In Anti & Politica, Economia

DI AURELIO MUSTACCIUOLI

I sistemi democratici moderni sono tutti basati sulla crescita cui attribuiscono un valore in sé.
Su tale assunto i governi hanno costruito il sistema di welfare, e “dirigono” l’economia attraverso il “controllo” di inflazione monetaria, tassi di interesse e livello di debito pubblico.
Coerentemente, sono attenti a verificare che l’inflazione dei prezzi sia in linea con quella programmata, così come la crescita del PIL.
E non sia mai si verifichi una temutissima deflazione dei prezzi.

È un’impostazione profondamente sbagliata che fa costruire cattedrali sulla sabbia.
L’unica base su cui si dovrebbe costruire un’organizzazione sociale è quella che consente la maggiore libertà corrente senza compromettere in alcun modo la libertà futura.

Costruire sulla crescita, invece, vuol dire proprio mettere un’ipoteca sulla libertà futura, se tale crescita non dovesse verificarsi.
Purtroppo questo è quello che fanno i governi sotto la continua richiesta dei cittadini.
Ma i governi non hanno alcuna possibilità di incidere sulla crescita, anzi la possono solo deprimere con la loro azione.
La crescita demografica, ad esempio, può essere limitata da spazi geografici e da esaurimento di risorse naturali. La crescita economica da mancanza di innovazione tecnologica.
I governi, al contrario, causano la decrescita introducendo inutilità e inefficienze. E lo fanno in misura tanto maggiore quanto più è grande la statalizzazione. Ovvero la percentuale di economia pubblica su quella totale.

L’unica costruzione sociale solida è quella che tutela la libertà.

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Comments
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Solo per dirne una: esiste un test, denominato SMART con cui si testa l’affidabilità e l’accuratezza di un KPI (Key Process Indicator).
    Il PIL come tanti altri pseudo KPI sono finti indicatori perchè tentano di spacciare per scienza delle misure (metrologia) i miti e le superstioni dello statalismo, dell’interventismo pubblico nell’economia e il collettivismo e costruttivismo di partenza.
    Troverò il tempo di sputtanare come merita la propaganda di regime e le armate di ignoranti e parassiti che su questi pseudo indicatori costruiscono carriere, privilegi e vagonate di cazzate che sparano h24 da quella cloaca che è la tv e da quella stampa igienica che sono i giornali tri culo re.
    Partirò col PIL, è una promessa. Spero Leo Facco mi dia una mano poi a divulgara l’analisi scientifica che fornirò.

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