In Anti & Politica, Economia, Varie

di GABRIELE BARELLO

Benjamin Franklin disse: “Chiunque voglia togliere la libertà di una nazione deve iniziare a proibire la libertà di parola” e ancora  “Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.

Due frasi da scolpire nella pietra verrebbe da dire, specialmente di questi tempi… tempi di Coronavirus.

Ormai questa che è tutti gli effetti una pandemia globale, sta venendo sfruttata nel peggiore dei modi per limitare ed anzi eliminare quel poco che resta di libertà individuale. Ma entriamo nel dettaglio.

L’inefficienza centralista al centro del problema

Gli Stati centralisti sono in piena attività legislativa, ogni giorno sentiamo nuovi decreti con cadenza regolare, sempre più restrittivi e liberticidi scenari che sembravano relegati ad Hollywood fino a qualche anno fa, ma che purtroppo sono la realtà. Fino ad un mese fa le istituzioni, sì quelle che dovrebbero garantire la salute e la sicurezza di tutti, gridavano al razzismo ed al populismo chi osava anche solo accennare alla chiusura delle frontiere ed anzi correvano in gruppo a farsi selfie coi cinesi in una sceneggiata napoletana come poche altre. Lo stesso statalista Salvini dichiarò: “E’ importante in questo momento non chiudere nulla, le attività produttive devono continuare altrimenti è un caos” questo il 28 Febbraio 2020. Solo una settimana dopo il 5 Marzo 2020 afferma: “L’emergenza Coronavirus impone misure più restrittive dobbiamo chiudere i luoghi di aggregazione”. L’8 di Marzo a cadenza giornaliera urlava che ogni nuovo decreto sempre più restrittivo del premier Conte, non era sufficiente e bisognava fare di più… coerenza del parassita. Meglio, dei parassiti sì perché tutti dicevano le stesse amenità nello stesso lasso di tempo anche se in maniera diversa ma similare, gli unici ad avere la memoria corta sono come sempre gli italiani.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Tutto ciò cosa ci fa capire? A noi libertari, a noi che facciamo parte della minoranza di buon senso nulla assolutamente nulla di nuovo: cose che già si sanno che la storia ha già comprovato essere il male assoluto, il vero problema da estirpare: il centralismo del potere.

Tanti sono gli autori libertari che spiegano come il centralismo sia una catastrofe di cui stiamo pagando realmente le conseguenze proprio in questi giorni, perché ci colpiscono in prima persona. Gianfranco Miglio ad esempio, disse che il socialismo, con la sua concezione esasperata di sovranità, rappresenta l’emblema e il culmine della mentalità centralista, mentre Wilhelm Röpke, affermò che “L’economia di mercato, spostando le decisioni di economia verso i singoli nuclei familiari e le singole imprese, è un principio di decentramento di grandissima importanza”.

Decentramento e responsabilità individuale

Il decentramento del potere giusto, fondamentale anzi essenziale perché l’unico in grado di rispettare la più piccola entità esistente cioè l’individuo. Mentre per il socialista/statalista l’individuo è un’entità da estirpare, il legno storto da raddrizzare, per il Libertarismo è invece l’entità da tutelare, da responsabilizzare.

Allora il virus è partito si dice dalla Cina, paese molto osannato dai dementi europeisti come esempio da seguire, sia economico che sociale. Ebbene la Cina ne è un perfetto esempio… appena il regime comunista si è mosso per contenere l’epidemia subito i cinesi da buoni sudditi hanno eseguito alla lettera quello che lo Stato mammone gli aveva ordinato di fare, come se non avessero coscienza propria. Oltre due secoli di statalismo hanno lavorato benissimo nel deresponsabilizzare la collettività in maniera radicale e profonda, delegando in toto allo Stato qualunque decisione di ambito legislativo o che andasse al di là del proprio naso. La Cina è lì a dimostrarlo, forse tanti di voi non lo sapranno ma in Cina esistono campi di rieducazione del cattivo individuo irrispettoso delle regole imposte dallo Stato e costoro vengono chiamati Xinjiang letteralmente “reietti, rifiuti della società”, e se riuscite ad uscire da lì vivi (e vi sfido a farlo), ne uscite macchiati per sempre, macchiati di un qualcosa che non esiste che è frutto solo dell’immaginario deleterio dell’ideologia: il non rispetto delle regole imposte da un regime. Qualunque Xinjiang che esca da lì, figurerà nel suo curriculum per sempre come un sovversivo e sarà dura trovare lavoro nel pubblico e nel privato. Insomma come un marchio di fabbrica, la neo stella ebraica appuntata al petto. Nessun cinese parlerà mai male del suo governo, ma non perché non vorrebbe farlo, ma perché non può farlo manco all’estero, invito chiunque a trovarmene uno che lo faccia. Questo è il socialismo reale, questo è il terrore del centralismo e dell’assenza di libertà totale, ficcatevelo nella testa. L’unica strada, l’unica via percorribile è quella culturale, quella della responsabilità individuale, riprendersi in mano ciò che è stato tolto in secoli di oblio.

Il problema del calcolo economico come salvezza possibile

Il centralismo, il totalitarismo e l’ideologismo hanno un impatto psicologico enorme sulle menti umane del resto Robert Nozick ce lo spiega benissimo nel suo trattato del 1993 “La natura della razionalità”: “Qualunque sia il metodo che il potere coercitivo adotta per diffondere le sue teorie, non importa quanto siano efficaci perché esse lo saranno ugualmente in misura al livello culturale medio collettivo. Tieni il livello culturale sotto controllo e mediamente basso, ed avrai tutto in pugno”. Però c’è un però… con tutto il centralismo che si voglia essendo concentrato in poche mani e quindi per natura inefficiente (per approfondire il tema c’è un autore importante come Israel Kirzner), esso non riuscirà mai a controllare tutto e tutti contemporaneamente perché lo sappiamo l’azione umana è imprevedibile anche per il più efficiente dei sistemi totalitari, ed è questo che la rende straordinaria.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Perché in sostanza il socialismo non funziona? Ce lo spiega il guru Ludwig von Mises ed il motivo è l’assenza di prezzi di mercato, in un mercato sostanzialmente inesistente dato il controllo totale. Insomma non è possibile gestire un’economia centralizzata e controllata, proprio perché mancano le informazioni necessarie per farlo che sono infinite ed imprevedibili, la domanda e l’offerta e i gusti dei consumatori sono soltanto alcune di esse. Quindi si capisce come sia delirante e assurda la pretesa dei parassiti governanti di controllare tutto, inclusi 7 miliardi di individui di questo sciagurato pianeta. Fatevene una ragione.

La Corea del Sud come esempio di mercato sul Coronavirus

Mentre quasi tutti i paesi impongono misure draconiane e da regime totalitario, quasi come se fosse un esperimento sociale di massa (e ci stanno riuscendo benissimo), c’è ne un altro che fa l’esatto opposto di tutto ciò e con l’efficienza è riuscito a debellare i contagi in aumento: la Corea del Sud.

Certo non parliamo del paradiso libertario, ma di un paese che è nelle prime posizioni come libertà economica al contrario della landa socialista italica.

Le prime misure che il governo ha applicato, anziché chiudere tutto e sequestrare in casa le persone, è stato distribuire in massa mascherine di protezione che la popolazione, ordinatamente ha ritirato. Il governo gli ha consigliato non imposto di farlo, ma i cittadini hanno agito individualmente scegliendo cosa fare. Non si sono chiusi stadi di calcio, ne vietati assembramenti di persone, ma con senso civico si è consigliato agli abitanti di usare buon senso e curare l’igiene nulla più, al fine di contenere il contagio. Anzi lo stigma sociale nel tenere comportamenti che favoriscano la diffusione del virus è molto più marcato che da noi, difatti i sud coreani amano i karaoke di gruppo, ritrovarsi per un aperitivo o al parco con gli amici, specie tra gli studenti. Cose che a Milano fino a ieri pure da noi si facevano, ma oggi invece è vietato non si sa perché fare. Certo all’inizio c’è stato un aumento dei contagi non da poco e sono i numeri a parlare, ma poi tutto si è stabilizzato ed anzi è diminuito drasticamente e il tutto ripeto senza vietare nulla.

Il grafico qui sotto dimostra come la Corea del Sud fosse il paese dopo la Cina con il maggior numero di contagi diretti, poi magicamente scavalcata da Italia, Germania e Francia (fonte Ministero della Salute Corea del Sud):

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Ebbene in un lasso temporale dal 20 Febbraio 2020, per finire col 7 Marzo 2020 (mancano i giorni dopo ma vi dico già che il 9 Marzo sono 165 contagi e l’11 Marzo appena 46), si nota come senza allarmismi e regole da Pol Pot comunista si può fare, si può ridurre il contagio.

Il governo all’impennare dei contagi ha fatto una semplice operazione, disinfettare ogni giorno mezzi pubblici e superfici principali con cui si viene a contatto spesso, e il paese non è Montecarlo come dimensione eppure sono riusciti in modo efficiente a farlo. Anche l’esercito ha preso parte alle operazioni di sanificazione. E tutto ciò in un paese di 51 milioni di persone lo ripeto 51 di cui oltre il 70% concentrata a Seoul la capitale. Noi siamo 60 milioni quindi fatevi due conti. Ma non basta, anche il mercato ha fatto la sua parte.

Ad esempio un ruolo importante lo hanno svolto alcune aziende private coreane che hanno sfornato app per smartphone tipo “Corona 100m” che informa l’individuo se si trova a meno di 100 metri da persone infettate, oppure “Corona Map”, con la quale si conoscono le zone da evitare. Tutti esempi di un approccio serio e diverso che sommati hanno prodotto un risultato eccellente. Mentre qui stiamo barricati in casa manco fossimo sotto le bombe in guerra. Ma secondo voi, uno di buon senso tipo il sottoscritto, può o non può permettetemi il termine, incazzarsi e di brutto? Ma per quale motivo si deve compilare un foglietto inutile totalmente deresponsabilizzante per fare due passi a piedi fuori, altrimenti ti arrestano peggio di un criminale?

Al grido di “Italia zona rossa” e ridicoli hashtag come “#iorestoacasa” siamo diventati una massa di schiavi paurosi del contagio, come se ci stessimo estinguendo a breve.

Di sicuro quando tutto ciò sarà finito, l’enorme debito mondiale prima o poi scoppierà e con esso tutte le cialtronate economiche keynesiane annesse e connesse, forse una salvezza ci sarà e sarà proprio nell’individuo e nella sua responsabilità.

Articoli recenti
Mostrati 8 commenti
  • Negro giorgio
    Rispondi

    Bel pezzo , complimenti. Condivido tutto, inoltre sottolineo come altri paesi abbiano avuto reazioni diverse: Svizzeri ed Inglesi in primis.
    Sul unione europea dico solo che ci salva q livello monetario e relativamente, nulla di altro. Condivido profondamente il sentimento di stizza verso la reazione collettiva di fronte alla propaganda statale.
    Provo profondo imbarazzo da essere umano senziente per I molteplici ”ioresto a casa’ ”andrà tutto bene ecc.”. Andrà tutto bene un cazzo . Il senso di responsabilità che ho in mente è un europa in primis di comunità, uno spazio continentale formato da liberi individui che si autoregolamentano associandosi individualmente, niente stati , niente politici che si arrogano poteri soffocando diritti naturali.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    La mentalità burocratica e dirigista sta affossando l’italia. E non ci sono regalie o elemosine di stato che contino , in cambio.
    La strada imboccata porta ad una maggiore povertà diffusa, ad inasprimenti fiscali, a minore libertà in genere.
    Hai fatto una descrizione accurata delle cause alla base del gramo futuro italiano.

  • leoluca
    Rispondi

    Mi servirò, in quanto segue, di un articolo comparso nei primi di marzo sul mises.org/wire “What would Murray say about the coronavirus?” :
    – La regola fondamentale per decidere se qualcuno, incluso il governo, è giustificato nell’usare la forza per farci fare qualcosa che non vogliamo fare è il principio di non aggressione (NAP)……..
    In breve, nessuna violenza può essere impiegata contro un nonaggressore. –
    Questo a primo acchitto potrebbe dare ragione alla imposizione delle quarantene. Ma prosegue l’articolo:
    – Supponiamo che qualcuno abbia una malattia mortale che si diffonderebbe sempre agli altri se questi ne venissero in contatto. Probabilmente la persona vorrebbe isolarsi e non infettare gli altri; ma se rifiutasse, le persone in pericolo non sarebbero giustificate nell’isolarlo? E’ una minaccia per gli altri, anche se non ha intenzione di fare del male.
    Murray nel suo libro “l’Etica della Libertà” affina la sua riflessione: – E’ importante insistere . tuttavia, sul fatto che la minaccia sia palpabile, immediata e diretta, in breve che sia oggettiva nella iniziazione di un atto palese. Qualsiasi criterio remoto o indiretto, qualsiasi “rischio” o “ minaccia” è semplicemente una scusa per un’azione invasiva da parte del presunto ”difensore” contro la presunta “minaccia”. –
    E’ chiaro che una volta che ci si è convinti che le Istituzioni statali con le loro leggi positive sono in grado di decidere quali sono le attività ”rischiose”, non c’è più limite alle loro attività coercitive.
    Quindi il principio del NAP non viene meno, anzi, essendo un principio è sempre valido, pur rimanendo nell’ambito della teoria.
    Esso (il NAP), se acquisito e meditato portandolo a virtù, è di riferimento all’atto pratico della persona, che deve decidere di volta in volta.
    Altra considerazione è quella che la Medicina non è una scienza esatta. Quindi una decisione unitaria dall’alto imposta a tutti è pericolosa, in quanto potrebbe essere efficace non più di un’altra decisione scartata.
    La sapienza (conoscenza direbbe Haiak) è diffusa e non concentrata (parabola dei talenti , dati in maniera e quantità diverse), non è appannaggio di poche persone. Il “senso comune” è dato a tutti, in misura diversa ma a tutti.
    E poi chi me lo garantisce che un ricercatore, medico, anche bravissimo dia il consiglio giusto (se over settantenne potrebbe farsi prendere dal panico della morte e consigliare il coprifuoco, a differenza di uno più giovane, magari più con i nervi saldi)
    Credo che in questo caso una società più libera, meno guidata centralmente, avrebbe messo in atto più risorse e più inventiva, avrebbe dato delle raccomandazioni di buon senso, sollecitando la responsabilità di ognuno.
    La temperanza, la previggenza e il coraggio avrebbero guidate le persone a scegliere i sacrifici da fare: si sarebbe incrementata la carità, la cooperazione ad aiutarci vicendevolmente, le virtù più umane che aiutano in concreto a superare i momenti di difficoltà a differenza del terrore.

    • spago2 - la vendetta
      Rispondi

      LOL, ma certo gobbarello Ciccio, grazie di avermi ricordato il caro vecchio indimenticabile “Haiak” dei miei caroselli in b/n.

      https://www.facebook.com/pages/category/Sports-League/La-Juve-NON-esiste-962940267088984/

      • Spago3 - il ritorno
        Rispondi

        Ciao solo per curiosità come mai ti sei scelto il nick spago2 la vendetta? Chi è spago 1?

        • spago2 - la vendetta
          Rispondi

          Bruttissima bestia la curiosità: occhio che il vostro intercontinentale in code sharing potrebbe avere un… “cedimento strutturale”.
          Portate i nostri saluti e complimenti pure a 77andrea77 e ad aszx, che tantu chiddu du FOL babbu sunnu.
          Sempre a vostra disposizione Don Andrea.
          Baciamo le mani.

  • leoluca
    Rispondi

    Hayec e il buon senso siciliano: “se a ogni cani c’abbaia ci tiri una pietra…….

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca