In Anti & Politica, Economia

DI MAURO GARGAGLIONE

Siccome le aziende sono alla mercé della violenza del fisco, i rapporti di affari tra esse sono diventati improntati alla prepotenza e al raggiro, non più all’etica degli affari. Inchiodare il fornitore che aspetta di essere pagato per guadagnare tempo è ormai pratica normale.

Mors sua vita mea. Il sistema di libero mercato che si basa sulla capacità di pesare il mix tra rischio, costo, guadagno e opportunità è completamente saltato.

È l’ovvia conseguenza dello Stato quando diventa il più importante attore economico invece di rappresentare l’ultima istanza per la tutela dei diritti commerciali e di proprietà violati a cui, coloro che dovrebbero essere gli unici protagonisti dell’economia cioè clienti e fornitori, dovrebbero ricorrere.

Se la parte più potente di un sistema economico è quella che può esercitare la violenza maggiore, agli altri non rimane che scannarsi tra loro per sopravvivere ancora un po’.

Questo sistema economico è condannato e la decivilizzazione progressiva è l’unico suo prodotto.

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  • Alessandro Colla
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    Una volta, quando il pensiero era ancora tale e cioè prima del 1968, una delle azioni che gridavano vendetta verso il trascendente era la frode nella mercede al prestatore d’opera. Nella mia Roma di oggi assistiamo al mancato pagamento dei prestatori d’opera nell’azienda dei trasporti ATAC e nelle sue consociate. Con il capitale pubblico, spacciato per privatizzato, l’etica degli affari è distorta già all’origine. Non solo ritardi nel pagamento delle spettanze agli autotrasportatori e ai controllori: le aziende fornitrici dei servizi di pulizia non vengono pagate, dette aziende a loro volta non pagano i dipendenti. Se io non vengo pagato dal mio datore di lavoro non posso pretendere che il fornaio mi regali il pane. Quindi le suddette aziende, visto che hanno non si sa come vinto un appalto e che preferiscono lavorare con quel grande imbroglio che è il settore pubblico, si forniscano cautelativamente di capitale aggiuntivo. Forse pensano che chi vende loro il sapone accetti di non essere pagato perché l’ATAC è in ritardo? Si attende invano una voce sindacale. Dove stanno i sedicenti difensori della classe operaia? Dove sta quella sinistra, romana e non romana, che pretende di avere il monopolio della tutela delle classi deboli? L’etica degli affari prevede il rispetto dei contratti. L’ennesima dimostrazione dell’inaffidabilità del “pensiero” della sinistra creato proprio in virtù del disprezzo per l’attività contrattuale. E quindi in disprezzo per l’etica. Proprio loro, gli hegeliani cultori dello stato etico!

    • firmato winston diaz
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      La differenza e’ che il panettiere fa un lavoro utile, perlomeno finche’ il pane che il cliente gli compra e’ comprato colontariamente…

      I fornitori della pubblica amministrazione, al contrario, spesso sono complici delle ruberie di questa, e lo sono anche quando in buona fede.

      Vedi le forniture ospedaliere al centro-sud, che stranamente costano multipli di quanto costano al nord (e al nord non e’ che non ci marciano…)

      Spesso, anzi sempre, le amministrazioni pubbliche spendono soldi in deficit, soldi che non hanno, apposta, ben sapendo che poi, essendo “troppo importanti (elettoralmente) per fallire”, lo stato e la BCE saranno costretti ad intervenire.

      QUi al nord riasfaltano continuamente strade gia’ perfette, per cui se poi l’appaltatore dell’asfalto in combutta con l’amministrazione non dovesse venire pagato, non me la sento di stare dalla sua parte.

      Oppure vengono, e da sempre, commissionati progetti e studi di fattibilita’ di opere imponenti e costosissime che si sa da subito che non verranno mai eseguite di cui gli studi professionali incassano la superparcella per il progetto (e’ in percentuale sul valore dell’opera) e poi si spartiscono sottobanco, e lo sanno tutti quelli del giro, compresi i “negri” ( i tantissimi neolaureati che lavorano ai progetti per un tozzo di pane). Del resto e’ formalmente legittimo, tutto approvato regolarmente dagli organi democratici rappresentativi e con tutte le tasse pagate – li’ non evadono mica…).

      Ascolatate attentamente e fino in fondo questo Luciano Dissegna, che sa di cosa parla e parla anche di questo, era funzionario delle agenzie delle entrate di schio e montebelluna (e divulgate, e’ una vergogna che abbia solo poche decine di hit in anni di pbblicazione su youtube, sono interessanti e rivelatori anche gli altri suoi interventi):

      https://www.youtube.com/watch?v=IprqtgALXuo

      (e lasciate perdere i commenti via sms dei microcefali da web che vengono interposti, vanificando la serieta’ del messaggio)

    • firmato winston diaz
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      “Dove stanno i sedicenti difensori della classe operaia?”

      Sono cambiati i tempi, che rendono obsoleto marxismo (difensore della classe operaia) e leghismo (nelle origini, difensore della classe dei produttori contro quella sfruttatrice dei “parassiti” – non mi piace il termine, a parlare di zecche sono sempre stati i nazi): oggi il 90 per cento della gente appartiene alla “classe inutile”, utile solo come consumatrice ed elettrice. Alla produzione vera e propria di beni e servizi davvero utili e/o desiderati non partecipa piu’ del 10-15 per cento della popolazione: il resto produce fuffa di cui a nessuno importa nulla, e che nessuno comprerebbe se non fosse costretto in un modo o nell’altro.
      Negli Usa, paese che anticipa gli eventi, l’uno per cento lavora in agricoltura e ormai poco piu’ del 5 per cento nel manifatturiero: fanno tutto le macchine e i loro meccanici, che sono gli schiavi moderni, e lo faranno finche’ ci sara’ energia sufficiente.

  • andrea
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    condivido in pieno… ma aggiungo che tutto questo dura ancora per poco

  • Faber
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    Ho sempre pensato che sia lo stato a rendere selvaggio il mercato, a renderlo una giungla, non il liberismo…

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