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DI MAURO GARGAGLIONE

Il rispetto delle leggi è come il rispetto per i genitori. I genitori hanno la forza per imporsi ai figli e molti genitori infatti lo fanno con la forza. Ottengono, quando va bene, obbedienza, non rispetto. Ma ci sono quelli per cui vale quanto il poeta Fabrizio de Andrè scriveva nel Testamento di Tito

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ora sostituisci il padre con lo Stato e capisci cosa intendo. Per evitare di essere frainteso non intendo affatto che l’autorità non debba essere esercitata, anzi è fondamentale, ma se non è sostenuta dal rispetto in chi la esercita, è solo violenza arbitraria.

Il rispetto però è qualcosa che ti viene dato e lo ottieni quando eserciti l’autorità per le cose giuste. Gli esseri umani prima o poi sentono quali sono le cose giuste e quelle sbagliate, anche i bambini lo sentono. La tragedia è che poi crescono e hanno la memoria corta e, ogni tot di generazioni, debbono sperimentare la violenza sulle proprie carni.

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  • Anna Maria Castoldi
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    Lo stato non mi rispetta, perchè devo rispettarlo. Adesso io lo disprezzo.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Per quanto riguarda lo stato, lo ritengo un nemico.
    Per quanto riguarda l’educazione dei figli, è come gestire un cavallo.
    Va lasciato correre guidandolo senza bastonarlo.

  • Lo stato amico
    Rispondi

    Quel che è richiesto è tributare onore e non amore.

    Tributare è una brutta parola che sarebbe più giusto sostituire con “riconoscere”. Serve riconoscere i limiti per quel che abbiamo ricevuto nostro e loro mal grado e di quel che non abbiamo ricevuto nostro e loro malgrado.
    C’è speranza solo se riconosciamo che chi non ci ha trasmesso quel che a noi manca, a sua volta non ricevette gli strumenti per poterlo o saperlo fare. Esattamente come accade a noi per successione di inadeguatezza.
    Perdonati quindi i limiti della natura umana … perseguire poi con decisione la propria visione non è ne peccato ne essere irriconoscenti. È la nostra breve storia con le sue responsabilità accettate o rifiutate.
    Con lo stato sarebbe un po’ la stessa cosa solo se ognuno facesse la propria parte. Per me ciò è praticamente impossibile e probabilmente uno sforzo non necessario.

    Lo stato non merita rispetto. Un artifizio logico fallito non è una persona. Ed in nome di un tale falso soggetto non si può ostentare alcun sentimento. Quel che si rispetta è la sensibilità di ogni persona imprigionata nell’ idolatria o nell’ ignavia compiacente dello stato; siano essi beneficiati dal Leviatano che servi, zerbini a loro insaputa.
    Detto ciò, con ogni mezzo salvare la ghirba dal gatto a nove code, brandito dagli statalesi, è un dovere.
    Lo stato è la predazione di uomini da parte di altri uomini satanicamente caritatevoli (non importa con quanta buona fede).

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