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Pesaro, 3 luglio 2011 – CONTRORDINE: Bikkembergs non è più Al Capone. Il Fisco lo accusava di aver evaso le tasse dal 2002 al 2006 chiedendogli indietro 120 milioni di euro tra imposte, iva, sanzioni e interessi. Tre giorni fa, tutto azzerato. La commissione tributaria di secondo grado di Ancona ha stabilito che lo stilista deve pagare al massimo 1 milione e 80mila euro di tasse come imposta dovuta per le provvigioni percepite in due anni da 4 dipendenti che gestivano i rapporti di vendita con la casa madre in Lussemburgo. Tutto il resto delle contestazioni (oggetto di 14 fascicoli) è acqua calda. Solo che nel frattempo, la Bikkembergs originaria non esiste più.

Per affrontare la lava del vulcano che gli stava scivolando addosso, lo stilista belga domiciliato per anni a Fossombrone se n’è andato sdegnato dall’Italia. Ma prima, per pagare i debiti chiesti dal Fisco, ha chiuso la sua ditta (la 22 srl), licenziato i dipendenti e venduto il marchio all’italiana Zeis Excelsa spa di Montegranaro.

IN PRIMO grado, la commissione provinciale di Pesaro aveva dato ragione al Fisco dicendo che la Bikkembergs produceva a Fossombrone e commercializzava sempre nello stesso posto mentre ufficialmente risultava che a vendere in tutto il mondo fosse la Iff con sede in Lussemburgo. Una dislocazione estera che produceva indubbiamente agevolazioni fiscali. Per dimostrare questo, l’Agenzia delle Entrate aveva attribuito a soli 4 dipendenti di Fossombrone il ruolo di venditori planetari dei prodotti Bikkembergs.

Lo provava l’apertura di un conto corrente in una banca di Fossombrone, la Popolare di Ancona, con movimenti per milioni. Questo significava, per il Fisco, che la Bikkembergs aveva evaso dal 2002 al 2006 Irpef ed Iva per un totale (con sanzioni e interessi) di 120 milioni. La commissione di secondo grado ha azzerato questa ricostruzione dicendo che un conto corrente in loco non prova niente e che non è possibile pensare che quattro dipendenti possano gestire la commercializzazione planetaria del gruppo Bikkembergs. C’è di più.

I giudici forse per la prima volta nella storia delle sentenze tributarie si pongono un problema. Scrivono a pagina 12 della sentenza n. 44/2/2011: «Le esigenze immediate di gettito sono importanti per le casse dell’erario ma ancor più importante è che il sistema tributario nazionale appaia equo e ragionevole perché in caso contrario si genererebbe un discredito devastante per gli interessi nazionali creando i presupposti per far fuggire gli investimenti esteri attratti dal Paese e disincentivare quelli potenziali».

Ma se il punto su cui si è basato l’accertamento del Fisco è che a Fossombrone ci fosse la vera base operativa dell’impero Bikkembergs, suscita dubbi l’atteggiamento dell’Amministrazione che non ha consegnato un documento spedito dal Fisco del Lussemburgo che stabiliva la reale presenza lassù della società Iff srl. Si legge nella sentenza: «…Opporre dinieghi potrebbero lasciare dubbi sulla volontà di permettere al giudice di ricercare la soluzione più equa della vicenda». A tutelare Bikkembergs è stato l’avvocato romano Francesco Giuliani dello studio commerciale Fantozzi. Che dice: «Abbiamo avuto giustizia anche se non ci soddisfa appieno. Le conseguenze di questo accertamento però sono state enormi. Bikkembergs si è sentito offeso prima di tutto come persona sapendo di essere nel giusto, abbandonando per sempre l’Italia e ogni forma di investimento».

di ROBERTO DAMIANI (ILRESTODELCARLINO.IT)

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    In Italia possono prosperare solo i criminali. Imprenditori seri e capaci è meglio che stiano alla larga.

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    Giusto Brillat e quelli che se ne vanno son sempre di più, non è un paese per onesti

  • Fabrizio Dalla Villa
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    ora però bisognerebbe multare il fisco, con interessi e danni morali. O meglio, bisognerebbe far pagare a chi, nel fisco, ha avuto “l’acume” di spingersi così avanti. Purtroppo in Italia, anziché essere innocenti fino a prova contraria, si è colpevoli e si deve dimostrare la propria innocenza, col beneplacito dei media, sempre pronti come avvoltoi, a buttarsi su ogni notizia, senza verificarla preventivamente.

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