In Anti & Politica, Economia

DI AURELIO MUSTACCIUOLI

Avantièri ho scritto il seguente post:

“Le forme di tassazione sono quattro:
1. Tasse (dirette, indirette,..)
2. Debito pubblico (tasse differite)
3. Spesa pubblica inefficiente
4. Inflazione monetaria (tasse subdole e sperequative)
Siamo campioni del mondo nelle prime tre discipline, nell’ultima ci pensa l’europa a farci stare sul podio.”

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Forse è utile un piccolo approfondimento visto che mi è stato fatto notare che si tratta di cose diverse.
Ovviamente è così, ma l’intento del post era quello di fare una semplice sintesi evidenziando le principali aggressioni economiche che lo stato fa a cittadini e imprese. Aggressioni economiche che devono essere sommate per comprenderne la gravità.

Sì, perché alla base dei prelievi forzosi c’è la presunzione che essi siano dovuti in quanto sono la doverosa contropartita a servizi essenziali necessari alla civile coesistenza. Ammettendo per un attimo la correttezza del ragionamento è chiaro che diventa rilevante capire l’entita di tali risorse obbligatoriamente cedute rispetto al totale disponibile.
È evidente che cedere il 20% delle risorse disponibili allo stato configura una situazione più liberale (dal punto di vista delle libertà non solo economiche ma anche civili) che cederne l’80%, anche alla luce del fatto che lo stato non ha mai chiesto l’ approvazione dei cittadini sull’entità del prelievo considerato da essi appropriato e che le tasse determinano decisioni arbitrarie su chi sono i soggetti aggrediti (ovvero sperequazioni arbitrarie).

Tali numeri sono importanti perché su essi poi si fanno i confronti con gli altri stati. È comune sentire affermazioni del tipo “L’italia non è il paese fiscalmente più opprimente perché la tassazione è al 42%, in linea con altri paesi europei”. Questa affermazione tuttavia è falsa perché non solo bisogna considerare tutti i tributi ma anche le altre principali componenti di prelievo meno evidenti che spesso sono trattate separatamente come fossero cose diverse. E invece sempre di prelievi forzosi si tratta.

Ecco quindi che alle tasse, che nel linguaggio comune sono tutti i prelievi forzosi che lo stato fa a cittadini e imprese senza considerare la sofistica distinzione tra tasse e imposte, va anche aggiunto la componente di ulteriore tassazione che nel futuro dovremo sostenere per ripagare il debito pubblico, tra i più alti al mondo rispetto al PIL. Il debito pubblico infatti sono tasse differite.

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Ma non solo questo. Perché se il presupposto è che i servizi che eroga lo stato sono necessari, ecco che i cittadini dovranno riacquistare la quota di servizi inefficienti, che è uno spreco dello stato. Banalmente se io pago 10 per avere un bene necessario che vale 10 e tu mi dai 2, dovrò riacquistare beni per 8.
Questa valutazione è importante quando ad esempio si confronta l’italia con alcuni paesi del nord europa che hanno sì simile tassazione, che però viene sprecata molto meno in servizi inefficienti (o inutili) . È un modo per rendere omogenei i confronti. Se non si considera la spesa pubblica inefficiente, la sola tassazione non mi dà la reale misura della gravità dell’aggressione.

L’ultimo elemento rilevante da considerare poi è l’inflazione monetaria. La stampa di moneta fiat è una aggressione diretta al risparmio, e determina, come le tasse, sperequazione redistributiva (oltre a tanti altri effetti dannosi).
Attualmente ci pensa la BCE a inflazionare la moneta con effetti simili per tutti i paesi europei. Ma l’inflazione monetaria è un importante elemento dell’equazione dell’aggressione statale. Se infatti dovessimo uscire dall’europa per inflazionare la nuova lira DI PIÙ di quanto oggi si inflaziona l’euro, ecco che dovremmo tenerne conto nei confronti con gli altri paesi.

Lo scenario che ne deriva sommando tutti questi elementi è sconfortante ed è questo il motivo per cui l’italia è fanalino di coda dal punto di vista delle libertà economiche e civili. Uscire dall’euro senza intervenire strutturalmente, e al contrario sfruttare la leva dell’inflazione monetaria, renderebbe il paese ancora meno libero di quanto già non sia (e questa non è certo una difesa del progetto europeo che allo stato attuale è dannoso per tutti i suoi membri).

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Comments
  • eridanio
    Rispondi

    Inoltre esiste la tassazione non misurabile, ma non meno cogente.
    L’impedimento dello sviluppo sostenibile, che un mercato avrebbe potuto creare in assenza di coercizione espropriativa di frutti e capitale, fa sentire la mancaza dei suoi benefici a fertilità ripetuta e quindi capitalizzazione crescente.
    Il miracolo economico postbellico italiano e tedesco, in fondo, era figlio di uno stato materialmente incapace organizzativamente a tassare, spendere e riempire zucche vuote di minchiate ideologiche (oggi post-ideologiche). L’irresponsabilità e l’ignoranza sono al potere. Collodi lo chiamerebbe “paese dei balocchi” ove i ragli sono la comunicazione quotidiana.
    La tassazione va vista come spreco delle energie limitate nel limitato tempo a disposizione di ogni individuo al quale la natura non si sia già dimostrata tiranna.
    Non esistono genti da tassare esistono individui che, da soli od in associazione, ogni giorno sacrificano il loro prezioso tempo per migliorare la propria condizione. Lo stato sul groppone è sostanzialmente un gravame sul quale porsi, per rigore di logica e conseguente deduzione, importanti domande.

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