In Anti & Politica

NAZI-COMUNISMODI SILVANO CAMPAGNOLO

 

In italia, gli ultras politici che sono i tifosi sfegatati dei vari partiti, riflettono spettacolarmente la storia di questa repubblichina sin dalla sua nascita, o sono comunisti, o sono fascisti,in ogni caso socialisti. La cosa simpatica è che se parli che un comunista e non sei d’accordo ti dà subito del fascista.
Se invece parli con un fascista e non sei d’accordo, ti dà subito del comunista.
La politica italiana è rinchiusa in queste due righe. Ferma su questa visione bipolare, dove se non sei con me sei contro di me (tra l’altro mantra di chiara derivazione fascista).
Nessuno si prende la briga di valutare e/o vagliare idee diverse.
Tutti sanno che se non sei di destra allora sei di sinistra, se invece non sei di sinistra allora sei di destra.
Come se essere “dell’altra sponda” fosse l’unica soluzione possibile.
Poi quando fai notare che è la loro sponda che contiene sia chi sta a destra che chi sta a sinistra, e che “l’altra sponda” non li sopporta entrambi in egual misura, si rintanano nei loro dogmi e si auto-convincono che non è vero ciò che dici e che se non sei fascista allora sei comunista e viceversa, tornando al punto di partenza, in un loop senza fine.
Io francamente rido davanti a questa forzata visione bipolare del mondo.
Visione che purtroppo è solo apparentemente bipolare, in quanto in realtà fascismo e comunismo fanno parte dello stesso pensiero unico socialista.
P.S.: i peggiori di tutti, tra l’altro, non sono i fascisti ed i comunisti estremisti, che se non altro in un certo senso sono coerenti con i loro credo, ma sono tutta quella variegata umanità che sta in mezzo ai due estremi, dal PD a FdI passando per M5S, Lega e FI, tutti variegatamente socialisti e statalisti sempre pronti ad alzare il ditino contro il “fascista” o il “comunista” di turno, il quale andrebbe “rieducato” secondo i dettami del variamente socialismo tifato, pena l’etichettatura.
Ma io sono ottimista, un giorno anche questa gente si evolverà ad un livello più alto e civile, è solo questione di tempo e “di soldi degli altri”.
Articoli recenti
Mostrati 19 commenti
  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Io, davanti a questa visione pseudobipolare (causata in realtà da disturbi bipolari dei contendenti) rido un po’ meno. E il motivo sta nel poscritto di Campagnolo. I socialisti di Forza Italia non si chiamano solo Brunetta o Sacconi. L’altro ieri, il tesoriere di quel partito se ne è uscito con la proposta di ritornare al finanziamento pubblico, come se già non esistesse il cinque per mille. Alla faccia della rivoluzione liberale! E dei risultati referendari. Non condivido l’ottimismo finale. Il DNA di questa gente è incompatibile con l’evoluzione, darwiniana o meno, così come con qualsiasi livello di civiltà; figuriamoci “più alto”. Sarà anche questione di tempo ma sono secoli che aspettiamo il tempo. Tra poco più di un anno compio sessanta primavere, non ne ho ancora molto davanti.

  • winston diaz
    Rispondi

    Quindi insomma la vera suddivisione bipolare deve essere fatta fra socialisti e libertari… e tutti quelli che non sono libertari sono socialisti…

    Ma ti accorgi che stai riproponendo lo stesso identico schema che critichi……………..

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Se la domanda è rivolta a me, la risposta è “No, non me ne accorgo”. Perché non è così, non ripropongo lo schema che critico; né lo ripropone Campagnolo in quanto sono diversi i termini della similitudine. Si critica la presunta impossibilità di scelta su qualcosa di diverso tra fascista e comunista. Ma sia il fascista che il comunista sono contro la libertà, pertanto appartengono allo stesso schema. Altrimenti dovremmo pensare che tra Stalin e Trockij uno dei due debba essere considerato libertario. A chi mi domanda se sono stalinista o torckijsta, ho ben ragione di rispondere mettendomi a ridere. Sul tema della libertà il bipolarismo è in natura. Se la si vuole la si vuole, altrimenti no. Non si può essere libertari a metà, non ho mai conosciuto persone “mezze oneste”, non si può essere “moderatamente defunti”. Chi è per lo stato minimo, va considerato socialista? Non so rispondere, lui si considera libertario e forse in buona fede lo è. Non possono essere considerati socialisti i cosiddetti conservatori? Forse loro non vogliono essere chiamati così ma se sono interventisti in economia, cadono magari involontariamente nel tranello di una delle tante varianti del socialismo. Il corporativismo, il nazionalismo e il mercantilismo sono tre delle tante varianti. Tutte le realtà poilitiche citate nell’articolo sono socialiste di fatto, lo vogliano o no gli esponenti di dette realtà. L’esempio politicamente criminale del tesoriere del partito che promette la rivoluzione liberale ne è testimonianza piena. Del resto il suo datore di lavoro, negli scorsi anni ottanta appoggiava Craxi. Come si chiamava il partito gestito da quest’ultimo? E come si chiamava il direttore dell’Avanti fino al 1915? L’Avanti è stato mai l’organo del partito liberale?

    • winston diaz
      Rispondi

      No, non era rivolta a te.

      Il problema pero’ e’ che bisognerebbe cercare di essere piu’ realisti, i paesi che sappiamo essere piu’ liberali, quelli esistenti in pratica, non in teoria, sono quelli piu’ pragmatici e meno ideologici, che sanno essere socialisti o liberali quando serve, con continue correzioni di rotta, piu’ o meno condivise dalla maggioranza, con piu’ o meno contrappesi. In fin dei conti la contraddizione del liberismo e’ del cosa fare con chi gli si oppone: lasciarlo libero, imporgli di adattarsi? In una societa’ complessa come la nostra, dove e’ del tutto impossibile l’autonomia dagli altri, il problema non puo’ essere eluso con un banale “basta non aggredire gli altri”: purtroppo sono gli altri a decidere se li aggrediamo o no, e la tendenza, specie in questi tempi di affollamento estremo, “percepito” o reale, e’ che qualsiasi cosa si faccia, anche solo restare fermi e non consumare, aggredisce gli altri. Cosi’ come nuoce il consumare. Nulla va piu’ bene a nessuno, diciamoci la verita’.

      E, per Christian, la terza via in economia non solo esiste, ma e’ anche l’unica che sia mai esistita, bene o male la realta’ concreta e’ sempre un compromesso e un miscuglio, mentre per chi non si accontenta e vuole la perfezione, aspetti e speri! (e io gli auguro di non vederla mai, la sua perfezione, perche’ dopo aver visto quante cose aveva tralasciato di considerare, resterebbe MOLTO stupito e deluso, e’ sempre stato cosi’)

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Esiste una terza categoria, molto in voga attorno al 1968, ed è quella del qualunquista.
    Chi , allora, proponeva idee anche vagamente liberali era un qualunquista.
    Esprimevi la tua opinione e ti chiudevano subito la bocca con l’epiteto di qualunquista ed eri un escluso.
    Non esistevi.
    Tra comunisti, socialisti, democristiani, comunione e liberazione , estremi sinistri, lotta continua, etc sono sempre esistiti punti di contatto, discussioni, approcci, azioni comuni.
    Il risultato è quello che abbiamo oggi di politici, politica, governi, stato, debito pubblico, spesa pubblica, tasse, corruzione, degrado, immigrazione abusiva, etc.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    D’accordo con tutto l’articolo che ben denuncia il voluto equivoco della contrapposizione tra comunisti e fascisti, invero cugini di primo grado.
    Un solo appunto sulla collocazione politica dell’M5S: non sono “in mezzo”, ma all’estrema sinistra!
    Mi riferisco ovviamente ai vertici e non ai gonzi che li votano solo perché incazzati col “sistema”
    Sono comunisti furbi che dovendo raccattare consensi ovunque per il momento dicono tutto e i contrario di tutto. Quando verrà il dunque si scopriranno come già avviene quando il governo ha bisogno di soccorso sui provvedimenti più estremisti e rossi tipo “Ius solis”.
    Fa specie che molte persone assennate non l’abbiano ancora capito.

    • winston diaz
      Rispondi

      “provvedimenti più estremisti e rossi tipo “Ius soli””

      Guarda che veramente la liberta’ di movimento delle persone al di la’ dei confini delle nazioni e’ una delle caratteristiche principali del liberismo/anarchismo, in questo caso condivisa col comunismo (che ha qualche radice anarchica), mentre il nazionalismo territoriale e il razzismo su base biologica sono caratteristiche prettamente nazi-fasciste di cui il comunismo e’ del tutto privo (lisenko creo’ grossi danni all’agricoltura sovietica perche’ negava OGNI forma di ereditarieta’ dei caratteri, tutto doveva dipendere dall’ambiente, e lo slogan “proletari di tutto il mondo unitevi!” (sottinteso “al di la’ dei confini borghesi delle nazioni”) qualcosa vorra’ pur dire). Quindi vediamo di non esagerare con le imprecisioni.

      Non c’e niente di peggio per un causa che difenderla con argomenti sbagliati o comunque di infimo livello.

      • Giovanopoulos
        Rispondi

        Alzare i famigerati “muri” a difesa della mia proprietà o territorio ha molto, ma molto più a che fare con la causa liberale che permettere a chiunque di entrare senza permesso.
        Confondere la libertà di movimento con la “libertà di andare dove si vuole è come confondere la libertà con i comodacci propri. E’ un equivoco molto italiano.; sei quindi in buona compagnia.

      • Pedante
        Rispondi

        Israele spiana la strada a una rilegittimazione dell’etnostato.
        http://nena-news.it/commissione-parlamentare-approva-israele-stato-nazione-del-popolo-ebraico/

      • Pedante
        Rispondi

        Storicamente tutti i popoli d’Europa avevano un qualche legame con il territorio, inclusi gli ebrei i quali godevano di autonomia nella gestione e nella conduzione della vita quotidiana del ghetto.

  • christian
    Rispondi

    Come non è esiste la terza via in economia così nei principi morali o si rispetta il NAP o non si rispetta. Un principio non si può seguire a metà.
    Quello che è possibile è che uno stesso individuo in momenti diversi della sua vita possa seguire o meno tale principio (o commettere “violazioni” più o meno gravi).
    Il grigio è la somma del nero e del bianco sullo nello stesso spazio, bisogna vedere quanto nero è quanto bianco.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    O si è liberali o si è socialisti, così come si è onesti o disonesti. Si può diventare onesti se si smette di essere disonesti. E si diventa disonesti quando si comincia a comportarsi male. Non ci sono quindi realtà politiche che possano definirsi liberali e che al tempo stesso sanno essere socialiste quando serve. Intanto il liberale ritiene che non serva mai essere socialisti. Non si può ritenere opportuna la tirannia “quando serve” e al tempo stesso predicare o praticare la libertà. Le realtà a volte socialiste, a volte “liberali” sono tali perché non hanno mai sperimentato il liberalismo autentico. Per questo le maggioranze popolari, digiune di economia, si rivolgono alle liste elettorali che figurano all’opposizione. Ma non è mai opposizione al sistema. Il vero realismo è quello di accorgersi che le soluzioni socialiste, unitamente alla mitizzazione della democrazia, sono quello che non stanno funzionando. Si può essere realisti sul fatto che sia difficile riuscire a convincere le persone su quale sia il sistema più funzionale. Ma il realismo di chi vivacchia sulle preoccupazioni maggioritarie somiglia a quello opportunisticamente andreottiano dei due forni. Gli altri non decidono se li aggrediamo o no: pretendono solo di chiamare aggressione il vivere liberamente. Nel liberismo non esiste la contraddizione del cosa fare con chi gli si oppone. Quest’ultimo è libero di praticare la propria opposizione senza che una maggioranza liberista deliberi normativamente in merito. Nessuno gli impone di adattarsi, se ha bisogno di collaborare si adatterà; altrimenti cercherà una vita anacoretica. In nessun’era storica è mai stata possibile la completa autonomia dagli altri, non è un problema solo dell’attuale complessità societaria. Il problema è riuscire a portare l’idea del principio di non aggressione a un numero consistente di persone. Dire che basti non aggredire gli altri è tutt’altro che banale, trovo più banale pensare di risolvere le controversie con lo strumento bellico. E chi esaltava questo strumento èstato riconosciuto come esponente della banalità del male da una persona del calibro di Hannah Arendt, mica una qualsiasi. E’ l’unico motivo per cui prevale la cosiddetta terza via in economia, l’aggressione da parte di qualcuno. Senza contare che quando l’aggressore è anche ideologicamente estremista, abbiamo avuto seconde vie a forte impatto economico pubblico; anche con totale proprietà dello stato degli spazi geografici e dei mezzi di produzione. Ma era appunto un’estremizzazione del socialismo. Quindi è corretto affermare che non esistano terze vie. O lo statlismo, con le sue varie sfaccettature basate sul “quando serve”, o il liberalismo. Chi non si accontenta è uno spirito libero. Se uno si accontenta di una schiavitù parziale perché in fondo è meglio di una totale, può anche non rimanere deluso ma certo è uno a cui la libertà in fondo non piace. O addirittura lo preoccupa. Se la realtà concrteta è stata sempre un miscuglio, non vedo perché ci si dovrebbe accontentare di mantenerla e non provare a cambiarla. Prima si moriva di tante malattie; se Fleming e Pasteur fossero stati dei rassegnati rinunciatari, molti di noi oggi non sarebbero qui. Non sono ottimista sulla riuscita dei tentativi ma consapevole che la società abbia bisogno di Fleming e Pasteur in campo politico. E non per mettere gli intellettuali al potere ma per eliminare le logiche perverse del potere politico. Non vedo perché si dovrebbe essere delusi nel raggiungimento di una società libertaria, quali sarebbero le cose che gli aspiranti a questo tipo di società avrebbero tralasciato di considerare? Non si tratta di essere perfetti ma coerenti. Il vero libertario sa che non esisterà mai la società perfetta ma mira comunque ad avvicinarsi il più possibile alla perfezione, tentando comunque un miglioramento non del sistema ma dell’esistenza di ognuno. Chi non vuole migliorare si accomodi, nessuno lo disturberà. Se si sente disturbato il problema è suo, se aggredirà verrà respinto. Che gusto c’è nel crogiuolarsi nel miscuglio e nel compromesso solo perché la perfezione non esiste? Non esisterà la perfezione ma esiste comunque qualcosa di migliore rispetto alla situazione attuale. Rassegnarsi può anche servire a stare in pace ma lo spirito libero non sarà mai in pace. Se nulla va più bene a nessuno il problema è di Nessuno. A raggiungere Itaca c’è chi vuole provarci lo stesso, meglio affrontare i Proci che il mare in tempesta. E poi c’è chi ha eliminato anche quelli. Non ha raggiunto la perfezione, appena sbarcato ha sofferto il primo dolore per la perdita del cane. Ma non si è mai rassegnato a lasciarsi trasformare in maiale. Né a lasciarsi portar via il regno da un Antinoo Gentiloni qualsiasi, solamente perché in fondo la maggioranza degli itacensi era socialista o credeva di essere tale.

  • winston diaz
    Rispondi

    “O si è liberali o si è socialisti, così come si è onesti o disonesti. Si può diventare onesti se si smette di essere disonesti. E si diventa disonesti quando si comincia a comportarsi male. Non ci sono quindi realtà politiche che possano definirsi liberali e che al tempo stesso sanno essere socialiste quando serve.”

    Ma cosa dici… sembra il manifesto dell’intolleranza e dell’assolutismo piu’ bieco e reazionario, la negazione totale del relativismo hayekiano: io ho ragione e tutti gli altri hanno torto. Magari fosse cosi’ semplice dirimere le controversie fra le diverse concezioni del mondo.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Questa del manifesto dell’intolleranza è una cretinata. La usano le sinistre quando non capiscono o fingono di non capire le similitudini. Non ho scritto che onesto equivale a liberale e disonesto a socialista. Era soltanto un termine di paragone per spiegare che non si può essere l’uno e l’altro contemporaneamente. Dove sta l’assolutismo in questo? Bieco e reazionario è chi vede nei paragoni un diritto verbale da negare. L’alga è vegetale, la medusa è animale. Non si può essere animali e vegetali contemporaneamente. Ma non do giudizi di valore sull’animale o il vegetale, non dico l’alga ha ragione e la medusa ha torto o viceversa. Nessuno pensa a dirimere alcuna controversia, si tratta solo di avere convinzioni (e comportarsi coerentemente) o di non averne. La convinzione nel liberalismo consiste proprio nel rifiuto teorico e pratico dell’intolleranza. Ma se chi si contrappone a ciò pretende di non essere considerato intollerante e di accusare a sua volta l’altro di intolleranza, allora siamo al concepimento della vocazione alla tirannia. Io nemmeno dico che il tiranno abbia torto e il libero, o aspirante tale, abbia ragione. Dico solo che l’uno è la contrapposizione dell’altro. Certo, trovo difficile dare una giustificazione etica al tiranno; ma questo è un altro discorso. L’aspirante tiranno ha comunque, con i liberali, la possibilità di esprimere le proprie idee. I liberali, con il tiranno, questo diritto non ce l’hanno. Ci sono socialisti in buona fede. La loro dottrina è fallimentare all’origine e un maestro di tolleranza come Popper lo ha dimostrato. Ma nessuno nega loro di continuare a predicare una tesi che si è dimostrata fallimentare anche nell’attuazione pratica. Troppi di loro vogliono imporla ed è questo il vero atteggiamento bieco, reazionario, assolutistico e intollerante. Altri socialisti accettano la sconfitta e si collocano all’opposizione di un sistema liberale (che se è autentico, funziona). Nessuno propone la loro incarcerazione, neanche quando propugnano sfacciatamente la dittatura. Quelli in buona fede possono non essere immorali, magari credono veramente che l’individualità sia meno importante della collettività. Ma non posso definirli liberali o che possano essere tali “quando serve”. La libertà serve sempre, anche a voler essere utilitaristi. Io il processo farsa a Ceausescu lo avrei concluso con una condanna di cinque “Lei” di multa per il presidente uscente e dieci alla moglie. Poi li avrei immediatamente liberati e restituito loro le chiavi di casa. Con l’unica limitazione di non entrare, se non come semplice visitatore autorizzato, nelle sedi parlamentari e governative della repubblica. Sono io il reazionario perché l’ho multato come tiranno? O era lui a esercitare il ruolo del tiranno? Non ho approvato l’intolleranza dei suoi ex sodali, tutti interessatamente frettolosi ad eliminarlo. Ma continuo ad affermare che non si può essere Ceausescu e Ionesco contemporaneamente. Il libertario è libertario, il totalitario è totalitario; non si può essere totalitari quando serve. Anche perché il totalitarismo non serve mai. E non servono le mezze o terze vie tra totalitarismo e libertarismo perché non si può essere un po’ morti e un po’ vivi. Si può preferire un grado di schiavitù più leggera a una pesante, un autoritarismo che conceda un po’ di respiro rispetto a una tirannia completa. Si può rinunciare alla lotta per la libertà onde evitare che si passi, in caso di sconfitta, dall’autoritarsimo alla tirannia. Ma non si può pensare che l’autoritarismo possa essere annoverato all’interno del pensiero liberale. O meglio, si può, ma si pensa oggettivamente un fesseria. Quando D’Annunzio passò a sinistra, disse “vado verso la vita”. Può darsi, forse la libertà può essere morte spirituale perché porta all’assenza di conflitti. Ma o si sta con la vita o si sta con la morte, tertium non datur. Se si confondono i termini del problema, si dà una mano ai fautori di quella neolingua da tempo denunciata, Orwell docet. Se non si riconosce agli spiriti liberi il diritto di dare del tiranno al tiranno, siamo alla follia verbale. Che è la madre di quella politica.

  • christian
    Rispondi

    “Si’ ma vale per le proprieta’ private degli individui, non degli stati.”
    Gli stati sono delle entità astratte non possiedono nulla. Sono gli uomini ad avere proprietà. In questo caso i governanti che hanno espropriato proprietà altrui ed etichettandole proprietà pubbliche le gestiscono come meglio credono. Ma penso che questo tu lo sappia benissimo.
    Colla come sempre le tue risposte sono eccezionali ed oramai sei l’unico che riesce a tenere testa all’infiltrato (visto che ha comunque grande cultura ed intelligenza).
    Unica questione, ritengo che promulgare la dittatura sia un’aggressione, con tutte le conseguenze del caso.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Grazie Christian, ma non credo di essere l’unico. Spago, ad esempio, tiene testa meglio di me e con una maggiore capacità di sintesi. Non so se il nostro interlocutore possa essere considerato un infiltrato oppure esprima solo delle personali contraddizioni. Certo mi hanno lasciato perplesso le ultime uscite rispetto a interventi precedenti. Se è ammiratore di Churchill e di Armando Diaz, è coerente con la ricerca del compromesso a tutti i costi. Sicuramente promulgare la dittatura è un atto aggressivo ma lo è anche solamente applicarla. Infatti avevo scritto che non riuscivo a trovare giustificazioni etiche per il tiranno. E forse è opportuno non cercarle.

  • christian
    Rispondi

    Hai ragione dimenticavo Spago ed altri ma credo che tu sia sicuramente il più prolifico e comunque mi piacciono i tuoi scritti “prolissi”.
    La mia era un po’ una battuta. Infiltrato perché non lo ritengo affatto un libertario (coscientemente e volutamente) non perché mandato da qualcuno anche se sono abbastanza sicuro che quasi tutte le contraddizioni siano volute.

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca