In Anti & Politica, Economia

DI GIUSEPPE SANDRO MELA

Andate pure a votare, anche il meno peggio, nessuno risolverà i problemi reali, perché per farlo non potrebbe promettere nulla ma solo lacrime e sangue e il licenziamento in tronco del 70% dei dipendenti pubblici con la chiusura dei stipendifici creati dalla politica per farsi mantenere.

Per spiegare e far capire cosa siano 2.340 miliardi di euro di debito pubblico a seguito alcuni esempi:
1: Se prendiamo il giorno della nascita di Gesù Cristo fino a oggi spendendo 3 milioni di euro al giorno non arriviamo ai 2.340 miliardi di euro di debito;
esempio 2: Se spendessimo un euro al secondo impiegheremmo 31.000 anni per spendere 1.000 miliardi di euro;
esempio 3: se Bill Gates trasferisse tutta la sua ricchezza al Governo italiano, questa soddisferebbe le esigenze di bilancio per 45 giorni!
esempio 4: se l’Italia decidesse in questo momento di ripagare il suo debito ad 1 euro al secondo impiegherebbero 74.000 anni! Tuttovabene.

“Nessuno osa parlarne, ma il vero problema in Occidente è quello dei debiti sovrani, oramai fuori controllo.
È tipico della concezione statalista la volontà di mantenere bilanci pubblici in disavanzo per imbonire le proprie clientele, da cui costante aumento del debito, cui consegue la disperata ricerca di come ripianarlo: costi quello che costi, QE oppure tassi negativi.
È la struttura stessa del sistema occidentale che dovrebbe essere mutata completamente: senza abbandono dello statalismo andiamo solo incontro alla catastrofe.”

Articoli recenti
Mostrati 37 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Ma anche se fossimo più ottimisti e lo stato riuscisse a metter da parte 20 miliardi all’anno a riduzione del debito, occorrerebbero 117 anni per annullarlo.
    Dal 1900 ad oggi.
    A bocce ferme, beninteso, sperando che tutto vada liscio per lo stesso periodo di tempo.
    Impossibile.
    Il debito pubblico italiano è di fatto impagabile.
    Solo con un’inflazione venezuelana per alcuni anni lo stato potrebbe ridurlo.
    Al costo di rendere tutti gli italiani dei miserabili indaffarati a trovar da mangiare almeno una volta a giorni alterni.
    E la gente va a votare.

    • Dino
      Rispondi

      Già, vanno ancora a votare e ci credono pure a questi pagliacci. Il debito pubblico ormai è scomparso dal dibattito pubblico; allora se è davvero così poco importante perché pagare tasse ed imposte come se non ci fosse un domani?? Quel debito non vale nulla, è una presa per il culo, per rapinare la gente: debito per beni reali in cambio.
      Stesso discorso in Europa, basta fare i buonisti, se ci hanno voluto o concesso di sedere a tavola con loro, non sono problemi nostri, adesso si paga alla “romana”. Una vita ci hanno concesso, non certo per pagare il “debito”.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        “Quel debito non vale nulla”

        Mica tanto, tutto va bene finche’ quel valore resta li’ fermo.
        Nel momento in cui i creditori volessero la restituzione, in ogni caso avremmo esplosione inflazionistica che non svaluterebbe solo tale debito ma anche il resto della valuta circolante espressa nella stessa unita’ di conto. Quindi e’ in ogni caso una quota parte della ricchezza esistente. Ed e’ per questo che i partner dell’euro si oppongono alla stampa indiscriminata di nuovi euro per pagare i creditori, equivarrebbe a fregargli soldi svalutando anche i loro.

        @Nextstein:
        non occorre inflazione venezuelana, basta il 3 per cento per una quindicina d’anni. Ma perche’ funzioni, bisogna che la spesa pubblica resti ferma, e invece anche in tutti questi anni di supposta austerita’ e’ aumentata anch’essa e di ben di piu’ del 3 per cento l’anno. Il 3 per cento e’ il solo disavanzo annuale (cioe’ quanto spende di piu’ lo stato rispetto alle entrate, che se non erro non sono mai diminuite). Se qualcuno ha fatto austerita’ non e’ certo lo stato. Del resto, e’ lui che comanda e decide a chi farla fare…

        • Dino
          Rispondi

          Ripeto quel debito non vale nulla. Il quantitative easing, “la grande purga” della Bce è servita come compromesso tra gli interessi Nord Europei e Franco mediterranei; per i primi e le loro banche come exit strategy dal nostro debito divenuto “tutt’a un tratto rischioso” e per noi ed il nostro sistema parassitario per sopravvivere. Poi hanno lasciato fare il Drago, proprio perché consci d’averla fatta sporca, Tedeschi in primis. Sarà interessante capire, quando e se termineranno gli acquisti, cosa potrà succedere, visto e considerato che l’inflazione sta tornando anche da noi.
          L’Europa è anche questa, Philipp Bagus scrisse un libro interessante, ma spiega i fatti ed i concetti in chiave pur sempre Tedesca, da teutonico qual’è. Nessuno ha le mani pulite e quindi adesso se ci tengono ad altri giri di giostra, dovranno condividere il debito: eurobonds, non si sfugge, l’integrazione non sarà politica o finanziaria, sarà militare…. poi vedrete.

          • firmato winston diaz

            Guarda che la crisi di insolvenza e’ partita dagli Usa. Le banche centro-nordeuropee e’ da li’ che hanno perso drammaticamente impieghi formalmente AAA per cui POI hanno dovuto tirare i remi in barca nei confronti del sud europa.
            E in Grecia le banche francesi erano esposte il DOPPIO di quelle tedesche… 70 miliardi abbondanti contro circa 40.
            Cosi’ come in Grecia il governo di bussolottari a camere riunite ha fatto deficit del 10 per cento l’anno falsificando i conti… a debito non dichiarato hanno fatto aumentare il PIL del 50 per cento nei pochi anni dall’ingresso nell’euro… 50 per cento!!! In pochi anni per dire i dipendenti pubblici greci sono passati da un reddito di circa le meta’ di quello italiano, a leggermente superiore.
            E adesso fanno il pianto greco…
            CI sono un po’ troppi furbetti che di questi fatti riportano solo quello che fa comodo alla loro narrazione.

        • Dino
          Rispondi

          Tutto vero, ci hanno fracassato i cabbasisi con la storia della “tragedia Greca”, in tutti i talkshow ed hanno creato una narrazione di comodo. Mi pare che il reddito reale a parità di potere d’acquisto dei dipendenti pubblici Greci fosse superiore persino a quello degli omologhi Tedeschi ed Austriaci. Ma il problema di fondo è: chi ha fatto entrare la Grecia nell’eurozona, oppure visto che su questo sito piacciono le metafore mangerecce, alla grande mangiatoia Europea, perché hanno acconsentito anche a noi di sederci a tavola con loro, maestri di disciplina fiscale?? Se io invito a cena Winston ed Alessandro e li porto nel miglior ristorante di pesce che conosca, sapendo il loro appetito e gusto per il buon vino, diversamente da mè che sto a regime, poi saranno problemi miei al momento del conto e giustamente del resto!
          Come sottolineavi tu in precedenza, l’Euro è stato un ottimo capro espiatorio per un’intera classe dirigente di falliti, in quanto hanno avuto ed hanno tutt’ora la possibilità di scaricare la responsabilità su un piano superiore, apparendo dinanzi ai loro elettorati come vittime. Ed ha offerto loro tecnicamente la possibilità di sopravvivere nel tempo grazie ai minori tassi d’interesse sull’indebitamento pubblico, “garantiti” da una valuta pregiata a marchio bundesbank. L’Italia sarebbe fallita già a fine anni ’90.

          • Dino

            Cmqe nessuno ha le mani pulite: dai cialtroni Italiani, bizantini e iberici ai lindi mitteleuropei, parliamo sempre del magico mondo della contraffazione e delle valute fiduciarie; per creare un mercato comune basta abolire dazi, dogane e passaporti a cosa serve la valuta comune? semmai libera circolazione valutaria, concorrenzialità, free banking come sosteneva Von Hayek. Questa è l’europa dei ricottari, sono stati capaci di tessere in modo spregiudicato accordi con quel mafioso di Erdogan……. pazzesco. E poi si dovrebbe parlare di + europa??

          • firmato winston diaz

            “a cosa serve la valuta comune”

            Serve non a eliminare ma perlomeno a diminuire la sua manipolazione, da parte di chicchessia: e’ piu’ difficile modificare a scopo treccartaro-speculativo (nel senso deteriore del termine) una grande massa valutaria di uso generalizzato che una piccola. Vedi, fra le altre cose, l’oscillazione schizofrenica del bitcoin con la sua intrinseca tendenza alla deflazione: diciamoci la verita’, chi la vorrebbe mai una moneta demenziale cosi’, per altri scopi che non fossero quelli puramente speculativi, nella speranza che abbocchino quanto piu’ boccaloni possibile? Oppure chi le vorrebbe tante monete cosi’, con spaventosi effetti di marea fra l’una e l’altra, scatenati sempre dalla speculazione al cambio, fine a se stessa? Se non sbaglio un famoso estimatore della scuola austriaca, De Soto, vedeva positivamente l’euro come migliore approssimazione ad una valuta neutrale del tipo dell’oro. Non per niente l’euro e’ odiato specialmente da coloro i quali desiderano la libera manipolazione politica del tasso d’interesse e della quantita’ di moneta da parte degli stati nazionali (vedi le ultime posizioni quelle si’ fascio-nazionalistiche della lega, che rovesciano le sue storiche), e lo considerano l’arma dirompente dell’odiato neoliberismo, lo dicono esplicitamente e chiaramente: una volta tanto con qualche ragione, probabilmente. Insomma mi pare che ci sia molta confusione in giro, piu’ di quella gia’ di per se’ inerente alle cose politico-economiche, mettetevi d’accordo, perche’ cosi’, con tutta questa confusione, mi pare che non si va da nessuna parte, se non a sbattere.

          • christian

            Wiston, il Bitcoin che in 9 anni ha guadagnato valore centomila di volte (e non è un modo di dire) lascialo pure agli altri. Tu continua pure a tenere in mano le valute fiat stampate a vagonate dalle banche centrali, tanto stabili che in pochi decenni riescono a perdere la maggior parte del loro potere d’acquisto (però in modo controllato e rassicurate). Mi raccomando stai lontano dalle bolle dei tulipani, dalle pseudo figurine digitali scambiate dai nerd, dalla moneta della droga, dei terroristi e dei mafiosi che fa morire i bambini di fame. Lascia pure gli speculatori, reincarnazione del male, a giocare con lo sterco del diavolo del nuovo millennio e traviare poveri minorati mentali che investono credendo che questo letame digitale abbia un valore (ovviamente in compagnia di tutti gli sviluppatori, imprenditori ed altri personaggi delle mondo delle criptovalute, che sono o truffatori o dementi, e tra cui presto potrai annoverare anche banche e stati [diariobitcoin.com/index.php/2018/03/01/alemania-legaliza-criptomonedas-y-las-reconoce-como-medio-de-pago/]). E’ risaputo che la possibilità che ognuno possa emettere la propria moneta non manipolabile in competizione con gli altri (e non mi riferisco agli stati) è qualcosa di aberrante per la scuola Austriaca, no?
            Oggi in quale dialetto mi insulti?
            p.s. l’unico motivo per cui ti rispondo sempre sull’argomento è per evitare che qualcuno, visto che sei dotato di notevole talento nell’argomentare e di varie conoscenze in altri campi, possa credere che le tue idee in merito alle criptovalute abbiano un minimo di fondamento e quindi ignorare una rivoluzione epocale senza, quanto meno, cercare di informarsi e costruirsi una propria idea in merito.

          • Guess who?

            DINO-DIAZ-CHRISTIAN = A ‘MPUNITI, A CLONI, A CAZZARI !!!!!!!!!111!!!!!!!!

          • firmato winston diaz

            “il Bitcoin che in 9 anni ha guadagnato valore centomila di volte”

            Come moneta da usare per lo scambio, vorrebbe dire che le merci con esso scambiate si sono deprezzate di 100.000 volte. Ti sembra anche solo lontanamente ragionevole, intelligibile? La prima caratteristica che deve avere una moneta per essere usabile deve essere la stabilita’ del suo valore. Da questo punto di vista, l’euro, dopo la normale inflazione dovuta alla sua introduzione, e’ un’ottima moneta, il bitcoin pessima. Il bitcoin e’ ottimo per la speculazione, e infatti e’ pompato al massimo e idolatrato da quelli che fanno speculazione finanziaria per mestiere e dagli aspiranti tali, fra cui gli pseudoliberali ultrareazionari di rischiocalcolato e in parte Carbone. Ma carbone e’ speculatore di professione, se ci fosse una sola valuta dovrebbe trovarsi un lavoro, l’intelligenza non gli manca, sarebbe bello se la usasse in modo reciprocamente utile anche per gli altri invece che parassitariamente… ;)

          • Dino

            Huerta De Soto si pronunciò in favore dell’eurosistema, per le sue capacità di sterilizzare l’inflazione prodotta dalle banche centrali nazionali e per dare ai paesi dell’area mediterranea una certa disciplina fiscale e di bilancio, così come l’hanno avuta nel periodo in cui erano in vigore gli accordi di Bretton Woods. Poi giustamente s’è ricreduto, quando Draghi decise di porre fine ai vari tentativi d’aggirare i trattati con le super linee di credito alle banche, per passare direttamente al quantitative easing del 2015. Ti allego un video interessante.

          • Dino

        • firmato winston diaz
          Rispondi

          ‘Sta roba dura 1 ora e non ha sottotitoli intelligibili. potresti cortesemente fare un sunto? In ogni caso, se huerta de soto si e’ ricreduto di qualcosa di sensato detto da lui predentemente, sono problemi suoi, non nostri.
          Mario Draghi avra’ anche fatto l’errore fatal, ma il genialoide che lo critica cosa avrebbe fatto di tanto meglio? Considerando che quando il pueblo s’incazza son cazzi amar, carmencita.

          • christian

            Sensato solo per te che peraltro non hai capito il senso dell’elogio di De Soto all’euro, inteso come giustamente ha riportato Dino.
            Prima citi il pensiero di De Soto per sostenere le tue tesi poi quando le modifica alla luce di successive considerazioni sono “problemi suoi”. In pratica è sensato quando è allineato al tuo pensiero, un “disturbato” (che deve risolversi da solo i suoi problemi mentali) quando non lo è.
            Sul Bitcoin lascio stare tanto non è cosa della tua era (quindi da bravo luddista sei portato a distruggere ciò che tecnologicamente non comprendi), ma che una nullità saccente come te, senza volto e senza identità (ma in questa categoria ci sono anche io), possa permettersi di insultare Carbone, dopo aver insultato poco prima Facco e Fidenato (usando la qualifica di anarcocapitalisti alla stregua di un epiteto ingiurioso) con la frase “Quanto dobbiamo pagare, anarcocapitalisti facco e fidenato, per liberarcene?
            Tutto ha un prezzo, no? Quanto? Fate un’offerta! Battete un colpo. Gratis. per una volta. Idioti.” questo si che è una cosa insopportabile. Giogio e Guess sono solo degli inutili e fastidiosi Troll, l’unico da cui bisognerebbe liberarsi veramente è una bestia statalista, luddista e neo malthusiana come te non fa altro che insultare il pensiero libertario ed anarcocapitalista da anni sulle pagine di questo sito.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Mela, quello che su quel sito di promotori finanziari bigotti e opportunisti che e’ rischiocalcolato prometteva sfracelli economici apocalittici e ogni tanto si vantava di avere guadagnato alla grande speculando al ribasso…

    • Guess who?
      Rispondi

      LOL, sei ossessionato dai promotori finanziari in stile mediolanum.
      Ciccio, ideona, se sposti un po’ più a sinistra diaz e un po’ più a destra giorgio, li puoi unificare, tanto non è che poi ci sia tanta differenza tra i due.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        ma va a farti fottere imbecille

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        Sei tu il clone dei cloni.
        Quanto dobbiamo pagare, anarcocapitalisti facco e fidenato, per liberarcene?
        Tutto ha un prezzo, no? Quanto? Fate un’offerta! Battete un colpo. Gratis. per una volta. Idioti.

        • Guess who?
          Rispondi

          Ciccio, ma sei in quei giorni? hai le tue cose? LOL

  • Giorgio
    Rispondi

    ok, il debito pubblico è fuori controllo, e allora? tagliamo drasticamente le spese dello stato? licenziamo il 70% dei dipendenti pubblici? in italia ci sono 3.257.014 dipendenti pubblici, licenziarne il 70% equivale a mettere in mezzo alla strada 2.279.909. triplica quel numero considerando pure i coniugi e figli che si troverebbero senza uno stipendio. bene, fatto questo, caro il mio genio, come possiamo risolvere il piccolo problema che si verrebbe a creare? sarei proprio curioso di sentire la ricetta, la panacea in grado di sconfiggere la disoccupazione, di dare dignità alla vita delle persone attraverso il lavoro, di sfamarle, vestirle ecc. Mi si dica cosa si potrebbe fare insomma per risolvere qualche problemi che, nonostante tutto, lo stato sociale è stato in grado di risolvere.

    • Dino
      Rispondi

      Si vede come sia in grado di risolverli i problemi lo “stato sociale”. Non lavoro i mesi invernali, resto stagionale così da poter prendere il sussidio di disoccupazione i mesi invernali…… oppure il tizio che mette in cassa integrazione i dipendenti, così da pagarli uno stipendio a nero più basso. Lo stato sociale è solo illusione ed in ambito politico la soluzione che passerà sarà sempre la stessa, acquistare tempo con gli eurobonds, a prescindere da che ne pensino i nordici, visto che con lo spauracchio Russo, gli Americani spingeranno per una maggiore integrazione militare di Francia, Germania, Polonia ed Italia, così da poter rientrare un po’ con le spese sul fronte Nato. E poi come suggeriva giustamente Alessandro, si farà una nuova valuta atlantica, Bancor o SDR che sia, che salverà i bilanci purché la farsa continui: the show must go on. Non ci sono soluzioni.

      • Pedante
        Rispondi

        …tranne quella Finale che si prospetta per l’uomo bianco.

      • Giorgio
        Rispondi

        ma come si fa a scrivere che lo stato sociale non ha risolto problemi che la sua assenza invece non toccava. lo stato sociale ha esteso la copertura sanitaria ai meno abbienti, e come conseguenza viviamo di più, ha scolarizzato più o meno gratuitamente la società, e come conseguenza oggi sappiamo leggere e scrivere più o meno correttamente, ha regolato il mercato del lavoro, e oggi lavoriamo 8 ore al giorno in condizioni dignitose, ha permesso alle persone di spostarsi da un luogo a un altro, e oggi possiamo viaggiare a condizioni economiche soddisfacenti, ha ordinato gli spazi pubblici e privati, e ora possiamo spostarci con facilità, ha migliorato i servizi, e ora abbiamo l’acqua corrente a casa, abbiamo elettricità, ecc., e la lista sarebbe ancora lunga. ripeto, come si fa a scrivere una cazzata come “Si vede come sia in grado di risolverli i problemi lo “stato sociale”?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Come si fa? E’ semplice: non ci si fodera gli occhi. Tutte quelle conquiste le abbiamo malgrado lo stato sociale, le dobbiamo alla scienza. Se il lavoratore dipendente avesse potere contrattuale proprio, sarebbe un negoziante. E potrebbe chiedere più dignità. La copertura sanitaria è una finzione, per un’ecografia prenatale si aspettano dieci mesi e sta bene solo chi paga due volte: le tasse prima e il servizio ospedaliero privato poi. Lo stato sta progressivamente analfabetizzando la società, come dimostra il commento precedente. La gente era più istruita nel periodo rinascimentale quando l’istruzione non era obbligatoria. Lo stato ha regolato il mercato del lavoro e come conseguenza abbiamo più disoccupazione involontaria. Gli spostamenti sono frutto della tecnologia, avanzata malgrado lo stato. Che i servizi siano migliori lo credono solo i deficienti o coloro che vivono fuori della realtà quotidiana con la quale si confrontano i pendolari e i cittadini comuni. L’acqua e l’elettricità stavano avanzando aanche senza lo stato che poi ha creato servizi pessimi, monopolistici e con prezzi alle stelle. L’idiozia, o come la chiama più volgarmente lo psicopatico del villaggio, è quella di affermare il contrario. I fatti parlano, lui blatera. Come suo solito.

    • Dino
      Rispondi

      Nel sistema sanitario pubblico meridionale, se non conosci Qualcuno son problemi tuoi. Non mi sembra molto in linea con il principio di uguaglianza che anima questo deficiente che scrive con cotanta acrimonia nei nostri riguardi e nemmeno con quello del suo partito… il PartitoDeficienti, nonché dominus incontrastato delle corsie ospedaliere del mezzogiorno.

      • Dino
        Rispondi

        Mi correggo, con il suo PRESUNTO principio d’uguaglianza.

    • Giorgio
      Rispondi

      come sempre il colla capisce fischi per fiaschi. va beh, speranze non ne ho mai avute, quindi la cosa non mi sorprende. che queste cose le dobbiamo alla scienza (che poi il colla ha dimostrato di conoscerla davvero bene questa scienza…) equivale un po’ alla situazione in cui il povero di spirito guarda il dito e non la luna, quando gli viene indicata quest’ultima. tralasciamo verbose disquisizioni su che cosa sia la scienza (che il colla evidentemente non distingue dalla tecnologia), e ammettiamo pure che le scoperte che ci hanno fatto vivere meglio siano state fatte con il solo contributo di fondi privati e non pubblici (ammissione questa fatta per far contento il colla, ma che evidentemente non corrisponde affatto alla verità dei fatti, ma tant’è!), quale interesse avrebbe potuto avere un privato a estendere la rete fognaria, ferroviaria, stradale, e più in generale i servizi in quei luoghi dove vivono le comunità isolate? molto di quello che è stato costruito negli anni dallo stato sociale, è stato fatto in perdita o in ogni caso con la prospettiva di non guadagnare, ma per il solo e semplice scopo di rendere le cose più semplici per il cittadino. per fortuna che gli stati lavorano in perdita e che non mirano al profitto, altrimenti molti dei servizi di cui attualmente usufruiamo non sarebbero accessibili.
      le singole panzane del colla, come al solito, non andrebbero nemmeno commentate. ” La gente era più istruita nel periodo rinascimentale quando l’istruzione non era obbligatoria.” ma veramente questa corbelleria merita una risposta??? e che dire di questa “Lo stato ha regolato il mercato del lavoro e come conseguenza abbiamo più disoccupazione involontaria” colla che conosce la logica meglio di me, sa bene che il contrario della proposizione “se a allora b” non è “se non a allora non b”. ma che lo dico a fare, tutte le sue facezie si basano su questo ragionamento

      • Dino
        Rispondi

        Certo, la gente era più istruita nel periodo rinascimentale. Leonardo Da Vinci non mise mai piede in un aula di liceo o universitaria.Fu ragazzo di bottega.

        • Giorgio
          Rispondi

          difatti, solo l’italiota medio reputa Leonardo da vinci essere un genio universale. ma studiosi seri, tra cui lucio russo, hanno messo ben in evidenza che, almeno per la parte scientifica e tecnologica, leonardo si è limitato a copiare codici alessandrini che erano stati comprati dai medici e da altri mercanti fiorentini senza sapere esattamente di cosa parlavano

          • Dino

            Infatti il genio non crea mai dal nulla, piuttosto sa assemblare diverse parti di conoscenza.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il caso clinico è ancora più grave di quanto temessi. Io capirei fischi per fiaschi, lui che invece non capisce nulla e non sa cosa siano i fischi e i fiaschi, ritiene di essere in grado di intendere e volere. Io non ho dimostrato né voluto dimostrare di conoscere la scienza ma so cos’è la scienza. Lui ne parla senza cognizione di causa. Sostiene che l’avrei confusa con la tecnologia. Ma quando, o sommo sciocco? Le ho distinte bene, solo lui non se ne è accorto, ponendo la prima in linea con le conquiste e la seconda con gli spostamenti nel settore dei trasporti. Se mai è lui a non comprendere che senza la scienza non ci sarebbe tecnologia. Che c’entra il paragone con il dito e la luna? Così, tanto per scimmiottare pappagallescamente qualcuno dal quale l’ha sentito in un contesto più consono all’espressione stessa. Ho detto che le conquiste le dobbiamo alla scienza e non allo stato sociale, quale sarebbe il dito e quale la luna? Non ho detto che lo stato sociale ha provocato conquiste ma che Roosvelt era antipatico o ne ha approfittato e quindi dobbiamno andare contro di esso. In quel caso il paragone dito – luna avrebbe avuto un senso ma l’incapace che ne sa? La sua “prosa” preferita è “non corrisponde AFFATTO alla verità DEI FATTI”. Affatto dei fatti, altra perla linguistica che lui non vuole regalare a noi porci. Tra l’altro è proprio così che andò ma lui non vuole guardare nel telescopio. Altrimenti Galileo ha ragione e lui torto. Poi ci dirà che Galileo ha copiato tutto dai sumeri, lui sicuramente copia dai somari. Quale interesse può avere un privato a estendere la rete fognaria in comunità isolate? Semplice: il pagamento dai membri delle comunità per il servizio. Membri che sarebbero in grado di pagare se non fossero tassati dallo stato. Il beota sostiene che sia una fortuna che gli stati lavorino in perdita. Già il fatto di sostenere la bontà di un lavoro in perdita la dice lunga sulle capacità intellettive dell’insopportabile. Ma dove sarebbe la fortuna conseguenziale, secondo lui? Nel fatto che “altrimenti molti dei servizi di cui attualmente usufruiamo non sarebbero accessibili”. Poi le corbellerie le dicono gli altri! Prima dell’invadenza statale, i servizi esistevano; compatibilmente, è ovvio, con il grado di progresso tecnico – scientifico delle varie epoche. Progresso che lo stato è solo in grado di ritardare. Tanto è vero che non usufruiamo di servizi efficienti. Se ritiene che nel periodo rinascimentale l’istruzione fosse più bassa di adesso, si informi accuratamente per una volta nella sua vita. Se sostiene il contrario la corbelleria la dice lui, come al solito del resto. Come dovrebbe informarsi su un filosofo in linea con il suo pensiero totalitario quando “tratta” di logica. Fichte, infatti, sostiene che A sia uguale ad A. Per lui, ovviamente, è il contrario. Oppure dirà che Fichte non lo ha detto. Certamente “non A, allora non B” può non essere, a causa di varianti intrinseche, il necessario contrario dell’eventuale “se A, allora B” Ma che c’entra con tutto il discorso e con la disoccupazione creata dall’interventismo statale? Perché parla di logica se ne sa quanto io di Formula Uno automobilistica? Dove trova l’incongruenza, dove le facezie e dove si baserebbe il mio ragionamento sul “non A, allora non B” come contrario di “A, allora B”? Chi l’ha suggerita all’analfabeta questa pseudosimilitudine? Perché non dimostra il tutto con un esempio invece di cambiare discorso ogni volta che gli si dimostra il contrario e che lo si mette in seria difficoltà? Non solo linguistica ma anche concettuale? Il suo problema, non l’unico, è che non vuole convincersi che lo stato sia asociale o per meglio dire antisociale. Io non so se Lucio Russo abbia scritto veramente ciò che afferma lo squinternato anonimo che continua a rifiutarsi di uscire allo scoperto. So però che l’italiota è lo squinternato stesso ma non medio, se mai bassissimo. Che la gente fosse più istruita prima lo dimostra il modo in cui lui scrive e soprattutto ciò che srcive a livello “contenutistico”. Anche qui, obbligo di virgolette perché il meschino è completamente privo di contenuti reali. Non credo che gli studiosi seri sostengano che Leonardo si sia “limitato a copiare”. Come tutti i geni autentici, avrà sen’zaltro preso spunto dal passato per rielaborare in momdo magnifico ciò che prima nessuno aveva mai pensato di rielaborare. Non sarà stato certo l’unico a venire in possesso di codici del passato. Lui è stato genialmente in grado di applicarli alla sua epoca, altri no. In ogni caso non era l’unico a imparare dalla bottega. Forse il poveraccio ritiene che solo in una scuola statale, Leonardo sarebbe diventato veramente un genio. O forse non lo ritiene un genio universale perché una cosa del genere può esserla soltanto lui, notoriamente genio incompreso. Che infatti si contraddice brillantemente da solo quando afferma che i codici alessandrini furono comprati dai mercanti. La dimostrazione che i privati comprano anche cultura. Lo stato, probabilmente, li avrebbe considerati documenti politicamente scorretti e li avrebbe irrimediabilmente perduti. Così come fa con “L’Azione Umana” di Mises e con molti altri testi di innumerevoli autori che l’insultante insulso non legge perché non ha tempo. Per forza: il tempo lo perde a scocciare noi. Poi quanto gliene rimane, se deve seguire la sua presunta attività di libero professionista “al catasto” che non ha mai chiarito dove e di che tipo? Io non solo non ho tempo di mettermi a replicare nei siti di realtà contrarie al mio pensiero. Non lo farò neanche da pensionato per una questione di buona creanza. Ma scemi e villani spesso si identificano. Eccone un esempio concreto.

  • Giorgio
    Rispondi

    caso clinico, sommo sciocco, l’incapace, beota, insopportabile, analfabeta, squinternato, meschino, poveraccio, l’insultante insulso, scemo e villano.
    ma si può seriamente discutere con un maestro dell’insulto tale?

  • christian
    Rispondi

    Grazie Giorgio che ci regali le perle di saggezza di Colla, mentre le tue “perle” dalle pure ai porci (quelli veri) che loro sicuramente le sanno apprezzare. Mi raccomando continua a scrivere.
    p.s. non me ne voglia Colla per il mio…, diciamo…, augurio che il Tizio continui nei suoi vaneggiamenti ma leggerne le risposte al suddetto “caso clinico, sommo sciocco, l’incapace, beota, insopportabile, analfabeta, squinternato, meschino, poveraccio, l’insultante insulso, scemo e villano” è cibo per la mente (già solo la varietà degli epiteti riportati sono un piacere per la lettura).
    In ogni caso i Troll generalmente godono nell’essere presi cosi tanto in considerazione, anche tramite insulti. Le tue copiose pagine di risposte sicuramente gli procurano orgasmi indescrivibili, dubito, quindi, che te lo leverai tanto facilmente di torno.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Difficilmente riusciremo a liberarcene ma anche questa volta si è rivelato per quello che è. Non si è accorto, infatti, che tutti gli epiteti a lui rivolti erano stati utilizzati da lui stesso nei confronti dei partecipanti a questo sito. In forma sgrammaticata e ripetitiva, certo, ma cambia solo l’estetica. Evidentemente, come tutti i soggetti infantili, ritiene che il diritto all’insulto sia una sua prerogativa e che gli altri non abbiano diritto alla legittima difesa. Basta scorrere i suoi “interventi” per leggere frasi del tipo “si può essere così sciocchi da pensare che… ?”, soltanto un demente ritiene che lo stato non serva…”, siete tutti un caso patologico, voi libertari…”, Se solo leggeste… ” (noi, vero?), “in cosa mai siete competenti…?” “la scienza non è per voi…”, “inventate tutto…” Quindi ritiene che il diritto all’offesa sia una sua esclusiva. Il classico schema dell’aggressore che si atteggia a vittima per accreditarsi come aggressore. Potrebbe aver ragione GIG ipotizzando un individuo che lavora per una formazione politica di sistema e che quindi non ha altro da fare. Il bello è che si chiede se si può discutere con un maestro dell’insulto. Quindi non può discutere con sé stesso, vero inconsapevole maestro dell’insulto e unica attività in cui è maestro. Ma poi, che si chiede a fare se si può discutere con noi? Chi lo ha invitato alla discussione? Si è intromesso da perfetto maleducato e invece di ringraziare per l’immeritata ospitalità, spara accuse a vanvera e plateali insulti dei quali non si accorge. Quando è messo alle strette si rifugia in una finta ironia che non provoca riso ma compassione, anche perché non conosce la tecnica dell’ironia. Continua a nascondersi e a non dirci chi è per poter avere garantito il monopolio dell’insulto con la copertura dell’anonimato. Nell’intervento sull’ultimo articolo di Birindelli, invece di controargomentare (come potrebbe? non è in grado neanche di argomentare normalmente) si illude di mostrarsi divertente con la frase “un applauso all’intervento, sulla fiducia”. Che vuol dire? Quale fiducia? Di chi? Allude agli altri lettori di questo sito? Non hanno bisogno di applaudire “sulla fiducia” (ci spiegherà cosa intende dire esattamente) né di affidarsi a carismi come fa lui ma di confrontarsi. Con interlocutori seri, però. E soprattutto graditi. Se ll soggetto ha capito, cosa che non credo sia in grado di fare, ne tragga le dovute conseguenze. Altrimenti vada al diavolo, interlcutore molto più adatto alla sua perenne incosistenza.

    • Giorgio
      Rispondi

      non le rispondo come dovrei per due motivi:
      1) non ho tutto il tempo che ha lei, dato che io lavoro…
      2) le sue argomentazione sono una patetica ostentazione di tuttologia, in cui attinge superficialmente da diversi campi del sapere, senza aver la benché minima conoscenza di quello che sta dicendo, e che di conseguenza non meriterebbero nemmeno di essere prese in considerazione. magari se avrò più tempo in seguito articolerò una risposta più adeguata, anche se, ripeto, non la meriterebbe affatto.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quello che gli ottusi non capiscono è che anche gli altri lavorano e dicono anche che lavoro svolgono al contrario di loro. Che probabilmente il tempo lo hanno perché qualche partito politico ufficiale li paga proprio per questo. La tuttologia, i citati ottusi non sanno neanche cosa sia. Ho detto di non intendermi di medicina, di biologia, di tanti campi correlati alle scienze naturali, di informatica, di motoristica, di falegnameria, di sport… Non ho mai ostentato nulla, come si è sempre accorto chi sa leggere, mi sono sempre limitato a esprimere quello che ritengo di conoscere e che i triangoli ottusangoli non conoscono affatto; malgrado ciò, trattando gli argomenti da saccenti. Sull’aggettivo patetico lascio agli altri lettori il giudizio su chi lo sia veramente tra il sottoscritto e i manifestamente incapaci di prefessione. Attingere dai campi del sapere è un dovere di ogni persona logica e responsabile. Sull’avverbio “superficialmente” abbiamo avuto occasione di dimostrare di andare ad approfondire personalmente le varie tematiche proprio per evitare di cadere nei luoghi comuni che infestano la mentalità corrente. Mi “vanto” di comprendere la politologia. Il signore che accusa gli altri di non conoscere, può vantarsi di tutto perché non sa nulla di nulla e lo dimostra ogni volta che parla. L’incapace di cui sopra, quando accusa di superficialità gli altri, si pone nella stessa posizione in cui mi troverei io se mi mettessi a ironizzare sulla bassa statura fisica di una persona. Sono costretto a ripetermi: chi mi conosce direttamente e visivamente, comprende bene la similitudine. Il soggetto inutile, che continua ad autoproporsi senza invito, la superficialità che vede strabicamente negli altri l’ha pienamente dimostrata con la sua sfilza dei già menzionati luoghi comuni. Ma non si è dimostrato solo superficiale, ha preferito deliziarci della sua crassa e ostentata ignoranza su ogni tipologia argomentativa. Non è obbligatorio essere colti ma si dovrebbe evitare di salire in cattedra o addirittura sul piedistallo. Nessuno lo avrebbe giudicato se si fosse limitato a non condividere il nostro pensiero. Ma la sua pretesa di giudicare negativamente tutti coloro che non condividono le sue pseudoaffermazioni, unita all’altra pretesa di non ammettere repliche dello stesso tenore (qualcuno gli spiegherà che non mi rifersico alla voce lirica), è indice non solo di superficialità ma anche di qualcosa di più pericoloso: la farneticazione. Quando sostiene che siano gli altri a non avere la minima conoscenza di ciò che dicono, si dimostra simile al ricoverato nel reparto di psichiatria che accusa i medici e gli infermieri di essere pazzi. Ha detto sempre un mucchio di sciocchezze e di inesattezze sul rinascimento, sullo stato sociale, sul liberalismo, sulla logica, sulla filosofia, sulla dialettica, su… Basta. Il non essere preso in considerazione dai mentecatti deve essere un punto d’orgoglio. Il giorno che concorderanno con ciò che affermo, mi chiederò dove ho sagliato.

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca