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LA LIBERTÀ IN FRANCIA NON ESISTE, NESSUN CITTADINO È LIBERO!

franciaDI VALENTINA CAVINATO

Nei miei quindici anni di permanenza, in quel paese ai confini della realtà, ho sempre avvertito un pesante senso di oppressione. Lo stato mi imponeva ogni cosa, anche quale musica ascoltare alla radio. Non sto scherzando, esiste un’apposita legge, che regola con percentuali ben precise, quale musica devono trasmettere le radio. E scusatemi se questa cosa continuo a ripeterla, ma trovo che dia un’idea del livello della loro dittatura repubblicana. Lo stato mette anche mano nel vostro conto corrente bancario, come se fosse un contestatario.

Però nessuno si lamenta, anzi, trovano sempre una valida giustificazione alla loro sottomissione. Non sanno di essere schiavi, non se ne accorgono.

È un popolo che tendenzialmente se ne fotte di tutto e di tutti, l’importante è che non vengano mai a mancare i sussidi. Da sempre accettano vessazioni di ogni sorta. Eppure hanno la sfacciataggine di mettere la parola “LIBERTÉ” nella loro devise.

I galli sono bravi a fare le “manif”, di solito sono organizzate dai potenti sindacati. Questa volta, a poche ore dall’attentato, folle oceaniche si sono riversate nelle piazze di tutto il paese. Sono diventati tutti Charlie.

Sono indignati, perché è stata messa in pericolo la libertà di espressione. Incroyable !

Dove si trovavano negli ultimi decenni tutte queste pecore tosate?

Cosa facevano, mentre la dittatura “maison” li privava della loro libertà individuale, sfornando leggi a più non posso?

Certo che la gente è strana…

State forse pensando che la Francia si stia svegliando? Personalmente non ci credo.

All’inizio della mia esperienza nella terra dei galli, non riuscivo a capire perché sui giornali e nei loro TG, non ci fossero notizie “toste” come da noi. Pensavo, ingenuamente, che fosse un paese virtuoso, che fosse davvero molto meglio dell’Italia. Credevo che in Francia certe cose non accadessero. Nei TG facevano vedere i bambini sugli scivoli nei giardinetti e altre cavolate del genere. Poi mi sono resa conto che era solo una questione di omertà dei media, le informazioni venivano ben filtrate, passava solo quello che la dittatura repubblicana decideva di far passare. Solo recentemente sto riscontrando una leggera inversione di tendenza.

Mentre noi ci ostiniamo a voler apparire i peggiori, attraverso un incomparabile disfattismo, loro, con l’arroganza che li contraddistingue, nascondono la loro mediocrità e si mostrano perfetti.

LA CRIMINALITÀ IN FRANCIA

In Francia la situazione è da tempo scappata di mano. Le “bellezze” del multiculturalismo, che negli ultimi tempi stiamo conoscendo pesantemente anche in Italia, puzzano di muffa, hanno già messo in ginocchio il paese da tempo.

Il pericolo che scoppi una “guerra civile”, è reale e le autorità sono in allerta.

La criminalità è alle stelle, le città sono sempre più invivibili.

Hanno creato le “ZSP” (zone di sicurezza prioritaria), dove anche i poliziotti sono spesso costretti ad arrendersi.

Poi hanno aggiunto le “ZEP” (zone di educazione prioritaria), consiste in un lista di scuole in cui gli alunni si massacrano tra di loro, dove i professori vengono malmenati e ricoverati negli ospedali. Un ultimo caso eclatante riguarda un liceo di Parigi, nel quartiere di Montmartre.

Prima questo cancro riguardava solo le famose banlieues, ma da un po’ di tempo ha invaso anche le città e i tranquilli paesi. Tutto ciò rende il quotidiano dei sudditi un vero e proprio inferno. Ma nessuno fa nulla, nessuno scende in piazza, tutti subiscono.

Le “categorie” di criminali sono molte, e per ovvi motivi, di alcune addirittura non se ne parla.

Oggi sembra che il solo problema siano i mussulmani. È vero, sono stati coccolati, hanno costruito MIGLIAIA di luoghi di culto (cercate su Wikipedia “Liste de mosquées de France”, in italiano quella pagina non esiste).

Cari francesi,

sono pienamente cosciente che il terrorismo islamico rappresenti un enorme problema, ma è come se voi, malati di tumore con metastasi generalizzate, foste terrorizzati dall’arrivo dell’influenza invernale.

La libertà non vi è stata tolta dai mussulmani. Siete voi che avete deciso di rinunciarvi, legittimando ed accettando i vari governi dittatoriali che si sono susseguiti. E, ahimè, continuerete ancora a farlo. In primis abbiate paura di voi stessi.

Il vostro è un paese in cui un cittadino su cinquemila si suicida, in cui a FRANCE Telecom in sei mesi si sono suicidati 26 dipendenti, in cui già nelle scuole medie vengono installati i metal detector, perché gli alunni vanno a scuola armati, un paese in cui è conveniente essere disoccupati piuttosto che lavorare.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

La Francia, paese storicamente molto diverso dal nostro, è composta da circa sessanta milioni di abitanti, i quali rappresentano perfettamente quello straordinario melting pot, che tanto piace alla Boldrina & Co.

Ecco un piccolo schema che sicuramente molti di voi ignorano.

Gli ANTILLESI (Guadalupa, Martinica, etc…)

Francesi a tutti gli effetti… sulla carta. Ex colonie nel mar dei Caraibi.

Questo popolo lo conosco molto bene, conosco la loro storia, la loro cultura, le loro abitudini. Ci sono antillesi nati in Métropole da generazioni. Ebbene, stanno tra di loro, mangiano la loro cucina, frequentano discoteche antillesi, sono e continuano ad essere antillesi per tutta la loro vita e in fondo, nella loro anima, odiano profondamente la Francia e i francesi. Gli antillesi si considerano africani e vorrebbero l’indipendenza, ma di rinunciare ai sussidi non se ne parla, quindi continuano, obtorto collo, a cantare la marsigliese.

I RÉUNIONAIS (Isola della Réunion, Oceano Indiano, ex colonia, divenuta regione francese d’oltre mare)

Idem con patate…

Ex COLONIE AFRICANE

Nel corso del XX secolo, se non ricordo male intorno al 1960, si sono guadagnate l’indipendenza: Costa d’Avorio, Senegal (luogo da cui partivano le navi piene di schiavi, smistati poi sulle Antille e negli USA), Cameroun, etc…

Sono ovviamente tutti paesi francofoni, dai quali è partita una notevole quantità di migranti.

I PIEDS-NOIRS   

Francesi, non sempre di origine francese, che sono rimpatriati dall’Algeria a partire dal 1962.

Tutti questi “francesi” sono installati sul territorio DA GENERAZIONI.

A tutto questo aggiungete i migranti dei “giorni nostri”.

In questi giorni per me non è stato facile leggere una marea di idiozie sulla Francia, ma sono fortunatamente sopravvissuta.

CONCLUSIONE

Les jeux sont fait et rien, mais vraiment rien ne va plus…

francialiberteegalitefraternite

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14 Responses

  1. Guglielmo Piombini
    Guglielmo Piombini at | | Reply

    Brava Valentina, complimenti!

  2. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Insomma, il più sano ha la rogna.
    Ognun per sé, che è meglio.

  3. Pedante
    Pedante at | | Reply

    https://www.youtube.com/watch?v=j0b8_SviaAk

    Sporco bianco! – Storia di un odio che non esiste. Il Piano Kalergi in altre parole.

  4. Pedante
    Pedante at | | Reply

    https://www.youtube.com/watch?v=HCxe6g5tixw

    Il Piano Kalergi, ovvero il genocidio dei popoli europei per via dell’immigrazione di massa.

  5. Pedante
    Pedante at | | Reply

    http://alternative-right.blogspot.com/2014/02/the-africanization-of-france.html

    Per chi sa l’inglese l’articolo di sopra usa cifre epidemiologiche sull’incidenza dell’anemia falciforme per sintetizzare un quadro demografico nazionale. Il daltonismo dello Stato copre volutamente una situazione che dovrebbe preoccupare gli autoctoni.

  6. Gran Pollo
    Gran Pollo at | | Reply

    cito: “gli antillesi si considerano africani”.

    mi spiegate il senso di questa frase? forse sono discendenti di ex-deportati? no perché le antille, cioè le isole del mar dei caraibi, stanno nell’america centrale.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      I discendenti degli schiavi africani. Si veda la differenza tra la popolazione haitiana (nera al 100 per cento) e quella della Repubblica Dominicana (mista – mestiza, bianca, e nera). Non per niente quest’ultima ha fortificato la frontiera tra i due paesi.

  7. Pedante
    Pedante at | | Reply

    https://www.youtube.com/watch?v=C5fQ6kt9_B4

    La regia lascia molto a desiderare. Fossi un contribuente francese mi incavolerei non poco.

  8. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Pochi migliaia di inglesi erano capaci di dominare un intero subcontinente fomentando l’odio e la reciproca sfiducia tra rivali gruppi etnici e religiosi. La lezione dell’India colonizzata è che il caos può risultare un efficace mezzo di controllo.

  9. Pedante
    Pedante at | | Reply

    “Poche migliaia…”

  10. Alberto
    Alberto at | | Reply

    Condivido e confermo ogni parola (non avrei potuto scrivere di meglio, complimenti all’autrice), ho solo una visione più preoccupata del pericolo Islam, ma per il resto chapeau a questo articolo.

    Alberto

    P.s.
    Vivo anche io in Francia da 4 anni per motivi lavorativi, e sto cercando in tutti i modi di accelerare la mia uscita dalla Francia il prima possibile: la schiavitù allo Stato non è concepibile come principio, figuriamoci allo Stato Francese…La Libertà è un diritto naturale!

  11. tartarini (Italy)
    tartarini (Italy) at | | Reply

    Che sia un paese socialista ok, che rompono le balle sul tipo di musica messa in onda da una radio ok.

    Qui c’è una grossa contraddizione, siete libertari e andate a vedere cosa mangiano i francesi di origine caraibica ? Allora non siete libertari.

    Che sia più conveniente fare i disoccupati che lavorare OK, è uno schifo.

    Negli ani 70 in Italia c’erano 4000 omicidi, eravamp tutti bianchi, oggi circa 600, basta con sta storia del multiculturalismno cattivo.

    Le statistiche dicono che la società multiculturale non ha aumentato la violenza.

    1. Stefano
      Stefano at | | Reply

      ma infatti.
      Probabilmente io poliziotti vengono attaccati per strada da tranquilli pensionati provenzali.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        “L’avanguardia…dello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi.”

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