AYN RAND, TRA GENIO E TESTARDAGGINE

DI FABRISTOL*

La figura di Ayn Rand è amata e odiata, venerata e vilipesa, perfino tra gli stessi libertari. La signora russa era una donna dal carattere di acciaio ed era forse inevitabile che le sue idee creassero dibattito, scandalo e passione allo stesso tempo. Che vi piaccia o no la Rand è sopravvissuta alla sua morte e ha ispirato milioni di persone al mondo. Ieri era il 107esimo anniversario della sua nascita e gli autori di Atlas Shrugged Part II hanno voluto annunciare in pompa magna che la seconda parte dell’adattamento cinematografico del romanzo La rivolta di Atlante uscirà nelle sale ad Ottobre del 2012.

Nel nostro piccolo per festeggiare questo genio testardo pubblichiamo il discorso sul denaro di Francisco D’Anconiapresente ne La rivolta di Atlante che ci offre una prospettiva sul denaro diversa e aliena di questi tempi (grassetti sono miei):

«E così lei pensa che il denaro sia alla radice di tutti i mali?» disse Francisco d’Anconia. « Si è mai chiesto quali sono le radici del denaro? Il denaro è un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono merci prodotte e uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l’uno con l’altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che vi chiedono il prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che ve lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. E’ questo che lei chiama male?

Quando accetta del denaro in pagamento dei suoi sforzi, lei lo accetta esclusivamente perché sa di poterlo dare in pagamento degli sforzi di qualcun altro. Non sono i miserabili o i pescecani che danno valore al denaro. Non basterebbero un oceano di lacrime né tutti i fucili del mondo per cambiare i pezzi di carta che si hanno nel portafogli col pane che ci servirà domani per sopravvivere. Quei pezzi di carta, che dovrebbero essere d’oro, sono un contrassegno d’onore… il nostro diritto sull’energia degli uomini che producono. Il portafogli è la nostra speranza che in qualche parte del mondo ci siano uomini che non tradiscano il principio morale che è alla radice del denaro. E’ questo che lei considera un male?

Ha mai osservato le radici della produzione? Dia un’occhiata a un generatore elettrico e osi dichiarare che è stato creato dagli sforzi muscolari di bruti senza cervello. Cerchi di far crescere un chicco di frumento senza la conoscenza lasciatale da uomini che l’hanno dovuta scoprire per la prima volta. Cerchi di ottenere il suo cibo solo con movimenti fisici…. e scoprirà che la mente dell’uomo è alla radice di tutte le cose prodotte e di tutto il benessere che esiste sulla terra.

Ma forse vuol dire che il denaro è creato dal forte a spese del debole? Di che forza intende parlare? Non della forza dei muscoli o dei fucili. Il benessere è il prodotto della capacità dell’uomo di pensare. Allora il denaro è fatto dall’uomo che inventa un motore a spese di quelli che non l’hanno inventato? Il denaro è fatto dall’intelligenza a spese dell’idiozia? Dalla capacità a spese della incompetenza? Dall’ambizione a spese della pigrizia? Il denaro è fatto….prima che possa esservi tolto dai piagnistei o dai fucili… fatto dallo sforzo di ogni uomo onesto, a seconda della sua capacità. Un uomo onesto sa che non può consumare più di quanto abbia prodotto. 

Commerciare per mezzo del denaro è il codice degli uomini di buona volontà. Il denaro poggia sull’assioma che ogni uomo è il proprietario della propria mente e dei propri sforzi. Il denaro non permette di valutare i nostri sforzi se non con la scelta volontaria dell’uomo disposto a commerciare in cambio i suoi sforzi. Il denaro ci permete di ottenere per i nostri prodotti e per il nostro lavoro quello che valgono per gli uomini che li acquistano, non di più. Il denaro non permette alcun affare all’infuori di quelli a beneficio reciproco secondo il libero giudizio dei contraenti. Il denaro ci impone il principio che gli uomini devono lavorare per il proprio benessere, non per la propria sofferenza, per guadagnare, non per rimetterci…. il principio che non esistono bestie da soma, destinate a portare il peso della nostra cattiveria….. che bisogna offrir loro valori, non ferite….. che il vincolo che unisce gli uomini non è lo scambio di sofferenze ma lo scambio di merci. Il denaro ci impone di vendere, non la nostra debolezza alla stupidità degli uomini, ma il nostro talento alla loro intelligenza; ci impone di comprare non quello che ci offrono, ma quello che più soddisfa le nostre esigenze. E quando gli uomini vivono di commercio…. avendo la ragione, non la forza, come arbitro finale…. è il miglior prodotto che vince, la migliore realizzazione, l’uomo che ha più criterio e più abilità. E il grado della produttività dell’uomo determina la sua ricompensa. Questo é il codice dell’esistenza, il cui simbolo è il denaro. E’ questo che lei considera un male?

Ma il denaro è solo uno strumento. Ci condurrà ovunque vogliamo, ma non prenderà il nostro posto. Ci darà i mezzi per la soddisfazione dei nostri desideri, ma non ci procurerà i desideri. Il denaro è la frusta per gli uomini che tentano di invertire la legge della causalità….per gli uomini che cercano di rimpiazzare la mente rubando i prodotti della mente. 

Il denaro non comprerà la felicità all’uomo che non sa quello che vuole: il denaro non gli darà un codice di valori, se quest’uomo evade la conoscenza di ciò che deve valutare, e non gli procurerà uno scopo, se evade la scelta di quello che cerca. Il denaro non comprerà l’intelligenza allo sciocco, né l’ammirazione al codardo, né il rispetto all’incompetente. L’uomo che tenta di comprare il cervello di coloro che gli sono superiori, sostituendo il denaro al discernimento, finirà con l’essere vittima di quanti gli sono inferiori. Gli uomini intelligenti lo sfuggiranno, e gli imbrogli e le frodi si ritorceranno su di lui, spinte da una legge che non ha scoperto: che l’uomo non può essere più piccolo del suo denaro. E’ per questa ragione che lei lo chiama un male?
Solo l’uomo che non ne ha bisogno, è adatto a ereditare il benessere… l’uomo capace di farsi una fortuna anche se non l’avesse. Se un erede è uguale al suo denaro, il denaro lo servirà: altrimenti lo distruggerà. Ma voi che guardate gridereste che è stato il denaro a corromperlo. Davvero? Non è stato lui, invece, a corrompere il suo denaro? Non invidiate un erede che non vale niente; la sua fortuna non è vostra, e voi non avreste agito meglio di lui. Non pensate che dovrebbe venir distribuita fra voi; gravare il mondo di cinquanta parassiti, invece che di uno, non farebbe rimanere la virtù che ha creato quella fortuna. Il denaro è una potenza vivente che muore senza le sue radici. Il denaro non servirà la mente incapace di esserne degna. E’ per questa ragione che lei lo chiama un male?

Il denaro è il mezzo per sopravvivere. Il verdetto che pronunciamo sulla nostra fonte di guadagno è un verdetto che pronunciamo sulla nostra vita. Se la fonte è corrotta, avremo dannato tutta la nostra esistenza. Abbiamo ottenuto il denaro con una frode? Sfruttando i vizi o la stupidità degli uomini? Imbrogliando gli sciocchi, in modo da ottenere più di quanto la nostra abilità meriti? Scendendo a compromessi con i nostri principi? Facendo un lavoro che disprezziamo per gente che non stimiamo? Allora il denaro non ci darà un attimo né un centesimo di gioia. Allora le cose che acquisteremo diverranno non un tributo, ma un rimprovero. Non una conquista, ma il ricordo di una vergogna. Allora grideremo che il denaro è un male. Un male, solo perché non ci aiuterà a trovare il rispetto in noi stessi? Un male, perché non ci permetterà di goderci la nostra depravazione? E’ questa la radice del suo vero odio per il denaro?
Il denaro rimarrà sempre un effetto e si rifiuterà di divenire una causa. Il denaro è il prodotto della virtù, ma non ci darà la virtù né redimerà i nostri vizi. Il denaro non ci procurerà quello che non abbiamo guadagnato, né in materia né in spirito. E’ questa la radice del suo odio per il denaro?

O ha detto che é l’amore per il denaro, la radice di tutti i mali? Amare una cosa vuol dire conoscerne e amarne la natura. Amare il denaro vuol dire conoscere e amare il fatto che il denaro è la creazione di quanto di meglio abbiamo in noi, il mezzo di scambiare i nostri sforzi con gli sforzi di quanto di meglio c’é negli uomini. La prima a proclamare il suo odio per il denaro è proprio la persona disposta a vendere la propria anima per un centesimo…. e ha tutte le ragioni per odiarlo. Quelli che amano il denaro sono disposti a lavorare, per procurarselo. Sanno di meritarselo.

Lasciate che vi dia un consiglio che vi aiuterà a capire il carattere degli uomini: l’uomo che detesta il denaro è quello che l’ha ottenuto in modo poco onorevole; l’uomo che lo rispetta se l’è guadagnato.

Sfuggite gli uomini che vi dicono che il denaro è un male. Questa frase è il campanello d’allarme, vi avvisa che c’è un pescecane in arrivo. Finché gli uomini vivranno insieme sulla terra e avranno bisogno di qualcosa per commerciare gli uni con gli altri….l’unico surrogato, se scartano il denaro, è il calcio di un fucile.

Ma il denaro esige da noi le più alte virtù, se vogliamo guadagnarcelo e mantenercelo. Gli uomini privi di coraggio, di orgoglio e di stima in se stessi, gli uomini che non hanno alcun senso morale del loro diritto al denaro e che non sono disposti a difenderlo come difenderebbero le loro stesse vite, gli uomini che chiedeono scusa perché sono ricchi… non rimarranno ricchi a lungo. Essi sono la preda naturale dei pescecani che stanno nascosti sotto gli scogli per secoli, pronti a saltar fuori  al primo odore di un uomo che chiede di essere perdonato perché possiede il benessere. Si affretteranno a liberarlo della colpa… e della vita, come si merita.

Allora assisteremo al cammino degli uomini di due tipi…. degli uomini che vivono con la forza, pur contando su quelli che vivono di commercio perché creino il valore del loro denaro…. e degli uomini che vivono secondo virtù.
In una società morale, questi sono i criminali, e i codici sono fatti apposta per difenderci da loro. Ma quando una società stabilisce dei criminali-per-diritto e dei pescecani-per-legge, uomini che usano la forza per appropriarsi del benessere di vittime disarmate, allora il denaro diventa il vendicatore di colui che lo ha creato. Questi pescecani pensano che non ci sia pericolo a derubare degli uomini indifesi, una volta approvata una legge che li disarmi. Ma il loro furto diventa un magnete per gli altri ladri, che ruberanno il denaro a coloro che l’hanno a loro volta rubato. E così la gara continua non per quelli che sono i più abili a produrre, ma per quelli che posseggono la maggior dose di spietata brutalità. Quando si agisce secondo forza, l’assassino vince sul borsaiolo. E allora la società scompare, in un nuvolo di rovine.

Volete sapere se questo giorno arriverà? Attenti al denaro. Il denaro è il barometro delle virtù di una società. Quando vi accorgerete che il commercio é fatto non per consenso, ma per costrizione, quando vedrete che per poter produrre avete bisogno di un permesso da parte di uomini che non producono, quando vi renderete conto che il denaro vi sfuma dalle mani non per merci, ma per favori, quando osserverete che gli uomini diventaono più ricchi rubano e costringendo che lavorando, e che le leggi non vi proteggono contro di essi, ma proteggono loro contro di voi… quando vedrete che la corruzione viene ricompensata e l’onestà diventa un olocausto… allora capirete che la vostra società è condannata. Il denaro è una cosa tanto nobile che non scende a patti con i fucili o con la brutalità. Non permetterà ad una società di sopravvivere fra i pescecani e i ladri.

Ogni qualvolta fra gli uomini appaiono dei distruttori, cominciano prima di tutto a distruggere il denaro, perché il denaro è la protezione degli uomini e la base di un’esistenza morale. I distruttori si impossessano dell’oro, dando in cambio un mucchio di carta. Questo uccide tutti i principi obbiettivi e consegna gli uomini al potere arbitrario, un arbitrario giudice dei valori. L’oro era un valore oggettivo, un equivalente della ricchezza prodotta. La carta é un’ipoteca su una ricchezza che non esiste, appoggiata da un fucile puntato su coloro che devono produrre. La carta é un assegno rilasciato dai pescecani legali su un conto che non é il loro: sulle virtù delle vittime. Attenti al giorno in cui l’assegno vi sarà rimandato indietro con sopra scritto: “Per mancanza di fondi”.
Quando avrete fatto del male un mezzo per sopravvivere, non vi aspettate che gli uomini rimangano buoni. Non vi aspettate che rimangano morali per far cuscino agli immorali. Non vi aspettate che producano, quando la produzione viene punita e il ladrocinio ricompensato. Non chiedetevi: “Chi distrugge il mondo?” Siete voi.
Siete in mezzo alle più grandi conquiste della più grande civiltà produttiva e vi chiedete perché vi cade a pezzi intorno, mentre condannate la sua linfa vitale… il denaro. Considerate il denaro come lo consideravano i selvaggi prima di voi, e vi chiedete perchè la giungla sta man mano inghiottendo le vostre città. Nella storia dell’uomo, il denaro è sempre stato rubato da pescecani di un tipo o dell’altro, i cui nomi cambiavano, ma i metodi rimanevano gli stessi: impossessarsi della ricchezza con la forza e tenere i produttori legati, diffamati, oppressi, privati dell’onore.
Quella frase sul male del denaro, che pronunciate con tanta virtuosa indifferenza, proviene da un’epoca in cui il denaro veniva prodotto dal lavoro degli schiavi… schiavi che continuavano a ripeterla, dopo che fu scoperta dalla mente di qualcuno, e rimasta così per secoli. Finché la produzione veniva regolata dalla forza e la ricchezza veniva conquistata con la violenza, poteva andar bene.
Però, attraverso secoli di miseria e di fame, gli uomini hanno continuato a esaltare i pescecani, a considerarli aristocratici della spada, aristocratici per nascita, aristocratici della burocrazia,e a disprezzare i produttori, a considerarli schivi, commercianti…. e industriali.

Per la gloria dell’umanità, c’é stata, per la prima e ultima volta nella storia, una nazione del denaro…  e non trovo miglior tributo da offrire all’America, perché questo significa: una nazione di ragione, di giustizia, di libertà, di produzione, di conquista. Per la prima volta, la mente dell’uomo e il denaro furono liberati e non esistevano più fortune-per-conqusta, ma fortune-per lavoro,  e al posto degli uomini con la spada in  mano apparvero i reali costruttori del benessere, i più grandi lavoratori, gli esseri umani più evoluti… gli uomini fatti da sè… gli industiali americani.
Se mi chiedete di nominare la più orgogliosa distinzione degli americani sceglierei…. perché contiene tutte le altre…  il fatto che sono stati loro a creare la frase “far soldi”. Nessun altro popolo e nessun’altra nazione aveva mai usato prima qeuste parole; gli uomini avevano sempre pensato alla ricchezza come a una quantità statica… da ereditare, chiedere, rubare, dividere o ottenere come un favore. Gli americani sono stati i primi a capire che la ricchezza deve essere creata. Le parole “far soldi” contengono l’essenza della moralità umana.

Eppure queste furono le parole per le quali gli americani furono condannati dalla cultura dei continenti dei pescecani. Ora il credo dei pescecani vi ha convinti a considerare le vostre più grandi conquiste come un marchio di infamia, la vostra prosperità come una colpa, gli industriali come delinquenti, e le vostre meravigliose fabbriche com il prodotto e la proprietà di un lavoro muscolare, il lavoro di schiavi, frustati come quelli delle piramidi d’Egitto. Il farabutto che dice di non vedere alcuna differenza fra il potere del dollaro e quello della frusta, dovrebbe imparare la differenza sulla sua stessa schiena….. come penso che avverrà.
Finché e a meno che non scoprirete che il denaro è alla radice di ogni bene, sarete voi stessi gli artefici della vostra rovina. Quando il denaro finirà di essere il mezzo di scambio fra gli uomini, allora gli uomini diverranno gli schiavi degli uomini. Sangue, fruste e fucili….. o dollari. Fate la vostra scelta…. non c’è n’é altra… è giunto il momento”.

*Libertarianation.org

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18 Responses

  1. antonio
    antonio 5 febbraio 2012 at 13:40 | | Reply

    nooooooooo! ancora la psicopatica???
    allora volete farvi del male!
    per cominciare è ignorante: non sa che gli operai egiziani delle piramidi erano salariati e non schiavi… per finire la presenza del dollaro (o qualsiasi altra moneta) non mi pare abbia annullato guerre, genocidi, schiavitù.
    i soldi sono buoni finche servono alla vita… diventano cattivi quando noi cominciamo a servire a loro.
    ovvero quando il ciclo economico diventa ossessivo, un “complesso autonomo”, una scheggia impazzita che se ne va per i fatti suoi, una mente “altra” dentro di noi: ossessione di lavorare, ossessione di guadagnare, ossessione di comprare.

  2. antonio
    antonio 5 febbraio 2012 at 13:57 | | Reply

    il denaro non compra i “valori”??? uhmmmm……..
    una canzone brasiliana dice “ero vecchio e brutto, poi ho comprato una macchina, adesso sono giovane e bello”.

  3. antonio
    antonio 5 febbraio 2012 at 14:01 | | Reply

    “, quando osserverete che gli uomini diventaono più ricchi rubano e costringendo che lavorando, e che le leggi non vi proteggono contro di essi, ma proteggono loro contro di voi… quando vedrete che la corruzione viene ricompensata e l’onestà diventa un olocausto… allora capirete che la vostra società è condannata. Il denaro è una cosa tanto nobile che non scende a patti con i fucili o con la brutalità.”
    azzo, c’ha la faccia come il culo! è il ritratto dello ZIO SAM… presso il quale se ne andò a vivere (senza mai produrre una minchia secca).
    una parassita pescecagna che chiama pescecani gli altri.

  4. Deckard
    Deckard 5 febbraio 2012 at 15:27 | | Reply

    Antonio, ma non hai niente di meglio da fare che rompere i coglioni in continuazione con i tuoi post demenziali? Ma perchè non vai a trollare da qualche altra parte?

  5. antonio
    antonio 5 febbraio 2012 at 17:26 | | Reply

    la rand in vita sua non ha MAI lavorato… a meno che non intendiamo lo scrivere barzellette come “lavoro”.
    fa parte di quei liberisti che amano il lavoro… ALTRUI.
    mi ricorda una frase di j.k.jerome:
    “io amo il lavoro… potrei stare seduto a guardarlo per ore”.

    1. andrea
      andrea 5 febbraio 2012 at 18:52 | | Reply

      Se dobbiamo dirla tutta neanche Marx e la maggior parte degli ideologi del comunismo, e della rivoluzione proletaria, hanno mai lavorato in vita loro!
      L’ipocrisia è un marchio di fabbrica molto diffuso tra filosofi, ideologi, e intellettuali in genere

  6. antonio
    antonio 5 febbraio 2012 at 17:27 | | Reply

    “Se [le persone] pongono cose come l’amicizia e i legami familiari al di sopra della loro attività produttiva, sì, esse sono immorali. L’amicizia, la vita in famiglia e le relazioni umane non sono fondamentali nella vita di un uomo.”
    (ayn rand)

  7. faniarte
    faniarte 5 febbraio 2012 at 18:16 | | Reply

    Ho appena ordinato il libro on line…non vedo l’ora di leggerlo…
    Leggendo questo post bellissimo,(grazie!) mi è tornato alla mente… La fonte meravigliosa film drammatico del 1949 diretto da King Vidor basato sul romanzo omonimo di Ayn Rand con Gary Cooper…visto alla tv anni fa………quando trasmettevano ancora programmi degni…mai più rivisto….
    ora attenderò il film in uscita ad ottobre .
    Saluti e grazie!!!

  8. faniarte
    faniarte 5 febbraio 2012 at 18:33 | | Reply

    http://www.youtube.com/watch?v=vb739gRFT5c&feature=related
    Un Gary Cooper impeccabile nella scena madre del film “La fonte meravigliosa”

  9. bloodycat
    bloodycat 5 febbraio 2012 at 19:40 | | Reply

    Che felice coincidenza! Ho finito di scaricare “La fonte meravigliosa” e stavo giusto per mettermi comodamente a guardarlo. Ovviamente, prima ci vuole sempre uno sguardo alla home page del Movimento Libertario ;) e… toh! Si parla giusto della Rand. Ho un’impressione sempre più radicata sulla fondatrice dell’Oggettivismo: pur di dire l’amara verità era disposta ad andare incontro alle critiche (ridondanti e ripetitive!) dei benpensanti, dei buonisti e degli infaticabili sostenitori dello statal-social-paternalismo-dirigismo di Stato. In sostanza accettava di inimicarsi la grande maggioranza degli intellettualoidi e del volgo da questi ultimi educato. Tutto, pur di affermare la sua geniale e perentoria difesa della dignità umana. Mi torna alla mente una frase della Thatcher: «Ci odieranno oggi ma ci ringrazieranno per generazioni – e guai a voi, cari colleghi, se tutto ciò cui pensate è la rielezione». Mai sacrificare la VERITA’ col desiderio di approvazione.

  10. serpe
    serpe 5 febbraio 2012 at 19:55 | | Reply

    Gli americani sono un popolo di idioti e la rand è una campionessa di questa specialità.

    1. andrea
      andrea 5 febbraio 2012 at 20:05 | | Reply

      Casomai ERA
      Comunque non credo proprio che fosse idiota, è che le faceva comodo pensarla in un certo modo, e probabilmente il suo pensiero un po’ estremista, è stata anche una reazione alla barbarie del comunismo, dal quale è fuggita da giovane!

  11. faniarte
    faniarte 5 febbraio 2012 at 20:22 | | Reply

    Penso che tutti i popoli non siano sfuggiti da momenti di idiozia…ma secondo me c’è un elemento che contraddistingue l’indole maschile dalla femminile…ed è la propensione alle …GUERRE!
    A questo punto storico mi augurerei una trasformazione epocale in merito alle nuove società che sorgeranno cioè meno supremazia maschile e un’armonica visione della vita da parte di entrambi (visto il punto in cui siamo).

    Il mondo non è stato sempre patriarcale, il sistema di guerra intorno a cui ha cominciato a organizzarsi questo tipo di società, il cui circolo vizioso sta ammorbando ogni aspetto della nostra vita, un tempo, forse poi non così mitico come vogliono farci credere, non esisteva. Lo testimoniano le continue scoperte di civiltà passate che non mostrano segni di violenza, lo confermano i ritrovamenti archeologici disseminati in varie parti del mondo, lo raccontano le leggende, i miti e gli archetipi, la storia del folklore e l’arte popolare che sotteraneamente ha attraversato la nostra storia patriarcale.
    Non erano matriarcali quelle società, nel senso di un equivalente femminile del patriarcato, vale a dire che non prevedevano forme di predominio femminile, ma mettevano in campo valori di fondo, oggi diremmo spirituali ed etici, incentrati su un modello femminile che informava l’intera struttura della società a tutti i livelli: economici, estetici, politici, sociali. La storia di questa potente parola, matriarcato – ora cominciamo a vederlo – è intrisa di malintesi e omissioni e ha finito per diventare fuorviante, pur conservando una sua realtà, verità e forza, che forse va indagata diversamente.
    Scusate il post lungo
    Saluti a tutti

    1. serpe
      serpe 5 febbraio 2012 at 21:24 | | Reply

      Quest’analisi diciamo femminista, non è corretta e soffre di una visione raccattata “per sentito dire”. Le donne non hanno bisogno di “apparire” come primi ministri o personaggi in genere (c’è qualcuno più brutto di Hillary Clinton?). La donna agisce il suo potere in altri modi. Questo voler trasformare le donne in uomini è banale e controproducente. Le prime a rimetterci sono proprio le donne. Se pensi a come sono strutturate le famiglie ti accorgeri che il MATRIARCATO esiste tuttora. E va bene così.

  12. Pedante
    Pedante 6 febbraio 2012 at 04:10 | | Reply

    “L’oro era un valore oggettivo” – a parte questo errore, il pezzo era più o meno ineccepibile, se logorroico.

    Io ce l’ho con Rand perché ha avuto anch’essa una parte nel decadimento dell’Occidente. L’atomizzazione della società occidentale serve a un programma di più ampio respiro. Per chi se la cava con l’inglese, consiglio questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=tz8pzG02oxU

  13. Brillat-Savarin
    Brillat-Savarin 7 febbraio 2012 at 09:05 | | Reply

    Dal punto di vista logico lo scritto è ineccepibile. Il pericolo è di prendere queste parole come la Bibbia e dimenticare che il denaro è sempre e solo un mezzo e non mai il fine. Il fine è del tutto diverso dal mezzo, per definizione apodittica e assiomatica.

    1. scaurus
      scaurus 12 maggio 2012 at 01:33 | | Reply

      Salve, non mi sembra che lo scritto induca a quest’errore, il denaro è identificato come “effetto”, conseguenza di una determinata “causa” , il fine sembra relegato alla sfera soggettiva di ogni individuo tenendo presente che la scelta di ogni x fine rientri nell’esigenza oggettiva della natura dell’uomo, come requisito essenziale della piena realizzazione della propria egoistica felicità.

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