In Anti & Politica, Economia

DI ROBERTO SCAVINI

Il mandrino è quel dispositivo montato su alcune macchine utensili che permette di serrare il pezzo da lavorare per impedirgli di muoversi durante la lavorazione: ecco il perché di questa metafora che vede lo stato come una morsa che tutto blocca, serra rendendo impossibile ogni slancio.

Sabato scorso sono tornato dopo oltre 30 anni con un amico nel nostro glorioso ITIS: sua figlia a breve sarà chiamata alla difficile scelta dell’indirizzo da seguire nelle scuole superiori e ha trovato un possibile sbocco nel liceo per le scienze applicate che in pratica è uno scientifico senza latino ma con informatica e chimica. Una buona scelta anche se trovo che vi siano ancora troppe materie scarsamente utili e del tutto ridondanti ma questo credo valga un po’ ovunque. Il problema vero è stato l’impatto con l’istituto e la scoperta (o meglio la conferma) di come lo stato gestisce l’istruzione.

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Non si poteva pretendere che dopo 30 anni l’edificio avesse mantenuto la bellezza di quando venne inaugurato, proprio in coincidenza con il nostro arrivo in quel lontano 1982, ma gli accostamenti di colore scelti per la ritinteggiatura e la qualità dell’esecuzione delle opere è stato agghiacciante. Ma tutto questo è ben poca cosa: facciamo un giro per l’istituto e, pur avendo studiato elettronica, ci fiondiamo nell’officina meccanica dell’istituto dove… tutto è rimasto come allora!

Macchine vecchie anche se ben tenute ma tutto esclusivamente manuale tranne una macchina a controllo numerico degli anni 80 e, udite udite, un centro di lavoro giapponese ultimo modello nuovissimo che ovviamente attrae la mia attenzione oltre che quella di un insegnante che subito accorre chiedendo se necessitiamo informazioni.

Gli faccio qualche domanda e mi spiega che la macchina del costo di 90.000 Euro è stata donata dagli industriali della zona stufi di assumere diplomati periti meccanici che avevano visto solo torni e frese manuali. Lo stato – mi dice – non si può permettere di comprarci queste macchine.

La mia mente scorre ai 270.000 Euro di tasse che sto ancora versando ravvedendo gli acconti pur non essendo io una grande azienda, ai 360.000 EEuro di sola IMU che paga l’azienda di un amico, ai 90 milioni di Euro di utile di un’azienda qui vicino e mi trovo a bestemmiare.

Capite come funziona la rapina: vengono estorti dei soldi, tanti, tantissimi soldi ai cittadini con la promessa di servizi in cambio che in realtà sono talmente tanti che nessuno sarà mai in grado di valutare la qualità di tutti, questi servizi sono pessimi quando non inesistenti e allora la colpa è di chi evade il fisco, mai dell’incapacità e dell’inefficienza della macchina statale. Abbiamo in questo caso specifico un ITIS con quasi 2.000 iscritti di cui un terzo provenienti da fuori provincia tanto è rinomato l’istituto, una scuola che ha il compito di forgiare i futuri tecnici che manderanno avanti le industrie di una delle zone più industrializzate dello stivale e lo stato non ha 90.000 Euro per un macchinario ma ha 90.000 ogni mese per pagare una pensione a Mauro Sentinelli ex manager statale o parastatale?

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Poi vai a casa e leggi le statistiche di quell’organizzazione nota più per i festini con orge e uso sistematico di droghe che ti dice che il divario tra ricchi e poveri si allarga (quando basta guardare il mondo di 50 anni fa col Biafra e il Bangladesh dove morivano come zanzare) e altre balle sesquipedali: se, come vorrebbe il corollario a queste strampalate tesi, togliessimo capitali ai ricchi per sfamare qualche povero, lo capite che toglieremmo denaro a chi ha acquistato il macchinario di cui sopra REGALANDOLO a una scuola per darlo a chi paga 90.000 EURO AL MESE DI PENSIONE a un ex dipendente pubblico???

Per contro e per dare a Cesare ciò che è di Cesare, abbiamo incontrato, cosa che ci fa ben sperare, ragazzi delle quinte che con una proprietà di linguaggio esemplare e degna di un docente, con conoscenze tecniche di ottimo livello, un diplomando dall’eloquio di un attore smaliziato che ci ha confessato di avere l’unico cruccio di non aver ancora deciso se iscriversi a Medicina o a Ingegneria, una ragazza tanto carina quanto solare invece indecisa tra Fisica a Milano o a Eindhoven essendo bilingue che ci raccontava di come d’estate anziché andare in spiaggia tutti i gironi si dilettasse a scaricare corsi online di fisica di una famosa università americana per amore verso lo studio, curiosità e diletto personale.

Morale: non si può porre fiducia in uno stato ma(la)ndrino che arricchisce i suoi boiardi ma, come dimostra quest’esperienza, la salvezza se arriverà, sarà per merito degli individui e la società migliore non è quella che livella o che dà a tutti indiscriminatamente pari opportunità ma quella che permette ai migliori di andare avanti, agevolandoli. Anche perché sono i soli che possono aiutare chi resta indietro.

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