In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“Il Papa al capo dell’Eliseo : «I governi aiutino i poveri».

Non sono credente e per di più la mia ignoranza in materia di religioni non ha confini. Tuttavia so per deduzione logica (e quindi in modo certo e indipendentemente verificabile) che questa è un’incitazione a violare ulteriormente almeno uno dei dieci comandamenti (“non rubare”).

Inoltre è un modo per scoraggiare la solidarietà nei confronti dei poveri (che è tale solo se è individuale e volontaria).

Infine, sempre per deduzione logica, la Scuola Austriaca di economia ci ha dimostrato scientificamente che questa del Papa è anche un’incitazione ad adottare misure che necessariamente aumentano la povertà nel lungo periodo e che ostacolano l’unica cosa che può creare valore (e quindi ridurre la povertà): il libero scambio.

Insomma, questo Papa mi sembra più adatto a ricevere un premio Nobel per la pace e uno per l’economia che a essere il capo della Chiesa.”

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Mostrati 4 commenti
  • giorgio
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    mi pare lei abbia sostituito il vangelo con la via della schiavitù. il risultato non cambia, le posizione sono entrambe fideistiche.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Se per “La Via della Schiavitù” si intende il capolavoro di Hayek, non riesco a trovare in essa alcunché di fideistico. Forse ricordo male, vedrò di trovare il tempo di rileggerla.

  • eridanio
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    I napoleoni in gabbia mentale, stretti in panni che non sono di nessun uomo, non hanno nulla di analizzabile con logica, senza che questa ci mandi direttamente fuori scala. Non meritano particolari spremiture di cuore o di cervello.

    Il mestiere dei papi è quello di condurre una comunità mostrando una via tra verità rimestate, lasciando alle ricorrenti non intenzionali epifanie la responsabilità dei miracolosi contributi che rendono la vita umana una così particolare esperienza che filosofia, logica e dottrina son corte e disarmate a descrivere.

    Comunque, per sconvolgere un po’ benevolmente Giorgio, i comandamenti son negativi, astratti ed applicabili in via generale a tutti in tutte le situazioni, senza eccezioni che non siano la difesa fisica da un grave e pregiudizievole danno provocato dalla inosservanza degli stessi comandamenti.

    Il comandamento liberamente interpretato poi si riduce ad uno solo. “Non rubare”, non appropriarti, non sottrarre cose spettanti o già originariamente riconoscibili ad altri o a se stessi.

    Si può pure iniziare col memento di chi è Dio e chi no. Poi si può continuare:
    1)Non rubare di nuovo la mela dell’intelligenza di Dio, nemmeno per dirottarla su altro o su altri.
    2)Non appropriarti del nome di Dio per usi vacui.
    3)Non rubare il tempo che hai bisogno di destinare al riposo ed allo spirito.
    4)Non appropriarti dell’onore dei tuoi vecchi per sciuparlo o non testimoniarlo.
    5)Non rubare o sottrarre la vita agli altri.
    6)Non sciupare o rubare la fede altrui nelle tue promesse.
    7)Non rubare in ogni forma.
    8)Non rubare o sottrarre le verità dovute o ricevute.
    9)Non rubarti o impedirti la meraviglia di scoprire una donna/uomo libera/o.
    10)Non rubarti il piacere di godere del frutto del tuo sacrificio.

    Pura non aggressione e qualche buon consiglio :-) anche per i più atei.

    Che poi ci sia più scuola austriaca nei santi (scritti) che nei fanti della chiesa dovrebbe essere ormai cosa piana.
    —–
    Allego un Alka Seltzer per Max

  • vetrioloblog
    Rispondi

    E qui tornano comodi i NOSTRI dieci comandamenti, che a ben pensare non sono affatto incompatibili con gli “originali” consegnati a Mosé!

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