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22 Responses

  1. Franco Leonardi
    Franco Leonardi at | | Reply

    Bell’articolo, chiedo se posso metterlo nel cartaceo della prossima uscita (novembre), ovviamente con il riferimento all’Autore e al sito.
    Cordiali saluti
    Franco Leonardi

    1. leonardofaccoeditore
      leonardofaccoeditore at | | Reply

      PERMESSO CONCESSO FRANCO!

  2. marcoper
    marcoper at | | Reply

    Grazie Matteo, ottimo articolo!

  3. Gran Pollo
    Gran Pollo at | | Reply

    Bellissimo articolo, che mi sento di condividere appieno.

    Solo, mi piacerebbe chiedere al tuo collega, il perito che si è fatto il c**o negli anni 70, se rifarebbe oggi le stesse cose che ha fatto nel corso di una vita: sulle prime immagino risponderebbe “assolutamente sì!!!” ma vorrei ci riflettesse bene, pensasse a quali erano le condizioni e le opportunità che c’erano allora e a quelle che ci sono ora. Per chi parte da zero.

    Sono pienamente d’accordo, peraltro, sul fatto che la scuola produca ormai solo pezzi di carta e non persone preparate, ma ricordo che negli anni del mio liceo (fine 80-primi 90) l’unico argomento di discussione tra studenti era la discoteca, e nelle assemblee di classe all’ordine del giorno c’era un solo punto: LA GITA SCOLASTICA (non chiamatela viaggio di istruzione, è ipocrita!), dalla prima assemblea a settembre fino all’ultima utile prima della partenza in aprile (poi tanta voglia di assemblee svaniva come neve al sole), nonostante venissimo più volte esortati dagli insegnanti a non considerare la scuola alla stregua di un tour operator.
    Viste certe le premesse un po’ di responsabilità forse ce l’hanno anche le famiglie… (ero l’unico a sostenere un’etica del lavoro come quella del tuo collega, che poi è quella che mi hanno trasmesso i miei genitori, risultato: isolamento, un certo bullismo da parte dei compagni e anche in un certo qual modo da qualche insegnante particolarmente politicizzato).

    Vabbè ho detto la mia. Critiche ben accette, purché costruttive, come sempre.

    1. firmato winston diaz
      firmato winston diaz at | | Reply

      Peraltro, Gran Pollo, il perito di cui sopra e’ uno che forse a scuola ci e’ andato nei piu’ feroci anni della contestazione (che decorrono dal ’68 al ’77), in cui i “qualunquisti” come quelli che descrivi con giustificato disprezzo parlando dei tuoi anni, erano emarginati dagli “impegnati” al contrario di come lo sei stato tu secondo quel che ci racconti ;) La storia non manca mai di sorprendere… L’unica cosa che non sorprende perche’ e’ sempre uguale a se stessa e’ che gli uomini, specialmente in eta’ adolescenziale, sono delle bestie in branco, che se non arrivano ad uccidere chi si stacca dal pregiudizio comune del momento, poco ci manca. Di sicuro lo mobbizzano. Questo all’attenzione di chi poco tempo qua dentro faceva dell’ironia dappoco sul fatto che il ’68 avesse anche istanze libertarie, che poi sono finite come sono finite, strumentalizzate dalla sinistra di Partito. Si potrebbe dire che a quelle istanze, allora, si opponeva chi giustamente veniva chiamato fascista e non si offendeva di esserlo, azni. Il leghismo di molti anni dopo incorporo’, acrobaticamente, gli uni e gli altri… Qualcosa in comune col grillismo, pero’, bisogna ammettere che in questo senso c’e’ l’aveva.

      1. firmato winston diaz
        firmato winston diaz at | | Reply

        “Il leghismo di molti anni dopo incorporo’, acrobaticamente, gli uni e gli altri”

        E se pensiamo che poi c’e’ pure ritrovato al governo con i fascisti veri, sfido io che in vent’anni non hanno combinato un cazzo dal punto di vista liberale, non dico libertario, e che hanno fatto la triste fine che hanno fatto. Il problema e’ che molti confondono il libertarismo con l’imposizione della propria legge agli altri. Molti, troppi.

  4. alberto
    alberto at | | Reply

    Articolo condivisibile in molte sue parti. Tranne una. Quando si accusa lo “Stato” della perdita dell’etica. Questa è una grossa minchiata. Lo Stato (non questo, che non è uno Stato ma una elitè dei partiti) nasce proprio per dare un sostegno ai propri cittadini. Poi arrivano banche, multinazionali e altra feccia che conta solo sui PROFITTI e tutto si corrompe. Capisco essere libertari. Non capisco invece essere con le fette di salame sugli occhi.

    1. Liberty Defined
      Liberty Defined at | | Reply

      @alberto ..invece lo stato in partenza sarebbe etico? Libero da multinazionali, banche, e profitti non sarebbe più imposizione? Continuando a demonizzare il profitto questo paese di merda sarà sempre più un deserto, ma forse è proprio quello che vogliono i collettivisti per avere ancora più stato e meno libertà

    2. firmato winston diaz
      firmato winston diaz at | | Reply

      @alberto: esatto… questi non si rendono nemmeno conto che lo Stato che hanno davanti adesso e’ gia’ esattamente cio’ che desiderano, il culmine del percorso evolutivo darwiniano che porta ad una organizzazione totalmente libera di fare cio’ che vuole, cambiando le leggi a suo piacimento se serve, assolutamente padrona di se stessa e dotata di un esercito privato.

      1. Liberty Defined
        Liberty Defined at | | Reply

        Cosa ti spinge a passare il tempo su questo sito se non sei d’accordo su niente che viene detto? L’Italia sarebbe il paradiso dei libertari per te? O sei squilibrato o sei in mala fede

        1. firmato winston diaz
          firmato winston diaz at | | Reply

          @liberty: cio’ che dici e’ senza senso, ho appena manifestato la mia piena approvazione ad alberto, che a sua volta critica solo una parte dello scritto cui si riferisce.

          1. christian
            christian at |

            Winston, capito tutto, capito un cazzo eh?

  5. christian
    christian at | | Reply

    Winston, capito tutto, capito un cazzo eh?

    1. firmato winston diaz
      firmato winston diaz at | | Reply

      Ok tolgo il disturbo, statemi bene.

      1. jimmy
        jimmy at | | Reply

        L’ho già detto ma trovo utile ripetermi: a me i commenti di Firmato Winston Diaz interessano, e molto.
        Non sono sempre d’accordo con lui ed a volte lo trovo difficile da comprendere, ma molto spesso Firmato ha il pregio (fra di noi qui piuttosto raro) del realismo e del disincanto.
        Trovo quindi di cattivo gusto rivolgersi a Firmato (come a chiunque altro su queste pregevoli pagine) con parolacce, offese più o meno velate, etc.
        A meno che non vogliamo fare di ML un sito di soli adepti, che se la suonano e se la cantano fra di loro (e non mi sembra che Facco voglia questo).
        Quindi, chi possiede argomenti che demoliscano le tesi di Firmato, che si faccia avanti, leggerò entrambi con attenzione.
        Per gli insulti, le cavolate, le fregnacce, le favole, c’è già la stampa in edicola, no?

  6. leonardofaccoeditore
    leonardofaccoeditore at | | Reply

    L’UNICA ETICA DELLO STATO E’ QUELLA CRIMINALE., HA RAGIONE BERINGHI

  7. Francesco
    Francesco at | | Reply

    Molto bello, lo rilancerei anche su Usemlab appena trovo tempo.
    Francesco

  8. Francesco
    Francesco at | | Reply

    apprezzo anche la citazione tratta da uno dei 7 libri pubblicati da USEMLAB. grazie Matteo

  9. Pedante
    Pedante at | | Reply

    @ Antonio:

    Gran parte della globalizzazione è frutto di un sistema monetario basato sulla cartamoneta. Sul mercato dei cambi la divisa americana gode di un premio in quanto moneta di riserva mondiale, i paesi asiatici mantengono basse le loro divise per favorire il settore esportatore, quindi non c’è da stupirsi in Europa e negli Stati Uniti si assista a una massiccia deindustrializzazione. Credo inoltre che gli ingenti sussidi statali alle reti di trasporto e all’infrastruttura in generale favoriscono (in modo innaturale) il commercio internazionale a danno di quello locale.

    È impossibile al giorno di oggi sapere in parte il profitto sia legittimo e in parte esista solo grazie agli interventi statali.

  10. Alex
    Alex at | | Reply

    Articolo veramente interessante, purtroppo da quando è stato scritto ad oggi le cose come previsto sono peggiorate, anche se i giornali narrano di economie è in ripresa, più tempo passa più mi rendo conto che l’uomo senza cervello sarebbe di gran lunga più intelligente..
    L’unico fine di tutto questo grande trambusto è l’autodistruzione.. e ci siamo molto vicini..
    Grazie per il Vostro lavoro!

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