Chi è un libertario?

Il libertario è un individuo, che difende il capitalismo puro inteso come libero mercato.
Non sostiene il “capitalismo” di oggi, il quale sarebbe invece definibile come corporativismo, ovvero una situazione in cui grandi corporazioni sfruttano e accrescono il potere dello stato per ostacolare il libero mercato.
Il libertario si batte dunque contro ogni intervento dello Stato in campo economico e sociale.
Crede nel diritto di portare armi per difendersi da altri individui ma soprattutto dalle istituzioni pubbliche in quanto, storicamente, i maggiori assassini della storia sono sempre stati i governi e non i soggetti privati.
Avversa ogni politica proibizionistica in materia di droga, non perchè consideri l’abuso di sostanze stupefacenti un comportamento virtuoso ma perchè pensa che il modo migliore per affrontare queste problematiche sia attraverso il supporto e non la criminalizzazione.
Ama schierarsi dalla parte delle minoranze ma per lui la più piccola minoranza è l’individuo.

Il libertario pensa che se il problema della società è la malvagità di alcuni uomini, creare un’istituzione onnipotente detentrice di tutte le armi che deresponsabilizza gli individui non è la soluzione, ma anzi, una ricetta perfetta per ottenere sofferenza e ingiustizia.

Se interpretato secondo le categorie della politica di stampo europeo, il libertario potrebbe essere al tempo stesso un ultrà del conservatorismo thatcheriano e un esponente del progressismo più estremo. Favorevole ai diritti dei gay e anche dei tossicodipendenti.

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Non vedrete più il mondo con gli stessi occhi

Il libertario è semplicemente un liberale coerente, rigoroso, nemico della coercizione.
I fautori del libertarismo ritengono che si debba essere favorevoli alla libertà in ogni ambito.
In economia quanto in tutte quelle questioni che riguardano le cosiddette libertà civili.

La teoria libertaria contemporanea estende l’area d’azione del liberalismo anche a quei settori che i liberali classici giudicano invece come tipicamente statali (giustizia, protezione, ecc.).

Secondo quello che Rothbard chiama l’assioma di non aggressione nessuno può violare i diritti altrui, soprattutto lo stato.
L’unico ordine sociale legittimo è quello che emerge dalla concorrenza e dal rispetto della proprietà privata.

In questo senso, per i libertari ha perfettamente ragione Proudhon quando afferma che l’ordine è figlio della libertà.
Per i libertari bisogna contrastare l’aggressione (fisica, fiscale, ecc.) di alcuni uomini su altri uomini.
Per farlo è necessario affidarsi ad un’antica e anonima invenzione umana, la cui origine risale alla notte dei tempi: la concorrenza.

Secondo il libertarismo è necessario che le vecchie istituzioni pubbliche lascino il posto ad ordinamenti legali scelti dalla gente entro un mercato competitivo.

Interessante ma…

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