In Anti & Politica, Economia

DI REDAZIONE

LA CONFERENZA AUDIO-VIDEO

11 GIUGNO 2016

L’EVENTO DI CESENA

Il Fisco è amico? Davvero difficile crederci, dato gli introiti fiscali dello Stato aumentano ogni anno, nonostante la povertà, il disagio sociale e la disoccupazione siano secondi solo alla Grecia.

Nonostante le entrate da record, una pressione fiscale tra il 65% e il 75%, continua inesorabilmente a salire il debito pubblico. Le tasse stanno demolendo il tessuto economico italiano. Ma le tasse, nonostante le promesse, non possono scendere perché bisogna “pagare il debito”. E anche le spese non possono scendere perché politicamente improponibile. La cosiddetta “lotta all’evasione” è lo specchietto per le allodole che rivela l’ennesima farsa messa in campo dallo Stato per mantenere in piedi il suo sistema fallimentare.

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La criminalizzazione del denaro contante come fonte dell’evasione fiscale e di ogni male, ha come fine dichiarato di bandirlo a favore delle carte di credito o altri mezzi elettronici. Questo oltre a non essere vero, è un ulteriore regalo alle banche, un’ingerenza nella libertà individuale di scegliere un MEZZO di pagamento semplice, efficace, poco costoso e uguale per tutti. Affidarsi ai canali elettronici significa altresì dover sottostare al pagamento di commissioni a ogni atto di pagamento. 100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro. 55 euro sono “svaniti” per finire in mano a Banche&affini. Diverremmo quindi soggetti non solo a un controllo pervasivo ma anche arbitrario, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Questo significa perdere la proprietà diretta e MATERIALE dei propri risparmi che, diventando “virtuali”, sarebbero di fatto sotto il controllo di terzi. Diverrebbe pertanto possibile, con un semplice click, impedirci di accedere alla nostra liquidità o di prelevare i nostri risparmi, che appartengono solo a noi e a nessun altro.

E questo il futuro vogliamo per noi e i nostri figli?

Di questi argomenti si parlerà sabato 11 giugno, a CESENA, insieme a Luciano Dissegna e Leonardo Facco. A moderare la conferenza, che avrà inizio alle ORE 17 presso PALAZZO DEL RIDOTTO, sarà Paolo Sensini.

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LA LOCANDINA

cesena2016

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  • aaa bbb
    Rispondi

    Non si può fare a meno di notare, naturalmente senza troppo stupore, che anche voi avevate bisogno di un Dissegna, di un soggetto che spara a zero su ciò che gli dava e dà da mangiare e che lo ha reso un personaggio nazional-popolare, cioè il fisco; non era certo difficile trovarlo e ve lo siete fatto servire come viene servito a tavola un abbondante piatto di maccheroni a chi ha molto appetito.
    E’ fin troppo facile acquisire consensi: è sufficiente parlare male, anche se in maniera generica se non anche non veritiera, di un qualcosa che è espressione dello Stato.
    Ben più difficile è fare riflessioni a più ampio respiro e considerare i molteplici aspetti di una questione: questo, però, oltre ad essere di difficile esecuzione, non sarebbe nemmeno compreso dal popolo e quindi non gradito. Allora è molto meglio stare sul superficiale, sul banale, sicché anche coloro che dispongono di limitati mezzi di comprensione possono intendere ed il successo per chi sproloquia è assicurato.
    Nessuno mette in dubbio la voracità del fisco italiano; molti, viceversa, dubitano del Dissegna. Voi saprete benissimo che questo individuo è stato per anni dirigente dell’amministrazione fiscale, poi, all’improvviso, si è dimesso perché non era più in sintonia con l’amministrazione fiscale stessa: questo almeno è ciò che il Dissegna va in giro a raccontare; fra le sue tante ciarle molte persone che lo hanno conosciuto bene sanno perfettamente, però, che le cose sono andate in maniera ben diversa.
    Inoltre, sapete che il Dissegna difende evasori fiscali conclamati i quali, consapevoli che costui tramite i mass media potrebbe trasformarli in martiri, quando si presentano al tavolo del fisco mostrano un’inusitata arroganza e sfrontatezza? Se credete che il Dissegna difenda solo i contribuenti vessati avete preso un enorme granchio.
    In Italia un contribuente realmente preso di mira dal fisco è una persona fatalmente destinata a soccombere; viceversa chi si rivolge al Dissegna normalmente è un soggetto che ha nascosto al fisco parecchi denari e che non vuole restituirli e che è ben felice di andare a frignare con qualche giornalista di cronaca locale o in un qualche talk-show televisivo con annessi lucrosi spot pubblicitari.
    Ed ancora, sapete che il Dissegna esercita l’attività di assistenza ai contribuenti grazie ad una speciale autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate?
    Sembra proprio che il fisco, allora, con il Dissegna non sia così malevolo come potrebbe esserlo con gli altri.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Chi “ha nascosto al fisco parecchi denari” fa bene a non volerli restituire. Non c’è differenza etica tra il “realmente preso di mira dal fisco” e chi riesce a non farsi prendere di mira.

  • Giorgio
    Rispondi

    In Italia un contribuente realmente preso di mira dal fisco è una persona fatalmente destinata a soccombere
    il fisco non prendi di mira come un cecchino un nemico. il fisco fa degli accertamenti, se non si è in regola si viene invitati a pagare quanto dovuto. questo prendere di mira ha conseguenze solo e se il proprio profilo di contribuente non è a norma. se le tasse vengono pagate, nulla si ha di che temere. il problema è non pagare le tasse.
    la storiella poi delle commissioni è una panzana. già ora non si pagano per le transazioni, figuriamoci se dovessero essere obbligatorie! per esempio, io pago attualmente solo una decina di euro l’anno per la carta di credito e basta. se questa venisse resa obbligatoria, probabilmente non si pagherebbero più nemmeno quelli.
    poi, la tracciabilità dei pagamenti serve a debellare non solo il nero, ma tutti i comportamenti criminali che le persone possono attuare: droga, armi, tangenti, prostituzione, violenza, ecc. se il contante non esiste, è impossibile giustificare certi spostamenti di denaro. a volte si dice che si troverà un altro sistema. bene, vorrei proprio sapere quale.

    • Spago
      Rispondi

      Le bugie che dici Giorgio! Si vede che non hai la più pallida idea di come sia fatto il diritto fiscale, di come funzionino gli accertamenti. Ma tu abbi fiducia, fiducia nel sistema, nella legge, nelle tasse, nell’obbedienza all’autoritá costituita, confida che obbedendo pedissequamente non avrai nulla da temere, come un bravo lacchè, e farai la fine dell’ultimo coglione della famosa poesia non-di-brecht. Un giorno verranno a prendere te e io godrò, e potrò godermela per merito delle contromisure adottate avendo capito la situazione. Rispettiamo l’intelligenza, non l’obbedienza! Liberiamoci dai dogmi statalisti inculcatici e osiamo mettere in questione ciò che si vorrebbe intoccabile! La libertà inizia nella testa! Non diventiamo come Giorgio, il cui unico spazio di libertà rimasto è venire su questo sito, che non lo censura, a trollare tutto felice!

  • Stefano
    Rispondi

    @Giorgio.
    Concordo al 100% con quanto asserisci.
    Infatti, come si diceva in tempi non sospetti, chi non ha nulla da nascondere non ha niente da temere.
    Poi si sa come andò a finire, ma probabilmente solo perché non applicarono bene le loro teorie.
    Avevo un parente nela GdF il quale m’aveva raccontato che quando escono devono trovare qualcosa, ed è meglio che lo trovino subito così si levano dalle palle in fretta.
    E qualcosa lo trovano sempre, visto il casino di leggi che ci ritroviamo (sempre parole sue).
    Facciamo così, visto che io sono più saggio di te, mi dai tutti i tuoi soldi che te li gestisco io, tal quale un ministro della Repvbblica.
    Vero, non mi hai eletto, ma nemmeno quello.
    Non godo della fiducia del Parlamento, ma che ci vuole, me la compro.
    Come fanno usualmente i governi.
    In India hanno praticamente abolito il contante, questo per il bene del popolo e dei poveri, i quali stanno morendo di fame. Ma per il loro bene.
    E’ solo che questi ingrati ignoranti non lo capiscono, ragionano con la pancia (attualmente vuota) anziché con la testa. Ed è francamente scandaloso.
    Le tasse sono una cosa bellissima, specie se le incassi, ma questo è un piccolo insignificante dettaglio.
    Vuoi sapere perché è meglio abolire il contante ed obbligare tutti ad avere la carta di credito?
    1) la gestione del contante costa. Ragion per cui la “panzana” delle commissioni è una doppia fregatura.
    Funziona all’incirca come il Telepass: paghi un fisso per l’utilizzo, più i pedaggi.
    Nel contempo la società che gestisce la autostrade può mandare a casa qualche casellante. Per cui risparmia sugli stipendi e in più si becca pure il premio abbonamento.
    Ah, le commissioni su carte e bancomat ci sono anche se non te ne accorgi: il negoziante, specialmente se piccolo, ha dei costi non indifferentiper il POS. Che ovviamente scarica sulle merci. Per i grandi gruppi la cosa è un filino diversa.
    Immagino che tu non sia né un casellante né un piccolo negoziante, per cui ti va benissimo così; mi va bene, solo non lamentarti quando inchiappetteranno te.
    2) Avere i soldi, i nostri soldi perché gente come gli Elkann li mettono dove pare loro, in banca permette al potere politico di rubarli senza problemi in caso di necessità. Ricorderai senz’altro Giuliano Amato.
    3) Se i tuoi soldi non sono più nella tua disponibilità e rompi i coglioni, stai tranquillo che capiteranno vari disguidi con il conto: la carta viene bloccata per la tua sicurezza, c’è stato un problema con il computer, il computer ha fatto degli errori… Strano che i registri cartacei non commettessero mai errori, a quel tempo gli errori li faceva il ragioniere, oggi no, è la macchina (sempre che uno non sappia cos’è il GIGO).
    4) piccolo racconto della sera, per i più piccini: mi ritrovo ad avere un conto corrente con carta di debito, dovendo fare la spesa vado in rete per ricaricarla di quanto serve.
    Accidentaccio, il server è momentaneamente in aggiornamento! E ora come faccio? Baratto? Lascio da pagare? Lascio un rene in pegno? Soluzione: i contanti! Minchia, che genio.
    5) la tracciabilità dei pagamenti! La criminalità organizzata! Sappilo, la criminalità ricicla tutto con attività lecite sui circuiti ufficiali. Non esiste abbastanza contante per gestire il giro d’affari della criminalità. L’evasione con il contante è la punta dell’iceberg, la vera polpa è altrove. Non è il bar che non emette lo scontrino a rovinare il Paese, ti fanno credere che è così ma sono sciocchezze.
    Pero tu libero di fartela mettere in quel posto, eh!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sì, Spago e Stefano però andiamo, non erano tutte bugie. Prendete ad esempio la possibilità che con la carta di credito obbligatoria non si paghino più nemmeno quei dieci euro l’anno. Lo abbiamo visto già, no? Quando è stato introdotto l’obbligo assicurativo per i veicoli abbiamo avuto una sensibile diminuzione dei premi ed è prossima la loro scomparsa o al massimo si dovranno sborsare cinque euro per l’operatore dell’agenzia. Tralasciamo l’ennesima dichiarazione proibizionista sulla droga, in fondo coerente con chi libertario non è né vuole essere. Tralasciamo pure, per gli stessi motivi, la negazione del diritto di portare armi. Ma come sapete, da quando tutto è tracciabile il terrorismo è sensibilmente diminuito. Infatti gli aspiranti conquistatori dell’occidente, mezzolunatici o meno, spaventati dalle misure di tracciabilità hanno praticamente rinunciato alle loro azioni belliche. Così come i venditori di armi ai dittatori. Se fosse accaduto il contrario avrei sospettato che si mettono in difficoltà le imprese, le attività economiche e le persone per bene proprio allo scopo di favorire il “mercato della guerra”. Che tra l’altro è un ossimoro perché la guerra è la negazione del mercato e della sua possibilità di esprimersi. Ma come sapete, basta cambiare il significato delle parole. Perché come sostenevano i personaggi di un famoso romanzo del novecento, che io e voi ovviamente non abbiamo letto e del quale non conosciamo né titolo né autore perché leggono solo quelli di sinistra, “la libertà è schiavitù”. In fondo, quando si è convinti che secondo il nostro punto di vista la guerra sarebbe un’istituzione naturale solo perché esiste, si comprende il perché di certe altre affermazioni. Si confonde il diritto con la sua negazione, il male con il bene. Siccome il bene è un diritto lo sarebbe anche il male. Il diritto è tale perché garantisce a tutti ciò che è giusto e il giusto è non essere aggrediti come non aggredire. La guerra è la negazione del diritto ma per comprenderlo sapete bene cosa occorra. Cercare di guarire è un diritto, la malattia non lo è; anche se questa esiste in natura. Dovrebbe essere un concetto facile ma… Perché, Spago, quella poesia è “non” di Brecht? L’ha scritta la moglie?

  • spago
    Rispondi

    Non ricordo bene, ma c’è una controversia sull’origine..forse una versione è di Brecht, ma l’originale no..

    https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_vennero

  • Albert Nextein
    Rispondi

    L’audio scadente rende impossibile un ascolto utile.

  • Giorgio
    Rispondi

    Più che liberiamoci dai dogmi statalisti, io direi che sarebbe il caso di liberarci dai racconti dell’infanzia alla ayn rand. Sarebbe insomma ora di crescere anche per voi.
    Chi vuole liberalizzare la droga pesante non può che essere una persona intrinsecamente malvagia, oltre che contradditoria, se liberista. Chi ha avuto a che fare con eroinomani sa che cosa è l’eroina, volerla liberalizzare significa portare nella nostra società solamente morte e desolazione. Ovviamente, al vostra logica non va al di là del semplice postulato “se c’è domanda allora ci dev’essere pure offerta”. Peccato però che molti drogati cronici dopo essere diventati dipendenti di solito dopo poco non hanno più i soldi per comprarsi nuovamente della droga, pur dipendendone ancora. E che fanno? Ovvio, commettono reati o usano droga scadente con effetti ancora più disastrosi sull’organismo. Se non ci fosse lo stato italiano a finanziare centri di recupero, i dati sulla droga sarebbero da guerra civile. Ma a voi poco importa. Mettere poi sullo stesso piano guerre e malattie è infantile. Le malattie si prendono contro la volontà degli individui, che normalmente non vorrebbero ammalarsi, le guerre si fanno per una deliberata scelta delle persone. Che confusione poi con il diritto e istituzioni! Io non ho mai detto che la guerra è un diritto, ho detto che è un’istituzione naturale. Essa è ed è stata di fatto endemica in ogni cultura che io conosca. Viceversa, la proprietà non è un’istituzione naturale, poiché ci sono culture che non la contemplano in quanto privata. Se voi volete basarvi sulle istituzioni naturali fate ridere i polli, perché queste istituzioni non le conoscete, ma vi spacciate per conoscitori di queste.

    • spago
      Rispondi

      Giorgio

      “Chi vuole liberalizzare la droga pesante non può che essere una persona intrinsecamente malvagia, oltre che contradditoria, se liberista.” Primo: ma cosa ci sarebbe di contraddittorio tra liberalizzazione e liberismo? Secondo: nessuno fra chi vuole liberalizzare le droghe sostiene che non facciano male, per questo spiegare che fanno male non è una risposta. Ma per saperlo dovresti interessarti a capire le ragioni delle persone di cui parli, e sappiamo che tu questo non lo fai.

    • winston diaz
      Rispondi

      Pero’ guarda che e’ vero che la proibizione della droga leggera ha messo nelle mani degli spacciatori di droga pesante un sacco di bravi ragazzi che altrimenti non ne sarebbero mai venuti in contatto.
      La proibizione delle droghe leggere e’ stato un enorme regalo al mercato dello spaccio delle droghe distruttive che danno dipendenza pesante.
      A parte che una delle droghe che danno la massima dipendenza, non meno dell’eroina, che e’ il tabacco, e’ venduta dallo Stato che ci guadagna una montagna di soldi di accise.

      • winston diaz
        Rispondi

        Comunque, questo tipo di proibizioni serve anche a tenere impegnate le pletoriche forze di polizia in attivita’ che non disturbino i “piani alti”.

        • winston diaz
          Rispondi

          La gestione della forza dello Stato, fin dai tempi dei pretoriani, e’ un problema delicatissimo: gli stati piu’ potenti risolvono il problema dandogli il compito di vessare gli stati piu’ deboli, gli stati piu’ deboli devono necessariamente rivolgerla verso una categoria o l’altra dei propri cittadini. E questa ultima situazione e’ la nostra.

  • Giorgio
    Rispondi

    ci sono ben due contraddizioni: la prima, poiché liberalizzo una sostanza che crea dipendenza, nella migliore delle ipotesi, creo dei consumatori che lentamente si debilitano, perdono soldi e non sono più in grado di lavorare. per procurarsi la droga delinquono, mettendo in repentaglio uno dei fondamenti del vostro stato ideale, vale a dire la proprietà privata. praticamente, creerei dei possibili sovversivi. una cateogoria di persone che non può lavorare, perché debilitata, che non può essere curata perché senza soldi, ma che è alla continua ricerca della sostanza che crea dipendenza. la seconda, in una società libera dove gli uomini sono potenzialmente tutti liberi, introduco una sostanza la cui dipendenza crea una mancanza di libertà nel consumatore. un consumatore di eroina, ma nche di cocaina, lsd, speed, acidi ecc., non sarà più libero, ma dipenderà sempre da una sostanza.

    • spago
      Rispondi

      1 Si devono paragonare situazioni in cui la droga c’è sempre, perchè non esiste la possibilità che magicamente scompaia. Una in cui la si affronta attraverso il proibizionismo e una in cui la si depenalizza.

      2 Poniamo che il mio scopo sia minimizzare le aggressioni.. Da un lato lo Stato che proibisce la droga aggredisce automaticamente chiunque voglia produrla, venderla, acquistarla e consumarla, e, lungi dall’eliminare la droga dal mondo, regala la gestione del settore alla criminalità, la cui occupazione è aggredire le persone oneste, e che anche grazie alla droga prospera commettendo molti altri crimini.

      Dall’altro riconoscendo l’autoproprietà di ciascuno e il diritto di fare di sè e delle proprie cose ciò che si vuole, finchè non si aggredisce nessuno, qualcuno fra chi fa uso di droghe (milioni di persone fanno uso di droga ad oggi, molte anche solo saltuariamente, e non sono certo tutte in giro a rubare per una dose), finirà col commettere degli atti criminali, vuoi per soldi, vuoi perchè alterato.

      Posto che la droga è ineliminabile dal mondo, quale soluzione, è più rispettosa della libertà? la seconda. Inoltre permettere a una persona di farsi del male non vuol dire approvarla, incoraggiarla o lasciarla fare senza dire niente. La droga resta una piaga contro cui combattere, ma il proibizionismo non è la soluzione.

      3 Noto che fra i consumatori di droga più accaniti ci sono da sempre i militari, drogati vuoi per farli combattere, vuoi per sostenere il peso di quel che hanno fatto, una volta tornati a casa. Noto che nella guerra alla droga ci vanno di mezzo moltissimi innocenti, tanto in USA, quanto in Colombia, quanto in Afghanistan, e persino malati che ne fanno un uso medico. Noto che la guerra alla droga costa un sacco di soldi ai contribuenti, molti più di quelli che potranno mai rubare i drogati. Noto che se la droga altera le persone e da dipendenza, anche il potere lo fa – quale che ne sia la maschera, ad esempio “dobbiamo combattere la droga” – qualcuno diceva “Il potere assoluto corrompe assolutamente”, ed è meglio che le persone alterate e pericolose non abbiano a disposizione i mezzi di uno Stato.

      E ne concludo che combattere lo Stato è sicuramente una misura più efficace contro la droga e per la nostra sicurezza rispetto a cercare di usare lo Stato per combatterla.

  • Evaristo
    Rispondi

    E’ il proibizionismo che centuplica il prezzo della sostanza, arricchisce le narcomafie e rende la qualità da spazzatura.
    Se domani fosse legale, la sostanza sarebbe in farmacia, costerebbe un prezzo accessibile come il Valium e sarebbe di buona qualità.

    L’alcool etilico fa bene? No, ma proibirlo fa peggio, a meno di chiamarsi
    Capone, produrre pure metilene dal legno e dalle ghiande, vendendolo mischiato a cifre iperboliche ai soliti gonzi che poi schiattano come mosche in poco tempo scandalizzando i benpensanti.

    La storia è piena di personaggi drogati senza problemi di soldi e di qualità della sostanza che conducevano vite normali (si fa per dire) da Goering ad Agnelli.
    “Sotto il fascismo si nuotava nella cocaina!” (cit. di Ruggero Orlando)
    I poeti maledetti francesi dell’800 erano persi nell’oppio e nell’assenzio.
    Persino un personaggio di fantasia come Holmes era un tossicomane e il dr.Watson ora capite che aveva un suo perchè.

    http://www.finzionimagazine.it/libri/reading-on-drugs/della-morfina-watson-investigando-sherlock-holmes/

    Detto questo, tutto il ragionamento(?) del signor G. non sta in piedi.

    • Evaristo
      Rispondi

      Mi accorgo ora che ho scritto “metilene” anzichè “metanolo”, cioè alcool metilico, quindi velenoso. Chiedo venia, l’età si fa sentire.

      E intanto il signor G. continua a parlare di aria fritta, Giovanardi in confronto è un progressista. Fa ragionamenti da beghina democristiana degli anni 70, residente in una frazioncina sperduta in quel di Cuneo,
      che non esce mai di casa se non per andare in chiesa o al cimitero,
      legge l’Avvenire e Famiglia Cristiana e ha un pelo perenne che spunta
      da un neo sul mento che per tranciarlo ci va il decespugliatore.

      A bunch of horseshit.

      Continua a parlare ripetendo come un mantra:
      – di pericolosità sociale (ma è generata dalla stupidità dei proibizionisti come lui, nessuno delinque quando il prezzo è basso);
      – di tossicità (ma è generata più dai tagli che dalla sostanza in sè);
      – di aiuto fraterno dello stato (ma vaffanculo).

      Sciocchino, sciocchino, non capisce nulla dell’argomento, parli di cose che conosce, magari anche di dialettica storica e io la starò a sentire anche se è così demodè e retrò che manco gente come Bertinotti la cita più.

      Per fortuna che lunedì vado via per un po’, così mi disintossico dei suoi post idioti. Le chiedo scusa, ma oggi lei ha passato la dose modica di stronzate giornaliere umanamente tollerabili.

  • winston diaz
    Rispondi

    “L’alcool etilico fa bene? No, ma proibirlo fa peggio, a meno di chiamarsi Capone”

    Capone o Kennedy, pare che la famiglia sia a suo tempo diventata una delle piu’ ricche d’america grazie al proibizionismo.

  • Giorgio
    Rispondi

    Lo sbaglio è alla radice. Lasciando stare la cannabis che oramai sappiamo essere utile per molte cose, l’eroina e la cocaina non sono utili a nulla, quindi l’unico motivo per continuare a produrle è quello di venderle e fare soldi. Ora, ci dovremmo chiedere qual è l’effetto di queste sostanze nelle persone, e la risposta già la sappiamo: devastante. Non ha nessun senso liberalizzare la produzione e la commercializzazione di un bene che può solo ed esclusivamente nuocere alle persone, e che ha un costo sociale elevatissimo. Non ha senso.
    Ovviamente, ho parlato espressamente di eroina e di cocaina e di altre droghe pesanti. La depenalizzazione della cannabis mi trova d’accordo. Ma sono le altre che fanno danni. Per quanto riguarda le statistiche dei crimini in relazione alla droga, leggi qua se vuoi parlare di numeri https://www.bjs.gov/content/dcf/duc.cfm . Questa frase parla per sé “In 2002 about a quarter of convicted property and drug offenders in local jails had committed their crimes to get money for drugs”. Si parla di stati uniti.
    La droga sarà pure ineliminabile, ma di certo si può combattere e ci sono stati che lo fanno più o meno bene. Nel vostro stato perfetto poi, i produttori di droga avranno tutto l’interesse affinché ci siano consumatori disposti a comprare, quindi molto ragionevolmente pubblicizzeranno i loro prodotti per attirare il consumatore. Ti pare normale che una società permetta a un produttore di eroina di reclamizzare il proprio prodotto?
    Il punto 3 poi non ha alcun senso. Cosa significa quella lista lì di frasi fatte? Negli usa quali sarebbero gli innocenti coinvolti in questa guerra? Questa frase Noto che la guerra alla droga costa un sacco di soldi ai contribuenti, molti più di quelli che potranno mai rubare i drogati è ovviamente tutta da dimostrare. Di sicuro lo stato, proprio perché ha a disposizione più fondi, può adottare una strategia preventiva ed evitare che ci siano nuovi drogati, laddove questa manca ci sarebbe solo la possibilità di un’autodifesa violenta. non ho poi capito cosa c’entra il potere in questo discorso.

    • winston diaz
      Rispondi

      “cannabis che oramai sappiamo essere utile per molte cose, l’eroina e la cocaina non sono utili a nulla, quindi l’unico motivo per continuare a produrle è quello di venderle e fare soldi”

      Infatti.
      Ma sulla cannabis il punto non e’ se sia utile o meno, nemmeno il tabacco e l’alcool lo sono, il punto e’ che pare sia diventata di uso abbastanza comune fra i giovani, anche perche’ la sua pericolosita’ pare sia, se c’e’, limitata. Costringerli a rivolgersi alla delinquenza per procurarsela, delinquenza che poi tenta di rifilargli prodotti ben piu’ pericolosi, e’ inderogabilmente stupido e controproducente.
      Eppure diventa un grosso problema persino il riconoscimento di questa banalita’. Se da una parte ci fosse piu’ flessibilita’, magari anche l’altra diverrebbe meno intransigente, almeno teoricamente, visto che il suo parere in ogni caso conta meno di zero.

      Tutto questo discorso, che non ho seguito bene, pare derivi dalla paventata criminalizzazione del denaro contante. Il problema secondo me e’ di fiducia: se uno Stato tratta da potenzialmente criminale anche chi e’ onesto, cercando di rendergli comunque impossibile delinquere, prima o poi quell’onesto diventera’ criminale nei confronti di quello Stato. L’essere umano funziona cosi’: offenderne la dignita’ inevitabilmente comporta il renderselo nemico, a volte anche irriducibilmente nemico.

      • winston diaz
        Rispondi

        Comunque sulla cocaina attenzione: usa lo stesso identico meccanismo di azione gli antidepressivi. La cocaina da’ dipendenza pericolosa solo se assunta per via inalatoria o endovenosa, perche’ solo in tal caso da’ luogo allo shock da sovradosaggio, e non per assunzione orale.
        Il senatore Colombo, che pare ne facesse uso regolare, fu assolto per questo, per uso modico come antidepressivo, oltre che per essere il senatore Colombo (beccarono i suoi autisti ufficiali se non addirittura la sua scorta, a procurargliela, se non ricordo male).

        Gli antidepressivi sono quindi stati formulati apposta per dare effetto dopo diversi giorni dall’inizio del trattamento, cosi’ da renderne impossibile l’uso-abuso, e l’effetto “stecca”, che da’ l’abuso e la dipendenza. Ma il meccanismo di azione e’ identico.

        Tant’e’ che all’inizio del secolo la coca era usata e consigliata da molti medici (freud compreso) ed era ingrediente fondamentale della coca-cola, che si chiama ancora cosi’ solo per questo.

        it.wikipedia.org/wiki/Coca-Cola

        Il meccanismo che da’ la dipendenza, fortissima, da nicotina e’ simile ma piu’ potente di quello della cocaina assunta per via orale. La nicotina da’ una dipendenza forse maggiore della eroina, sebben non abbia gli stessi devastanti effetti sociali.

        Anche su questo, comunque, ci sarebbe da discutere: una mia conoscente farmacista che fornisce metadone nei programmi di recupero degli eroinomani, mi ha detto che fra i suoi clienti ci sono persone normalissime che hanno fatto uso di eroina per decenni senza che nessuno potesse minimamente supporre che fossero dipendenti dalla sostanza.

        Mah!

    • Spago
      Rispondi

      In 2002 about a quarter of convicted property and drug offenders in local jails had committed their crimes to get money for drugs”

      Stai guardando le cose sotto sopra devi guardar quanti fra i consumatori stimati commettono reati contro persone o proprietà. Vedrai che sono una frazione microscopica. D’altronde se vuoi parlare concretamente la prima buona idea potrebbe essere vedere cosa è successo dove si sono depenalizzate le droghe..

      https://mises.org/library/portugal’s-experiment-drug-decriminalization-has-been-success

  • Giorgio
    Rispondi

    spago
    ho fatto una rapida ricerca per farti contento, ma sapevo che non ce n’era bisogno. da questo sito (http://alcoholrehab.com/drug-addiction/drug-addiction-in-the-united-states/) impariamo che in america ci sono almeno 20mln di addict (sono questi non gli occasionali ovviamente a delinquere). la statistica include anche i former addict, ma per farti un piacere li mettiamo dentro lo stesso.
    da qui https://en.wikipedia.org/wiki/Incarceration_in_the_United_States invece impariamo che ci sono 6,899,000 di persone o in prigione o che stanno scontando pene alternative. dalla statistica precedente sappiamo che 1/4 dei carcerato lo è per crimini commessi in relazione alla droga, ergo 1.724.750 dei detenuti.
    8,5 % degli addict (per comodità abbiamo messo dentro anche chi non lo è più ma lo è stato) è in carcere per motivi legati alla droga. non mi pare una frazione microscopica.
    poi magari sarebbe opportuno leggere cosa ha fatto il portogallo, invece di riportare link così a casaccio. la depenalizzazione non ha nulla a che fare con la liberalizzazione. il possesso di droga è punito tuttora per dosi superiore all’uso personale. senza contare che questa depenalizzazione è andata di pari passo con l’introduzione di luoghi in cui ospitare questi drogati. luoghi e centri finanziati dallo stato, l’unico ente che ha interesse affinché il numero dei drogati diminuisca.

    • winston diaz
      Rispondi

      Occhio Giorgio, guarda che gli Usa, oltre ad avere di gran lunga il assoluto il maggior numero di carcerati in rapporto alla popolazione nel mondo, 2.3 milioni, il numero stratosferico di reati connessi alla droga ce l’hanno perche’, da bravi puritani, hanno trasferito l’intransigenza del proibizionismo dell’alcool sulla cannabis.

      La usano tutti i giovani, persino Clinton ha ammesso che l’ha fumata, ma “senza aspirare”, per non parlare di Steve Jobs che a suo tempo disse a Bill Gates che se si fosse fatto di droghe come lui sarebbe stato un po’ piu’ creativo, me se ne beccano uno, specialmente se non e’ un rampollo, marcisce immantinente in galera.

      Un concentrato di ipocrisia difficile da comprendere persino a noi italiani. I puritani in effetti non li chiamiamo cosi’ per niente.

      Ora esistono fortissimi movimenti di opinione per la legalizzazione della cannabis, e cominciano ad ottenere solo adesso qualche risultato.

      Gli Usa sono ben lontani dall’essere quel paradiso di libertarismo che molti credono, in realta’ ogni minima trasgressione alla “legge” e’ severamente punita, ci sono ancora Stati che in teoria puniscono con il carcere il sesso orale fra coniugi, fino al punto che se non erro sotto la presidenza Clinton e’ stato varato un provvedimento che punisce con l’egastolo chi delinque per tre volte consecutive, qualsiasi sia il delitto (anche copiare una canzone su emule o rubare una mela per fame).
      Cose demenziali, da manicomio, anzi da riformatorio, a mio modesto avviso.

      Ma i puritani sono cosi’ con chi secondo loro non e’ nella grazia di Dio: spietati.

      Inoltre, le carceri spesso negli Usa sono private, operano per conto del governo, e fanno lobbying perche’ piu’ carcerati ci sono, piu’ business c’e’, e piu’ soldi ricevono dal governo. Un mondo spietato e disumano, sotto certi aspetti.

      Consiglio caldamente questi articoli:
      http://www.vice.com/it/article/intervista-documentario-guerra-droga-jarecki
      http://www.vice.com/it/article/confessioni-di-un-ex-agente-dellantidroga

    • winston diaz
      Rispondi

      “in america ci sono almeno 20mln di addict”

      Se e’ per questo, gli Usa hanno anche il di gran lunga maggior numero di dipendenti da psicofarmaci del mondo, il 60 per cento della popolazione, 200 milioni, se non ricordo male. Ma questo e’ legale.

    • spago
      Rispondi

      ti sembrerebbe una microscopica frazione se andassi a vedere quali sono i “crimini commessi in relazione alla droga”: se criminalizzi il possesso puoi mettere in galera un sacco di gente che non ha fatto nulla, devi andare a vedere quali di questi sono dentro per reati contro la proprietà. Il discorso era che solo una minuscola frazione di chi si droga aggredisce qualcuno: molti di questi sono in galera senza aver mai toccato nessuno semplicemente perchè negli Stati Uniti “it is a crime to possess, manufacture, or distribute drugs classified as having a potential for abuse” (Drug Related Crime su Wikipedia).

      Inoltre dovresti leggere meglio ciò che posti infatti: compresi negli oltre 20 milioni di addicted che citi una gran parte fanno semplicemente uso di Mrijuana, che tu stesso escludi dal tuo discorso..

      * Marijuana is the most commonly used illegal substance. 17.4 million people are reported to be past-month users.

      Infine dire che la depenalizzazione del Portogallo non c’entra niente dimostra che te ne capiss na got. Certo non è diventato un paese anarcocapitalista, ma ha fatto un chiaro passo in direzione contraria rispetto al proibizionismo. D’altronde oltre a dire che li ho citati a caso, potevi anche leggiucchiarli gli articoli che ho postato, avresti trovato queste parole:

      “Decriminalization is just one baby step away from the war on drugs (sottolineo: JUST ONE BABY STEP), and drug smugglers and dealers are still sought out and punished. Individuals are only permitted to possess very small amounts of illegal drugs without being punished as a dealer. Under current laws, you can still be arrested and sent to counselors, but you do not face imprisonment unless you are an uncooperative multiple offender.

      While certainly not ideal, decriminalization has straightforward benefits over complete prohibition. First, otherwise law-abiding citizens will not be criminalized for possessing illegal drugs. Second, drug addicts will be more likely to seek professional help when government treats addiction as a medical rather than criminal problem. Third, the police will have more resources to address real crimes and possibly to provide subsidies for drug treatment programs. Fourth, drug addicts will turn away from dangerous synthetic drug substitutes and turn more to the natural illegal drugs like marijuana and cocaine. Fifth, if needles are legal too, then you should see fewer cases of diseases such as HIV/AIDS and hepatitis. Sixth, junkie ghettos will shrink in size and visibility. In sum, decriminalization should result in fewer people dying and being sent to prison and more people living “normal” lives.”

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Credo sia inutile mettersi a citare dati oggettivi, è come voler convincere me a praticare attività sportive declamando i benefici delle attività stesse. Intanto siamo “intrinsecamente malvagi”, quindi cosa possiamo dire ai buoni? Cosa possiamo dire a chi nega di aver detto che la guerra sia un diritto naturale in quanto esistente quando basterebbe riandare a leggere precedenti interventi? Cosa possiamo dire a chi con un’ipocrita contorsione linguistica sostiene di aver detto che la guerra non è un diritto ma un’istituzione naturale? Nulla. Perché è convinto che siccome gli insetti sono in natura, lo siano anche gli aerei. Non capisce la differenza, che gliela spieghiamo a fare? Così come quando afferma che la proprietà non sia un diritto naturale perché ci sarebbero “culture che non la contemplano”. A parte che chi non la contempla non ha nulla a che vedere con la cultura. E’ evidente che dopo essersi spacciati per profondi conoscitori di storia, non si sappia nulla di essa come di antropologia e di sociologia. Tutte le società stanziali sono iniziate con la proprietà, sempre! A negare questo diritto sono stati i prepotenti e la prepotenza è il contrario del diritto. I signori della guerra e della prepotenza negano che il diritto e la proprietà siano istituzioni naturali. Mentre sono proprio le forme con cui le società nascono a stabilirlo. Essendo quindi istituzioni naturali umane, non lo sono quelle che ad esse si contrappongono. E non possono essere considerate specularmente tali solo perché esistono. Altrimenti dovremmo definire “vita” l’omicidio solamente perché esiste anch’esso, senza considerare che è invece la negazione della vita. La libera offerta di Abele era un diritto naturale, l’omicidio commesso da Caino non lo era. Se poi è andata in un altro modo, cioè se è stato solo un eccesso di legittima difesa perché i pascoli di Abele sconfinavano i recinti costruiti da Caino, allora è tutta un’altra storia. Ma ce la devono prima raccontare di nuovo e diversamente. Inutile poi voler convincere i proibizionisti quando affermano che la dipendenza crei una mancanza di libertà. Se non distinguono la differenza tra scelta volontaria e forzatura è completamente inconcludente intavolare un dialogo con loro. Certo, diventano involontariamente comici quando affermano che gli stati siano l’unica entità che avrebbe interesse a non creare dipendenze. Quando mai il tiranno è così filosalutista? Senza tossicodipendenti, come si creerebbero truppe “regolari” disposte a sparare sulla folla inerme al mercato grazie alle sostanze assunte? Ma siccome la comicità è una cosa seria, è più giusto scrivere che diventino non comici ma ridicoli. Sempre involonrtariamente, si intende.

  • Giorgio
    Rispondi

    Tutte le società stanziali sono iniziate con la proprietà, sempre! A negare questo diritto sono stati i prepotenti e la prepotenza è il contrario del diritto.
    appunto, le società stanziali. esse si basano sulla proprietà (che molte volte era una sola e apparteneva al sovrano di turno, e quindi non era concessa a nessuno a titolo definitivo). ma le società stanziali sono UN tipo di società, di certo non l’unico. e soprattutto, esse sono l’evoluzione delle società nomadi di cacciatori/raccoglitori, che cronologicamente sono venute prima. ergo, queste sono più vicine al concetto di natura, sono quelle più autentiche. sul resto poi non commento, sono tutte sciocchezze.

    • winston diaz
      Rispondi

      “queste sono più vicine al concetto di natura, sono quelle più autentiche”

      Infatti sono pure paritarie, cioe’ non gerarchiche.
      Purtroppo la cosa funziona solo finche’ sono societa’ formate da pochi individui che si conoscono tutti fra di loro, e sono pure imparentati.
      E’ per queso che il piu’ grande nemico della liberta’ di oggi e’ la massa, la societa di massa, di troppi.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    “Tutte sciocchezze” può dirlo solo chi sostiene che pensatori, storici e docenti come Kant, Vico, Mises, Lottieri, Salin e tanti altri “non hanno il senso della storia”. Salvo poi negare di averlo detto. Le società stanziali sono quasi tutte le società. Che quelle nomadi siano più autentiche è smentito dall’atteggiamento di falsità continua e tramandata da parte di diversi gruppi nomadi che non praticano più la pastorizia ma l’abigeato, il furto e quant’altro. Cioè la mancanza di rispetto per le norme più elementari del diritto. Le società stanziali sono, appunto, un’evoluzione. Essere nati prima non significa essere più vicini al concetto di natura. Questo concetto, come tutti i concetti, è nato da pensatori appartenenti a società stanziali. E’ più vicino al concetto di natura un architetto che disegna un silos rispettoso della storia e del paesaggio, di un raccoglitore che distrugge tutto quello che crede non gli serva. O di un cacciatore che notoriamente non gode di buono fama come vicino alla natura.

  • Giorgio
    Rispondi

    Alessandro Colla
    vedo che dopotutto c’è arrivato pure lei. il diritto naturale non esiste, esiste solo quello positivo e parte di questo è spacciato per naturale. a me sta bene che si dica che la proprietà privata è un diritto, meno che esso sia un diritto naturale perché così non è, in quanto è impossibile definire quel naturale. quindi, quando parlate di istituzioni naturali per cortesia fate a meno di nominare la proprietà. meglio sarebbe non parlare punti di istituzioni naturali, poiché è impossibile definire quali esse siano (oltre che a non aver senso farlo).

    • winston diaz
      Rispondi

      “il diritto naturale non esiste, esiste solo quello positivo”

      Lo sai vero che positivo deriva da “impositum”, cioe’ imposto?

      • winston diaz
        Rispondi

        Ee passant, il “diritto romano” originario non e’ diritto positivo, cioe’ “imposto”, in quanto e’ supposto derivare dalla libera e comune volonta’ del popolo romano.
        “Vox populi vox dei”, che e’ una forma di giusnaturalismo.
        L’errore e’ scambiare il “diritto romano” col “diritto decretato”, da tiranni o parlamenti che dir si voglia: in realta’ il retaggio giuridico che i romani hanno lasciato al mondo e’ l’esatto contrario, cioe’ che la Legge e’ al di sopra dello stesso corpus lgislativo inteso come produttore di leggi “positive”, “decetate”, “imposte”.
        Il cristianesimo, con la sua “legge divina” ne e’ una forma di eredita’, la romanita’ sotto questo aspetto e’ sopravvissuta attraverso la chiesa, salvo nella distorsione che ne e’ seguita soprattutto nel cattolicesimo, nel momento in cui una casta sacerdotale si e’ auto-proclamata unica interprete di quel diritto. E’ la stessa distorsione che si verifica nei parlamenti e nelle burocrazie tecnocratico-professionistiche odierne, che infatti sono sempre piu’ invise ai popoli, direi financo odiate.

        • winston diaz
          Rispondi

          Ma piu’ che distorsione forse bisogna dire deriva: pare che tutte le societa’, quando boccheggiano verso la fine, credono di risolvere i loro problemi decretando editti a raffica. Cosi’ rendono solo la fine piu’ veloce, e piu’ sgradevole.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Invece non ci sono arrivato e ho sostenuto proprio il contrario. Ho detto che la società si è evoluta e che questa evoluzione è stata un processo naturale e che quindi la proprietà sia un diritto di natura. Di conseguenza il diritto, quello vero, è il diritto naturale. Il diritto positivo in realtà è un ossimoro, come la pesca “sportiva.” Anche gli avversari del giusnaturalismo e fautori del giuspositivismo, come Hobbes ad esempio, non hanno mai sotenuto l’inesistenza del diritto naturale. Lo hanno solo contrastato perché confliggeva con le loro opinioni filotiranniche. La storia della filosofia è piena di pensatori giusnaturalisti che hanno ampiamente dimostrato che non è affato impossibile definire quali siano le istituzioni naturali e quali non lo siano. Di conseguenza hanno dimostrato che la distinzione un senso ce l’ha e come. L’elenco dei pensatori non mi va di ripubblicarlo, l’altra volta avevo dimenticato Salin, Ricossa e tanti altri. Se anche il liberoscambista Kant va considerato “senza senso” e “privo di senso storico”, ritengo inutile ogni citazione. Nessuno spaccia il diritto positivo per naturale, bisognerebbe iniziare a chiamare le cosxe con il nome proprio e abbandonare le velleità dei personaggi orwelliani che si ostinano a dichiarare che la libertà sia schiavitù.

  • Giorgio
    Rispondi

    Alessandro Colla
    tutti quelli che sino occupati di diritto e che hanno stabilito l’esistenza di quello naturale prima del 1900 non fanno testo. non perché fossero degli sciocchi, ovvio, ma perché non hanno potuto contare sulle scoperte delle moderne scienze sociali e naturali. anche per un biologo evolutivo il termine diritto naturale farebbe ridere. epperò, ci sono ancora persone (che guarda caso sono esclusivamente degli anarco-liberali, liberisti e via dicendo) che continuano con la stessa vecchia solfa del diritto naturale. che poi, a pensarci bene, anche tra di loro i grandi filosofi del passato non erano poi tanto d’accordo: per esempio, sia hobbes sia rousseau credevano nell’esistenza del diritto naturale, ma per il primo lo stato di natura era lo stato di guerra mentre per il secondo lo stato di pace. in ogni caso, parliamo di persone che non avevano nessuna conoscenza sia di biologia sia delle moderne scienze sociali. e ora sono solo chiacchiere buone per qualche dipartimento di filosofia

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