In Anti & Politica

Alle odierne “Audizioni in videoconferenza sul ddl n. 2394 (d-l 127/21 – estensione certificazione verde COVID-19 e rafforzamento screening)” tra gli altri è stato audito dalla Commissione Affari costituzionali del Parlamento il professor Giorgio Agamben, filosofo e scrittore.

Questo è l’intervento:

Mi soffermerò soltanto su due punti che vorrei portare all’attenzione dei parlamentari che dovranno votare sulla conversione in legge del decreto.

Il primo è l’evidente, e sottolineo la parola evidente, contraddittorietà del decreto in questione.
Voi sapete che il Governo con un apposito decreto legge, il numero 44 del 2021 detto scudo penale (ora convertito in legge), si è esentato da ogni responsabilità per i danni prodotti dal vaccino. E quanto gravi possono essere gravi questi danni risulta dal fatto che l’articolo 3 del decreto in questione menziona esplicitamente gli articoli 589 e 590 del Codice Penale che si riferiscono all’omicidio colposo ed alle lesioni colpose.

E possibile, chiedo, immaginare una situazione giuridicamente e moralmente più abnorme?

Come autorevoli giuristi hanno notato, questo significa che lo Stato non si sente di assumere la responsabilità per un vaccino che non ha terminato la fase di sperimentazione e tuttavia allo stesso tempo cerca di costringere con ogni mezzo i cittadini a vaccinarsi escludendosi altrimenti dalla vita sociale ed ora, con il nuovo decreto che siete chiamati a votare, privandoli persino della possibilità di lavorare.
E possibile, chiedo, immaginare una situazione giuridicamente e moralmente più abnorme?
Come può lo Stato accusare di irresponsabilità chi sceglie di non vaccinarsi quando è lo stesso Stato che per primo declina formalmente ogni responsabilità in merito alle possibili gravi conseguenze (ricordate gli articoli 589 e 590, Morte e Lesioni) del vaccino.
Ecco, vorrei che i parlamentari riflettessero su questa contraddizione che a mio avviso configura una vera e propria mostruosità giuridica.

Il secondo punto sul quale vorrei attirare la Vostra attenzione non riguarda il problema medico del vaccino ma quello politico del green pass, che non deve essere confuso con il primo. Abbiamo fatto tantissimi vaccini senza che questo ci obbligasse ad esibire un certificato per ogni nostro passo.

E’ stato detto da scienziati e da medici non ha in se nessun significato medico ma serve ad obbligare la gente a vaccinarsi.
Io credo invece che si possa e si debba dire il contrario e cioè che il vaccino sia il mezzo per costringere la gente ad avere un green pass, cioé un dispositivo che permette di controllare e tracciare in misura che non ha precedente i loro movimenti.
I politologi sanno da tempo che le nostre società sono passate dal modello che un tempo si chiamava ‘società di disciplina’ al modello delle ‘società di controllo’: società fondate su un controllo digitale virtualmente illimitato dei comportamenti individuali che divengono così quantificabili in un algoritmo.

E’ possibile che i cittadini di una società che si pretende democratica, si trovino in una situazione peggiore dei cittadini dell’Unione Sovietica sotto Stalin?

Ci stiamo ormai abituando a questi dispositivi di controllo ma vi chiedo fino a che punto siamo disposti ad accettare che questo controllo si spinga. E’ possibile che i cittadini di una società che si pretende democratica, si trovino in una situazione peggiore dei cittadini dell’Unione Sovietica sotto Stalin?
Voi sapete forse che i cittadini sovietici erano obbligati ad esibire un lasciapassare per ogni spostamento da un paese all’altro. Ma noi siamo obbligati ad esibire un green pass anche per andare al ristorante, anche per andare in un museo, anche per andare al cinema, e ora -cosa ancora più grave col decreto che si sta per convertire in legge- anche ogni volta che si va a lavorare.

Inoltre com’è possibile accettare per la prima volta nella storia d’Italia dopo le leggi fasciste del 1938 sui non ariani, si creino dei cittadini di seconda classe che subiscono restrizioni che dal punto di vista strettamente giuridico (ovviamente i due fenomeni non hanno nulla a che fare, parlo strettamente di un’analogia giuridica), identiche a quelle che subirono i non ariani, che come sapete concernevano soprattutto la possibilità di lavorare. Ma i non ariani potevano circolare, potevano andare al ristorante.

Tutto fa pensare cioè che i decreti legge, che si susseguono l’uno dopo l’altro quasi emanassero da una sola persona, vadano inquadrati in un processo di trasformazione delle istituzioni e dei paradigmi di governo della società in cui ci troviamo. Trasformazione che è tanto più insidiosa perché, com’era avvenuto per il fascismo, avviene senza che ci sia un cambiamento del testo della costituzione ma avviene surrettiziamente.

Il modello che viene così eroso e cancellato è quello delle democrazie parlamentari, con i loro diritti, con le loro garanzie costituzionali, e al loro posto subentra un paradigma di governo in cui in nome della biosicurezza e del controllo, le libertà individuali sono destinate a subire limitazioni crescenti.

La concentrazione esclusiva dell’attenzione sui contagi e sulla salute mi pare impedisca infatti di percepire quale sia il significato di questa grande trasformazione che si sta compiendo nella sfera politica, impedisce di rendersi conto del fatto che -come gli stessi governi del resto non si stancano di ricordarci- la sicurezza e l’emergenza non sono fenomeni transitori ma costituiscono la nuova forma di governabilità.

Credo che in questa prospettiva sia più che mai urgente che i parlamentari considerino con estrema attenzione la trasformazione politica in corso, che non si soffermino solo sulla salute, che alla lunga del resto è destinata a svuotare il parlamento dei suoi poteri riducendolo, come sta ora avvenendo, ad approvare semplicemente in nome della biosicurezza decreti che emanano da organizzazioni e persone che col parlamento hanno ben poco a che fare.
Grazie

youtu.be/T2Pei9gMxCQ

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Showing 3 comments
  • Duca Conte Piermatteo Barambani
    Rispondi

    Dopo filosofastri come Fusaro, Cacciari, Vattimo che si ispirano a Marx (notorio libertario fino al midollo), mo pure sto Agamben ammiratore di Heidegger (altro bel soggettone) si unisce alla compagnia dei paladini della libertà. Ma sì, tanto ormai sono tutti liberali. Avanti che c’è posto.

    • Fabio
      Rispondi

      è per sottolineare che perfino loro, addirittura loro, evidenziano lo stato dittatoriale che stiamo subendo.
      I liberali classici e libertari hanno sempre detto che il peggio che può capitare ad un socialista è vivere in uno stato governato proprio da principi socialista. E questo è ciò che sta accadendo ora.
      Vedi come capiscono cosa sia la libertà vera quando provano sulla propria pelle la ‘libertà’ che loro hanno sempre propugnato?!

  • MICHELE
    Rispondi

    A me tutta questa situazione ricorda quella barzelletta che i sovietici si raccontavano tra di loro. A una riunione di partito, un ufficiale del partito comunista fa delle domande a un operaio del posto. Gli chiede: “Compagno, se tu avessi due case, ne daresti una al Partito Comunista?” L’operaio risponde “Sì, decisamente, compagno, darei una delle mie case al partito!” Poi chiede “Compagno, se tu avessi due macchine, ne daresti una al partito?” Di nuovo, l’operaio dice: “Sì, darei una delle mie macchine al partito!” Infine, l’ufficiale chiede: “Se avessi due camicie, ne regaleresti una al partito?” L’operaio risponde “No!” L’ufficiale gli chiede “Ma perché? Perché non dai una delle tue camicie al partito?”
    E l’operaio gli risponde: “Perché ho veramente due camicie!” Comunque ben vengano anche i pentiti cioè la situazione è quella che è e la battaglia va combattuta e come si dice in inglese strength in numbers, la forza è nel numero tipo l’italiano l’unione fa la forza e nonostante ci sia ipocrisia a secchiate a sentire socialisti vari parlare di libertà (perdute) diciamo che oggi si combatte contro il nemico comune poi una volta sconfitto gli porteremo il conto.

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