DA MISES AD HAYEK, LA LEZIONE AUSTRIACA DI PIOMBINI E GAGLIANO

di MAURIZIO SCHOEPFLIN

Cinque saggi per dire tutto il bene possibile della Scuola Austriaca di economia: tali, in estrema sintesi, il contenuto e lo scopo di questo volumetto che si fa apprezzare per l’agilità e la chiarezza. Il sottotitolo, che suona La sfida di Mises, Hayek e Rothbard a Marx e Keynes, esprime bene la prospettiva secondo la quale viene letto il contributo offerto dagli economisti legati a vario titolo all’Università di Vienna, presentati come irriducibili avversari del socialismo.

I primi due saggi li ha scritti Giuseppe Gagliano, presidente del Centro Studi Strategici “Carlo De Cristoforis”, dedicandoli a Ludwig von Mises (1881-1973) e a Friedrich August von Hayek (1899-1992). A giudizio dell’autore, l’architrave della filosofia sociale di von Mises, da cui derivano i fondamenti della sua concezione politica liberale, ovvero la proprietà, la libertà, la democrazia e la tolleranza, è così descritta dall’economista in Liberalismo, la sua opera politica più importante: “L’intero processo di civilizzazione dell’uomo poggia su questa maggiore produttività del lavoro basato sul principio della divisione del lavoro stesso … Senza la divisione del lavoro oggi noi non saremmo da nessun punto di vista più avanti dei nostri progenitori di mille o diecimila anni fa”.

Di von Hayek, del quale viene esaminata con particolare attenzione l’opera La via della schiavitù, Gagliano sottolinea la dura critica dei regimi totalitari, alla base della quale egli pone il positivo recupero del valore dell’individualismo che, lungi dall’essere egoismo banale e mero attaccamento ai propri interessi, si presenta come “il rispetto dell’uomo singolo in quanto uomo … il riconoscimento che le sue idee e i suoi gusti sono supremi nella sua propria sfera per quanto strettamente questa possa essere limitata … la credenza che è desiderabile che gli uomini sviluppino i loro talenti e le loro inclinazioni individuali”.

Degli altri tre saggi che compongono il volume, scritti da Guglielmo Piombini, noto studioso del pensiero liberale e libertario, i primi due sono intitolati in modo da non lasciare adito a dubbi quanto al loro contenuto: La sfida del secolo: Scuola Austriaca contro Socialismo e I successi della Scuola Austriaca e i fallimenti keynesiani. L’autore analizza i risultati positivi dell’austroliberalismo confrontandoli con gli insuccessi dei suoi avversari storici: il socialismo e l’interventismo statale di tipo keynesiano. Nel terzo saggio, Piombini sostiene che le teorie della scuola economica viennese “sono riuscite ad anticipare e spiegare le cause delle recenti crisi finanziarie molto meglio dei dominanti modelli neoclassici”, manifestando una notevole capacità di muoversi anche sul piano dell’utilità pratica.

Tratto da Il Foglio, 27 luglio 2018

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