Chi è un libertario?

Il libertario è un individuo, che difende il capitalismo puro e che dunque si batte contro ogni intervento dello Stato in campo economico e sociale.
Crede nel diritto a portare armi per difendersi da altri individui e soprattutto dalle istituzioni coercitive.
Avversa ogni politica proibizionistica in materia di droga o alcool.
Ama schierarsi dalla parte di quelle minoranze e di quelle comunità che vedono la loro libertà limitata dal governo.

Difendere l’indifendibile di Walter Block è un testo tanto brillante quanto divertente e intelligente.
Chi l’ha letto avrà avuto modo di scoprire che per il libertarismo, quella dell’usuraio, della prostituta, dello spacciatore, del mercenario, del pornografo, dell’esportatore di capitali, dell’evasore fiscale, dello speculatore, ecc… sono attività totalmente legittime perché non ledono i diritti altrui.

Se interpretato secondo le categorie della politica di stampo europeo, il libertario potrebbe essere al tempo stesso un ultrà del conservatorismo thatcheriano e un esponente del progressismo più estremo. Favorevole ai diritti dei gay e anche dei tossicodipendenti.

In realtà il libertario non è niente di tutto ciò: è semplicemente un liberale coerente, rigoroso, nemico della coercizione.
I fautori del libertarismo ritengono che si debba essere favorevoli alla libertà in ogni ambito.
In economia quanto in tutte quelle questioni che riguardano le cosiddette libertà civili.

La teoria libertaria contemporanea estende l’area d’azione del liberalismo anche a quei settori che i liberali classici giudicano invece come tipicamente statali (giustizia, protezione, ecc.).

Secondo quello che Rothbard chiama l’assioma di non aggressione nessuno può violare i diritti altrui.
L’unico ordine sociale legittimo è quello che emerge dalla concorrenza e dal rispetto delle altrui prerogative.

In questo senso, per i libertari ha perfettamente ragione Proudhon quando afferma che l’ordine è figlio della libertà.
Per i libertari bisogna contrastare l’aggressione (fisica, fiscale, ecc.) di alcuni uomini su altri uomini.
Per farlo è necessario affidarsi ad un’antica e anonima invenzione umana, la cui origine risale alla notte dei tempi: la concorrenza.

Secondo il libertarismo è necessario che le vecchie istituzioni pubbliche lascino il posto ad ordinamenti legali scelti dalla gente entro un mercato competitivo.

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