In Anti & Politica

tasseDI CHARLOTTE MATTEINI*

Per il ciclo “Le sfighe non arrivano mai sole” abbiamo il capitolo Fisco Amico.

Scenario: volevo vendere la mia macchina per avere liquidità, dunque faccio una visura alla targa per sicurezza. Non so perché, ho avuto la sensazione di doverla fare. E infatti ho fatto bene, visto che ho scoperto di avere un fermo amministrativo per 6.800 euro di cui non sapevo assolutamente nulla. Mai ricevuto un avviso, una cartella, un sollecito. Sono caduta letteralmente dalle nuvole.

Per capire cosa fosse successo, mi reco stamattina all’Agenzia delle Entrate vicino a casa. Eh no, però, non va bene, mi spiegano che devo andare in ex Equitalia, ovvero All’Agenzia delle Entrate – Riscossione, per prendere visione degli atti iscritti a ruolo e farmi dire che cosa sia successo. Mi mandano dunque in Bicocca, dall’altra parte della città. Arrivo, faccio la fila e dopo un po’ mi trovo al cospetto della signora che mi spiegherà che sono cartelle accumulate nel corso degli anni, tanti anni. Ricado dalle nuvole.

Le spiego di non aver mai ricevuto nulla e di aver scoperto tutto per un caso fortuito, chiamiamolo così. Risaliamo all’atto di notifica e scopro sostanzialmente l’arcano: la cartella del fermo mi fu notificata nel marzo del 2016 a un indirizzo in cui risiedevo oltre 6 anni fa. In qualità di destinatario sconosciuto, la cartella viene depositata in casa comunale senza che io ne sappia nulla e questo per legge perfeziona la notifica. Dunque io, contribuente di Schroedinger, sono allo stesso tempo un destinatario sconosciuto ma anche informato della cartella, per una sorta di finzione giuridica.

La cosa kafkiana di tutta questa vicenda è che quando decisi di tornare a casa dopo quell’anno passato in condivisione feci subito il cambio di residenza, tanto che arrivò anche il messo comunale a verificare il mio trasferimento. Io risulto in tutti i documenti residente al mio attuale indirizzo, la mia tessera elettorale riporta il mio attuale indirizzo, il libretto della mia macchina venne aggiornato all’epoca con il mio attuale indirizzo, i miei contratti riportano tutti il mio attuale indirizzo, indirizzo che però ho scoperto oggi, dopo ben 6 anni, incomprensibilmente non risulta nè al Fisco, né al comune di Milano. Nessuno mi ha saputo spiegare come sia stato possibile, mi hanno solo detto che dovrei fare il giro delle 7 chiese per comunicare a tutti gli enti il problema. Come se non c’avessi nulla da fare tutto il giorno.

Nota a margine: siccome sono una persona corretta, non appena scoperto tutto ho proceduto con la rateazione del debito. Da 6800 euro, nel giro di cinque minuti il debito è salito a 7300. Grazie.

Io non so che tipo di amici abbia chi ha ideato lo slogan “Fisco amico”, però, ecco, io mi sentirei di dirgli che forse ha degli amici un po’ tanto stronzi.

*Tratto dal profilo Facebook dell’autrice

I COMMENTI

FISCO-AMICO

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Mostrati 4 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Se fosse successo lo stesso ad un napoletano o ad un calabrese, equitalia si sarebbe tenuta il debito.
    Il debitore si sarebbe tenuto l’auto e avrebbe continuato ad usarla fottendosene.
    Evidentemente al sud hanno capito , da secoli, come trattare il fisco.

  • andrea
    Rispondi

    7 anni fa ti hanno iscrtitto il fermo ? quindi significa che le cartelle erano ancora più antiche. Ergo.-… era tutto prescritto… ergo denuncia per omissione di atti dovuti, visto che avrebbero dovuto cancellare tutto, nonchè tentata estorsione visto che le cifre non erano assolutamente più dovute
    L’unico fisco amico è quello che sarà condannato dopo il processo di norimberga che tra non motlo verrà celebrato

  • christian
    Rispondi

    Lasciamo stare la questione del cambio di residenza che è un mondo a parte.
    Dieci anni fa ho fatto domanda per il cambio di residenza dopo aver comprato appartamento in un altro comune (prima ed unica casa ed abitazione principale quindi con agevolazioni sull’IVA). Subito dopo ho trovato lavoro in un’altra regione, con la possibilità di tornare a casa solo per il fine settimana.
    Non mi è stato concesso il cambio di residenza perché non mi trovavano in casa quando venivano a fare i controlli. Ho poi scoperto che quegli imbecilli dei vigili erano passati anche durante il fine settimana, quanto ero presente, ma non avevano trovato l’ingresso dell’appartamento (in quanto, per come era stato costruito il condominio, aveva un ingresso separato rispetto al portone principale). Ho fatto opposizione al prefetto ma non è servito a nulla. Avrei dovuto fare ricorso in appello ma non avo tempo visto che viaggiavo tra due regioni.
    Per farla breve mi è arrivata prontamente la richiesta da parte dell’agenzia per il pagamento della differenza sull’IVA.
    Due settimane fa vado all’agenzia delle entrare per la nuova tessera sanitaria, in sostituzione della precedente scaduta, che risultava spedita ma mai arrivata (a seguito di verifica sul sito) e scopro che a loro risulta la residenza proprio nell’altro comune che non era mai stata accettata (casa che nel frattempo ho affittato, visto che con tutte le tasse da pagare risultava più conveniente e visto che non avevo mai avuto la residenza). Il bello è che pochi mesi prima avevo richiesto un certificato di residenza (per altri motivi e qui ci sarebbe un’altra storia da raccontare) e la residenza era quella corretta.
    Sfortunatamente l’impiegato dell’agenzia ha deciso autonomamente di correggere il dato senza che io gli chiedessi niente, evidentemente sapendo che tutte le future eventuali cartelle inviate solo a quell’indirizzo sarebbero state tutte opponibili con successo (come anche io ben sapevo e come indicato giustamente da Bertazzoli nell’immagine sopra riportata). Averlo saputo prima non sarei mai andato all’agenzia ed in culo la tessera sanitaria (che voglio vedere a quale indirizzo mi arriverà questa volta).

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      UN paese allucinante

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