In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

Nonostante sia abituato a leggere cose assurde, continuo a stupirmi quando mi imbatto in certi commenti sull’operato delle banche centrali. Si consideri, per esempio, quanto scritto da Donato Masciandaro sul Sole 24 Ore:

La popolarità dei banchieri centrali ha vissuto alterne fortune: gli è stato rimproverato di aver dimenticato la stabilità finanziaria durante la Grande Normalità – ma non si comprende perché avrebbe dovuto essere un compito della politica monetaria – e di non aver agito al meglio per gestire la ripresa – ma essendo le critiche di segno opposto, sia delle colombe che avrebbero voluto ancora più aggressività, sia dei falchi che al contrario avrebbero preferito più conservatorismo, viene da dire che i banchieri centrali sono stati solo prudenti.”

Perdoniamo pure Masciandaro quando scrive, in merito ai banchieri centrali (plurale), “gli è stato rimproverato” anziché “è stato loro rimproverato”. Resta il fatto che la stabilità finanziaria, ancorché non sia generalmente prevista negli statuti delle banche centrali come un obiettivo da perseguire, è stata oggettivamente messa a repentaglio dalle politiche monetarie espansive.

Considerando che spesso i banchieri centrali sono paragonati a medici che devono prendersi cura dell’economia, non mi pare fuori luogo aspettarsi da un medico che stia attento agli effetti collaterali dei farmaci che somministra al paziente.

Se poi sembra corretto definire “prudenti” i banchieri centrali, direi che si possa definire prudente anche viaggiare ai 200 all’ora contromano e a fari spenti con una bella nebbia da pianura padana.

Conclude Masciandaro: “Ma ora il grande dilemma è come disegnare la Nuova Normalità. Il 2018 rappresenterà un passaggio assai delicato, tra Scilla e Cariddi. Uno scoglio è rappresentato dalla perdurante incertezza di quello che la politica monetaria può e non può fare per stabilizzare il ciclo economico. L’altro scoglio è il crescere della tendenza al populismo a cui sembrano indulgere quasi tutti i politici: chiedere alla politica economica – inclusa la monetaria – di affrontare i problemi guardando esclusivamente al breve periodo, criticando le élite. Buon vento alle banche centrali.”

Dare la colpa al populismo è ormai una moda, che aiuta a evitare di argomentare ciò che si afferma. Ma se veramente interessassero gli effetti oltre il breve termine, la politica monetaria semplicemente non dovrebbe esistere. Perché sono proprio gli effetti a lungo termine a rendere evidenti i danni delle manipolazioni su tassi e quantità di moneta operate dalla banche centrali.

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Mostrati 7 commenti
  • Alessandro Colla
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    Anche il populismo è un effetto, non la causa. In alcuni dialetti del sud il masciandaro è colui che favorisce le masciande, cioè le praticanti la stregoneria. Nome omen, la moneta fiat è come la magìa; un qualcosa che esiste solo in apparenza. Evidentemente colui che ci ha… Donato l’articolo ritiene che le “colombe” vogliano viaggiare contromano non a duecento ma a trecento kilometri orari. E sulle due ruote. Definire conservatori gli altri, poi, è la solita incapacità descrittiva di chi steso al… “Sole” per “24 ore” al giorno (in estate si può in Scandinavia) definisce di sinistra l’individualismo. Se non ci si crede si leggano le dichiarazioni degli “esperti” dirigenti della formazione politica denominata Fratelli d’Italia. E gli editoriali del loro nume letterario, Marcello Veneziani. Quest’ultimo va informato che i libertari non sono a favore del politcamente corretto come crede lui. E che “totalitarismo dei libertari” è solo un suo personale quanto insulso ossimoro.

    • Dino
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      Da noi effettivamente si dice “masciara/o” inteso quasi sempre al femminile; credevo il significato avesse a che fare con la provenienza geografica, “magiara” dell’est e le pratiche degli zingari.

  • winston diaz
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    La recente politica monetaria espansiva ha gonfiato l’ennesima bolla di borsa negli Usa, di cui nessuno si interessa mediaticamente , attualmente in corso (in effetti denunciarla ora puo’ avere solo effetti catastrofici): credo inoltre che una buona parte dello strombazzato incremento di disparita’ nel possesso della ricchezza stia proprio nell’enorme aumento, virtuale, del patrimonio azionario-finanziario, che peraltro si concentra sull’hi-tech mediatico, probabilmente nella convinzione, comprensibile, che quello sia oggi il potere piu’ influente.

  • Dino
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    “La recente politica monetaria espansiva ha gonfiato l’ennesima bolla di borsa negli Usa, di cui nessuno si interessa mediaticamente , attualmente in corso (in effetti denunciarla ora puo’ avere solo effetti catastrofici)”…… Non è che non interessa o che sia il timore nel denunciarla, quanto semmai non la vedono proprio la bolla del tutto; se i loro modelli macroeconomici sono ormai roba per sbarellati come possono vedere in anticipo l’arrivo di una crisi? credono ancora nell’inflazione derivata dalle pressioni salariali nella vasca da bagno, con la domanda aggregata ecc ecc ed amenità varie. Ovviamente crisi prodotte dall’accanimento terapeutico e dalle cure cui di volta in volta sottopongono il malato. Certo le disparità aumentano soprattutto per questo, non certo per il plusvalore generato dal pluslavoro.

    • winston diaz
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      Hai voglia se la vedono… non sono mica cretini. E’ che sanno che cosi’ funziona, cioe’ che in ogni caso ci rimette piu’ il resto del mondo che loro stessi, che dirigono le danze.
      In regime di economia basata sul denaro, alle crisi periodiche di distruzione finanziaria probabilmente non c’e’ alternativa: l’unico modo di creare valore senza paralizzare l’economia e’ di bruciare periodicamente il risparmio surrettiziamente creato da atttivita’ speculative nel campo finanziario. Il valore del bitcoin e’ li’ come un faro a dimostrarlo, per chi vuol vedere.

      • Dino
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        Non capisco a chi ti riferisci; c’è chi scuote l’albero della politica monetaria e chi ne raccoglie i frutti, sono due categorie differenti seppur alleate. I primi le crisi non le vedono, non credono esista un ciclo del credito e ne tantomeno vedono l’attività bancaria come qualcosa di fraudolento e nel loro “pontificare” sull’economia sono aiutati dal prestigio accademico, accumulato in passato, che tanto gli ha dato in termini di avanzamento di carriera e di denaro, sono quindi in debito costante con la seconda categoria, coloro che traggono vantaggio dalle crisi. Va sempre premesso che la politica monetaria, non dovrebbe esistere data la sua totale inutilità nel creare occupazione, garantire stabilità nei prezzi ecc ecc e gli economisti in un sistema anarcocapitalista, farebbero tutt’altro lavoro da ciò che fanno oggi, sarebbero pressapoco dei divulgatori. L’economia cui tu ti riferisci, è basata su denaro fiduciario, per questo è instabile di natura.

  • Pedante
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    “L’altro scoglio è il crescere della tendenza al populismo a cui sembrano indulgere quasi tutti i politici”

    “Sembrano” appunto. Perché in realtà i politici indulgono principalmente i sostenitori finanziari dei partiti.

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