In Anti & Politica, Economia

DI PIETRO AGRIESTI

Il bonus cultura è nocivo per la cultura. Perché che cultura è quella che insegna ai diciottenni a pagare le proprie spese con soldi altrui? La politica è furto e redistribuzione della refurtiva. Politici e burocrati decidono insieme a qualche lobbista che ci vogliono più consumi culturali piuttosto che più pannelli solari piuttosto che più auto Fiat e trattano i soldi dei cittadini come roba loro. Perché ciascuno non può semplicemente disporre dei propri soldi come crede fintanto che se li è guadagnati onestamente? Ma allora uno che lavora a fare? Che si sbatte a fare a guadagnare dei soldi se poi non sono suoi?

E se uno prova a non consegnare ai ladri tutto ciò che chiedono, viene additato come egoista, antisociale, privo del senso del bene comune. Ma è egoista chi non vuole ne rubare ne essere derubato? Se mai è una persona integra. È privo del senso del bene comune? Se mai ha una coscienza, che gli dice che il furto non ha nulla a che vedere col bene comune. È antisociale? Ma al contrario è una persona dotata del senso del rispetto per gli altri, che si rifiuta di aggredirli.

In una società giusta ciò che è mio può passare di mano solo col mio consenso. Non viene messo all’asta durante le elezioni, non viene promesso a destra e a manca ai diciottenni, agli operai, agli studenti, alle imprese, alle chiese, o a chissà chi.

La cultura di cui c’è bisogno è quella di chi non vuole i soldi degli altri, vuole essere libero di lavorare, guadagnare, spendere, investire, risparmiare , consumare, regalare, condividere o non condividere ciò che è onestamente suo, come gli pare, e lasciando liberi gli altri di fare altrettanto. È quella che insegna l’orgoglio di essere liberi e responsabili. Non quella del bonus cultura.

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Mostrati 4 commenti
  • Mauro G
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    Bravissimo Pietro!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Meno tasse significa più soldi in tasca alla gente , che può scegliere liberamente di spendere in cultura o no.
    La costrizione pubblica è doppia.
    Ti costringe a svenarti in tasse.
    Ti impone la scelta culturale con l’elemosina che mette a disposizione per i giovani ( e perchè non anche agli altri più anziani? )

  • Spago
    Rispondi

    Quando sei bambino la mamma e il papà ti dicono di non prendere i giochi degli altri, e che se ci vuoi giocare devi chiedere il permesso degli altri bambini, così fai anche amicizia con loro. Poi cresci e lo Stato ti educa a considerare normale prendere le cose degli altri. Sono due educazioni opposte e incompatibili.

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