In Anti & Politica, Economia

carlo-calendaDI GIOVANNI BIRINDELLI

Carlo Calenda (ministro dello sviluppo economico): “C’è la necessità di fare un grande piano di investimenti per trasformare l’Europa. Serve un new deal a livello europeo”.

Hayek diceva che se i socialisti conoscessero l’economia non sarebbero socialisti. Per le stesse ragioni, se il ministro dello sviluppo economico conoscesse l’economia non farebbe il ministro dello sviluppo economico.

Anche senza conoscere l’economia, per evitare di spararle grosse basterebbe conoscere la storia economica (che tuttavia senza conoscere l’economia non può essere compresa, in effetti…). L’economia di piano sovietica ha fallito perché doveva fallire (le ragioni sono teoriche e spiegate dalla Scuola Austriaca di economia). Il New Deal di Roosevelt ha prolungato e acuito (trasformandola nella Grande Depressione) la crisi del ’29 che fu prodotta dall’inflazione monetaria della FED, e non poteva fare altrimenti (di nuovo, le ragioni sono teoriche e spiegate dalla Scuola Austriaca di economia).

Devo ammettere che fra un pazzo schizofrenico che vuole mandare il mondo nel caos perché vuole mandarlo nel caos e un ministro che vuole salvare il mondo ma a causa della sua ignoranza economica contribuisce a mandare almeno il suo paese e forse il suo continente ulteriormente nel caos, preferisco il primo. Questo almeno non viene lautamente pagato con soldi estorti a coloro che inoltre subiranno gli effetti del caos da lui prodotto; è responsabile delle sue azioni (se viene beccato, ne subisce le conseguenze); ha molta meno capacità distruttiva di uno stato e soprattutto non la esercita nel nome del “bene della collettività”.

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Mostrati 10 commenti
  • Albert Nextein
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    Il ministero dell’improntitudine.

  • leonardofaccoeditore
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    Il capo di gabinetto di questo parassita è un libberista di scuola Debenedettiana e D’Alemiana, già capo di gabinetto di una sguattera del Guatemala, testimonial della tassa sulla casa, che insaccoccia 170.000 euro di stipendio annuale frutto del vostro Lavoro.
    Questo: https://www.movimentolibertario.com/2014/07/stagnaro-al-ministero-bassani-ci-scrive-facco-gli-risponde/

  • Alessandro Colla
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    Roosvelt ha prolungato e acuito la crisi del 1929. Ma la vulgata popolare è convinta che l’interventismo del quattro volte presidente abbia risolto i problemi degli Stati Uniti. O quanto meno che abbia limitato i danni. Come invertire questa tendenza non saprei proprio, sono limitato nelle proposte rislolutive. Ma… Leonardo: chi era la sguattera guatemalteca?

  • Evaristo
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    L’ex-ministra Federica Guidi, dimessasi in primavera per scandali, a cui Calenda è succeduto.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/federica-guidi-gianluca-gemelli-non-mi-puoi-trattare-sguatte-1243308.html

  • Antonino Trunfio
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    E’ sempre interessante leggere il cv delle persone. Soprattutto non leggerne le righe, ma tra le righe.
    Classe 73, il nonno (il regista Comencini) gli affida una parte nel 83 nella produzione del libro Cuore. Il resto lo trovate su Wikipedia, compreso il fatto che a 25 anni, viene preso in Ferrari dove notoriamente entrano due categorie di persone: i campioni e i raccomandati. I campioni che devono vincere, i raccomandati che la devono raccontare in giro e intrattenere i buoni rapporti col mondo esterno, politica compresa. Il resto del cv del parassita, è l’ennesima conferma di cosa è in grado di generare il collettivismo dilagante; straccioni da baraccone e propaganda, ignoranti irriducibili e mai rei confessi, prepotenti travestiti da fintostudiosi ed esperi del vuoto pneumatico assoluto.

  • Antonino Trunfio
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    E’ sempre interessante leggere il cv delle persone. Soprattutto non leggerne le righe, ma tra le righe.
    Classe 73, il nonno (il regista Comencini) gli affida una parte nel 83 nella produzione del libro Cuore. Il resto lo trovate su Wikipedia, compreso il fatto che a 25 anni, viene preso in Ferrari dove notoriamente entrano due categorie di persone: i campioni e i raccomandati. I campioni che devono vincere, i raccomandati che la devono raccontare in giro, intrattenendo buoni rapporti col mondo esterno, politica compresa. Il resto del cv del parassita, è l’ennesima conferma di cosa è in grado di generare il collettivismo dilagante: straccioni da baraccone, giullari di corte per la propaganda, ignoranti irriducibili e mai rei confessi, prepotenti travestiti da fintostudiosi, esperti del vuoto pneumatico assoluto, cerebrale

  • Pedante
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    Nei confronti dei socialisti Hayek era ingenuo. Provano piacere a calpestare volti umani.

  • Alessandro Colla
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    Non sapevo che fosse il nipote di Comencini e il figlio di Cristina. Quest’ultima deve averlo avuto presto, da giovanissima. Non ricordavo neanche la sua partecipazione al Cuore televisivo che vidi in tutte le puntate. Peccato si sia messo in politica, nonno e madre hanno lasciato buoni ricordi cinematografici. La madre ce ne darà probabilmente ancora altri. A lui preferisco un altro Calenda, il regista Antonio. Non ho mai avuto occasione di lavorare con lui ma ricordo, da spettatore, uno stupendo spettacolo sul mondo della rivista. Uno degli ultimi al quale partecipò Antonio De Vico. La vedova di quest’ultimo, l’attrice Anna Campori protagonista dello stesso spettacolo, è del 1917. Forza, Anna, vogliamo strafesteggiare il centenario. In quello spettacolo si mettevano in ridicolo le leggi razziali e l’economia corporativa. Speriamo di poter allestire un giorno uno spettacolo che ridicolizzi i grandi pianificatori. Ma forse il ministro del sottosviluppo economico (a cosa serve? Non c’è già il Ministero dell’Economia? Gestito per altro dall’altro genio delle “gajine padoàne”?) si riferiva al suo breve passato d’attore. Intendeva un grande pianoforte, forse a supercoda, per rilanciare gli investimenti artistici della tastiera europea.

  • Antonino Trunfio
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    Colla, se lei lavora nelle produzioni di cui parla, come credo di aver capito dal suo commento precedente, le vorrei poter mandare più di qualche idea, e più di qualche riflessione, perchè il giorno in cui si possa ridicolizzare, preferisco l’uso di “sbeffeggiare” i pianificatori centrali e le corti dei loro lacchè, non sia tra mille anni. In questo caso, autorizzo il sito che ci ospita nella persona del suo amministratore, di voler dare la mia mail ad Alessandro

  • Alessandro Colla
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    Grazie, Antonino Trunfio. Nel frattempo può consultare il sito di un una delle società di produzione teatrale con cui collaboro: OttavoAtto – Associazione Culturale. Ottavo e Atto si digitano proprio così, tutti attaccati. Scelta telematica discutibile ma per il resto non posso rimproverare nulla al titolare della produzione, l’avvocato non ancora trentenne Benedetto Cesarini che sta diventando anche procuratore rotale sostenendo esami completamente in latino! Ed è bravo anche come attore e regista. Certo, di tempo libero ne ha poco e la sua futura sposa non credo sia molto contenta. Ma la cultura necessita di persone come lui che divulgano senza risparmiarsi. Trovare i finanziamenti per uno spettacolo sbeffeggiatore sarà senz’altro difficile come lo sarebbe stato trovarli negli anni trenta per ridicolizzare i sostenitori della superiorità della razza ariana. I potenziali finanziatori sanno che il pubblico è più orientato verso la falsa satira di autori e attori dichiaratamente orientati verso il collettivismo o comunque lo statalismo. Gli stessi finanziatori spesso appartengono alle categorie protette, come ad esempio gli istituti di credito, categorie non interessate a creare una sorta di Dario Fo in versione liberista. Quando lavoravo con Silvio Spaccesi, che da più di un anno purtroppo ha lasciato questo mondo, rappresentammo un monologo nel 1994 dove l’attore chiamava la polizia per denunciare un furto. Quando il vicequestore gli domanda se ha dei sospetti, il personaggio risponde che ha delle certezze perché gli è sparito il sessanta per cento del suo guadagno. E svela l’autore del furto con la ripetizione a tormentone della frase “E’ stato… lo Stato; è stato… lo Stato…”. Era l’anno del primo governo Berlusconi – Tremonti – Dini, forse ci illudevamo che qualcosa potesse cambiare. Non so se dovranno passare mille anni; so che Leonardo Facco è riuscito ad allestire alcune serate con Pongo per uno spettacolo analogo, purtroppo non ho avuto occasione di vederlo. Ancora non dispero, certo la mia prima volta in scena era il 1976. Ero ancora minorenne mentre ora ho cinquattotto anni e non ho l’illusione di essere eterno. Chi lo sa? Idee e riflessioni saranno comunque le benvenute, indipendentemente se si riuscirà a metterle in scena o no. A presto.

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