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votaredi MAURO GARGAGLIONE

Quand’è l’ultima volta che avete sentito un candidato dichiarare che il suo programma, le sue decisioni, il suo operato avrà un unico e solo principio guida

– LA RIDUZIONE DELLA SFERA DI INFLUENZA DELLO STATO, IN ECONOMIA, NELLA VITA DELLE PERSONE, NELLA SANITA’, NELL’ISTRUZIONE, NEI TRASPORTI, NEI SERVIZI IDRICI, ELETTRICI, DI SMALTIMENTO RIFIUTI, etc etc -.

Un candidato che dicesse – Se verrò eletto, ogni volta che mi troverò a votare un provvedimento, a prendere una decisione nel mio collegio, a esercitare il mio ruolo foss’anche solo quello di schiacciare un bottone in parlamento, mi domanderò se andrà nella direzione di ridurre il potere dello Stato e se non lo farà voterò contro, sempre! – se si presentasse forse avrebbe il mio voto.

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Naturalmente, chi ha un minimo di sale in zucca, sa perfettamente che un candidato del genere prenderebbe al massimo una manciata di voti perchè sarebbe costretto a spiegare che questo principio della riduzione del potere dello Stato si traduce nella riduzione di sussidi, aiuti, guarentigie, privilegi, finanziamenti, di tutti i tipi. Niente più solare, car sharing, agricoltura sussidiata, start up pagate coi soldi pubblici, portali internet ministeriali sul Made in Italy e i mille e mille rivoli in cui si incenerisce il futuro dei nostri figli e nipoti.

E dovrebbe aggiungere che, per dare corso a questa strategia, il primo potere da ridurre è quello di imporre le tasse che tengono in piedi questo manicomio, unitamente al privilegio dello Stato di creare denaro dal nulla per aumentare il debito pubblico (tengo le tasse basse e faccio debito, così la gente non si accorge che quel che non ha pagato di tasse lo paga in perdita del valore del denaro).

Chi conosce le nostre cose sa che un candidato del genere non sarebbe un reaganiano e neanche un thatcheriano (figuriamoci un berlusconiano o un montiano), sarebbe un Ron Paul. Che in Italia ed Europa pochissimi hanno persino sentito nominare. Dicevo, se esistesse un candidato del genere sarei orgoglioso di far parte dello 0.2% dei votanti per lui. Ma non essendoci, l’urna elettorale non mi vedrà mai più.

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Showing 2 comments
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Anche io non vado più a votare da anni, neppure per i referendum.
    Ho letto di recente un bell’articolo di L.Vance sul sito Rockwell appunto intitolato “perché non ho votato”.

  • serinascovifacciounbuciotanto
    Rispondi

    …ed in onore ai martiri di Caporetto, quando la Patria chiama io, in un accorato fremito, griderò:……ASSENTE!

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