In Economia, Esteri

DI REDAZIONE

Entra nel vivo il percorso verso l’introduzione del sistema Iva nella Repubblica di San Marino. La Segreteria di Stato alle Finanze ha annunciato l’apertura di un tavolo tecnico con cadenza periodica piuttosto serrata (incontri ogni venerdì fino alla metà di maggio) per entrare nel dettaglio dei vari aspetti della nuova norma, con un referente per ogni rappresentanza economica, politica e sociale coinvolta nella trattativa.

Le prime a salire a Palazzo Begni sono state le associazioni di categoria, seguite da sindacati e forze di opposizione. A tutti – spiega sul proprio portale San Marino Rtv, la tv di Stato del Titano – è stata sottoposta la road map che porterà entro giugno alla stesura del testo di riforma delle imposte indirette. Subito affrontata, fra i temi, la questione dell’aliquota: si è discusso di come poterla calibrare sulla realtà sammarinese tenendo conto del percorso verso l’accordo di associazione con l’Ue intrapreso da San Marino e non ancora completato. Al vaglio la possibilità di stabilire un’aliquota di partenza più bassa per rendere meno ‘traumatico’ il passaggio dalla monofase all’Iva.

Ci sarà da gestire un periodo transitorio, ma non verrà introdotto un doppio binario: sarà quindi un passaggio netto da subito, un sistema Iva a tutti gli effetti. Passaggio cui Anis, l’Associazione industriali sammarinesi, guarda con favore: “Lo Stato – dice il segretario generale William Vagnini – ha bisogno di avere nuove entrate e l’Iva può garantire il gettito necessario, ma parallelamente le imprese devono poter essere agevolate e non ostacolate”. (ANSA).

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Mostrati 2 commenti
  • vetrioloblog
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    Siamo alle solite: le imprese approvano una tassa che deprime artificialmente i consumi (e che quindi danneggia produttori e consumatori e falsa il mercato) in cambio di agevolazioni corporative per gli imprenditori (che mettono produttori contro consumatori e pure falsano il mercato). Che fessi!

  • Max
    Rispondi

    RSM è un paradiso farlocco, buono solo per italiani provincialotti, gestito per decenni da un sistema politico simile al noto modello democristiano delle ammucchiate da liste come il Patto. Oggi sono pieni di debitio, annaspano e hanno l’acqua alla gola, nulla di strano che le tentino tutte.

    E comunque l’imposta sui consumi sul Titano è sempre esistita, sono solo aggiustamenti di tiro e cambi di nome, come da noi quando hanno sostituito l’IGE.

    Ludi tributari e basta.

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