrario di ciò che volevano quei Signori.

    • spago
      Rispondi

      i radicali sono stati incoerenti e spesso non libertari ok.. ma sono anche stati gli unici o quasi a fare battaglie liberali (a corrente alternata ok) su sostituto d’imposta, pensioni, finanziamento ai partiti, rimborsi elettorali, garantismo, diritti dei carcerati, responsabilità personale di poliziotti e magistrati, privatizzazione della Rai, abolizione di (alcuni) ministeri, opposizione al servizio militare obbligatorio, finanziamento del sindacato, antiproibizionismo, depenalizzazione delle droghe…

      e anche fra le battaglie anticlericali non tutto è da scartare così velocemente: l’abolizione del concordato, o la linea dura sulla pedofilia sono cose scarosante per esempio..

      • winston diaz
        Rispondi

        “su sostituto d’imposta”

        Vero, questa battaglia dell’epoca capezzone e “assemblea dei mille a Monastier” da sola sarebbe stata dirompente, e infatti mi ricordo che ebbero TUTTI contro, li’ si capi’ come maggioranza e opposizione fossero farlocche. Io me li ricordo i dibattiti in cui fra le righe TUTTI i partecipanti, maggioranza o opposizione, scuotevano la testa e ammettevano, senza poterlo sbandierare apertamente, che se aboliti i mille sostituti d’imposta la gente si fosse potuta rendere conto di quanto pagava veramente, ci sarebbe stata la rivoluzione il giorno dopo. E quindi non si poteva fare.

        Il referendum comunque fu ovviamente bloccato dalla corte costituzionale, dato che non sono ammessi i referendum su tema fiscale e attinenti a trattati con stati esteri (cioe’ sulle cose piu’ importanti).

        Da non dimenticare anche, forse nello stesso pacchetto referendario, l’abolizione di tutti gli ordini professionali.

        Poi fini’ tutto nel dimenticatoio, e il Pannella di colpo, come sua abitudine, passo’ ad altri temi.

        Io pero’ un’idea su un motivo possibile ce l’avrei, ricordo che un giorno c’era Pannella che faceva un comizio nella piazza mia cittadina, dove stavo passando per caso, e mi fermai ad ascoltarlo, per una volta dal vero. Stava dicendo “noi stiamo cercando di liberarvi dal giogo fiscale, per far cessare la vessazione sulle partite iva da parte dello stato centralistico romanocentrico, eccetera”.

        TUTTA la gente che era in piazza, i vari fighetti da sabato pomeriggio, si era ammassata dalla parte opposta della piazza, mentre davanti al bisogna ammettere grande Pannella che concionava con grande umanita’ e abilissima retorica, e implorava “stiamo lavorando per la vostra liberta’ dateci, datevi una mano”, ci saranno state 10 persone in tutto. Fra quelle dieci persone e il resto della piazza, il vuoto. Alla fine le note del bellissimo requiem di mozart chiusero appropriatamente il comizio, evidenziando la distanza abissale fra le istanze politiche di Pannella e il popolo indifferente e stolto a cui avrebbero voluto essere indirizzate. Mi venne un groppo alla gola che mi prende ancora adesso, tutto cio’ che e’ seguito dopo e’ logica, e meritata, conseguenza.

        Se quindi ad un certo punto il Pannella ha mandato affanculo le “partite iva”, gli “evasori”, e i veneti della “locomotiva d’italia”, lo capisco, ha fatto strabene.

      • Vito
        Rispondi

        La linea dura sulla pedofilia non mi risulta, anzi…tutt’altro.
        Non mi sembra quindi che i radicali siano i più adatti a fare la morale agli altri su questo tema…Io parlerei al contrario di linea decisamente pro-pedofilia. “Il partito dei pedofili olandese ha ragione ad esistere, è opportuno che la pedofilia sia regolata per legge cosi non ci sarebbe piu violenza ma solo amore” (Marco Cappato, una decina di anni fa). http://www.uccronline.it/2010/06/11/ecco-i-rapporti-tra-il-partito-radicale-e-i-pedofili/
        http://ilparere.blogspot.it/2010/04/i-radicali-e-la-pedofilia.html
        http://www.radioradicale.it/scheda/105856/106343-pedofilia-internet-vecchie-ossessioni-e-nuove-crociate-org-dal-partito-radicale

      • Vito
        Rispondi

        La linea dura sulla pedofilia non mi risulta, anzi…tutt’altro.
        Non mi sembra quindi che i radicali siano i più adatti a fare la morale agli altri su questo tema…Io parlerei al contrario di linea decisamente pro-pedofilia. “Il partito dei pedofili olandese ha ragione ad esistere, è opportuno che la pedofilia sia regolata per legge cosi non ci sarebbe piu violenza ma solo amore” (Marco Cappato, una decina di anni fa). http://www.uccronline.it/2010/06/11/ecco-i-rapporti-tra-il-partito-radicale-e-i-pedofili/
        http://ilparere.blogspot.it/2010/04/i-radicali-e-la-pedofilia.html

      • Vito
        Rispondi

        La linea dura sulla pedofilia non mi risulta, anzi…tutt’altro.
        Non mi sembra quindi che i radicali siano i più adatti a fare la morale agli altri su questo tema…Io parlerei al contrario di linea decisamente pro-pedofilia. “Il partito dei pedofili olandese ha ragione ad esistere, è opportuno che la pedofilia sia regolata per legge cosi non ci sarebbe piu violenza ma solo amore” (Marco Cappato, una decina di anni fa).

      • Vito
        Rispondi

        “Pedofilia & Internet: vecchie ossessioni e nuove crociate” org. dal Partito Radicale e Radio Radicale c/o l’ex Hotel Bologna – via di Santa Chiara
        http://www.radioradicale.it/scheda/105856/106343-pedofilia-internet-vecchie-ossessioni-e-nuove-crociate-org-dal-partito-radicale

    • Vito
      Rispondi

      I radicali non sono mai stati gli eredi del Partito d’azione. Gli eredi del Partito d’azione caso mai si possono considerare i repubblicani. Il Partito d’azione fu fondato infatti nel 1853 da Giuseppe Mazzini e poi ripreso nel 1942 a opera di gruppi repubblicani e liberalsocialisti nella lotta al fascismo e che si batté per instaurare in Italia una democrazia che fosse aperta alle rivendicazioni dei lavoratori e preparasse l’allargamento delle libertà; la formazione di uno stato laico e repubblicano; la riforma agraria; la riforma amministrativa e delle autonomie locali; sul piano internazionale auspicava la nascita di una federazione europea di stati (anticipando di gran lunga i tempi della nascita dell’Unione Europea!!)

      • Vito
        Rispondi

        Costituito da esponenti dell’alta borghesia di formazione volterriana, i radicali sono gli eredi della “sinistra liberale” fuoriuscita dal PLI, dal partito di Malagodi, in aperta opposizione a Malagodi. “Avete il potere. E allora… Malagodetevelo! ” gridava Pannella. Ma per i radicali non erano tutte rose e fiori . Il socialdemocratico Saragat disse un giorno che la direzione radicale riunita rappresentava in termini finanziari ben 420 miliardi!

        • Vito
          Rispondi

          I radicali accusarono l’onorevole Malagodi di tradire il vero liberalismo spostandosi sempre più a destra.

          • Vito

            Quindi i radicali si consideravano allora e si considerano ancora oggi gli unici veri ed autentici liberali. Piu’ liberali del PLI, piu’ liberali dello stesso Partito Liberale Italiano.

    • Vito
      Rispondi

      I radicali non sono mai stati gli eredi del Partito d’azione. Gli eredi del Partito d’azione caso mai si possono considerare i repubblicani. Il Partito d’azione fu fondato infatti nel 1853 da Giuseppe Mazzini e poi ripreso nel 1942 a opera di gruppi repubblicani e liberalsocialisti nella lotta al fascismo e che si batté per instaurare in Italia una democrazia che fosse aperta alle rivendicazioni dei lavoratori e preparasse l’allargamento delle libertà; la formazione di uno stato laico e repubblicano; la riforma agraria; la riforma amministrativa e delle autonomie locali; sul piano internazionale auspicava la nascita di una federazione europea di stati (anticipando di gran lunga i tempi della nascita dell’Unione Europea!!)

  • leoluca
    Rispondi

    Preciso: “eretici sono i radicali e accoliti laicisti, non già gli autori citati della scuola austriaca, che, ripeto, invito a rileggere!!”

    • Evaristo
      Rispondi

      La Chiesa con la sua dottrina sociale non è certo fanatica della scuola austriaca e del liberismo in genere.
      Insomma, se era “eretico” (io userei “sulfureo”) Pannella, lo erano altrettanto l’ateo Hayek e l’agnostico Friedman (soprattutto al secondo Pannella si ispirava). Oppure nessuno: tertium non datur.
      E poi siamo sicuri di dover essere noi a giudicare queste cose?

      • Vito
        Rispondi

        La Chiesa con la sua dottrina sociale non è certo fanatica della scuola austriaca e del liberismo in genere. Certo che NO! La Chiesa , si trova su questo punto, totalmente dall’altra parte della barricata ed in aperta e costante contrapposizione. Ovviamente possiamo dire la stessa cosa anche per quanto riguarda certi temi etici anch’essi avversati dalla Chiesa come l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, i gay, la legalizzazione delle droghe, ecc..tutti temi etici, questi, che pongono la Chiesa in aperta contrapposizione con la sinistra.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    A parte gli inviti a rileggere che non possono costituire una ripetizione, dal momento che non compaiono nell’intervento precedente. A parte anche l’opportunità dell’invito stesso, dal momento che non risultano chiari i destinatari di detto invito. Chi ha definito eretici gli autori della scuola austriaca? E se anche fossero stati chiamati così, la motivazione avrebbe avuto un significato di segno positivo. In cosa costituirebbe l’eresia dei radicali e dei laici in genere? Chi sarebbero gli “accoliti laicisti”? E perché sarebbero in contrapposizione con la scuola austriaca se la posizione di Pannella era favorevole a loro contro il Keynesianesimo?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ricordo bene gli scorsi anni ’90. Non ricordo affatto che il liberismo “andasse di moda fra tutti i partiti”. Era un continuo attaccare Margaret Tatcher, Ronald Reagan e Bush padre. E non perché fossero, malgrado tutto, troppo statalisti. Il liberismo veniva e viene tuttora demonizzato come causa delle povertà. Si tifava Clinton o Blair perché potevano costituire un’alternativa alla “deriva liberista”. In Italia i numi tutelari dell’opposizione a questa presunta deriva erano Prodi, Ciampi e Amato. Tutti e tre noti liberisti, come ognuno sa. Se è Baldassarri il favorito attuale vuol dire che i radicali sono diventati conservatori. Pannella attaccava l’ultimo Tremonti in quanto convertito al colbertismo. Come si coniuga questo con la presulta esdaltazione del neocolbertiano Baldassarri? Forse ha un suo spazio radiofonico in funzione anti Padoan. Un po’ come scegliere tra Keynes e Friedman: l’ultimo era una male minore. Quanto alla storia, i radicali sono una scissione del partito liberale di Malagodi, non gli eredi del partito d’azione. Un solo ex azionista, Eugenio Scalfari, finse di aderire in un primo tempo a loro. Per poi prendere prudentemente altre strade. Non ho trovato nessun radicale che pretendesse “l’approvazione” dell’omosessualità. Solo battaglie per avere i diritti parzialmente garantiti agli altri. Battaglie culturali contro i governi alla cubana che imprigionano e condannano a morte gli omosessuali, differenti dai regimi talebani solo nella modalità delle esecuzioni. Battaglie contro gli attivisti comunisti italiani che prendevano a sassate alcuni perché “essere compagni non significa essere fr…”. Battaglie individualiste. Se il collettivismo è a sinistra, i radicali dicevano qualcosa di destra. Se poi Giorgia Meloni (in compagnia di Storace e Veneziani) continua a sostenere che l’individualismo sia di sinistra, allora viva la voluta confusione verbale. Conseguenzialmente Gesù era ateo, Carlo Alberto di Savoia repubblicano, Mazzini monarchico, Marx credente, Voltaire bigotto, Susanna Camusso liberale, i fratelli Rosselli fascisti, Berlusconi povero e io induista.

    • winston diaz
      Rispondi

      “Non ricordo affatto che il liberismo “andasse di moda fra tutti i partiti””

      Lo dicevo nel senso che TUTTI i partiti si autodichiaravano convintamente liberali, dal PCI nelle sue varie reincarnazioni e cambi di nome con l’inglobata DC di sinistra, all’alleanza nazionale di Fini, la Forza Italia del Tremonti che parlava nei suoi libri di Stato Criminogeno, per non parlare ahime’ della Lega, di cui adesso viene fuori la vera anima profonda di partito clerical-reazionario e filonazista sotto TUTTI gli aspetti, altro che liberal-liberista, che il nostro Leonardo schifato ha a suo tempo demolito col suo libro.

      Anche per il resto, d’accordo, in particolare sull’azionismo, di cui e’ da ricordare la potente caratterizzazione moralistica e giustizialista, che e’ agli estremi antipodi di tutta la storia radicale. Eredi ultimi dell’azionismo sono semmai i grillini, frutto dei due decenni di indottrinamento all’odio dei vari scalfari, santoro, gabanelli, lerner e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, ultimo grillo. Un’intera generazione di italiani e’ cresciuta sotto quella scuola d’odio totalizzante, si scanneranno a vicenda, il futuro per loro sara’ terribile e senza speranza.

      Oltretutto sono talmente ignoranti, oltre che accecati dall’odio, da accusare i loro nemici di caratteristiche che sono in primo luogo di se stessi.

      Ha fatto bene chi se ne e’ scappato (eventualmente anche morendo).

      • Vito
        Rispondi

        I radicali non sono mai stati gli eredi del Partito d’azione. E NEPPURE POSSONO ESSERLO I GRILLINI CHE SONO TUTTA UN”ALTRA STORIA. Gli eredi del Partito d’azione caso mai si possono considerare i repubblicani. Il Partito d’azione fu fondato infatti nel 1853 da Giuseppe Mazzini e poi ripreso nel 1942 a opera di gruppi repubblicani e liberalsocialisti nella lotta al fascismo e che si batté per instaurare in Italia una democrazia che fosse aperta alle rivendicazioni dei lavoratori e preparasse l’allargamento delle libertà; la formazione di uno stato laico e repubblicano; la riforma agraria; la riforma amministrativa e delle autonomie locali; sul piano internazionale auspicava la nascita di una federazione europea di stati (anticipando di gran lunga i tempi della nascita dell’Unione Europea!!)

      • Carmelo
        Rispondi

        La Lega ha preso posizioni in favore di Mosca da anni e adesso sembra condividere alcune idee del Movimento 5 Stelle tra cui gli interventi russi in Siria e in Libia con conseguente blocco dei migranti richiedenti asilo e togliere le sanzioni alla Russia .
        Credo che entrambi i partiti cerchino un alleato forte e pronto a schierarsi contro la UE indebolendola e sostenendo le elezioni di Marine Le Pen che si terranno nel prossimo aprile.

  • Vito
    Rispondi

    Il liberalismo “progressista” dei radicali contro il liberalismo “conservatore” del PLI. Ma sempre facente parte della stessa famiglia liberale, quindi il discorso poco cambia nella sostanza.

  • Carmelo
    Rispondi

    UNA VIA D’USCITA . LUCIO MALAN RICORDA MARCO PANNELLA

    Una via d’uscita – giugno 1992- l’Italia è ancora un paese democratico? – un romanzo di fantapolitica dove il futuro segue il presente con inquietante logicità / Lucio Malan
    Agorà, 1987
    Italia 1992: un giornalista, diventato famoso per aver scoperto i mandanti di un clamoroso delitto politico, caduto in disgrazia, per salvarsi e guadagnare 800.000 $, deve estorcere un segreto ad un ideologo dell’opposizione, finito in carcere per reati fiscali ( Leonardo Facco?) Ma la missione gli riserverà molte sorprese.. Bisogna a questo punto che spieghi l’intera vicenda del caso Pannella. Il 5 dicembre 1989 Marco Pannella era stato sequestrato a Torino, vicino alla sede del Partito Radicale, in via San Tommaso, dove si stava recando a piedi da un vicino ristorante. Quattro sconosciuti l’avevano preso e costretto a salire su un’auto. Ci furono rivendicazioni da parte di diversi gruppuscoli (tra cui le Nuove Brigate Rosse), ma nessuna sembrava credibile. Di lui non ci furono più notizie. Lo stile del delitto faceva pensare alla mafia, e le sinistre diedero subito credito ad un complotto del crimine organizzato con ambienti della destra reazionaria. Chi nella realtà potesse impersonare questi famosi ambienti non si è mai saputo con precisione. Tutti comunque ci immaginavamo congiure di piccoli industriali (piccoli perché i grandi erano erano generalmente legati al governo, “rinnovatore e progressista“ per definizione, che ricambiava con tante sovvenzioni e leggine compiacenti) con biechi ufficiali fascistoidi e agenti dei sevizi segreti in impermeabile. Naturalmente noi giornalisti allineati al governo, cioé quasi tutti, dammo ampio credito alla voce, parte perché ci credevamo e parte perché sapevamo di sostenere un ‘ipotesi comoda. Io, che tra i colleghi avevo la fama di usufruire di chissà quali informatori, mi potevo permettere di formulare ardite ipotesi, cosi’ ricche di particolari da non sembrare più ipotesi. ” Mettendo insieme le tessere del mosaico- scrivevo- che ci arrivano da voci incontrollate trapelate da ambienti vicini al Viminale, il rapimento del sottosegretario per gli aiuti al Terzo Mondo sarebbe stato deciso da una casa patrizia alla periferia di Roma, verso metà novembre, in un incontro in cui avrebbero partecipato industriali rampanti e ufficiali con ambizioni di junta alla sudamericana. Si dice anche che all’esclusiva serata fossero presenti alcuni agenti (forse ex agenti) dei servizi segreti…” Naturalmente era tutto inventato, ma, come ho detto era una storia che pieceva a chi contava e pur non essendoci un solo indizio concreto che lo avvalorasse la si dava ormai per vera.. Questo mi procuro’ una certa celebrità: il mio quotidiano passo’ i miei pezzi, relegati generalmente nella pagine interne di cronaca, in prima; un settimanale di alta tiratura mi offri’ cento milioni per “ulteriori particolari” sulla vicenda. Io accettai e mi inventai che si era “ormai prossimi al ritrovamento del corpo di Marco Pannella”. Mi misi cosi’ alla ricerca di un qualsiasi rinvenimento di cadavere che potesse darmi ulteriore slancio per sfruttare quella cuccagna, Trovai la notizia che faceva al caso mio: in una discarica abusiva presso Tortona, il 28 dicembre era venuto alla luce durante l’opera di un bulldozer un cadavere in avanzato stato di decomposizione. “Forse ritrovato il corpo di Pannella ” scrisse il mio giornale a tutta pagina.. Tuttavia, nonostante lo scempio fatto dal cingolato, in breve tempo si arrivo’ ad accertare che quello non era il corpo del leader radicale, ma, si presumeva, quello di un balordo sui trent’anni scomparso da alcune settimane. Stavo già mettendo a punto l’ipotesi di un depistamento, cercando di attribuire a chi conduceva le indagini la falsa identificazione (che invece era solo una mia idea), quando- era il 3 gennaio 1990- ricevetti una telefonata con la quale mi si invitava a recarmi in un ufficio della Sicurezza di Torino. Ci andai subito, ma temevo che volessere spiegazioni sulla fonte delle mie notizie. Trovai ad aspettarmi il commissario Iomma, col quale avevo avuto diverse volte a che fare, quando lui faceva trapelare per mio tramite le notizie che gli interessava andassero in giro. Di qui la mia fama di ben informato.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search