In Libertarismo, Varie

kit-anticomunistadi REDAZIONE

C’è C’ERA UNA VOLTA IL CHE, un libro di Leonardo Facco che svela, per la prima volta, chi fosse realmente il comandante Guevara, braccio destro di Fidel Castro e assassino sanguinario;

c’è GLI AFFARI SONO AFFARI, un’analisi approfondita di David Henderson che spiega come la responsabilità sociale d’impresa (tanto cara ai perbenisti di sinistra e anticapitalisti) è un concetto troppo plastico e vago. David Henderson dimostra come, separando l’attività imprenditoriale dalla missione di creare ricchezza, si faccia un misero servizio proprio a quegli stessi obiettivi sociali, che si pretende d’inseguire;

c’è PRIVATIZZIAMO IL CHIARO DI LUNA, un saggio di Guglielmo Piombini che – tra i primi in Italia – ha mostrato tutti i pregi dell’ecologia di mercato, ovvero di come la difesa dei diritti di proprietà stia alla base della salvaguardia dell’ambiente;

c’è TASSIAMOCI DA SOLO, un saggio a più mani in cui si nega la bontà della tassazione e del socialismo fiscale. Non solo le tasse vanno abbassate, ma va anche incentivata la competizione fiscale, quello che si usa definire federalismo fiscale;

c’è QUALCUNO E’ LIBERTARIO, Compact disc  – con libretto coi testi delle canzoni annesso – che è un vero e proprio elogio delle libertà individuali e del libero mercato. Un pezzo unico ed originale, con testi di Leonardo Facco;

infine, c’è il numero 48 della RIVISTA ENCLAVE, prima ed unica rivista libertaria diretta da Leonardo Facco, con saggio di copertina dello scomparso Giorgio Bianco, dedicato alla fallacia dell’anarco-collettivismo. Inoltre, nelle 60 pagine, saggi di Jerry Taylor Jesus Huerta de Soto e Samuel G,D, Phill che annichiliscono le teorie socialiste

In omaggio, inoltre due adesivi realizzati dal Movimento Libertario.

Il costo totale del pacchetto è di 55 euro, ma in questa OFFERTA SPECIALE E LIMITATA, solo per 10 PERSONE, sarà 18 euro!

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Mostrati 130 commenti
  • Vito
    Rispondi

    C’e’ anche il Mein Kampf nel Kit ?

    « La realtà del bolscevismo stesso, il fatto che tanti ebrei sono bolscevichi e che l’ideale del bolscevismo concorda su molti punti con il più sublime ideale del giudaismo — di cui una parte almeno forma la base dei migliori insegnamenti del fondatore del Cristianesimo — ha un grande significato. Ogni ebreo cosciente e riflessivo dovrà esaminarlo con molta attenzione ».

    Il mondo ebreo, gennaio 1929 – See more at: http://www.avventismoprofetico.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=244#sthash.vfsFoy6f.dpuf
    http://www.avventismoprofetico.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=244

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Il Mein Kampf è il libro che avrebbero voluto scrivere i comunisti, è una gara fra comunisti e nazi-fascisti, ma la stanno vincendo i primi alla grande; mai visti tanti morti innocenti tutti insieme.

      • Carmelo
        Rispondi

        Dopo il “Manifesto del partito comunista” di K. Marx e F. Engels ed “Il Capitale” (quest’ultimo voluminoso librone è un fatto davvero curioso, ma assolutamente risaputo, che persino pochissimi comunisti lo hanno letto tutto interamente)

        troviamo altri scritti come:

        Le “Citazioni delle Opere del presidente Mao tze tung” (tradotte come “Libretto rosso o Il libro delle Guardie rosse di Mao”) che è stata l’opera che ha avuto la maggiore diffusione nel mondo moderno, sia pure per un periodo molto breve: furono stampate solo in Cina 300 milioni di copie.

        In Vietnam, Il “Diario di Ho Chi Minh (Diario dal carcere)” , il libro ebbe un’importanza fondamentale per quella generazione impegnata a voler cambiare il mondo e a fermare la guerra del Viet Nam. https://www.ibs.it/diario-dal-carcere-libro-ho-chi-minh/e/9788895574516?lgw_code=1122-B9788895574516&gclid=CKDM4arOl9MCFfMW0wodWdkD0A&gclsrc=aw.ds

        In Corea del Nord troviamo invece gli “Scritti scelti sul socialismo coreano” dei tre massimi dirigenti dell’ ideologia Juche che la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha avuto dalla sua fondazione : Kim Il Sung, Kim Jong Il, Kim Jong Un

        https://italiacoreapopolare.wordpress.com/2013/10/10/nuovo-libro-scritti-scelti-sul-socialismo-coreano/

        In Venezuela troviamo invece il libro “La Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela” di Hugo Rafael Chávez Frías che durante i comizi o le conferenze viene sempre stretto tra le mani del Presidente Nicolás Maduro Moros

        https://elsiglo.com.ve/2015/12/15/que-sabes-de-la-constitucion-de-la-republica-bolivariana-de-venezuela/

        Mentre a Cuba, Fidel Castro ha scritto 4 libri, con interviste autobiografiche
        https://www.cibercuba.com/noticias/2012/02/22/los-libros-escritos-por-fidel-castro

        • leonardofaccoeditore
          Rispondi

          Ha fatto più danni Marx di Stalin

          • Carmelo

            Ha fatto più danni Maometto

          • Giovanni Odin

            E Lucio/Vilma

          • Vito

            ★ Monsanto assassina! Secondo le conclusioni del Tribunale Monsanto internazionale, la società statunitense specializzata in biotecnologia agricola è stata riconosciuta colpevole di condotta dannosa per molti diritti umani. La Monsanto è stata accusata di crimini contro l’umanità e ecocidio, compresa l’immissione di guasto LED di prodotti tossici che hanno causato la morte di migliaia di persone, come i policlorobifenili (PCP), il glifosato o 2,4 , 5-trichl

            Bayer Monsanto matrimonio criminale – no Ogm Monsanto assassina – No ogm http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/18/news/cremona_monsanto_attentato_molotov_contro_laboratorio_ricerca-163312208/

          • Vito

            Ha fatto più danni la Bayer Monsanto !

        • Carmelo
          Rispondi

          In Libia troviamo invece il “Libro Verde“ di Mu’Ammar Gheddafi

          Il “Libro Verde”, saggio breve e semplice, scritto per le masse incolte, ma con l’idea di essere diffuso anche in Occidente, pone ad ogni modo riflessioni interessanti in ambito politico-elettorale in primis ed anche in ambito economico.

          Il verde, nella cultura islamica, è il colore della conoscenza e dei santi. Il verde ricorda peraltro Al-Khidr, l’Uomo Verde protettore delle tribù nomadi, che incarna la provvidenza divina.

          E proprio in una tribù di nomadi beduini è nato Mu’Ammar Gheddafi, colonnello e Raìs della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare e Socialista sino alla barbara morte che dovette subire nel 2011, complici gli anglo-franco-statunitensi.

          E verde è il nome del testo pubblicato da Gheddafi stesso nel 1975 – il “Libro Verde”, appunto – rivolgendosi al suo popolo e nel quale ha voluto fissare i punti salienti del suo pensiero.

          Un pensiero tutt’altro che dittatoriale, tutt’altro che liberticida, tutt’altro che retrogrado come da troppo tempo creduto in un Occidente che poco ha voluto approfondire la figura del Raìs libico.

          Il “Libro Verde”, nella sua parte iniziale, muove una critica serrata ai sistemi elettorali, fatti di partiti e di parlamenti, che, nei fatti, non rappresentano affatto la reale volontà popolare ma unicamente quella del partito che ha raccolto più voti e che come tale non rappresenta di fatto il popolo, ma solo una parte ideologica, peraltro formata da una fetta esigua di rappresentanti, ovvero i parlamentari.

          Il partito, per Gheddafi, è come una classe o una tribù: rappresenta solo una fazione e, se questa prevale sulle altre, allora questa di fatto rappresena un regime dittatoriale, non permettendo alle altre classi ed idee di essere rappresentate.

          Gheddafi infatti scrive: “La lotta politica che si risolve nella vittoria di un candidato che ha ottenuto il 51% dell’insieme dei voti degli elettori, porta ad un sistema dittatoriale presentato sotto le false spoglie di democrazia. Infatti il 49% degli elettori sono governati da uno strumento di governoche non hanno scelto, ma che ad essi è stato imposto. Questa è dittatura.

          Il conflitto politico può inoltre portare ad uno strumento di governo che rappresenta soltanto la minoranza; questo avviene quando i voti degli elettori vengono distribuiti tra un gruppo di candidati, uno dei quali ottiene un maggior numero di votirispetto ad ognuno degli altri candidati, considerati singolarmente. Ma, se si sommassero insieme i voti ottenuti dagli “sconfitti”, si avrebbe una schiacciante maggioranza”.

          E’ peraltro di questi giorni l’uscita in Italia del saggio edito da Feltrinelli “Contro le elezioni. Perché votare non è più democratico” del saggista belga David Van Reybrouck, il quale giunge alle medesime conclusioni del Raìs e ritiene che il sistema più democratico sia quello fondato sull’Agorà Greca, attraverso il sorteggio e la partecipazione popolare diretta.

          Mu’Ammar Gheddafi, infatti, lungi dal propugnare un sistema dittatoriale, fonda la Jamahiriyya, ovvero il governo delle masse popolari attraverso appositi Congressi e Comitati popolari di cui spiegherà nel “Libro Verde” la funzione.

          Il Colonnello Gheddafi scrive in proposito: “In primo luogo il popolo si divide in congressi popolari di base. Ognuno di questi congressi sceglie la sua Segreteria. Dall’insieme delle Segreterie si formano , in ogni settore, congressi popolari non di base. Poi, l’insieme dei congressi popolari di base sceglie i comitati popolari e amministrativi che sostituiscono l’amministrazione governativa. Da questo si ha che tutti i settori della società vengono diretti tramite comitati popolari. I comitati popolari che dirigono i settori divengono responsabili dinanzi ai congressi popolari di base; questi ultimi dettano ai comitati popolari la politica da seguire e controllano l’esecuzione di tale politica. In questo modo sia l’amministrazione che il controllo di essa diverrebbero popolari e si porterebbe così fine alla vecchia definizione di democrazia che dice: “la democrazia è il controllo del popolo su se stesso”. Tutti i cittadini che sono membri di questi congressi popolari appartengono, per la loro professione e per le lorofunzioni, a varie categorie o settori quali gli operai, i contadini, gli studenti, i commercianti, gli artigiani, gli impiegati, i professionisti. Essi, oltre ad essere cittadini membri, o cittadini aventi funzioni direttive nei congressi popolari di base o nei comitati popolari, devono costituire congressi popolari a loro propri. I problemi discussi nei congressi popolari di base, nei comitati popolari, prendono forma definitiva nel Congresso Generale del Popolo, dove s’incontrano tutti i direttivi dei congressi popolari, dei comitati popolari. Tutto quello che viene deciso nel Congresso Generale del Popolo, che si riunisce una volta all’anno, è riferito ai congressi popolari, ai comitati popolari, per la sua messa in atto da parte dei comitati popolari che sono responsabili dinanzi ai congressi popolari di base. Il Congresso Generale del Popolo non è un gruppo di membri di un partito o di persone fisiche come i parlamenti ma è l’incontro dei congressi popolari di base, dei comitati popolari. In questo modo il problema dello strumento di governo sarà di fatto risolto e si porrà fine ai regimi dittatoriali. Il popolo diverrà strumento di governo ed il problema della democrazia nel mondo sarà definitivamente risolto”.

          Si noti bene, dunque, come il modello della Jamahiriyya libica sia per molti versi ricalcato sul modello ateniese dell’Antica Grecia, culla della democrazia occidentale, ma che l’Occidente cosiddetto “democratico” ha abbandonato da tempo per sostituirlo con sistemi di governo basati su politici di professione che, teoricamente, dovrebbero rappresentare il popolo. Ma che, nei fatti, curano piuttosto i loro interessi e quelli delle loro lobby di riferimento.

          Relativamente alle leggi, il Raìs libico ritiene che esse debbano ispirarsi alla natura ed alla religione del popolo. In questo senso vi è purtuttavia da dire che la sua visione dell’Islam non ha nulla di estremistico o di radicale, al punto che nessun tipo di legge del taglione è stata mai applicata nella Libia di Gheddafi.

          Relativamente alla libertà di stampa, Gheddafi nel suo saggio muove una critica alla proprietà dei giornali da parte delle singole persone fisiche e giuridiche. Egli ritiene che la vera stampa libera sia unicamente quella redatta dai Comitati popolari, in quanto rappresentante di tutta la società e non solo di una parte.

          Più interessante è la visione economica del Raìs libico, il quale nel “Libro Verde” enuncia i principi di quella che lui definisce Terza Teoria Universale, alternativa al capitalismo sfruttatore ed al comunismo ateo, materialista e ingannatore.

          Egli ritiene innanzitutto che i lavoratori debbano essere considerati produttori, non più dei salariati e dunque ciò che loro producono deve essere di loro proprietà. Il salario, per Gheddafi, è indice di sfruttamento ed un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone, né privato né statale. Oltre a ciò, il Raìs, ritiene che nessuno possa possedere più di quanto gli sia necessario per vivere in quanto l’accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione esegna il sorgere della società dello sfruttamento.

          In questo senso nel “Libro Verde” è specificato che nessuno può possedere più di una abitazione e più di un mezzo di trasporto privato. L’affitto o il noleggio sono da considerarsi come fenomeno di sfruttamento del bisogno altrui e ove vi èbisogno non vi può essere, conseguentemente, libertà dell’individuo.

          La Terza Teoria Universale – in pieno contrasto con la visione capitalistico-borghese e con quella collettivista-statalista-marxista – propone dunque che ciascuno lavori o per sé oppure in aziende socialiste autogestite dai lavoratori medesimi ove ciascuno è produttore e socio alla pari, oppure ancora che si lavori a beneficio della società e dei bisognosi.

          In questo senso nel “Libro Verde” è scritto: “Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…) A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani”.

          Senza dimenticare il contesto nel quale è stato scritto, il “Libro Verde” pone la famiglia al centro della società e Gheddafi afferma che essa è molto più importante dello Stato in quanto culla, origine e riparo sociale dell’essere umano.

          Contrariamente a quanto si tende a credere, Gheddafi è molto duro con i nazionalismi intesi come particolarismi che tendono a dividere e scrive: “(…) sono male e detrimento all’umanità il particolarismo nazionale e l’uso della forza nazionale contro le nazioni deboli; oppure il progresso nazionale conseguito appropriandosi di ciò che appartiene ad altra nazione. Però l’individuo forte, rispettoso di se stesso, consapevole delle sue responsabilità personali è importante ed utile alla famiglia; la famiglia rispettosa, forte, consapevole della sua importanza è socialmente e materialmente utile alla tribù; la nazione progredita, produttiva e civilizzata è utile al mondo intero. Per contro, la struttura (binà’) politica e quella nazionale si corrompono se scendono a livello sociale, cioè familiare e tribale, interferendo con esso e assumendone i punti di vista”.

          Un capitolo del “Libro Verde” è dedicato alla donna e la visione di Gheddafi, lungi da ogni maschilismo e pur essendo stato un emancipatore nel mondo islamico ed aver ammesso le donne nell’esercito ed aver costituito addirittura il corpo militare delle “Amazzoni”, la sua visione è piuttosto familista e la sua visione della donna è di moglie, madre ed “angelo del focolare”.

          Egli sulla donna in particolare scrive: “E’ ingiustizia e crudeltà l’eguaglianza fra di loro in un lavoro sporco che sfigura la bellezza di una donna, privandola della sua femminilità. E’ anche ingiustizia e crudeltà addestrare la donna ad un programma che, di conseguenza la conduce allo svolgimento di un lavoro non confacente alla sua natura. Fra l’uomo e la donna non esiste differenza sul piano umano: a nessuno dei due è lecito sposare l’altro senza il suo libero consenso, né sciogliere il matrimonio senza un equo arbitrato che lo ratifichi, o senza l’accordo delle due volontà dell’uomo e della donna al di fuori dell’arbitrato”.

          Il “Libro Verde”, oltre a profetizzare la dominazione del mondo da parte dei neri, per secoli sfruttati, prosegue muovendo critiche alla coercizione del sistema educativo scolastico e ritenendo che le facoltà ed i corsi di studi dovrebbero comprendere ogni materia dello scibile umano, in modo che l’essere umano non sia privato di determinate conoscenze.

          I capitoli finali riguardano la necessità che l’individuo ricerchi un’unica lingua per esprimersi in modo che tutta l’umanità possa dialogare e comprendersi, mentre l’ultimo capitolo riguarda la necessità che le masse pratichino lo sport anziché ne fruiscano passivamente.

          Il “Libro Verde”, saggio breve e semplice, scritto per le masse incolte, ma con l’idea di essere diffuso anche in Occidente, pone ad ogni modo riflessioni interessanti. Riflessioni interessanti in ambito politico-elettorale in primis ed anche in ambito economico. Propone da una parte la partecipazione popolare in ambito politico e l’autogestione in ambito economico, muovendo critiche al dittatoriale sistema elettorale ed al sistema economico capitalistico e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

          Mu’Ammar Gheddafi, lungi dall’essere stato un dittatore, bensì capo di una rivoluzione incluenta – la Rivoluzione Verde del 1969, appunto – merita oggi di essere studiato. Personaggio storico che, non a caso, ha dato filo da torcere sia al fondamentalismo islamico che all’Occidente capitalista e sovietico, in quanto fieramente indipedente ed orgoglioso del suo modello.

          Modello distrutto dalle sedicenti “primavere” arabe, ovvero dai colpi di Stato sostenuti anche da Francia, Usa, Gran Bretagna e dalla Nato intera. E che oggi ci hanno regalato Daesh, ovvero quell’Isis che avanza inesorabilmente indisturbato.
          https://gruppo-zero.noblogs.org/files/2011/03/gheddafi-il-libro-verde.pdf

        • Carmelo
          Rispondi

          In Turkmenistan troviamo invece il “Ruhnama” edito dal Partito Comunista del Turkmenistan (1962-1991) che ora si chiama Partito Democratico del Turkmenistan.
          il “Ruhnama” è il libro “sacro” dei Turkmeni del Turkmenistan. È stato scritto da Saparmyrat Nyýazow, dittatore del Turkmenistan dal 1991 al 2006 e consta di due volumi scritti nel 2001 e nel 2004. Il libro contiene consigli di vita e la storia del mondo vista da Nyyazow. Medici e impiegati statali devono dimostrare di conoscere il Ruhnama per poter avere un lavoro. Anche chi chiede la patente di guida deve studiare il libro sacro. Nel pieno centro della capitale del paese, Ashgabad, si trova un monumento che rappresenta il Ruhnama. Ogni sera il grande volume si apre producendo un fantastico spettacolo di luci ed ombre. Dal 25 agosto 2005 una copia del libro orbita intorno alla Terra dopo il viaggio della navicella russa “Dniepr”. Capitoli del libro “sacro” dei Turkmeni: nel nome di Allah il più nobile. Il cammino dei Turkmeni. La nazione turkmena. Lo stato turkmeno – L’antico stato Oguz. Il mondo spirituale dei Turkmeni https://www.youtube.com/watch?v=h1WhLZp_ocg&feature=share

        • Carmelo
          Rispondi

          In Angola troviamo invece le concezioni marxiste del Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola – Partito del Lavoro (in lingua portoghese: Movimento Popular de Libertação de Angola – Partido do Trabalho, MPLA-PT) espresse da António Agostinho Neto, il primo Presidente dell’Angola (dal 1975 al 1979) , in alcuni saggi letterari come “Sobre a literatura” (1978) e “Discurso sobre a cultura nacional (postumo, 1980). Vi è inoltre un’altra importante raccolta poetica “La rinuncia impossibile”.

      • Vito
        Rispondi

        Secondo me, la gara la stanno vincendo i nazi-islamisti, non i comunisti !!!

        • Carmelo
          Rispondi

          Anche secondo me, i NAZI-ISLAMISTI stanno vincendo la gara (non i comunisti!)

      • christian
        Rispondi

        Leonardo si può fare qualcosa per questo Troll multinick?

        • Christian Colla
          Rispondi

          Ma vai IN GALERA a goderti quel posto che tanto ti piace, tu e le tue regolette finte di Wikipedia. feticisti del nulla.

          Io seguo il Senatore Malan nel suo lavoro e mi sembra giusto tenere aggiornate cose che già sono online da tempo. Detto in termini più espliciti sono un elettore del Pinerolese, di conseguenza mi informo sull’operato di un Senatore eletto nella mia Regione.

        • Cristiano Colla
          Rispondi

          Ma vai IN GALERA a goderti quel posto che tanto ti piace, tu e le tue regolette finte di Wikipedia. feticisti del nulla.

          Io seguo il Senatore Malan nel suo lavoro e mi sembra giusto tenere aggiornate cose che già sono online da tempo. Detto in termini più espliciti sono un elettore del Pinerolese, di conseguenza mi informo sull’operato di un Senatore eletto nella mia Regione.

        • Alessandro Colla
          Rispondi

          Ma vai IN GALERA a goderti quel posto che tanto ti piace, tu e le tue regolette finte di Wikipedia. feticisti del nulla.

          Io seguo il Senatore Malan nel suo lavoro e mi sembra giusto tenere aggiornate cose che già sono online da tempo. Detto in termini più espliciti sono un elettore del Pinerolese, di conseguenza mi informo sull’operato di un Senatore eletto nella mia Regione.

          • Carmelo

            Leggete anche il libro di Malan: “Una via d’uscita: un romanzo di fantapolitica”, Agorà, pubblicato nel 1987.

          • Carmelo

            Oltre tutto tra i personaggi protagonisti del libro del Senatore Lucio Malan: “Una via d’uscita: un romanzo di fantapolitica”, Agorà, pubblicato nel 1987 c’è anche Marco Pannella , per cui potrebbe anche piacere a Fabio Massimo Nicosia,

          • Carmelo

            Una via d’uscita – giugno 1992- l’Italia è ancora un paese democratico? – un romanzo di fantapolitica dove il futuro segue il presente con inquietante logicità / Lucio Malan
            Agorà, 1987
            Saggio Monografico

        • Alessandro Colla
          Rispondi

          Ma vai IN GALERA Christian a goderti quel posto che tanto ti piace, tu e le tue regolette finte di Wikipedia. feticisti del nulla.

          Io seguo il Senatore Malan nel suo lavoro e mi sembra giusto tenere aggiornate cose che già sono online da tempo. Detto in termini più espliciti sono un elettore del Pinerolese, di conseguenza mi informo sull’operato di un Senatore eletto nella mia Regione.

          • Carmelo

            Leggete anche il libro di Malan: “Una via d’uscita: un romanzo di fantapolitica”, Agorà, pubblicato nel 1987.

        • Alessandro Colla
          Rispondi

          Tu Christian sei un multistronzo .

          • Cristiano Colla

            Tu Christian sei un multistronzo .

        • Christian Colla
          Rispondi

          Tu Christian sei un multistronzo .

      • Mario
        Rispondi

        Scrivere libri è un’attività che piace molto ai dittatori. L’esempio più noto è probabilmente il Mein Kampf di Adolf Hitler, ma anche senza andare troppo indietro nel tempo basta guardarsi meglio intorno per trovare esempi notevoli. Foreign Policy ha fatto un elenco dei libri dei dittatori del nostro tempo, a cominciare da Muammar Gheddafi.

        Muammar Gheddafi
        Il Libro Verde è il primo che viene in mente, pensando a Gheddafi: è quello con cui si faceva spesso fotografare e che spesso sventolava durante i suoi comizi. Lo scrisse nel 1975 e costituisce la base della jamahiriya, il sistema di governo della Libia. Non tutti sanno però che Gheddafi ha poi scritto un altro libro, “Fuga dall’inferno”, una raccolta di racconti brevi descritta da alcuni commentatori come un «cumulo di bolo letterario parzialmente digerito». Il racconto intitolato “Il suicidio dell’astronauta” narra la storia di un uomo che torna sulla Terra dopo avere trascorso un lungo periodo in una navicella spaziale e si uccide perché non riesce più a riadattarsi a una vita normale. Un altro è invece semplicemente una lunga invettiva contro la decadenza urbana:

        Questa è la città: un mulino che schiaccia i suoi abitanti, un incubo per i suoi costruttori. Ti costringe a cambiare chi sei e i tuoi valori; ti costringe ad assumere una personalità urbana, che non ha gusto né colore… La città ti costringe ad ascoltare i suoni di quelli che non vorresti sentire. Sei costretto a inalare i loro stessi respiri… Ai bambini va peggio che agli adulti. Passano da oscurità a oscurità… le case non sono case, sono buchi e cave…

        Ieri un ragazzino è stato investito per la strada in cui giocava. L’anno scorso un veicolo ha travolto una bambina, tagliando in due il suo corpo. Hanno raccolto i suoi pezzi nel vestito di sua madre. Un’altra bambina è stato sequestrato da criminali. Dopo qualche giorno, l’hanno lasciata davanti alla porta di casa, dopo che le avevano rubato un rene! Un altro bambino è stato messo dentro una scatola di cartone per gioco da un suo amico, ma poi è stato travolto da una macchina che passava di lì.

        Saddam Hussein
        Mentre gli Stati Uniti si preparavano all’intervento in Iraq, Saddam Hussein trascorreva la maggior parte del suo tempo a scrivere il romanzo che avrebbe dovuto suggellare la sua già ricca carriera letteraria. Se fosse riuscito a finirla e pubblicarla, l’opera avrebbe raccontato la storia di un’antica tribù che respingeva l’attacco degli invasori stranieri. Invece ci rimangono soltanto i suoi romanzi precedenti: “Zabiba e il Re”, “Il Castello Fortificato”, “Gli uomini e la città”, “La danza del Diavolo”.

        Il suo primo romanzo, Zabiba e il Re, uscì inizialmente anonimo. Racconta la storia della bellissima Zabiba che si innamora perdutamente di un re, Arab, a cui insegna i segreti del vero Islam. È un romanzo rosa costruito intorno a una semplice allegoria: Zabiba rappresenta l’Iraq; il marito cattivissimo che la vuole sottrarre al re rappresenta gli Stati Uniti; e il re rappresenta Saddam. Sacha Baron Cohen, l’attore di Borat, nel 2012 uscirà con un film tratto da questo libro. Saddam ha continuato a scrivere poesie anche dalla prigione negli ultimi giorni prima della sua esecuzione. Le ultime parole che ha scritto sono queste:

        Mio popolo, non vi lasceremo mai
        E anche nella catastrofe, il nostro partito è il leader.
        Io sacrifico la mia anima per voi e la nostra nazione
        Il sangue vale poco in tempi duri
        Non ci inginocchiamo né ci pieghiamo quando siamo attaccati
        Ma trattiamo sempre i nostri nemici con onore…

        Kim Jong Il
        Stando a quello che sostiene la propaganda nordcoreana, il Caro Leader è lo scrittore più prolifico del mondo: avrebbe scritto 1500 libri solo durante gli anni dell’università, molti di critica cinematografica – “L’arte del cinema”, “Cinema e Regia” – che a suo avviso funziona sugli stessi principi alla base del comunismo.

        La cosa fondamentale è lavorare bene con tutti gli artisti, tecnici e produttori che sono coinvolti nel film. Questo è il nostro sistema e quando il regista diventa il comandante del gruppo creativo, deve spingere avanti il lavoro del gruppo, dando precedenza al lavoro politico e enfatizzando l’importanza di lavorare bene con le persone che fanno il film. Questo sistema rappresenta le caratteristiche fondamentali del sistema socialista ed è la base del nostro sistema che decide tutto. Quindi, è pienamente conforme alla natura della regia cinematografica e alle sue caratteristiche.

        Saparmurat Niyazov
        L’ultimo dittatore del Turkmenistan diceva che tutti i giovani dovevano leggere i suoi libri tre volte al giorno se volevano andare in Paradiso. È stato al potere dal 1985 al 2006, quando è morto per un attacco cardiaco. Il suo libro più noto è “Ruhnama”, una raccolta di pensieri sparsi sulla storia del Turkmenistan e sulla sua identità.

        Allah ha reso il nostro popolo prolifico e il nostro numero è cresciuto enormemente. Dio ci ha dato due speciali qualità: ricchezza spirituale e coraggio. Ci ha anche dato la capacità di riconoscere la realtà dietro gli eventi. Ci ha chiamato Turk Iman perché “Turk” vuol dire “nocciolo”, e “iman” vuol dire “luce”. Quindi ci ha dato questo nome perché noi siamo fatti con la luce, siamo essenza della luce.

        La lettura del libro era obbligatoria in tutte le scuole e spesso alcuni passi venivano letti durante trasmissioni televisive, che avevano il compito di celebrare tutto quello che faceva e diceva Niyazov. Il mese di settembre era stato ribattezzato Ruhnama.

        Ruhollah Khomeini
        Il leader della rivoluzione iraniana del 1979 ha composto molte poesie nella tradizione del misticismo Sufi. Sono spesso poesie d’amore di livello abbastanza alto, in cui la musica, la danza, e perfino il vino vengono usati come metafore per parlare dell’amore religioso. Cosa abbastanza sorprendente se si pensa che sotto il regime degli ayatollah bere alcolici è severamente vietato. Alcune poesie particolarmente riuscite spinsero addirittura il New York Times a scrivere che «il tiranno sembra essere un intellettuale religioso nel senso più pieno del termine». Alcune sono poi molto sorprendenti per i loro contenuti particolarmente secolarizzati:

        Apri la porta della taverna e lascia uscire il giorno e la notte,
        Perché sono stanco e stufo della moschea e del seminario.
        Ho strappato via gli abiti dell’ascetismo e dell’ipocrisia,
        E indossato il mantello della taverna.
        Il predicatore della città mi ha così tormentato
        Che ho cercato aiuto nel respiro del vino.
        Lasciatemi da solo a ricordare l’idolo del tempio,
        I che sono stato svegliato dalla mano dell’idolo della taverna.

      • Vito
        Rispondi
    • Pedante
      Rispondi

      Non sarebbe il caso di menzionare Luxemburg, Liebknecht, la rivolta spartachista e la seria minaccia di una rivoluzione comunista in Germania e in altri paesi europei prima che nascesse il fascismo, movimento reazionario?

      • Vito
        Rispondi

        La rivolta spartachista fu soffocata nel sangue

        • Vito
          Rispondi

          E per giunta , direi persino incredibilmente, la rivolta spartachista soffocata nel sangue proprio da un governo socialdemocratico. Sia Luxemburg che Liebknecht e moltti altri (ricordiamo su tutti Lev Trockij) sono stati eliminati fisicamente non da fascisti o da nazisti per intenderci, ma per “regolamenti interni” alla propria parte politica.

          • Vito

            l’assassino di Lev Trockij fu Ramón Mercader, il cugino dell’attrice María Mercader, già seconda moglie del regista Vittorio De Sica e madre dell’attore Christian De Sica e del musicista Manuel De Sica.

          • Evaristo

            Bei tempi, quando le merde comuniste di ammazzavano tra loro.
            Speriamo che presto, molto presto un altro alpenstock di buona qualità finisca nel cranio di un mentecatto insozzasiti multinick. Garantiamo un funerale adeguato.

          • Mario

            il 28 aprile 1945 si eseguì la sentenza di morte di Benito Mussolini e, durante la notte successiva, si provvide al trasporto del suo cadavere e di quello di altri 17 giustiziati, in Piazzale Loreto, a Milano. Secondo alcuni storici e il partigiano Bill, Benito Mussolini fu ucciso da nove colpi sparati da Luigi Longo con l’aiuto di una spia inglese e non come riporta la versione storiografica ufficiale dal colonnello Valerio alias Walter Audisio. Vittorio Vidali, esponente comunista di Trieste, fu invece il mandante stalinista dell’omicidio di Lev Trockij

        • Pedante
          Rispondi

          Naturalmente.

          • Pedante

            Se non con il sangue con che? Le belle parole?

          • Pedante

            E che dire di Béla Kun il quale dopo la sua infelice ma breve rivoluzione in Ungheria si reca in Germania per dare il suo contributo alla rivoluzione in quel paese?

          • Mario

            Venuto a conoscenza del luogo di sepoltura di Benito Mussolini, nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1946 Domenico Leccisi si rese protagonista del clamoroso gesto del trafugamento della salma del Duce insieme a Rana e Parozzi.

          • Mario

            Tra il 27 ed il 28 aprile 1946, nel giorno dell’anniversario della morte di Mussolini, Leccisi ed i suoi si introdussero nel Cimitero di Musocco trafugandone i resti della salma, lì tumulata in forma anonima.

            Ecco come lo stesso Leccisi lo racconta:
            « Scendemmo nella fossa e riuscimmo, tenendo una mano sotto le spalle del cadavere, a fargli passare una corda attorno al torace ed un’altra attorno alle gambe. Quando la sollevammo in piedi le braccia caddero penzoloni e la testa rimase eretta: la salma assunte quella caratteristica posizione di attenti che dava a Mussolini, specie nelle pubbliche cerimonie, un aspetto marziale ed inconfondibile. »

          • Vito

            Nella notte tra il 22 e il 23 aprile 2017 ci siamo resi protagonisti di un clamoroso gesto del trafugamento di mais OGM della Monsanto, cazzo !

    • Pedante
      Rispondi

      Fino alla creazione di Israele gli ebrei godevano di una posizione di privilegio nell’URSS (nonostante il presunto universalismo del comunismo).

      Birobidzhan doveva essere l’Israele comunista.

      • Vito
        Rispondi

        Birobidzhan era infatti il progetto do Stalin.

        • Vito
          Rispondi

          *di Stalin

      • Pedante
        Rispondi

        Il progetto del Birobidzha aveva come obiettivo quello di conciliare il particolarismo ebraico con il presunto universalismo comunista. Era scontato che fallisse per contraddizioni interne.

    • Pedante
      Rispondi

      Visto che un’immagine vale più di mille parole, Disegni dal gulag meriterebbe l’inclusione nel compendio delle meraviglie comuniste. (Qui appaiono solo i disegni meno cruenti).
      http://www.italian-samizdat.com/2011/05/danzig-baldaev-disegni-dal-gulag.html

    • Pedante
      Rispondi

      Lev Trockij:
      “L’idea umanitaria moraleggiante è la più sterile di fronte al processo della storia” (citato in Focus n. 110, p. 175).

  • Vito
    Rispondi

    C’e’ anche il Mein Kampf nel Kit ?

    « La realtà del bolscevismo stesso, il fatto che tanti ebrei sono bolscevichi e che l’ideale del bolscevismo concorda su molti punti con il più sublime ideale del giudaismo — di cui una parte almeno forma la base dei migliori insegnamenti del fondatore del Cristianesimo — ha un grande significato. Ogni ebreo cosciente e riflessivo dovrà esaminarlo con molta attenzione ».

    Il mondo ebreo, gennaio 1929 – See more at: http://www.avventismoprofetico.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=244#sthash.vfsFoy6f.dpbs

  • Carmelo
    Rispondi

    Dopo il “Manifesto del partito comunista” di K. Marx e F. Engels ed “Il Capitale” (quest’ultimo voluminoso librone è un fatto davvero curioso, ma assolutamente risaputo, che persino pochissimi comunisti lo hanno letto tutto interamente)

    troviamo altri scritti come:

    Le “Citazioni delle Opere del presidente Mao tze tung” (tradotte come “Libretto rosso o Il libro delle Guardie rosse di Mao”) che è stata l’opera che ha avuto la maggiore diffusione nel mondo moderno, sia pure per un periodo molto breve: furono stampate solo in Cina 300 milioni di copie.

  • Carmelo
    Rispondi

    In Vietnam, Il “Diario di Ho Chi Minh (Diario dal carcere)” , il libro ebbe un’importanza fondamentale per quella generazione impegnata a voler cambiare il mondo e a fermare la guerra del Viet Nam. https://www.ibs.it/diario-dal-carcere-libro-ho-chi-minh/e/9788895574516?lgw_code=1122-B9788895574516&gclid=CKDM4arOl9MCFfMW0wodWdkD0A&gclsrc=aw.ds

  • Carmelo
    Rispondi

    In Corea del Nord troviamo invece gli “Scritti scelti sul socialismo coreano” dei tre massimi dirigenti dell’ ideologia Juche che la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha avuto dalla sua fondazione : Kim Il Sung, Kim Jong Il, Kim Jong Un

    https://italiacoreapopolare.wordpress.com/2013/10/10/nuovo-libro-scritti-scelti-sul-socialismo-coreano/

  • Carmelo
    Rispondi

    In Venezuela troviamo invece il libro “La Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela” di Hugo Rafael Chávez Frías che durante i comizi o le conferenze viene sempre stretto tra le mani del Presidente Nicolás Maduro Moros

    https://elsiglo.com.ve/2015/12/15/que-sabes-de-la-constitucion-de-la-republica-bolivariana-de-venezuela/

  • Carmelo
    Rispondi

    Mentre a Cuba, Fidel Castro ha scritto 4 libri, con interviste autobiografiche
    https://www.cibercuba.com/noticias/2012/02/22/los-libros-escritos-por-fidel-castro

    • Carmelo
      Rispondi

      A questi bisogna aggiungere poi i vari libri scritti da Stalin, Lenin e Trockij.

    • Carmelo
      Rispondi

      “La guerra di guerriglia” è invece il libro del rivoluzionario e guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, scritto subito dopo la rivoluzione cubana e pubblicato nel 1960.

  • Carmelo
    Rispondi

    IL KIT DI LIBRI DEL COMUNISMO SONO STATI PRESENTATI.

  • Vito
    Rispondi

    C’e’ anche il Dittatore Libertario nel Kit ?

    • Carmelo
      Rispondi

      il Dittatore Libertario (Opera maxima di Fabio Massimo Nicosia) nel Kit di libri contro il comunismo dobbiamo per forza aggiungerlo, altrimenti il Kit (e Kat) è incompleto !!!!!!!

      • Carmelo
        Rispondi

        c’è QUALCUNO E’ LIBERTARIO, Compact disc
        ma bisogna aggiungere anche QUALCUNO ERA COMUNISTA per completare il Kit (e Kat)

  • Vito
    Rispondi

  • Vito
    Rispondi

    A Fabio Massimo Nicosia io consiglierei invece una lettura o rilettura, a seconda dei casi, sia de “Gli Indifferenti” di Alberto Moravia , che di “È Gramsci, ragazzi. Breve storia dell’uomo che odiava gli indifferenti” https://www.ibs.it/gramsci-ragazzi-breve-storia-dell-libro-massimo-lunardelli/e/9788879042079

    • Vito
      Rispondi

      Mi dicono dalla regia di consigliere a Vito la lettura de IL DITTATORE LIBERTARIO (Opera maxima dello stesso Nicosia) Una prima edizione di questo studio di Fabio Massimo Nicosia fu pubblicata nelle edizioni Giappichelli nel 2011, la seconda edizione è invece della fondazione de ferrari 2013 . La presente edizione è stata completamente riveduta con nota di Bruno Wolf e prefazione di Domenico Letizia.

      Fabio Massimo Nicosia
      IL DITTATORE LIBERTARIO
      Anarchia analitica tra comunismo di mercato, rendit
      a di esistenza e sovranity share
      “O profeta! Perché… dichiari illecito ciò che Dio ha reso lecito? Dio
      è perdonatore, Misericorde” (Corano, 66a Sura)
      “Noi siamo per l’abolizione del gendarme” (Errico Malatesta, 1926).
      “Lavoro zero, reddito intero, la produzione all’automazione”. (Anonimo,1977)
      “Il comunismo non toglie a nessuno il potere di appropriarsi prodotti della società, toglie soltanto il potere di assoggettarsi il
      lavoro altrui mediante tale appropriazione” [K. Marx e F. Engels,
      Manifesto del Partito Comunista (1848, lo stesso della Produzione
      della sicurezza di de Molinari), Bari, Laterza, 1976, 84]

      http://digidownload.libero.it/wolfbruno/FMNdittLib.pdf

  • Vito
    Rispondi

    P.S. ERRATA CORRIGE No, non sono il consigliere di Fabio Massimo Nicosia, ma bensi il consigliatore dell’Opera maxima di Fabio Massimo Nicosia. IL DITTATORE LIBERTARIO.

  • Carmelo
    Rispondi

    Quindi Vito mi pare di capire che tu consigli a te stesso la lettura del testo nicosiano (o nikeista) mentre riservi a lui la lettura sia del testo moraviano che di quello gramsciano .

    • Vito
      Rispondi

      Sì, certo, è così Carmelo. Perché, come spiegò Fabio Massimo Nicosia in una lettera al figlio Riccardo, «riguarda gli uomini viventi, e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può che piacerti più di ogni altra cosa».

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Non credere a Nicosia, un consiglio da amico.

    • Vito
      Rispondi

      “Quando discuti con un avversario prova a metterti nei suoi panni, lo comprenderai meglio… Ho seguito questo consiglio ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.”

      (Antonio Gramsci, “Odio gli indifferenti”)

      https://www.ibs.it/odio-indifferenti-libro-antonio-gramsci/e/9788861907287

  • Carmelo
    Rispondi

    Oltre tutto tra i personaggi protagonisti del libro del Senatore Lucio Malan: “Una via d’uscita: un romanzo di fantapolitica”, Agorà, pubblicato nel 1987 c’è anche Marco Pannella , per cui potrebbe anche piacere a Fabio Massimo Nicosia,

    • Carmelo
      Rispondi

      Italia 1992: un giornalista, diventato famoso per aver scoperto i mandanti di un clamoroso delitto politico, caduto in disgrazia, per salvarsi e guadagnare 800.000 $, deve estorcere un segreto ad un ideologo dell’opposizione, finito in carcere per reati fiscali ( Leonardo Facco?)
      Ma la missione gli riserverà molte sorprese.. Bisogna a questo punto che spieghi l’intera vicenda del caso Pannella. Il 5 dicembre 1989 Marco Pannella era stato sequestrato a Torino, vicino alla sede del Partito Radicale, in via San Tommaso, dove si stava recando a piedi da un vicino ristorante. Quattro sconosciuti l’avevano preso e costretto a salire su un’auto. Ci furono rivendicazioni da parte di diversi gruppuscoli (tra cui le Nuove Brigate Rosse), ma nessuna sembrava credibile. Di lui non ci furono più notizie. Lo stile del delitto faceva pensare alla mafia, e le sinistre diedero subito credito ad un complotto del crimine organizzato con ambienti della destra reazionaria. Chi nella realtà potesse impersonare questi famosi ambienti non si è mai saputo con precisione. Tutti comunque ci immaginavamo congiure di piccoli industriali (piccoli perché i grandi erano erano generalmente legati al governo, “rinnovatore e progressista“ per definizione, che ricambiava con tante sovvenzioni e leggine compiacenti) con biechi ufficiali fascistoidi e agenti dei sevizi segreti in impermeabile. Naturalmente noi giornalisti allineati al governo, cioé quasi tutti, dammo ampio credito alla voce, parte perché ci credevamo e parte perché sapevamo di sostenere un ‘ipotesi comoda. Io, che tra i colleghi avevo la fama di usufruire di chissà quali informatori, mi potevo permettere di formulare ardite ipotesi, cosi’ ricche di particolari da non sembrare più ipotesi. ” Mettendo insieme le tessere del mosaico- scrivevo- che ci arrivano da voci incontrollate trapelate da ambienti vicini al Viminale, il rapimento del sottosegretario per gli aiuti al Terzo Mondo sarebbe stato deciso da una casa patrizia alla periferia di Roma, verso metà novembre, in un incontro in cui avrebbero partecipato industriali rampanti e ufficiali con ambizioni di junta alla sudamericana. Si dice anche che all’esclusiva serata fossero presenti alcuni agenti (forse ex agenti) dei servizi segreti…” Naturalmente era tutto inventato, ma, come ho detto era una storia che pieceva a chi contava e pur non essendoci un solo indizio concreto che lo avvalorasse la si dava ormai per vera.. Questo mi procuro’ una certa celebrità: il mio quotidiano passo’ i miei pezzi, relegati generalmente nella pagine interne di cronaca, in prima; un settimanale di alta tiratura mi offri’ cento milioni per “ulteriori particolari” sulla vicenda. Io accettai e mi inventai che si era “ormai prossimi al ritrovamento del corpo di Marco Pannella”. Mi misi cosi’ alla ricerca di un qualsiasi rinvenimento di cadavere che potesse darmi ulteriore slancio per sfruttare quella cuccagna, Trovai la notizia che faceva al caso mio: in una discarica abusiva presso Tortona, il 28 dicembre era venuto alla luce durante l’opera di un bulldozer un cadavere in avanzato stato di decomposizione. “Forse ritrovato il corpo di Pannella ” scrisse il mio giornale a tutta pagina.. Tuttavia, nonostante lo scempio fatto dal cingolato, in breve tempo si arrivo’ ad accertare che quello non era il corpo del leader radicale, ma, si presumeva, quello di un balordo sui trent’anni scomparso da alcune settimane. Stavo già mettendo a punto l’ipotesi di un depistamento, cercando di attribuire a chi conduceva le indagini la falsa identificazione (che invece era solo una mia idea), quando- era il 3 gennaio 1990- ricevetti una telefonata con la quale mi si invitava a recarmi in un ufficio della Sicurezza di Torino. Ci andai subito, ma temevo che volessere spiegazioni sulla fonte delle mie notizie. Trovai ad aspettarmi il commissario Iomma, col quale avevo avuto diverse volte a che fare, quando lui faceva trapelare per mio tramite le notizie che gli interessava andassero in giro. Di qui la mia fama di ben informato.

  • Carmelo
    Rispondi

    Una via d’uscita – giugno 1992- l’Italia è ancora un paese democratico? – un romanzo di fantapolitica dove il futuro segue il presente con inquietante logicità / Lucio Malan
    Agorà, 1987
    Saggio Monografico

  • Vito
    Rispondi

    Nel libro “Una via d’uscita” del Senatore Lucio Malan, Marco Pannella viene addirittura sequestrato !

    • Vito
      Rispondi

      146 pagine di suspense

  • Vito
    Rispondi

    Marco Pannella come Aldo Moro, ma con finale leggermente diverso

  • Vilma
    Rispondi

    E sa cosa dicevo a Lucio ?
    Io ero la sua segretaria in quel momento

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    PIù CHE UN KIT CONTRO IL COMUNISMO, QUI URGE UN KIT PER L’ESORCISMO !

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Lucio dev’essere Lucifero

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    L’incredibile storia di Vilma Laudelino de Souza che nacque in una famiglia dove da generazioni si praticava la magia nera.
    Consacrata sin dall’infanzia alle forze delle tenebre, Vima infine viene liberata dal potere di Gesù Cristo.

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Lucio e la sua segretaria stanno facendo danni.

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Lucifero/Vilma Laudelino De Souza

  • Franco Berrino
    Rispondi

    Un tso

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      ai malati di mente comunisti? CI VORREBBE DA TEMPO PER QUELLE MERDE, almeno da un secolo!

      • Vito
        Rispondi

        manca una *h GNURANT !

    • Sonia Patacchi
      Rispondi

      Franco Berrino propone il tso, altri propongono la pena di morte, altri ancora l’eutanasia. Io invece propongo i lavori forzati con la palla al piede. A spaccare le pietre in miniera , dio cane !

    • Sonia Patacchi
      Rispondi

      Franco Berrino * Un Uomo Eccezionale e il suo libro è stupendo!!

  • Vito
    Rispondi

    *uno stalinista

    • Vito
      Rispondi

      Ramón Mercader

  • Carmelo
    Rispondi

    Dietro casa mia,,, il giorno del suo funerale ero lì,, ma mi fermai solo un momento, odio i funerali.

    STAY TUNED

    • Sonia Patacchi
      Rispondi

      Un noto marionettista , Marco Gagliardi, era insieme a me quel giorno. Eravamo presenti al funerale. Ma quando passava il carro funebre, noi giravamo lo sguardo per superstizione. Non vogliamo vedere i funerali di nessuno. Vogliamo solo ridere e mai piangere.

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Questi libertari di merda non sanno nemmeno quello che dicono

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    da tso

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Fabio Massimo Nicosia

  • Giovanni Odin
    Rispondi

    Speriamo che presto, molto presto un altro alpenstock di buona qualità finisca nel cranio di un mentecatto insozzasiti multinick. https://www.youtube.com/watch?v=UX7Y3d001qw

  • Giovanni Odin
    Rispondi

  • Vito
    Rispondi

    C’è qualcuno che ha una parola buona?
    Sono in un periodo davvero pessimo, tutto mi pesa, tutto mi sembra insopportabile. C’è più in generale la mia sociopatia, il mio patire la società come una malattia, salvo capire se poi il malato sono io o questa società di merda che avete costruito senza chiedermi il consenso.
    Scherzi a parte, arriva quindi la parola buona?

    • Vito
      Rispondi

      Fabio Massimo Nicosia

  • Vito
    Rispondi

    Mi dicono dalla regia che mai nessuna persona estranea ti vuole bene.
    Stiamo inguaiati: ormai la mia famiglia è ridotta ai minimi termini, vale a dire che ho praticamente a che fare al 100% con persone estranee.
    Me la gioco sul fatto che non volere bene non significa volere male, significa anche indifferenza: avere a che fare con un 100% di indifferenti fa quasi parità, non è neanche un risultato da buttare via…
    Continuerò a rivolgermi a voi indifferenti, fingendo con me stesso che qualcuno mi possa volere anche quasi bene…

  • Vito
    Rispondi

    Quando esco per strada vedo due cose diverse: le “persone” e la “società”. Qualcuno dirà che sono la stessa cosa, dato che la società la fanno le persone, ma sbaglierebbe. Le persone, in generale, mi piacciono: a meno che non siano dei dott. Jekyll e Mr. Hide, mi sembrano quasi tutte persone gradevoli, ognuna intenta nel proprio rispettando gli altri. La “società” invece la trovo insopportabile, quel tanto di elemento organizzato sul cui filo le persone sono costrette a camminare. Pensateci, vedrete che vi accorgete anche voi che sono due cose diverse…
    la “società” = lo Stato
    lo Stato siamo noi (Piero Calamandrei)

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quando ho scritto per la prima volta su questo sito mi è stato chiesto l’indirizzo elettronico. Giusto filtro per evitare pessimi e sgraditi comportamenti. Ora leggo il mio nome in commenti impossibili da attribuire alla mia persona. E anche altri non attribuibili ad altri frequentatori del sito dei quali conosciamo le idee. Poi vediamo firme miste come un improbabile Christian Colla o Cristiano Colla. Altri commenti con la falsificazione della mia firma, pieni di insulti agli altri libertari. Con un linguaggio che chi mi ha letto fini qui, sa che non mi si addice. In più si mischia tutto e il contrario di tutto, tipo fingere di non capire che i riferimenti alle pratiche superstiziose erano riferite al passato dichiaratamente praticato da parte di qualcuno. In più, vari copia e incolla con ripetizioni a iosa degli stessi interventi. Il vero Christian lo riconosco dal commento del nove aprile spedito alle 20.26. Mi associo anch’io all’appello e chiedo a Fidenato e Facco se si possa far qualcosa per impedire il dichiarato intento di qualche cialtrone di voler “mandare in vacca” (definizione del cialtrone stesso) questo spazio. Non sono in alcun modo controllabili gli autori di questi “commenti”? Non è stato chiesto anche loro l’indirizzo elettronico?

    • christian
      Rispondi

      Su questo non ti preoccupare.
      E’ abbastanza evidente chi è il Troll e chi l’originale, non importa quanti nick possa utilizzare.
      Dopo 25 anni su internet sono abituato a queste problematiche e li riconosco semplicemente dall’introduzione delle loro frasi (loro nemmeno se ne accorgono essendo dei Minus habens).
      L’unica cosa che disturba è il flood di post (o spam se preferisci) che rende tedioso arrivare sino in fondo ai commenti. Quello che scrive d’altra parte è asolutamente ininfluente. Anzi più offende e più lo trovo divertente, come un povero bambino che fa i capricci e dice le parolacce (tipo cacca, pupu, schifo, cattivo, brutto che più o meno è il contenuto dei commenti), essendo ovviamente il suo livello intellettivo.
      In realtà mi aspettavo dicesse qualche cavolata con il mio nick ma il suo scrivere come “christian colla” o “cristiano colla” è stato più simpatico.
      Comunque Alessandro, ti consiglio vivamente e nuovamente di ignorarlo. Se fosse stato uno con gli attributi il sito lo avrebbe già “hackerato” ma il massimo che riesce a fare è tirare giù commenti a raffica. Queste cose le facevano 20 anni fa. Che miseria. Nemmeno il Troll come si deve sai fare (lo ha fatto solo all’inizio poi evidentemente ti sei stancato, in quanto richiede capacità intellettive di un grado superiore). Adesso sei solo uno “spammatore di post” ma da questo punto di vista i bot sono molto più efficienti. Diciamo che evolutivamente parlando sei un gradino sotto i virus per pc, ma non quelli seri che ti rubano i dati e ti costringono a formattare l’HD, diciamo quelli che ti fanno comparire scritte fastidiose sullo schermo.
      Saluti

  • Vito
    Rispondi

    Alessandro Colla e’ proprio fissato con le vacche, vuole “mandare in vacca” https://it.cam4.com/michelina87

  • Vito
    Rispondi

    Questi libertari di merda non sanno nemmeno quello che dicono

  • spago
    Rispondi

    non c’è nessun rischio di confondere i deliri confusi di un povero e triste troll con i commenti del vero Alessandro Colla..

    • Vito
      Rispondi

      Evidentemente Alessandro ha ancora la colla attaccata sotto la suola delle scarpe.

      • Vito
        Rispondi

        Evidentemente ha cambiato gusti e preferisce la politica giocata sul web con un clown che guida le mosse di tutti ed elimina chi non obbedisce.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Grazie, Spago.

  • Carmelo
    Rispondi

    Grazie, Colla

    • spago
      Rispondi

      Grazie, Carmelo

  • Sonia Patacchi
    Rispondi

    Questi comunisti di merda non sanno nemmeno quello che dicono

    • Mario
      Rispondi

      I comunisti sanno bene quello che fanno, cazzo ! Hanno invaso Pontida con le bandiere rosse !

      • Vito
        Rispondi

        E sparisce la scritta “Padroni a casa nostra”, cazzo !

  • Mario
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    il 28 aprile 1945 si eseguì la sentenza di morte di Benito Mussolini e, durante la notte successiva, si provvide al trasporto del suo cadavere e di quello di altri 17 giustiziati, in Piazzale Loreto, a Milano. Secondo alcuni storici e il partigiano Bill, Benito Mussolini fu ucciso da nove colpi sparati da Luigi Longo con l’aiuto di una spia inglese e non come riporta la versione storiografica ufficiale dal colonnello Valerio alias Walter Audisio. Vittorio Vidali, esponente comunista di Trieste, fu invece il mandante stalinista dell’omicidio di Lev Trockij

    • Mario
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      l’assassino di Lev Trockij fu Ramón Mercader, il cugino dell’attrice María Mercader, già seconda moglie del regista Vittorio De Sica e madre dell’attore Christian De Sica e del musicista Manuel De Sica.

  • Vito
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    “Restoring The American Dream” was the first big and maybe the only commercial book on libertarianism, it was basically a libertarianism , a treatise on libertarianism (Robert Ringer)

  • Vito
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    Robert Ringer is an interesting guy. If you’re a Libertarian I highly recommend his book, “Restoring The American Dream”. It’s as good a libertarian read as any out there, IMHO. It’s just too bad the interviewer here knew nothing about Ringer (did not know of his book “Looking Out For #1”!). It would have made for a much better interview.

  • Vito
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    Ringer’s first political/ideological work, Restoring the American Dream (1979), reached #3 on The New York Times Bestseller List in 1979, and was revised, updated, and republished in 2010. The premise of the book is that liberty must be given a higher priority than all other objectives and that a laissez-faire free market is the clear solution to America’s economic troubles.

  • Vito
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  • Vito
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    GREAT WORK MR. ROBERT RINGER !
    I LIKE IT !

  • Vito
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    starts at 1:04 click forward http://www.libalt.gemm.com Robert Ringer is an American entrepreneur, motivational speaker, and author of several best-selling self-help books.
    He is married to a Panamanian former stewardess and Playboy magazine centerfold model Ester Cordet, who was Playmate of the Month in the October 1974 issue of Playboy. They met at a party held at the Playboy Mansion.
    [edit]Writings

    A devoted admirer of Ayn Rand, Ringer wrote his most politically-oriented work, Restoring the American Dream (1979), which dealt with various problems in the United States, and offering solutions through a laissez-faire free market libertarian perspective (in recent years Ringer has modified his views, now describing himself as a “theoretical libertarian/practical conservative”).
    His first book, Winning Through Intimidation, was first published in 1974. In December 2004, Ringer revised and updated the book and republished it with a new title: To Be or Not to Be Intimidated?: That is the Question.
    His other books include Looking Out for Number One (originally published in 1978, but a revised and updated edition is planned for Fall, 2006); Million Dollar Habits (1990), and Action!: Nothing Happens Until Something Moves (2005).

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