In Anti & Politica

DI PIETRO AGRIESTI

C’è un modo di inquadrare il rapporto tra scienza e politica che non mi convince. In genere si parte con il paragonare il rapporto scienza politica a quello economia politica. Si dice che prima si è affermata l’egemonia dell’economia sulla politica ed ora da qui deriverebbe l’affermarsi di una dinamica simile con la scienza al posto dell’economia.

Dunque il punto sarebbe la scomparsa della politica regredita a mera esecutrice. Avrebbero quindi governato gli economisti e gli scienziati, e non i politici? È davvero questo che abbiamo visto in questi mesi?

E’ davvero la scomparsa della politica o la sua trasformazione in mera burocrazia esecutrice? O piuttosto abbiamo visto il tentativo della politica di usare la scienza come scusa e come paravento per tentare di sottrarre alle normali dinamiche democratiche le proprie decisioni e per convincere i cittadini che fosse giusto così?

La politica, i partiti, il governo, la presidenza della repubblica, le istituzioni, insieme a media, sindacati, confindustria, etc…. hanno davvero accettato una abdicazione ai tecnici e agli scienziati o hanno trovato una comoda, ma disonesta e vergognosa via, per aggirare le normali costrizioni a cui giustamente in un sistema democratico dovrebbero essere sottoposti?

È venuta meno la politica o sono venuti meno la democrazia, i diritti, le garanzie, lo stato di diritto, etc..? E come mai, se così fosse, è stato possibile?

Sarà mica che il sistema era bacato fin da prima e, chi lo sa, persino fin dall’inizio e fin dalle fondamenta? Sarà mica quindi che la soluzione non sia che la politica ritrovi e riaffermi il suo ruolo, ma che il potere politico venga limitato in modo più efficace, che si pensi a un nuovo modo più radicale ed efficace di limitarlo, prendendo atto del fatto che le supposte garanzie offerte da una democrazia rappresentativa e da una costituzione come le nostre sono più una favola che altro?

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  • Alessandro Catanzano
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    È la seconda. La politica, nella democrazia, c’è ma non vuole farsi vedere, trama ma usa dei pupazzi per parlare con il pubblico di ciò che il pubblico vuol sentir parlare, perché altro esso non comprende. La scienza è da sempre un potente alleato del potere. Nel 1222 fu fatto un lodevole tentativo, ma nel 1224 gli fu contrapposto il suo contrario, che ha vinto. Non esiste scienza libera, se non per la parte che coloro che riportano al Potere le cose, non riescono a spiegare e interpretare già per loro stessi. La complessità del mondo è un grande alleato della Libertà e nemica della centralizzazione.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Caro Alessandro, ti riferisci all’episodio degli studenti che dalla UNI di Bologna a quella di Padova ?

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