In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“Lo Stato ritrovi il suo ruolo. La tragedia di Genova è un frutto avvelenato delle privatizzazioni” (repubblica.it)

Questo è un frammento delle macerie del crollo intellettuale che ha fatto e continuerà a fare molti più morti del crollo del ponte di Genova (e che alimenta la migliore struttura di incentivi per continuare a costruire ponti nel peggiore dei modi).

Per osservare il crollo di un ponte, basta vedere una fotografia: non occorre conoscere le leggi scientifiche che sono state ignorate nella sua costruzione e/o manutenzione (leggi scientifiche che peraltro sono universalmente conosciute dagli addetti ai lavori: fisici, ingegneri, accademici, ecc.).

Viceversa, per osservare il crollo intellettuale che ha prodotto e continuerà a produrre una quantità di morti e di devastazione incomparabilmente maggiore di quella prodotta dal crollo di un ponte, è necessario conoscere le leggi scientifiche che sono state ignorate nella costruzione e manutenzione di quella fatiscente struttura intellettuale, giuridica ed economica che possiamo etichettare ‘statalismo’.

Queste leggi scientifiche non sono diverse da quelle della fisica per oggettività e certezza, ma ‘semplicemente’ per la metodologia con la quale sono state scoperte (le leggi economiche, per esempio, richiedono, per essere scoperte in modo scientifico, una metodologia diversa da quella che spesso richiedono le leggi della fisica).

A causa del fatto che per osservare il crollo intellettuale dello statalismo occorre conoscere le leggi scientifiche che lo statalismo viola, quel crollo rimane invisibile ai non addetti ai lavori. Questo non è un fatto preoccupante. Il fatto preoccupante è che, il giorno delle elezioni (e per un solo giorno), questi non addetti ai lavori diventano magicamente non solo addetti ai lavori ma addirittura datori di lavoro.

Tuttavia (e questo è l’aspetto più grave in termini di conseguenze concrete a lungo termine), quel crollo intellettuale rimane invisibile anche alla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori (economisti, giuristi, accademici, ecc.). Per diverse ragioni che non stiamo qui a discutere, questi infatti adottano per le scienze sociali una metodologia non scientifica. Usando la terminologia di Hayek, essi si occupano di scientismo, non di scienza.

In buona sostanza, il crollo di un ponte è molto meno preoccupante dello statalismo (a cui l’articolo citato in apertura vuole ricorrere in misura ancora maggiore per evitare il crollo di altri ponti). Le leggi scientifiche per costruire bene un ponte infatti sono state scoperte da quel dì e sono ben conosciute a chi costruisce ponti. Viceversa, le leggi scientifiche che consentono la libertà e la prosperità sostenibile (e che offrono la migliore struttura di incentivi per avere ponti costruiti bene), anche se sono state scoperte da molto tempo, non sono conosciute da chi, senza avere le qualità necessarie per servire il prossimo, vuole comandarlo (l’immagine è di Mises) o che sia comandato.

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Showing 6 comments
  • Giovanopoulos

    Dall’ottimo Birindelli mi aspettavo qualche solido argomento a confutazione delle tesi degli sciacalli statalisti di destra e sinistra che stanno approfittando del “Ponte” per rilanciare l’infiltrazione dello Stato nei pochi ambiti ancora scoperti.
    Invece, solo un articolo che dice che hanno torto gli statalisti perché son statalisti.
    Sarà per la prossima volta.

  • Pedante

    È difficile difendere un monopolio territoriale concesso dallo Stato.

  • Albert Nextein

    Questo crollo sta determinando un revival statalista spaventoso e pericoloso.
    Già il fatto di voler revocare in fretta e furia la concessione, peraltro in buona parte ignota, ad Autostrade senza attendere perizie tecniche ed indagini documentali, me la dice molto male.
    5stelle è a nozze con lo statalismo ottuso e spinto.
    Non capisco Salvini.
    Coglierei al volo la proposta di Autostrade di costruire una nuova infrastruttura , potenziata per una maggiore quantità di traffico, e chiederei somme per la sistemazione dei luoghi e la soluzione dei guai derivati.
    Salvo procedere , a tempo debito, ad una eventuale revoca allorché fossero accertate responsabilità in capo al concessionario.
    Ma forse io sono fesso.
    In ogni caso penso che lo stato non sia in grado di tornare ad occuparsi di autostrade.
    Sarebbe come aggiungere un buco al secchio che già perde.
    I precedenti sono disarmanti.

    • Francescopd

      Salvini era iscritto al PCI in gioventù.
      Il dna non lo cambi dall’oggi al domani.
      Autostrade, Alitalia, Ilva, … saranno sicuramente grandi successi statalisti targati M5S,… hanno una cultura economica a dir poco imbarazzante.
      Pensare che stanno già complottando per mettere altri soldi nella fogna Alitalia…. mi va il sangue alla testa..

  • vetrioloblog

    La declinazione statalista della “solidarietà” non si fa scrupoli ad alimentarsi anche delle disgrazie nazionali

  • eridanio

    Siamo andati oltre lo scientismo di austriaca denuncia. Siamo in pieno sciamanesimo e/o macumbismo statalista.

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