In Anti & Politica, Economia

DI ROBERTO GORINI

Il capitalismo cambia costantemente, funziona a cicli: migliora, peggiora, per poi riprendersi e deteriorarsi di nuovo. Ultimamente abbiamo vissuto una fase di declino. Il capitalismo si è trasformato in “debitismo”. E, a peggiorare la situazione, è intervenuta una crescente burocrazia di Stati, sempre più affamati di tasse e di controllo.

La situazione è ingessata e sull’orlo di una crisi di nervi. Ed è per questo che siamo all’alba di un grande cambiamento.

A un osservatore esterno potrà sembrare strano leggere che questo grande cambiamento arriverà da quella tecnologia che ha permesso una delle ultime bolle: il mondo delle criptovalute e dei token. Piccola bolla speculativa, se paragonata a quelle del mercato finanziario classico, ma che tuttavia ha fatto parlare molto di sé. E ne sentiremo parlare ancora a lungo, perché in realtà siamo di fronte a una vera rivoluzione: la disintermediazione del mercato del valore e della fiducia. Io ci credo e l’ho scritto nei miei libri in tempi non sospetti. Vediamo il perché.

Di cosa stiamo parlando?

Tutto è nato con Bitcoin nel 2008, ma poi si è ampliato con lo “scorporamento” della tecnologia che ne è alla base, la cosiddetta Blockchain.

Satoshi Nakamoto (pseudonimo dell’inventore di Bitcoin) non cita mai questo termine, al massimo parla di “catena di blocchi”, ma questa tecnologia può essere applicata anche ad altre esigenze e senza l’utilizzo di Bitcoin, anche se i cosiddetti “Bitcoin Maximalist” non sono d’accordo.

Le posizioni più estreme sono due:

1. quelli che “il sistema finanziario non cambierà mai e servirà sempre una banca a garantire le persone”;

2. quelli che “non esiste la Blockchain, ma solo Bitcoin”.

Anche se io simpatizzo più per i secondi, penso che la verità stia nel mezzo. La “tokenizzazione” dei processi economici, finanziari e sociali sarà il vero tema dei prossimi anni. Il nuovo motore del capitalismo. Ecco perché.

È bene ricordare quali siano le caratteristiche principali della Blockchain. In estrema sintesi a mio avviso sono almeno cinque:

• inviolabilità

• immutabilità

• trasparenza

• unicità dell’informazione digitale

• data certa

Finalmente una rivoluzione democratica

Una tecnologia con queste caratteristiche ha campi di applicazione enormi. Crea informazioni digitali uniche che possono essere trasferite da punto a punto (peer to peer), come un messaggio di WhatsApp. La transazione è scritta in maniera indelebile, è immodificabile, può essere letta da chiunque e attribuisce una data certa. Una rivoluzione.

I processi che si possono “tokenizzare” sono innumerevoli, prendiamo alcuni esempi:

  • certificati di autenticità o di proprietà
  • filiera produttiva o filiera distributiva
  • archivi pubblici (casellario giudiziario, registro automobilistico, catasto)
  • gestione di appalti pubblici
  • graduatorie pubbliche
  • sistemi di voto

Oltre a cose più “semplici” come:

  • biglietti per eventi
  • punti fedeltà
  • buoni acquisto o buoni sconto
  • collezionabili

E oltre a ciò che stiamo gia “tokenizzando”, come:

  • monete
  • monete complementari
  • asset finanziari

Una rivoluzione: con quali guardiani?

E vero, per avere fiducia nel “sistema”, in mancanza di una autorità terza che garantisca le parti, é importante avere quella che si definisce la “decentralizzazione”.

“Sistema Blockchain”: chi sostiene la rete, chi crea le informazioni, chi le scambia e chi valida le transazioni (senza saperne esattamente il contenuto). Ci sono poi operatori hardware e software che si occupano di manutenere ed evolvere la struttura. Ognuno di questi ha un interesse economico: c’é chi paga e c’é chi incassa. Nulla funzionerebbe senza incentivi economici, il problema é che ogni campo di applicazione ha interessi diversi.

ALERT: QUI ROBA TECNICA!

Nell’analisi di queste fattispecie, è bene tenere presente che una massima decentralizzazione ha il massimo costo e la maggior lentezza, ma la massima sicurezza. Di contro, una soluzione meno decentralizzata, per esempio con validatori preselezionati ad attivazione casuale, é più veloce ed economica, ma più attaccabile. Qualcuno potrebbe dire che la Blockchain o é totalmente decentralizzata o NON é una Blockchain (ma un database), in realta esistono molti livelli di grigio, non é tutto “o nero o bianco”.

Nella gestione di una moneta, per esempio il solito Bitcoin, entrambi gli attori che creano l’informazione e la scambiano hanno un alto interesse nel mantenere la struttura estremamente decentralizzata (trustless), e quindi sono disposti a pagare chi valida le transazioni, pagando una fee. Ma in altri casi, per esempio nelle raccolte punti 0 nei buoni sconto, l’interesse di chi crea il gioco (l’emettitore) é maggiore di chi poi lo usa (il cliente). C’é quindi una predisposizione maggiore dei primi (piuttosto che degli ultimi) nel pagare e sostenere la rete. In questo caso sono sufficienti livelli di decentralizzazione minori a favore di una maggiore velocita ed economicita. Quindi perché andare ad appesantire una Blockchain come Bitcoin per gestire i “punti fragola”? Meglio utilizzarlo come oro digitale e preservarlo.

Nuovi progetti per nuovi architetti

Sono infinite le Blockchain nate negli ultimi anni. Alcune hanno un senso di esistere, altre sono puro esercizio di ricerca, altre “scam”, cioé tentativi di truffa… ma lo sviluppo di questa tecnologia serve a capire quale sia la soluzione migliore per ogni applicazione.

LESSON LEARNED

Nel nostro settore (quello della Blockchain e delle criptovalute) ci sono infiniti dibattiti e fazioni molto combattive. Paradossalmente é un segno di maturazione. Ogni settore, mercato o religione che cresce di numero tende a dividersi in nicchie più piccole. Attua quella che si chiama “speciazione”, ma alla fine nessuno scienziato, politico o funzionario centrale decreterà l’affermazione di una o dell’altra tecnologia, e nemmeno questo articolo.

Ma una cosa é certa, la Token Economy sara il nuovo sistema operativo del capitalismo, e cambierà il mondo per come lo conosciamo oggi.

TRATTO DA QUI

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Mostrati 2 commenti
  • Giorgio
    Rispondi

    I token sono quella cosa che se a un concerto una birra ne costa 2, loro te ne vendono minimo 3, vale a dire che se vuoi farti 2 birre devi spendere 1/3 in più

    • Ciccio Addamurì
      Rispondi

      Ben detto PsychoCiccio, anche se la tua Amex è il prototoken per eccellenza e pure il più scrauso che ci sia.

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