In Libertarismo

DI EDISON MUSA*

La città
Panama City & The Pearl Islands, 11/9/2025, mezzanotte
Le seul moyen d’affronter un monde sans liberté est de devenir si absolument libre qu’on fasse de sa propre existence un acte de révolte. (Albert Camus)
Una nuova statua della libertà è stata eretta temporaneamente all’Isla del Rey, nel golfo di Panama. È identica a quella famosa che abbiamo tutti impressi in mente, solo che questa è interamente costruita in legno e verniciata di bianco. Il mondo è cambiato ma nella torcia brucia simbolicamente ancora la stessa fiamma perché il desiderio di libertà arde, ancor più di prima, nel cuore e nelle menti di tanti uomini e donne.
A distanza dal paradisiaco ed incontaminato arcipelago delle isole del golfo, galleggia una nuova realtà nelle acque internazionali che per molti sembrava solo un miraggio, semplicemente qualcosa di sperimentale o uno stile di vita alternativo e bizzarro. Accanto a delle navi da crociera modificate e piattaforme individuali abitabili, alcuni complessi di isole artificiali permanenti collegate tra loro formano sinergicamente la più grande Seasteading del mondo.
In lontananza s’intravedono le luci di Panama City, la prima città al mondo a diventare completamente privata e quindi la prima ad essere liberata.
Lo skyline della città è diventato ancora più attraente con il grattacielo Bastiat Tower nel distretto finanziario, l’auditorium intitolato ad Ayn Rand nel quartiere di Punta Paitilla ed i nuovi futuristici edifici che svettano nel quartiere di Calidonia dove alcune strade hanno preso il nome di Carl Menger, Jean-Baptiste Say, Albert Jay Nock…
Il giorno dell’inaugurazione i media mainstream, dopo aver dato ampio spazio alle assurdità che spacciano per nuove normalità, ne hanno parlato con un tono sospettoso intervistando politici demagoghi da ogni dove che avvisavano i loro sudditi che in questo modo era in pericolo la democrazia, la partecipazione, l’inclusione…
Ma per gli spiriti liberi ed indipendenti che si guadagnano la libertà con le proprie forze fu finalmente l’opportunità di mostrare al mondo che si possono sciogliere per sempre le catene dal potere corrotto della classe politica, delle banche centrali e delle lobby guerrafondaie.
Fu un atto volontario dei cittadini che decisero insieme di riappropriarsi dei loro diritti naturali perché la libertà si sceglie, non viene imposta e fu un atto coraggioso perché la gente tende a cadere nell’incantesimo dell’ordine sociale collettivista per avere un po’ di ordine e sicurezza.
Le incorruttibili ed inattaccabili idee di Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek, Murray Rothbard ed altri grandi pensatori libertari si sono materializzate nella libera società di Panama City come mai si è visto nella storia dell’umanità.
L’autodeterminazione, il principio di non aggressione, l’ordine spontaneo, la difesa della proprietà privata, la libertà d’impresa, d’espressione e di associazione sono diventate le solide fondamenta per creare prosperità in tutti settori della vita e con un’accelerazione verso il progresso, quello vero dell’individuo, inarrestabile e senza precedenti.
Tutti i servizi urbani sono migliorati nettamente poiché si basano sulla libera concorrenza e le opportunità di lavoro sono più flessibili e remunerative grazie al libero mercato. Grazie alla visione e agli investimenti di molti individui creativi, nuove Startup nascono ogni giorno poiché la burocrazia non è più una palla al piede per l’azione umana. Molte imprese hanno successo, alcune falliscono. Fa parte della vita.
Oltre ai metalli preziosi, la valuta di scambio più adoperata è diventato il Bitcoin Cash. Tutti sono felici di usare di usare le crittovalute poiché senza libertà economica non c’è libertà individuale e se non hai libero possesso e controllo del frutto del tuo lavoro, non può esercitare né l’una né l’altra.
La possibilità di creare e realizzare concretamente un ecosistema del genere è diventato un esempio virtuoso per tante altre realtà nel mondo e nuove zone territoriali autonome, indipendenti e Seasteading stanno per sorgere. Nuove oasi che daranno vitalità alle società che hanno il coraggio di liberarsi dal potere centrale corrotto alimentato tramite il furto sull’economia razionale e la coercizione militare delle masse.
I regimi democratici invece, sono diventati dei territori che hanno preso fortemente le sembianze delle distopie letterarie di Aldous Huxley, George Orwell e Ray Bradbury. In molti cercano di scappare da queste prigioni a cielo aperto…
*
Una bandiera pirata è issata su una vecchia nave ancorata in una frazione di mare distaccata dalla Seasteading. Le intenzioni della sua ciurma però non sono malevole, semplicemente a loro piace quella bandiera.
L’equipaggio è formato da cypherpunks, artisti ed intellettuali che sono sfuggiti in tempo dai nuovi totalitarismi sorti sia in oriente che in occidente. Sono scampati dall’arresto e dalla censura perché hanno tentato in tutti i modi di risvegliare le coscienze assopite della gente.
Hanno unito le loro forze e le loro risorse per creare una rete di sostegno per tutti gli eretici che vivono nel nuovo normale mondo.
Dall’altra parte dell’oceano Pacifico è arrivata una richiesta d’aiuto urgente ai pirati. È ora di usare le loro armi segrete perché il contatto da soccorrere porta con sé qualcosa di molto temibile per il sistema criminale che ha tessuto la sua ragnatela ovunque.
Sotto la nave, silenzioso ed invisibile a qualsiasi intercettazione, un sottomarino di piccole dimensioni con una tecnologia a bordo segreta e all’avanguardia sta per partire…
La Fuga
Hong Kong, 18/9/2025, mezzanotte
Is our secret safe tonight
And are we out of sight
Or will our world come tumbling down?
Will they find our hiding place
Is this our last embrace
Or will the walls start caving in?
Resistance, Muse
Sul tetto del campanile della St. John’s Cathedral, George Yeung, un ragazzo nato e cresciuto ad Hong Kong, aspetta standosene seduto in un angolo cercando di nascondere il più possibile il suo corpo con il cappotto isolante.
Teme di essere visto e segnalato dai numerosi droni notturni che sorvolano senza sosta le strade vuote della città. Le loro camere termiche possono intercettare qualsiasi macchia corporea di un essere vivente. La nuova normalità, che doveva essere temporanea, è diventata definitiva nella maggior parte dei paesi industrializzati.
Nelle orecchie del ragazzo risuonano ancora le parole del sacerdote che alla fine dell’ultima messa disse: Il diavolo tenta sempre di costruire la propria casa, ma Dio la distrugge! George sapeva molto bene a cosa si riferiva e trovò rifugio per alcuni giorni nella chiesa prima che fosse chiusa definitivamente al pubblico.
Per anni combatté assieme ai Freedom Fighters per proteggere la città dall’assalto finale della tirannia. Hong Kong, una delle città più avanzate, libere e prospere al mondo, fu intrappolata anch’essa al sistema centrale del governo tecnocratico mondialista.
Durante gli scontri con l’esercito perse alcuni cari amici che morirono in mezzo alle strade. Altri vennero arrestati e portati in campi di lavoro forzato, mentre altri furono deportati forzatamente in dei centri di rieducazione…
George combatté fino all’ultimo giorno per la libertà e soprattutto per Natalie, la sua ragazza. Dopo il suo arresto, non aveva più avuto sue notizie. Perdere lei per sempre era un idea insopportabile ma era totalmente impotente in una città che era diventata un Panopticon.
Alcune goccioline di pioggia iniziano a cadere sul cappotto del ragazzo mentre stringe a sé il suo piccolo zainetto. Assieme ad un piccolo quadro in cui lui è ritratto abbracciato a Natalie, ha dentro delle pergamene sul pensiero di Lao Tse realizzate da un artigiano e due libri: Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie e Disobbedienza civile di Henry David Thoreau.
Al collo porta una collana con un crocifisso ma che in realtà è una sofisticata chiavetta USB 3.0, la sua spada…
*
George Yeung è uno dei cypherpunk più famosi al mondo anche se nessuno conosce la sua vera identità, nemmeno lo stato. È conosciuto tramite l’alias “láthe_biósas” (Vivi nascosto, Epicuro).
Ha programmato i migliori software per la difesa della privacy e dei dati dell’individuo, mettendo così al riparo gli utenti dalle grinfie dei Tech Giants. Il suo motto è: “Non alimentare la bestia!”
Sin da quando era adolescente ha frequentato il mondo degli hacker e sa bene quanto sono attuali ai giorni nostri le sentenziose parole dell’antico filosofo greco.
In un mondo iper connesso ed iper sorvegliato, diventare invisibili al sistema è il dovere di ogni essere umano. È rimasto sempre fedele a questa regola, la tecnologia informatica è un’arma a doppio taglio.
Da tempo, ha iniziato ad avvertire dentro di sé una forza che lo invita a cercare e lui non è rimasto impassibile al pericolo incombente per la civiltà umana.
Seguendo le tracce dei soldi sporchi di alcuni individui definiti dalla propaganda mediatica hegeliana come leader globali e filantropi, ha scoperto che loro in realtà sono le persone più misantrope che puoi trovare sulla faccia della terra.
I sponsorizzatori del “Great Reset” stanno attuando il loro losco piano di monitorare e controllare il mondo tramite la sorveglianza digitale.
Agli individui viene proibita ogni libertà d’impresa a cause delle nuove politiche per la bio-difesa e la maggior parte dei business privati sono falliti sotto la trappola del welfare e dei prestiti statali dopo i lockdown.
La classe elitaria di miliardari progressisti ha sfruttato l’isterismo globale a causa del temutissimo SARS-CoV-2® per attuare coercitivamente ed in maniera sistematica la loro agenda criminale marxista.
Ogni monito di ribellione ed indipendenza viene annichilito e persino deriso. Sotto il nome di nazionalismo positivista, una nuova gerarchia fascista regna politicamente in quasi tutti i paesi. Le popolazioni vengono istruite e programmate attraverso i mass media ed i social networks su come pensare, come comportarsi, cosa mangiare, come relazionarsi…
Tutti gli individui e tutte le risorse naturali sono semplicemente parte di un inventario i cui proprietari sono una cricca di psicopatici che vedono la società come ad un’organizzazione che deve essere controllata e plasmata secondo la loro aristocratica visione.
Questa è la nuova realtà, la nuova dannata normalità.
Dentro la chiavetta di George ci sono tutte le prove per mostrare alla gente i veri volti dei loro padroni e soprattutto le loro vere intenzioni, ma ha bisogno di potenti mezzi e macchine per scardinare il nuovo sistema e per rianimare gli spiriti e le menti degli intrappolati.
Il suo crocifisso è la spada che farà perire il Leviatano…
*
Dalla squadra di soccorso della base pirata nelle Pearl Islands, a Panama, gli sono state date poche informazioni su come lo porteranno via da Hong Kong. Sa solo che non deve in nessun modo farsi scoprire, che non deve assolutamente muoversi dal campanile fino all’orario prestabilito e di non portare con sé apparecchi elettronici radiotrasmittenti come smartphone, tablet, eccetera.
Ad un certo punto vede in lontananza avvicinarsi qualcosa ad una velocità sbalorditiva…
Dopo aver battuto tre volte le palpebre, una figura femminile con dietro un Jet Pack atterra in maniera atletica davanti a lui. È accompagnata da un drone guida che l’ha indirizzata fino a lì.
Gli fa subito cenno di alzarsi in piedi e di voltarsi così lei lo può agganciare alla sua imbracatura il più in fretta possibile.
A George il cuore gli batte all’impazzata, non s’immaginava qualcosa di simile. Con le mani tremanti issa all’asta del campanile la bandiera con la Bahuinia blakeana bianca con cinque petali su sfondo rosso.
Il suo ultimo gesto ribelle prima di ritornarci un giorno e con dentro al petto la speranza di poter riabbracciare Natalie.
La pioggia cade ormai incessante, i due spiriti si librano in aria. Il drone guida gli fa strada inviando inoltre segnali di disturbo ai mini droni che vigilano la città, alcuni smettono di funzionare e cadono nel vuoto.
Le sirene d’allarme hanno iniziato ad echeggiare ovunque…
Per via del doppio peso dei corpi non riescono a raggiungere la velocità massima con il Jet pack ma prima che le autorità di sorveglianza abbiano completa constatazione di quello che sta accadendo in città, loro sono già scomparsi nella linea d’orizzonte tra le tenebre della notte e l’oscurità del mare…
La porta della garitta d’ingresso del sottomarino si richiude appena dopo il rientro della donna volante, del cypherpunk e del drone guida.
I motori AIP ad idrogeno sono già accesi per fluttuare di nuovo negli abissi del pianeta azzurro.
Il primo giorno della vera rivoluzione è appena iniziato.
Pubblichiamo, con il consenso dell’autore e con grande piacere, questo racconto breve
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Showing 11 comments
  • Fabio
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    Splendido, grazie.

  • Malgaponte
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    Quello che sembra fantascienza tra poco tempo sarà l’amara realtà in cui vivranno i miei nipoti. Già ora viviamo in un mondo di lobotomizzati che pensano che un “vaccino” sperimentale possa dare loro una specie di libertà. Speriamo che qualcuno svegli queste masse e faccia capire loro che questo è l’inizio di una dittatura orwelliana.

    • Alessandro Colla
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      Speriamo che qualcuno svegli queste masse? Che tra l’altro non desiderano essere svegliate? Qualcuno chi? Rileggo un frammento del brano: “…ha bisogno di potenti mezzi e macchine per scardinare il nuovo sistema e per rianimare gli spiriti e le menti degli intrappolati.” Ecco, appunto. Chi possiede questi mezzi e queste macchine? Pensiamo siano in deposito ad Arcore?

  • Nicola Rossini
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    Arcore ormai è in mano al nemico. Credo che si debba guardare oltre e certamente non dentro il recinto della politica, che come sappiamo tutti benissimo qui, è il problema e non la soluzione.
    Non so se riusciremo mai ad avere dalla “nostra” persone molto facoltose, al punto da finanziare quei mezzi e quelle macchine.
    Mi accontenterei di poter vedere la nascita (e partecipare, certamente, alla sua creazione e al suo sviluppo) di una Montecrypto o di una John Galt city. Anche se temo che prima di allora rischiamo seriamente un periodo abbastanza lungo di catacombe e carboneria.

  • Alessandro Colla
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    Almeno le società carbonare qualche finanziatore ce lo avevano. Sicuramente Arcore è in mani avversarie ma su Musk forse avevo quasi ragione: oggi si è convertito alla criptomoneta “verde”. Con lui occorrerebbe ragionare prima che passi armi e bagagli al nemico. Certo, non so come. Ma proprio perché il recinto della politica è il problema e non la soluzione, si dovrebbe studiare una strategia per abbattere quel recinto. E anche le macchine demolitrici costano.

  • Giorgio
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    Spacciatori, criminali, killers, corruttori, grossisti di droga, mafiosi, e in generale qualsiasi abietto essere umano che si dedica a traffici illeciti ha finalmente trovato casa.

  • Alessandro Colla
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    E’ resuscitato il simbolo dell’idiozia permanente, della’analfabetismo militante e della disonestà intellettuale involontariamente praticante. L’avverbio “involontariamente” è dovuto alle limitatissime capacità intellettive del soggetto. Per certi pseudoesseri la libertà è sinonimo di crimine, uccisione, corruzione, mafiosità, abiezione ed illecito. E quindi giustifica ogni reazionaria repressione, grazie al loro nazicervello malato. Su una cosa sola hanno ragione, anche qui involontariamente perché il perfetto cretino che vive di analfabetismo non si trova mai nel giusto razionalmente: i narcotrafficanti sarebbero liberi. Non so se grossisti o dettaglianti perché non me ne intendo e perché non me ne importa nulla ma comunque non esisterebbe proibizionismo, questo sì vero alimento di quella mafiosità che a chiacchiere i cretini permanenti affermano di voler combattere. Speravo che il virus distruggesse almeno i deficienti ma certi scritti confermano che la spacciata letalità di questi ultimi diciotto mesi non è altro che l’ennesima bufala degli ansiogenisti “editori responsabili”. Nulla porta loro a pensare, ovviamente, che la vera attività mafiosa sia quella esercitata dal potere costituito. Purtroppo i sottosviluppati in perenne servizio attivo, che peraltro continuano a rifiutarsi di firmarsi per esteso, dovremo subirceli a lungo; forse per sempre.

    • Fabio
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      “Speravo che il virus distruggesse almeno i deficienti…”
      E’ quello che ho pensato fin dall’inizio anch’io soprattutto riguardo i paragoni con la guerra.
      Questa del virus è peggio perché nella guerra tipo la IIWW almeno tra bombardamenti, sparatorie, il fronte, rastrellamenti, agguati e linciaggi, tanti fascisti morirono e ce li togliemmo dalle palle.
      Oggi quelli che erano al governo, che hanno emanato dcpm o leggi, che hanno fatto i posti di blocco in assetto antisommossa coi mitra spianati, preteso autocertificazioni, chiuso negozi ed attività, dato la caccia ai runner, insomma chi ha portato il paese a questo disastro con azioni od omissioni e complici silenzi nascondendosi vigliaccamente dietro un “ho solo ubbidito agli ordini”, ebbene queste merde sono tutte saldamente ai loro posti, impuniti ed impunibili, stipendio intero con addirittura premi, pronti a ricominciare a dettare legge ed a rovinare la vita alla gente. Mentre i fascisti si tolsero, almeno apparentemente, la camicia dalla vergogna del disastro compiuto, questi oggi li vedi ancora tronfi a petto gonfio.
      Purtroppo devo concordare con la chiosa finale: ‘ste merde cono come i prodotti de beers, per sempre.

    • Giorgio
      Rispondi

      Lei colla, con il teatrino delle marionette che si ritrova, costretto a restare chiuso, non ha proprio usufruito di aiuti statali in questo periodo?

      • Alessandro Colla
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        E’ evidente che Lei mi confonde con gli eredi del ramo lombardo – parmense di Carlo Colla che ereditò la compagnia da Giovanni e Giosetta Colla a loro volta eredi di Giuseppe Colla; quest’ultimo fu il fondatore della compagnia. Oggi credo che tale compagnia sia diretta da Stefania Mannacio Colla, siamo credo alla sesta o settima generazione. Non sono loro parente, ho conosciuto una di loro (la sarta di scena Maddalena Colla che lavorava per Fiorenzo Fiorentini) così come ho conosciuto l’attore veliterno Sebastiano Colla. Anche di quest’ultimo non sono parente. Io sono di Roma e il mio ramo è trevigiano, mio nonno era di lì ma si trasferì a Roma perché da macchinista delle ferrovie gli assegnarono il compartimento romano. E a Roma sono sati e vissuti i miei genitori, come vi sono vissuto io e le mie sorelle. La tradizione continua con la mia consorte e i mei figli. Il mio è teatro di prosa e di rivista, non sarei in grado di lavorare con le marionette; né con i burattini o i pupi siciliani. In ogni caso, anche se gli interpreti non sono miei parenti, questa forma d’arte non va chiamata spregiativamente “teatrino”. La sua importanza storica e qualitativa è riconosciuta da ogni critico serio e perfino da qualcuno meno serio. Non ho usufruito di aiuti statali anche perché non li ho chiesti. Se me li dessero sarebbero solo risarcimenti da forzate chiusure fasciste. L’unica volta che ebbi un finanziamento pubblico fu nel 1985, tre milioni e duecentomila lire dell’epoca. Era un bando comunale che assegnava fondi all’associazionismo locale, vinsi con una versione musicale del Pinocchio collodiano. Avevo ventisei anni e mezzo e non ho più partecipato a bandi pubblici per scelta che ho coerentemente mantenuto fino ai miei attuali sessantadue anni. E sto continuando con questa scelta.

        • Alessandro Colla
          Rispondi

          Errata corrige alla nona riga: …a Roma sono nati e vissuti i mei genitori…” Nati e non “sati”. Non capisco come possa aver digitato la “esse” visto che sulla tastiera è ben distante dalla “enne”. Declino senile, evidentemente.

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